sabato 26 novembre 2016

pc 26 novembre - Prime immagini e notizie della giornata internazionale di sostegno alla guerra popolare in India

24 novembre - France pour la liberation des prisonniers politiques en India


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CILE 24 november 

ACCIÓN DE APOYO A LA GUERRA POPULAR EN LA EMBAJADA DE LA INDIA

Desde el Frente de Estudiantes Revolucionario y Popular adherimos a la campaña internacional de apoyo a la Guerra Popular en la India, por la libertad de los compañeros Ajith, Kobad Gandhy y todos los más de mil presos políticos de la India, en el día del quinto aniversario del cobarde asesinato del compañero Kishenji.
En este país ("la democracia más grande del mundo") el pueblo se ha alzado en armas contra el imperialismo, la semifeudalidad, el viejo Estado y su régimen fascista de Modi. Los campesinos conquistan su tierra, el proletariado dirige la revolución a través de un verdadero Partido Comunista Maoísta con bases de apoyo en más de un tercio del territorio. Las mujeres libran una heroica batalla como guerrilleras, barriendo con miles de años de opresión patriarcal.

Propaganda pegada en Universidades y Liceos
Es por esto que este 24 de noviembre, acudiendo al llamado internacionalista del Comité Internacional de Apoyo a la Guerra Popular en la India, un destacamento de jóvenes populares y estudiantes revolucionarios del FERP realizaron una acción en la embajada de la India, además de otras acciones de propaganda, que junto con las hechas en todo el mundo, repercuten y apoyan el proceso de barrimiento del viejo Estado de la India que llevan a cabo los revolucionarios de ese país.
Llamamos a apoyar la revolución en la India y a seguir su camino, luchando también por la libertad de los presos políticos Mapuche y chilenos, y luchando por la Revolución de Nueva Democracia en nuestro país, siguiendo así el camino revolucionario que hoy, con Guerra Popular llevan adelante los pueblos del Perú, la India, Turquía y Filipinas

¡VIVA LA GUERRA POPULAR EN LA INDIA!
¡LIBERTAD AL COMPAÑERO AJITH, KOBAD GANDHY Y TODOS LOS PRESOS POLITICOS

24 november AUSTRIA - The martyrs of the people are alive in the struggle!

Honor to comrade Kishenji!



On the 24th of November has been an international day of action to support people‘s war in India, in the memory of the 5th anniversary of the murder of comrade Kishenji.
Kishenji was an important member of the Communist Party of India (maoist). As a leading cadres he was responsible for the development and the victories of the people‘s war in India and a main enemy of the fascist Indian government. On the 24th of November in 2011 Kishenji had been arrested, tortured and murdered. But the murder of him was no victory to the reaction, thousands of people came to his funereal and there had been many actions and declarations of solidarity from revolutionaries and communists from all over the world.
Kishenji showed what it means to serve the people. With his sacrifice for the revolution he is a great example for the international revolutionary and communist movement!
Also in Austria there have been actions of solidarity in the memory of comrade Kishenji and the martyrs of the people‘s war in India. That is an important expression of proletarian internationalism and a contribution for the international support of the people‘s war in India!
Long lives the people‘s war in India!
*pictures: actions took place in several cities: Innsbruck, Salzburg, Linz and Vienna.  

pc 26 novembre - Il legame femminicidi-crisi-sistema capitalista mostra la necessità della rivoluzione per mettere fine alle uccisioni delle donne

La realtà dei femminicidi sta diventando sempre più una strage quotidiana, quasi non c'è giorno in cui una donna non venga uccisa, e nella maggiorparte dei casi dal proprio convivente


Abbiamo già parlato delle ragioni strutturali, sistemiche che sono a fondo di questa guerra di bassa intensità contro le donne e che creano l'humus di "uomini che odiano le donne".
Ma su un aspetto c'è ancora molto da indagare: il legame tra crisi e femminicidi, e il suo inevitabile rafforzamento.

La crisi, con tutte le sue conseguenze economiche, lavorative, di vita, non porta solo pesanti, drammatiche effetti sulle condizioni dei lavoratori, nelle famiglie, ma porta anche un elemento di frustrazione, di sofferenza/devastazione ideologica, che in alcuni casi si trasforma in imbarbarimento dei rapporti umani, e in scarico di queste frustrazioni nella famiglia e sulle donne.
La crisi quindi porta ad un intreccio più stretto tra le difficoltà materiali delle persone e la difficoltà di vivere e, verso gli uomini, la crescita dell'humus maschilista. Uomini a cui viene tolto tutto, scaricano

pc 26 novembre - Dagli Usa a casa nostra lottiamo per difendere il diritto di aborto

pc 26 novembre - Stop violenze e torture contro le le nostre compagne e sorelle in lotta e prigioniere politiche in India

pc 26 novembre - Le donne proletarie autorganizzate del MFPR in prima fila nella lotta contro la violenza sessuale


pc 26 novembre - Donne - analisi e denuncia di classe nel movimento delle donne - richiedi a mfprnaz@gmail.com

pc 26 novembre - La mobilitazione contro Trump nel Black Friday - massima informazione e sostegno






USA : Dump Trump on His Ass for His Crimes and His Class: Statement on Our Black Friday Action and the Necessity for Anti-Fascist Resistance


We live in a period of ascendent fascism. From Trump and his followers in the United States, to Marine Le Pen and the National Front in France, to the Golden Dawn in Greece, fascism and reaction are on the move across the imperialist countries. This is the result of both the general crisis of

pc 26 novembre - Group Yorum - Arrestati tutti dal regime fascista turco di Erdogan - massima solidarietà


Le forze di sicurezza turche hanno arrestato tutti i membri del gruppo musicale  Ali Aracı, Selma Altın, İnan Altın, Helin Bölek, Sultan Gökçek, Fırat Kıl, Dilan Poyraz Abdullah Abdullah Özgün. Hanno cominciato subito uno sciopero della fame. Il Grup Yorum ("Interpretazione") è nato nel 1985 a Istanbul per opera di studenti rivoluzionari in risposta al colpo di stato militare del 1980. Combina canzoni rivoluzionarie e musica popolare e gode di immensa popolarità in Turchia e in tutti i paesi con grande immigrazione turca. E' stato perseguitato circa 400 volta dalla sua nascita...





CAMPAÑA INTERNACIONAL POR GRUP YORUM
"La voz de Grup Yorum es la voz de los pueblos oprimidos"

Durante la redada policial del Centro Cultural "Idil" el día 21 de octubre 2016, los instrumentos musicales de Grup Yorum fueron destruidos. Los policía fascista ataca a Grup Yorum porque no quieren que se oiga la voz del pueblo libre. Destruyeron los instrumentos musicales mandando un mensaje de odio. El régimen fascista de Erdogan cree que las detenciones, terror y la brutalidad policial pueden poner fin a la pasión por la libertad. Se equivocan. La voluntad, los ideales y la solidaridad son armas invencibles contra el fascismo. Nadie puede parar nuestra fuerza, nadie puede poner mordaza a nuestra voz. Aunque nos encarcelen, aunque nos destruyan los instrumentos, nosotros seguiremos luchando. Seguiremos cantando nuestras canciones revolucionarias. Porque nosotros estamos en el lado de justicia. Las canciones de Grup Yorum son las canciones para los revolucionarios de todo el mundo. Grup Yorum tiene que seguir cantando y nosotros tenemos que formar parte de sus esfuerzos para reparar los daños. La reparación de los instrumentos también es nuestra causa y nuestro deber. En estos momentos difíciles, no somos solo su publico sino sus camaradas y aliados. Por eso los tenemos que apoyar, tenemos que mostrar nuestra solidaridad y mandar un mensaje internacional de animo. Grup Yorum canta para nosotros y nosotros tenemos que retribuirlos por esto. Llamamos a todos los camaradas para apoyar esta campaña internacional por Grup Yorum y ayudarles ha reemplazar sus instrumentos musicales dañados o destruidos.
PODEIS ROMPER LOS INSTRUMENTOS MUSICALES PERO NO PODEIS ROMPER LA FE. GANAREMOS!
Antimperialist Front



pc 26 novembre - Le operaie in lotta di Stradella, contro la violenza padronale - MFPR

Un giorno ti alzi alle 2 del mattino per arrivare al lavoro alle 4. Altre volte entri alle 6. Non sai ancora se alle 11 ti diranno di andare a casa o se andrai avanti fino al pomeriggio. Il giorno dopo magari fai il turno di notte: entri a mezzanotte per uscire alle sei del mattino, ma forse anche a mezzogiorno.
“Fare dodici ore non è raro. Una volta è capitato per 26 giorni consecutivi, neppure una domenica di riposo. Volevo piangere”, ricorda Simona Carta. “Torni a casa, mangi qualcosa e crolli addormentata. Poi nella notte ti alzi e riparti. E avanti così due, tre, quattro settimane: non è una vita”. “Nulla è sicuro, turni, ore, paga”, aggiunge Serena Frontino. “Se rallenti, ti rimbrottano davanti a tutti. Ti dicono: se non ti sta bene, quella è la porta”.
Le mie interlocutrici sono giovani donne. Lavorano per un’azienda del polo logistico di Stradella,

pc 26 novembre - Firmato il contratto metalmeccanici

Hanno vinto i padroni e la Fiom finalmente è tornata a far parte della consorteria del sindacalismo collaborazionista.
Nei contratti si tratta il salario, l'orario di lavoro, le condizioni di lavoro, ma in quello firmato c'è poco niente su questo,
come volevano i padroni, e aria fritta su altro.

E' stata raggiunta oggi l’intesa per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro tra Federmeccanica/Assistal, Fim, Fiom e Uilm, che mette fine a una lunga fase di accordi separati.

Un'ipotesi di accordo che verrà sottoposta domani al giudizio del Comitato centrale della Fiom e che, dopo la riunione degli organismi unitari convocata il primo dicembre, verrà illustrata nelle assemblee nei luoghi di lavoro e, infine, sottoposta al referendum vincolante tra tutte le lavoratrici e i lavoratori

pc 26 novembre - Sostegno alla manifestazione alle carceri del 19 dicembre - Soccorso Rosso Proletario

Il D.A.P. Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è l’organo che
nomina e gestisce tutto il personale all’interno delle carceri per 
garantire la massima sicurezza e il massimo controllo.
Gestisce tutti i detenuti e le detenute sia in carcere che in misure 
alternative e stabilisce le norme applicative di tutti i regimi 
speciali.
In sintesi non avviene niente nel carcere di cui il DAP non sia 
direttamente responsabile.

Il 19 dicembre andiamo davanti al DAP per denunciare:
• La morte di Eneas e tutte quelle morti di stato che sono avvenute ed 
avvengono quotidianamente;
• Il regime di tortura in cui sono tenuti i prigionieri e le prigioniere 
nel 41 bis, questo trattamento inumano è responsabilità di chi lavora al 
DAP, gente con le mani pulite e la coscienza sporca;
• I maltrattamenti che avvengono nelle carceri sotto il beneplacito dei 
dirigenti del DAP
che delegano il lavoro sporco ad altr* lasciando mano 
libera alla violenza per supplire alla pessima organizzazione.

Noi andremo al DAP per evidenziare le schifezze che avvengono nel 
carcere. Non vogliamo migliorarlo ma vogliamo dimostrarne la crudeltà e 
l’inutilità, per far sì che nel mondo non ci siano più galere.
Andremo al DAP anche per fare gli auguri di Natale a tutti i lavoratori 
e le lavoratrici che da dietro una scrivania decidono della vita e della 
morte dei carcerati e delle carcerate.

LUNEDI’ 19 DICEMBRE APPUNTAMENTO ALLE ORE 14.00
AL D.A.P. DIPARTIMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA
LARGO DAGA
(Metro A fermata Cornelia e poi bus 889 (direzione Mazzacurati) fermata 
Bravetta Consolata

Per andare insieme APPUNTAMENTO ORE 13 STAZIONE TRASTEVERE

Amici e amiche di Eneas

pc 26 novembre - BASTA AMIANTO E GIUSTIZIA PER LE VITTIME

AMIANTO: QUESTI PROCESSI NON SAN DA FARE!

Sembrerebbe lo slogan della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano. Per la verità nel giro di pochi giorni sono arrivate due sentenze di assoluzione da  parte di questa Corte d'Appello, ambedue per amianto: la prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda -  quella di oggi -  si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto.
Eppure il Tribunale di Torino in due processi analoghi contro i vertici Pirelli ha emesso sentenza di condanna,

pc 26 novembre - Lo Stato borghese a Torino blinda i migranti e lascia scorazzare i fascio razzisti

E' giusto ribellarsi! E' giusto non lasciar soli i migranti in lotta!
E' giusto denunciare Prefetto e giunta Appendino - su questo l'Appendino è come Fassino, peggio di Fassino - come il leghismo di Salvini
Se il MOI sarà sgomberato, tutto il movimento deve essere mobilitato! Il resto è filisteismo e opportunismo!

Il prefetto "blinda" con polizia e carabinieri l'ex Moi occupato dai profughi

Torino, il prefetto "blinda" con polizia e carabinieri l'ex Villaggio olimpico occupato dai profughi

Sorveglianza fissa, in aggiunta a quella dell'esercito ma con più poteri d'intervento, dopo il lancio di bombe carta da parte di un gruppo ultrà e la rivolta degli immigrati. 
Sindaco e prefettura accelerano per lo sgombero
Diventa zona blindata, sotto osservazione costante, quella intorno alle palazzine dell’ex Villaggio

pc 26 novembre - Il volantino appello del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario alla manifestazione delle donne - classe e genere una lotta sola - MFPR ITALIA

Contro tutte le violenze di padroni, governo,
Stato, uomini che odiano le donne
le donne proletarie chiamano allo sciopero delle donne!

Ieri lavoratrici, precarie, disoccupate, immigrate, di varie città, dal sud al nord, in nome di tutte le donne più sfruttate, oppresse da questo sistema sociale, hanno fatto una manifestazione in piazza Montecitorio combattiva e vivace, piena di interventi, denunce, piena delle loro esperienze di lotta.
Affermando che “Noi donne proletarie siamo contro tutte le violenze, e la prima violenza è quella sistemica di padroni, governo, Stato capitalista, imperialista che alimenta e produce le orribili stupri e femminicidi”, abbiamo assediato il palazzo del parlamento, rappresentativo di tutti i Palazzi del potere, e abbiamo detto “Basta! Non ci fermeremo! Noi lottiamo e lotteremo fino in fondo per mettere fine a questo orrore senza fine”. E' questo sistema capitalista che va rovesciato, dalla terra al cielo, e come donne dobbiamo rompere non una ma mille catene perchè tutta la nostra vita deve cambiare, perchè non ci sia oppressione, doppio sfruttamento delle donne, violenze sessuali.

Ieri abbiamo fatto anche altro. Abbiamo sintetizzato tutte le istanze che vengono dalle nostre lotte in una piattaforma, in un “quaderno” in cui abbiamo raccontato, raccolto le nostre condizioni di lavoro/non lavoro, di vita, tutti gli attacchi verso noi donne, dai padroni grandi e piccoli sui posti di lavoro, dai governi di questi anni che con le loro leggi hanno peggiorato la condizione della maggioranza delle donne sui posti di lavoro, nei quartieri, nelle case, tagliando spese e servizi sociali essenziali - dagli asili alle pensioni, ai diritti alla loro salute sul territorio, pensiamo alle donne dei quartieri di Taranto e delle città inquinate, mentre riprendono attacchi al diritto di aborto e attacchi razzisti che colpiscono due volte le nostre sorelle immigrate.
Questa Piattaforma/quaderno l'abbiamo portata come sfida ai Palazzi. Ieri questo ha prodotto due primi incontri, in parlamento e col ministero del lavoro, risultato solo della forza delle nostre lotte.
Ma in questi incontri, dove “rompendo le loro regole” siamo andate in ampie delegazioni, e tante lavoratrici disoccupate hanno fatto duri interventi, abbiamo detto che noi donne non vogliamo sentire le loro parole ipocrite, siamo noi donne che vogliamo parlare e pretendere risposte ai nostri bi/sogni, porre le nostre condizioni. E la loro mancata risposta o falsa risposta sarà anche la ragione dell'innalzamento, indurimento della nostra lotta.
Ai giornali abbiamo detto: non “parlate su di noi” una volta all'anno, con grigie statistiche o articoli scoop che ci offendono, ma “parlate con noi!”! E a dimostrazione che la maggiorparte di essi sono contro le donne, ieri “Il Messaggero”, dove era andata una delegazione di lavoratrici per parlare, ha chiamato la polizia, venuta in forza con uomini e camionette, per impedirci di entrare.

Oggi siamo qui con tutte le donne alla manifestazione nazionale per dire:
E ora lo sciopero delle donne! Come in Argentina, in Polonia, in Francia...

Nel nostro paese lo sciopero delle donne è già cominciato: 20mila donne, lavoratrici, precarie, disoccupate, immigrate, hanno partecipato finora, nel novembre 2013 e quest'anno, allo sciopero indetto dal Movimento femminista proletario rivoluzionario.
Lo sciopero delle donne è una forte arma di lotta. E' lo sciopero delle donne che fa paura a padroni, governi, sindacati collaborazionisti, agli uomini!
Oggi le donne proletarie che hanno acceso in Italia questa “scintilla” e hanno lanciato un messaggio anche in altri paesi, chiamano tutto il movimento delle donne a prenderla in mano.
Grandi manifestazioni di donne, come questa, non bastano per cambiare i rapporti di forza tra i nostri veri nemici e la maggioranza di noi donne, se non sono all'interno di un percorso di lotta continua contro l'intero sistema sociale, i padroni, il governo, lo Stato, i loro maschi fascisti, sessisti, razzisti.
Lo sciopero delle donne, l'autorganizzazione del femminismo proletario sono le tappe attuali del percorso della nostra liberazione, che deve essere rivoluzionario.
Perchè senza rivoluzione non c'è liberazione!
26.11.16
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
mfpr.naz@gmail.com -3475301704 – leggi il blog femminismorivoluzionario

pc 26 novembre - INDIA: Contro i massacri del governo fascista indù di Modi... Un documento del PCI(Maoista) di denuncia e lotta

Boicottare le celebrazioni del 17° anniversario della formazione dello Stato di Chhattisgarh in segno di protesta contro le politiche antipopolari del governo fascista-indù Raman Singh!

PARTITO COMUNISTA DELL'INDIA (Maoista)
COMITATO CENTRALE - DKSZC
Comunicato stampa
24 Ottobre 2016

Boicottare le celebrazioni del 17° anniversario della formazione dello stato di Chhattisgarh in segno di protesta contro le politiche antipopolari del governo fascista-indù Raman Singh!
Richiedere una punizione severa per Raman Singh, Kalluri e altri colpevoli per aver perpetrato orrendi crimini contro il popolo del Bastar!
Il governo fascista-hindutva guidato da Modi deve essere ritenuto responsabile per la campagna genocida contro le masse adivasi!
Il 25 marzo 2011, una forza congiunta di polizia, forze paramilitari centrali e agenti di polizia speciali (SPO) del Chhattisgarh hanno condotto una massiccia campagna di incendi, saccheggi

pc 26 novembre - NO ALLA RIFORMA REAZIONARIA DELLA COSTITUZIONE... RENZI STAI SERENO...

Operai Fincantieri Palermo - Foto Melita

venerdì 25 novembre 2016

pc 25 novembre - A Roma per portare l'indicazione delle donne proletarie a tutto il movimento delle donne

pc 25 novembre - Per chi non lo avesse visto - streaming a sostegno della guerra popolare in India nella giornata internazionale del 24 novembre


Bandiera Rossa: "Live stream di Comitato internazionale di solidarietà con la guerra..."

Guarda l'ultimo video dei canali a cui sei iscritto del 25 nov 2016.
Bandiera Rossa

pc 25 novembre - Torino - massima solidarietà ai migranti in lotta contro razzisti e polizia

Bombe carta e guerriglia a Torino. Il prefetto chiede aiuto all’esercito 

Centinaia di africani in rivolta: “Italiani razzisti, la polizia ci controlla e non ci difende”

E Renzi e il suo schifoso Ministro degli interni mandano ancora più polizia.
E il prefetto ma anche la sindaca grillina vogliono l'esercito

Cinquanta uomini dell’esercito. Secondo fonti vicine al Viminale sono le «risorse aggiuntive» che il Prefetto di Torino ha chiesto per presidiare 24 ore su 24 l’ex villaggio olimpico dove l’altra notte e ieri mattina sono scoppiate due rivolte. Una decisione maturata dopo l’incontro con la sindaca Chiara Appendino, per far fronte alle tensione che sta covando nel quartiere che accoglie centinaia di profughi.
“Ci chiamano scimmie, ci minacciano. 
grossi petardi da stadio lanciati contro gli immigrati che vivono nell’ex «Moi», il complesso di palazzi colorati costruiti per accogliere gli atleti dei giochi invernali del 2006, oggi rifugio per più di

pc 25 novembre - Mentre nei CIE/CARA/HOTSPOT si imprigionano, maltrattano, abbandonano i migranti - Business e corruzione politica fanno capo al Ministero degli Interni





pc 25 novembre - Mentre si assedia Montecitorio a Roma, a Palermo MANIFESTAZIONE DELLE PROLETARIE IN LOTTA, IL SALUTO E FILO ROSSO DA PALERMO


pc 25 novembre - MANIFESTAZIONE A ROMA DI LAVORATRICI, DONNE PROLETARIE IN LOTTA - PRIME IMMAGINI

SEGUIRANNO ALTRE IMMAGINI E RESOCONTI SULLA MANIFESTAZIONE E SUGLI INCONTRI CHE SI SONO TENUTI IN PARLAMENTO E NEI MINISTERI



pc 25 novembre - Gli slogan del Movimento femminista proletario rivoluzionario per la giornata internazionale contro la violenza contro le donne

IL FEMMINICIDIO NON E’ CASUALITA’, MA IL PRODOTTO DI QUESTA SOCIETA’

PATRIARCATO, MASCHILISMO, SESSISMO, SONO ALLA BASE DEL CAPITALISMO

LA VIOLENZA SULLE DONNE SI DEVE FERMARE, QUESTO SISTEMA DOBBIAMO ROVESCIARE

PER LE DONNE UCCISE NON BASTA IL LUTTO, PAGHERETE CARO, PAGHERETE TUTTO

MA QUALI RIFORME, MA CHE EDUCAZIONE, LE DONNE HANNO BI-SOGNO DELLA RIVOLUZIONE

LA VITA DELLE DONNE NON SI DEVE SPEZZARE, TUTTA LA VITA DEVE CAMBIARE

CI TOLGONO DIRITTI E DIGNITA’ , MA VOGLIONO TOGLIERCI LA LIBERTA’

LA NOSTRA LIBERTA’ NON HA PREZZO, PER QUESTA SOCIETA’ SOLO DISPREZZO

COSA VOGLIAMO, VOGLIAMO TUTTO, QUESTO SISTEMA DEVE ESSERE DISTRUTTO

CONTRO IL SISTEMA FAREMO UNO SFACELO, PERCHE’ LE DONNE SONO L’ALTRA META’ DEL CIELO

PER UNA VERA LIBERAZIONE, SERVE IL PARTITO DELLA RIVOLUZIONE

DIRITTI, UGUAGLIANZA, DIGNITA’, DONNE IN LOTTA PER LA LIBERTA’

LE DONNE HANNO UN MONDO DA CONQUISTARE, LE DOPPIE CATENE DEVONO SPEZZARE

LE DONNE A CASA NON TORNERANNO, LA RIVOLUZIONE COSTRUIRANNO

LA FORZA DELLE DONNE E’ PODEROSA, VOGLIAMO TUTTO, IL PANE E LE ROSE…

MA QUALE PARITA’, MA QUALE LIBERTA, CI STANNO TOGLIENDO ANCHE LA DIGNITA’

NE’ SANTE, NE’ PUTTANE, NE’ INCUBATRICI, MA SOLO DONNE E LAVORATRICI

LA LIBERTA’ DELLE DONNE VI FA PAURA, MA LA NOSTRA LOTTA SARA’ SEMPRE PIU’ DURA

LE DONNE PROLETARIE HANNO UNA MISSIONE: FORZA PODEROSA DELLA RIVOLUZIONE

VIOLENZA SULLE DONNE/VIOLENZA DI STATO, IL CAPITALISMO SARA’ ROVESCIATO

QUESTA SOCIETA’ E’ UNA BARBARIE, LOTTA DI CLASSE, GUERRA POPOLARE

LA REPRESSIONE NON CI FERMERA’, LOTTA PIU’ DURA SARA’

PORCI BORGHESI, OGGI RIDETE VOI, MA BEN PRESTO RIDEREMO NOI

CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE, LA FURIA DELLE DONNE BISOGNA SCATENARE

MODERNO MEDIOEVO/DOPPIA OPPRESSIONE, DONNE IN LOTTA PER LA RIVOLUZIONE

LA FAMIGLIA E’ UNA SCHIAVITU’, SPEZZIAMO LE CATENE DELLA SERVITU’

LE DONNE CI RIMETTONO LA VITA, CON QUESTA SOCIETA’ FACCIAMOLA FINITA

STUPRATORE, MASCHILISTA, ANCHE TU FAI PARTE DELLA LISTA…

PER OGNI DONNA UCCISA, STUPRATA E OFFESA, SIAMO TUTTE PARTE LESA

IL DIRITTO D’ABORTO NON SI TOCCA, LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA

E’ ORA, E’ ORA DI LOTTARE, LA FURIA DELLE DONNE SI DEVE SCATENARE

STATO, PADRONI, GOVERNO, CHIESA, CI STANNO TOGLIENDO OGNI DIFESA

CONTRO VIOLENZA E OPPRESSIONE SCIOPERO TOTALE DELLE DONNE

GUAI GUAI A CHI CI TOCCA CI DIFENDEREMO CON LA LOTTA

DALL'INDIA ALL'ITALIA ALLA TURCHIA DONNE IN LOTTA, CHE GUERRA SIA

pc 25 novembre - 5 anni fa cadeva sotto il piombo dello Stato indiano uno dei più prestigiosi dirigenti del PCI(Maoista) - a 5 anni dalla sua morte la giornata internazionale di sostegno alla guerra popolare - Dossier speciale, materiali, info si possono richiedere a csgpindia@gmail.com

pc 25 novembre - India il 24 novembre in uno spazio sociale a Bergamo - sabato assemblea con musica


pc 25 novembre - USA, il gruppo maoista Red Guards fronteggia in tenuta armata una manifestazione del movimento bianco fascio-razzista sostenitore di Trump

in via di traduzione

EEUU:  Guardias Rojos de Austin plantan cara armados al fascismo y al racismo


Un grupo comunista llamado Red Guard Austin ha causado revuelo en el estado norteamericano de Texas tras posicionarse frente a una manifestación del movimiento racista "White Lives Matter", portando banderas comunistas y fusiles, con el rostro tapado y mostrando cartel con el lema "Make Racist Afraid

pc 25 novembre - 220 università occupate in Brasile contro i tagli al bilancio da parte del governo Temer


pc 25 novembre - In Turchia scontri tra donne e polizia nella manifestazione contro le legge 'antistupro'

Turquie : Affrontements lors de manifestation contre la loi "anti-viol"

Le gouvernement turc a retiré mardi un projet de loi prévoyant l’annulation des condamnations de certains auteurs d’agressions sexuelles sur mineur qui épouseraient leur victime. Le texte initial, proposé par le Parti AKP du président Erdogan, prévoyait de suspendre la condamnation d’une personne pour agression sexuelle sur mineur si son auteur épouse sa victime. Ce projet de loi a suscité un tollé dans le pays après avoir été voté en première lecture jeudi. Plusieurs milliers de Turcs ont manifesté au cours du weekend pour demander le retrait du texte, ce qui a donné lieu à des heurts entre manifestants et forces de sécurité à Ankara.
heurts entre manifestants et policiers à Ankara Heurt entre manifestants et policiers à Ankara

pc 25 novembre - Renzi e Marchionne alla FCA di Cassino a braccetto, mentre in fabbrica si rischia la vita



Terribile incidente ieri sera nello stabilimento Fca di Piedimonte San Germano (Cassino). Un operaio è stato investito da un carrello riportando un grave trauma toracico. Immediato l’arrivo sul posto dei sanitari del 118 che dopo aver verificato le condizioni dell’operaio hanno predisposto il trasporto con l’eliambulanza al policlinico Umberto I di Roma. Per lui un codice rosso con un trauma toracico e diverse lesioni sul corpo.Ancora una volta un operaio rischia la vita per colpa del padrone. Il cosi detto “incidente” è accaduto nel fabbricato 10, nel settore lastratura. Solo pochi giorni fa un operaio della cartiera Wepa era rimasto incastrato sotto un rullo e ha riportato un trauma importante all’arto superiore. Elitrasportato a Roma al Gemelli i medici sono stati costretti ad amputare il braccio.

pc 25 novembre - Oggi a Roma per accendere la scintilla che incendierà la prateria dello sciopero delle donne

La scintilla dello sciopero delle donne, iniziata in Italia, oggi si accende e si estende anche in altri paesi. Dalla Polonia, all'Argentina, alla Francia viene un segnale forte di come lo sciopero delle donne può e deve essere un'arma reale e affilata nella lotta contro i padroni, i governi, lo Stato che al servizio del sistema capitalista e imperialista pone l'oppressione e la subalternità delle donne come una delle sue basi principali… 

Scrivevano le compagne del Mfpr a proposito dello sciopero delle donne che come lavoratrici, precarie... abbiamo fatto in diverse città dal Nord al Sud 
"Uno sciopero delle lavoratrici, ma che è più giusto chiamare "SCIOPERO DELLE DONNE", perché ha al centro le lavoratrici, ma chiama alla lotta tutte le donne. Uno SCIOPERO TOTALE, contro il lavoro sfruttato e oppressivo, contro il lavoro negato alle donne e contro il doppio lavoro, uno sciopero di tutte le donne contro l'insieme degli attacchi che padroni, governo, Stato, Chiesa portano avanti. Uno SCIOPERO che intreccia e trova le sue ragioni nella condizione di CLASSE E DI GENERE.
Per le donne ogni attacco alle condizioni di lavoro e di vita significa più oppressione, più subordinazione, più attacchi ideologici, più legittimazione di un clima generale da moderno medioevo - vera fonte delle violenze sessuali; ogni attacco aumenta la condizione di oppressione familiare, in una famiglia che diventa sempre più sia il più grande “ammortizzatore sociale” per il sistema capitalista soprattutto nella fase di crisi, ma anche strumento di controllo, normatività.
Ogni peggioramento della condizione delle donne, quindi, non è solo materiale ma anche ideologico, mira a riaffermare costantemente la posizione di "debolezza" e subalternità delle donne in questa società capitalista...
Uno “sciopero delle donne” non solo economico/sindacale, ma che, sia pur partendo dalle ragioni concrete di attacco e ponendo delle concrete rivendicazioni, è espressione e si carica della condizione generale delle donne. Senza questo tipo di sciopero delle donne, le donne sono invisibili in quanto classe e genere, e non possono imporre il loro punto di vista.
Uno SCIOPERO DELLE DONNE è una novità controcorrente, una rottura inaspettata...Lo sciopero delle donne pone il problema più generale di una società diversa, di rapporti sociali diversi, dei rapporti uomo-donna diversi e questo lo devono capire anche i lavoratori maschi..."

Oggi 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, nella manifestazione nazionale a Roma delle lavoratrici, precarie, disoccupate diciamo che la strada dello sciopero delle donne deve continuare perche'  "... vogliamo unirci ad altre lavoratrici, operaie, precarie, disoccupate, migranti che lottano nel nostro paese, dobbiamo far confluire le varie proteste ed esperienze specifiche in un’unica voce, in un’unica denuncia, in un’unica lotta. E questo è cominciato ad avvenire con 'due scioperi delle donne': il 25 novembre 2013 con la partecipazione di circa 20.000 donne e ancora tante donne hanno partecipato l'8 marzo...Prendiamo la lotta e la vita nelle nostre mani!!..." (dall'appello delle precarie di Palermo)

Che da questo 25 novembre si possa avanzare lungo la strada che porti ad una nuova scintilla dello sciopero delle donne perchè la nostra vita deve davvero cambiare!

pc 25 novembre - Laddove le operaie non riescono a venire direttamente a Roma - volantinaggio in fabbrica sulla condizione delle operaie

Il volantino diffuso alla NECTA e alla BREMBO - BERGAMO

VERSO UN NUOVO SCIOPERO DELLE DONNE NAZIONALE

In concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, le lavoratrici dello SLAI COBAS sc, hanno lanciato una manifestazione a Roma il 25 novembre, in piazza Montecitorio. Lavoratrici, precarie, disoccupate, da nord a sud, chiederanno incontri ai parlamentari, non per sentire ipocriti discorsi, ma per parlare direttamente, per portare la sfida delle rivendicazioni nate dalle lotte.

Dall'appello nazionale lanciato per il 25 novembre:

...noi donne lottiamo ogni giorno per il lavoro, il salario, contro le discriminazioni, lottiamo nelle cooperative contro contratti vergognosi che ci offendono, contro le violenze e molestie dei padroni, lottiamo nelle fabbriche contro chi vuole ridurre la nostra vita a macchina per il suo profitto e ogni giorno toglie un pezzo della nostra vita; lottiamo nel commercio, nei pubblici esercizi, contro il lavoro nero, i licenziamenti, i ricatti; lottiamo come disoccupate contro l’umiliazione di trovare lavoro; lottiamo contro la schiavitù e le violenze sessuali di caporali e padroni nelle campagne, lottiamo nella scuola, nei call center, nelle lotte per la casa, nelle lotte sul territorio per la salute, ma questa nostra voce e soprattutto le nostre lotte restano inascoltate, anzi vengono silenziate, oscurate. Noi donne subiamo quotidianamente l’oscena violenza sessuale e la catena infinita di femminicidi. Ma nessuno, o pochissimi, lega questa violenza alla nostra condizione generale fondata sul doppio sfruttamento e oppressione, che produce violenze sessuali e femminicidi. Ed è proprio questa condizione generale che noi il 25 novembre portiamo a Roma. Noi la dobbiamo portare unite a livello nazionale. L’unità è la nostra forza!”
VOGLIAMO PROSEGUIRE LA STRADA DELLO SCIOPERO DELLE DONNE, DA NOI AVVIATA IL 25 NOVEMBRE 2013, SEGUITO DA QUELLO DELL'8 MARZOCHE OGGI VIENE PORTATA AVANTI ANCHE IN ALTRI PAESI.

-Argentina. Sciopero delle donne dopo lo stupro e l'omicidio di una sedicenne
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Donne francesi in sciopero 7 novembre 2016: migliaia di donne chiedono l’uguaglianza salariale in tutta Europa.
-In Polonia tutte le donne, si sono date appuntamento nelle strade e nelle piazze principali del paese, dopo aver letteralmente inondato Varsavia qualche giorno fa. Protestano contro un progetto di legge che vieta completamente l'aborto

"Uno sciopero delle lavoratrici, ma che è più giusto chiamare "SCIOPERO DELLE DONNE", perché ha al centro le lavoratrici, ma chiama alla lotta tutte le donne.

Uno SCIOPERO DELLE DONNE è una novità controcorrente, una rottura inaspettata...Lo sciopero delle donne pone il problema più generale di una società diversa, di rapporti sociali diversi, dei rapporti uomo-donna diversi e questo lo devono capire anche i lavoratori maschi..."
IL 25 NOVEMBRE A ROMA, LANCEREMO UN NUOVO CAMMINO VERSO UN NUOVO SCIOPERO DELLE DONNE, PERCHÈ "NOI DONNE NON VOGLIAMO AVERE PAURA, LA LOTTA DELLE DONNE DEVE FARE PAURA!”

SLAI COBAS per il Sindacato di Classe
vai Marconi 1 Dalmine sindacatodiclasse@gmail.com 339 7313300
-vertenze -fiscale -immigrati -patronato

 Info dalla Necta

Il lavoro è organizzato su linee di montaggio
La ripetitività dei movimenti, il ritmo degli stessi e il carico sono la problematica generale della fabbrica


Molte operaie cercano di conciliare la vita familiare con il part time che è definito anche da precisi accordi interni e fissa un numero chiuso, ed è gestito da una commissione apposita che è la veste ufficiale per l'uso clientelare da parte di alcuni delegati delle domande.
Le operaie sono in maggioranza sulle linee, ci sono le solite operazioni di assemblaggio e montaggio delle macchine per le quali sono ritenute più adatte.

I responsabili di produzione sono tutti uomini
Alcune operaie sono diventate responsabili di linea, ma sono state scelte perchè integrate con l'azienda, e ne tutelano gli interessi


La posizione di comando dei capi e capetti porta a veri e propri ricatti sessuali nei confronti delle operaie che dipendono dalle loro decisioni per molti aspetti nella loro attività lavorativa.

pc 25 novembre - Che dicono le donne proletarie a Roma oggi - Dalle lavoratrici del commercio

Siamo lavoratrici del commercio
Siamo quelle che devono far sempre buon viso a cattivo gioco
Se voi sapeste quanto è pesante il gioco!
Siamo quelle che il sabato e la domenica devono lavorare sempre di più e per forza
Se voi sapeste quanto ci costa rinunciare ad un sabato di lotta o a una domenica coi nostri cari!
Siamo quelle per cui le feste comandate non esistono
Esiste solo il comando e il controllo!
Siamo quelle che non possono chiedere ferie a luglio, agosto, dicembre
E tutte le volte che all’azienda non conviene!
Siamo lavoratrici del commercio e in commercio l’ipocrisia è d’obbligo
Sapeste quanto ci costa disobbedire a quest’obbligo!
Siamo quelle che devono dire sempre di sì ai capi, anche se analfabeti, razzisti, sessisti e incapaci
Perché per l’azienda, più che la competenza di chi la dirige, conta il servilismo, l’ignoranza e la discriminazione
Perché ciò che interessa all’azienda è l’umiliazione totale e plateale della nostra intelligenza e il controllo sui nostri corpi, sui nostri bi/sogni
Che non devono pensare e non devono esprimersi
Scomodo è il nostro pensiero, “polemica” è definita la nostra espressione
Siamo quelle che se dicono No o non sono carine coi capi, “dicono tutte cazzate” o meritano di essere perseguitate, mobbizzate, licenziate
Siamo le cenerentole del negozio, che se alzano la testa vanno in punizione a far le pulizie
Siamo quelle che non hanno un ruolo, se non lo decidono i capi, ma che rispondono degli errori dei capi
Siamo quelle che, per un salario, devono vendere anche sorrisi, tolleranza e l’immagine del proprio corpo, quello che anche il cliente più fetente si sente in diritto di frugare con gli occhi e a volte con le mani, perché “il cliente ha sempre ragione” e si sente in diritto di comprare, con la merce, anche la nostra intimità, quasi fosse anche lui il padrone dell’azienda
Siamo quelle che devono regalare comprensione a chi non comprende, sorrisi a chi non sorride, saluti a chi non saluta… siano essi padroni siano essi clienti, che si sentono padroni per proprietà transitiva
Siamo quelle che l’unica volta che si sono sentite unite contro il terrore aziendale, è stato quando hanno scioperato insieme il 25 novembre 2013, nel primo sciopero delle donne in Italia, contro la violenza sulle donne
Da quel giorno al negozio sbocciò una rosa: la solidarietà di noi lavoratrici a una giovane Rosa, vittima di stupro. Fu stuprata da un militare, che fu difeso da un avvocato, che era amico del padrone.
Le rose sono belle, ma pungono e noi pungemmo con la nostra solidarietà militari, avvocati e padroni
La loro repressione non si fece attendere: prima isolate e licenziate, con l’immobilismo complice dei sindacati confederali, poi mobbizzate, denunciate per aver detto la verità.

E’ ora che queste rose diventino un cespuglio di rovi, un groviglio di spine a difendere la verità

Chi attacca noi donne proletarie, non sono solo gli uomini, ma anche certe donne…
Chi attacca noi donne proletarie sono i padroni e i loro lacchè
Sono gli uomini e le donne in doppio petto, quelli che fanno le leggi contro di noi, quelli che le usano contro di noi
Sono i burattini e le burattine che si vendono per un livello in più o solo per un brandello di potere
Sono i burattinai ed è a loro che vogliamo arrivare questo 25 novembre.

Perciò saremo in piazza il 25 novembre, contro i padroni e chi li difende!

pc 25 novembre - A Roma le lavoratrici del Policlinico di Palermo, per rilanciare e organizzare lo sciopero delle donne

SCIOPERO, parte dal lavoro ma si estende all’intera condizione di vita dell’altra metà del cielo, ed è un’ARMA per unire e scatenare, dal sud al nord, la RIBELLIONE delle donne, principalmente di quelle proletarie - italiane e migranti - le più povere, sfruttate ed oppresse. Donne che devono prendere nelle loro mani la LOTTA per i diritti, la dignità e la libertà, contro il MODERNO MEDIOEVO e questo sistema economico, politico, culturale e sociale, che avvelena quotidianamente la vita di noi donne, che ci vuole subalterne, remissive e schiave dei padroni, della famiglia, degli uomini e di questa infame, maschilista, oscurantista ed assassina società.

CONTRO VIOLENZA, FEMMINICIDI, MISERIA, SFRUTTAMENTO E CAROVITA,

CON QUESTO GOVERNO E QUESTO SISTEMA, FACCIAMOLA FINITA!


Lavoratrici SLAI Cobas sc. Policlinico Palermo

pc 25 novembre - A Roma la rappresentanza delle donne proletarie porta il bisogno di lotta di milioni di donne proletarie espressosi in mille modi

Da alcune compagne del collettivo Soy Mendel di Milano

Con il cuore vi siamo vicine. Continueremo a lottare insieme a voi contro ogni ingiustizia, contro tutte le violenze, faremo sentire SEMPRE la nostra voce.

Un caro saluto a pugno chiuso a tutte,

NESSUNA GABBIA POTRA' SPEGNERE IL NOSTRO BISOGNO DI LIBERTA'

pc 25 novembre - Migranti antirazzisti in piazza a Roma

Manifestazione
oggi alle ore 18.00
Tor Pignattara riprende la parola e 
scende in piazza:
* Per affermare l'unità e la coesione delle diverse comunità che abitano il quartiere
* Per rispondere alla strumentale chiusura di 5 luoghi di culto della comunità musulmana,
* Per dimostrare che le iniziative discriminatorie condotte contro gli immigrati trovano una risposta corale del quartiere
* Per respingere la provocazione delle forze fasciste e estremiste che tentano di strumentalizzare le pessime scelte compiute dall'Amministrazione Municipale.
* Per ricordare che Tor Pignattara rifiuta la guerra tra poveri e le politiche razziste e che la sua comunità territoriale difende i propri diritti e lotta per soddisfare i propri bisogni.
* Per denunciare il gesto incivile accaduto 10 giorni fa : qualcuno ha imbrattato, occultandola la scritta “sala preghiera” della medesima sita in Via Capua, Roma"
Venerdì alle 18.00 raduno in via Gabrio Serbelloni, davanti alla POSTA