sabato 28 maggio 2016

pc 28 maggio - Morire per tre settimane di lavoro, Antonino Capuano operaio interinale di 28 anni ennesima vittima del lavoro e dello sfruttamento

Trezzano. Operaio interinale muore schiacciato


Operaio trezzano
Il ragazzo che vedete nella foto è morto ieri in fabbrica, schiacciato da una rastrelliera da 17 quintali che gli ha fracassato la testa. Si chiamava Antonino Capuano, di Verderio (BG) e aveva 28 anni. Forse nella foto sorride perchè ha ottenuto dall’agenzia di lavoro interinale Umana (!) un contratto di somministrazione alla zincheria De Lucchi di Trezzano Rosa (Bergamo).  Lavorava da tre settimane, ne avrebbe avuto ancora per un’altra. Ma è stato ucciso prima.  Ieri i lavoratori si sono fermati con uno sciopero di protesta. Il giorno del funerale, non ancora fissato, ci sarà un altro sciopero.

pc 28 maggio - Francia polizia assassina, manifestante ridotto in fin di vita durante proteste contro il jobs act francese

Da infoaut.

Una notizia gravissima arriva dalla Francia dove da settimane la gente è in piazza per chiedere il ritiro della Loi travail, il jobs act di Hollande. Durante lo sciopero di giovedì 26 maggio un ragazzo di 28 anni, giornalista indipendente venuto a seguire la manifestazione, è stato ferito gravemente da una granata sparata dalla polizia. Dopo il corteo ufficiale una parte delle persone in piazza ha deciso di partire in corteo spontaneo verso la tangenziale per bloccarla. La polizia ha violentemente caricato i presenti e effettuato alcuni arresti tra cui un liceale. Alcuni manifestanti si sono avvicinati agli agenti per chiedere in coro il rilascio del fermato e i poliziotti in assetto anti-sommossa hanno deciso di disperdere le persone presenti sparando una granata “disaccerchiante”, un’arma pericolosissima che dovrebbe essere utilizzata secondo i regolamenti di polizia solo in caso in cui gli agenti si trovino minacciati da una banda armata. Le schegge della granita hanno colpito il fotografo alla testa, il giovane si è accasciato al suolo sanguinante ed è stato subito soccorso dagli altri manifestanti. Si trova ora in coma, le fonti mediche hanno confermato poche ore fa che è in pericolo di vita con gravi complicazioni neurologiche.

Giovedì sempre nella capitale francese, un altro poliziotto aveva puntato l’arma di servizio contro un gruppo di manifestanti.

pc 28 maggio - Venti di guerra: Obama a Hiroshima commemora i morti della guerra nucleare mentre sgancia bombe in giro per il mondo!

La commemorazione dei morti di Hiroshima fatta da Obama in questi giorni è l’ennesima dimostrazione di una ipocrisia, oramai anche questa, immensamente globale.


Come si possono ricordare le vittime delle bombe nucleari sganciate dagli Stati Uniti nella II Guerra Mondiale in Giappone, e cioè “piangere” i morti per la guerra, mentre negli stessi giorni “Gli Stati Uniti rientrano con forza nella guerra in Afghanistan”, come dice un articolo di america.24.com, confermato dal Washington post. Con un attacco aereo infatti è stato ucciso il leader talebano Mansour (e non si conoscono i dati su possibili morti tra i civili). Ma è ancora poco secondo l’ex comandante americano Petraeus che ha sottolineato che nei primi tre mesi di quest’anno, gli USA e i suoi alleati hanno sganciato 7.000 bombe in Iraq e Siria, ma solo 300 in Afghanistan!!!

Continua l’articolo di america.24: “Il raid aereo con il quale gli Stati Uniti hanno ucciso il leader talebano, Akhtar Mohammad Mansour, rappresenta un importante ritorno di Washington all'interno della guerra in Afghanistan, ma soprattutto dell'azione più importante nella regione da quella del maggio 2011 che portò alla morte di Osama bin Laden”.
Questo ennesimo attacco dimostra ancora una volta che questi paesi, “stati falliti” oramai li chiamano in gergo, vengono trattati dagli Stati Uniti e dagli altri paesi imperialisti come e peggio del “giardino di casa propria” per dirla con una vecchia frase americana riferita ai paesi dell’America Latina, visto che “Si tratta inoltre del secondo grande raid (sempre dopo quella contro bin Laden) sul territorio del Pakistan al confine con l'Afghanistan...” Afghanistan, Pakistan, Iraq, Siria… tutti paesi dove gli imperialisti, a cominciare dagli Stati Uniti, possono fare quello che vogliono! Tant’è che le “giustificazioni” del governo degli Stati Uniti, diretto da Obama, sono a dir poco ridicole: “Per Washington il bombardamento è giustificato dal fatto che Mansour, il comandante che un anno fa ha preso il posto del Mullah Omar dopo la sua morte, aveva rifiutato di dialogare con i leader afghani e che voleva attaccare l'esercito americano in Afghanistan.” Una menzogna, tra l’altro, smentita dallo stesso Pakistan: “Nessun attacco diretto agli Stati Uniti,” e “un portavoce del ministro degli Esteri del Paese ha detto che ‘le azioni militari non sono la soluzione e che i talebani stavano trattando con il governo afghano.’” Gli Stati Uniti non possono tollerare che ci siano “trattative” tra i vari governi dell’area! E, quindi, altro che ritiro, o riduzione di uomini! Obama ha deciso di continuare mantenere i circa 10.000 soldati americani presenti sul territorio!

Ma le menzogne non finiscono qui, e a proposito delle armi nucleari Obama ha detto ad Hiroshima: “Continuo a sognare un mondo denuclearizzato, anche se temo che non lo vedrò nel corso della mia esistenza”. (La Repubblica 28 maggio). 

pc 28 maggio - FOXCONN: "PRODUZIONE SENZA LAVORO UMANO"? E IL PLUSVALORE?...

La Foxconn, azienda taiwanese che produce la metà delle componenti dei dispositivi elettronici di consumo venduti nel mondo, “ha ridotto la propria forza lavoro da 110 mila a 50 mila persone grazie all’introduzione dei robot e ha segnato un successo nella riduzione del costo del lavoro”.

"La Foxconn era anche conosciuta per l’alto tasso di suicidi tra i suoi lavoratori, schiacciati da ritmi infernali. Quindi non si può davvero dire che non avesse di mira la massima “produttività”. Ma i robot fanno meglio, più velocemente, senza soste fisiologiche, 24 ore su 24. Non si lamentano, non pretendono adeguamenti salariali, non si ammalano, non scioperano mai e non rischiano di farlo in futuro. Al massimo si rompono e vanno aggiustati... L’automazione della produzione sta del resto conquistando tutte le fabbriche del pianeta e i “futurologi” stanno già sfornando elenchi di mansioni lavorative a rischio scomparsa e percentuali da capogiro nella sostituzione di uomini e donne con macchine. Tutto ciò che è seriale può esser fatto meglio, con più precisione e senza soste da un robot... La “quarta rivoluzione industriale” ha per orizzonte la produzione senza lavoro umano o quasi (resteranno, seppur molto più limitate, solo le attività di installazione, manutenzione e programmazione dei robot), sia sulle linee che negli uffici". (da Contropiano).

"Produzione senza lavoro umano..."? E da dove trarrebbe poi il capitalista il plusvalore?
Questo "sogno" per i borghesi o questo "incubo" per i piccolo borghesi, restano appunto "sogno" e "incubo", ma non per le leggi del capitale, che attraverso il plusvalore relativo, realizzato attraverso la riduzione del tempo di lavoro necessario e l'allungamento del tempo di lavoro gratis dell'operaio per il capitalista "(combinato oggi spesso con il plusvalore assoluto: allungamento della giornata lavorativa), da un lato, certamente, riduce sempre più il numero degli operai (fissi - salvo utilizzare forza-lavoro momentanea e altamente flessibile per periodi di più intensa produzione - vedi Fca); dall'altro intensifica al massimo il lavoro, spreme al massimo la forza-lavoro degli operai che comunque deve far lavorare nella produzione delle merci.
Quindi a introduzione dei robot non corrisponde solo riduzione degli operai, ma da un lato licenziamenti e aumento della disoccupazione, dall'altro aumento dello sfruttamento, del pluslavoro degli operai e operaie (CONSIGLIAMO SU QUESTO DI LEGGERE IL 4° QUADERNO DELLA FORMAZIONE OPERAIA SU 'IL CAPITALE' DI MARX) 

Anche perchè, come spiega un piccolo stralcio del racconto di un operaio della Foxconn preso dal libro "Nella fabbrica globale - vita e resistenze operaie nei laboratori della Foxconn", il robot, le macchine devono funzionare, non si possono "spremere"... l'operaio sì e l'operaio deve diventare più veloce delle macchine...

"Quando siamo arrivati nel capannone siamo stati accolti dal frastuono delle presse e dall'odore pungente della plastica... dunque questo capannone gigante e rimbombante era il mondo delle macchine a cui dovevo far fronte. Nel reparto venivano prodotti i piani di sostegno dello schermo dei notebook. Il ciclo produttivo era il seguente: la materia plastica veniva iniettata in una pressa per darle forma; un braccio meccanico metteva da parte il pezzo e lo poneva nella macchina tagliatrice; poi venivano eseguiti dei fori e il pezzo veniva messo nella stazione di trasferimento. Questo processo le macchine lo svolgevano da sole. Ogni ventinove secondi veniva completato un pezzo. Io e i miei colleghi avevamo il compito di prendere i pezzi dalla stazione di trasferimento e soffiare via con una pistola ad aria compressa i residui della perforazione rimasti attaccati. Poi prendevamo uno straccio e liberavamo i pezzi dallo sporco e dal grasso. Inoltre tagliavamo la bava ai lati con un coltello, controllavamo a vista se c'erano abrasioni, graffi o granelli di polvere, impaccavamo i pezzi con la pellicola di plastica e li mettevamo in una scatola di cartone. Poichè la macchina buttava fuori i pezzi a intervalli regolari, dovevamo adeguarci alla sua velocità... dovevamo quindi aumentare la nostra velocità di lavoro al punto di riuscire ad eseguire tutti i movimenti in trenta secondi... Ripetendo tutti i giorni, dalla mattina alla sera, per dodici ore la stessa procedura, il mio corpo si è adattato al ritmo di produzione. Riuscivo addirittura a guadagnare un secondo e a riposare un attimo le mani, stendere le dita e scrollare le spalle. Volevo già festeggiare questo successo ma un operaio che era già lì da sei mesi mi ha detto: "Se ti sei abituato al ritmo di ventinove secondi e se c'è molto da fare i tecnici aumenteranno la velocità della macchina a ventidue o ventitrè secondi. Allora non ti rimane che muoverti più in fretta e abituarti al loro ritmo". Gli operai dovevano continuamente sfruttare le loro capacità fisiche fino al limite massimo... Ho vissuto sul mio corpo quello che un operaio ha descritto così: "Gli estranei dicono spesso che noi saremmo delle macchine. Sbagliato, noi non siamo delle macchine. Dobbiamo essere più veloci delle macchine"..."

pc 28 maggio - L'OPERAIO DELL'ILVA E L'AMBIENTALISTA

Dall'intervento di un operaio Ilva di Taranto alla presentazione del libro "Ilva la tempesta perfetta" alla libreria Mondadori (in cui erano presenti anche esponenti di associazioni ambientaliste);

“...Ancora adesso all'Ilva c'è uno zoccolo duro di operai che comunque lotta. Il 30 marzo del 2012 (giorno della marcia organizzata da Riva e capi), in cui gli operai sono usciti fuori con il kit, c'è gente che è anche restata in fabbrica. Parliamo anche di questo! Quel 30 marzo c'è stato anche un lato positivo. C'è stato l'operaio che si è ribellato. Non veniva il sindacalista ma il caporeparto che diceva: esci fuori dall'impianto. E tu hai detto: per quale motivo devo uscire? E lì si rischia il posto di lavoro, si rischia il sostentamento, e se hai una famiglia ci pensi un paio di volte... Ma poi dici: caspita, c'è la dignità! In fabbrica c'era questa gente, e c'è ancora, non è che non c'è.

Io sto in Ilva da 26 anni ormai, ho visto tutta l'era Riva, sono entrato a “cavallo”. Molti operai anziani non erano poi questi grandi pensatori, persone che hanno fatto del bene. Molti figli di questi operai, entrati con Riva, sono stati educati dai loro padri, operai che c'erano prima, a “piegare la testa”. La cosa è quindi più complessa. Ma ancora oggi lì dentro ci sono operai che lottano, saremo pochi ma comunque lottiamo. Ed è più difficile lottare oggi. Prima era più facile, c'erano rapporti di forza migliori, c'era il sindacato, che oggi non c'è. Quindi oggi bisogna lottare contro i sindacati, contro l'azienda, contro il tuo capo... è una lotta più complicata, più difficile.

Quando sento l'ambientalista dire: “l'operaio Ilva è un assassino”, là l'ambientalista non fa il suo dovere. L'ambientalista se vuole cooperare con l'operaio, deve andare dall'operaio e spiegargli dove sbaglia, dire: guarda tu stai sbagliando, perchè quella è una sostanza...
Se tu invece accusi l'operaio dicendo “anche tu hai le mani sporche di sangue...”, a quel punto il mio lavoro, all'interno, di resistenza verso l'azienda cade... Perchè a quel punto l'altro che magari è più sindacalista, più aziendalista dice: guarda, sei ritenuto “assassino” come me, quindi, a che serve...? .
L'ambientalista deve essere anche costruttivo, deve spiegare le ragioni. Noi lo facciamo dall'interno, noi cerchiamo di tutelare la salute dall'interno. Ma non solo. Quando c'è uno slopping, noi siamo i primi, i primi a dire: ma chi sta lì a fare questa operazione?
Fuori, invece ci sono ambientalisti che dicono. “assassini”. Poi c'è il politico di turno che incrementa la dose... Invece, tu, ambientalista, vai dall'operaio, spiegagli la situazione, coopera con gli operai, magari non riuscirai a coinvolgere tutti, ma qualcuno, sì...”

pc 28 maggio - ALMAVIVA, se continua la loro lotta e l'opposizione all'accordo firmato dai sindacati confederali diverrà solo un problema di ordine pubblico?

Da Jesopazzo
"E' assurdo! Siamo a Roma e siamo CIRCONDATI, insieme ai lavoratori del callcenter ‪#‎Almaviva‬. Un vero e proprio “recinto” fatto di transenne e camionette attorno al presidio. Ai lavoratori provenienti da Roma, Napoli e Palermo non è data la possibilità di uscire, circondati da poliziotti che li minacciano di essere identificati e addirittura denunciati.
Stanno manifestando contro i 3000 licenziamenti annunciati dall'azienda e dopo l'ennesimo tavolo inconcludente al Mise

pc 28 maggio - Una denuncia antifascista da Bergamo

Bergamo. I fascisti cacciati dalle piazze entrano in consiglio comunale


Lo strano caso di Dr.William e Mr.Stornati.
Nel dicembre 2014 una mobilitazione spontanea di studenti e lavoratori trevigliesi respinge con fermezza i fascisti di Forza Nuova Bergamo quando si presentano in piazza con l’intento di dividere i lavoratori, sulla base della differente nazionalità di origine, a difesa di padroni e palazzinari e delle loro manovre di smantellamento dell’edilizia popolare e di peggioramento delle condizioni lavorative. Tra questi poco raccomandabili soggetti c’è un volto che oggi è diventato un po’ più familiare: il candidato consigliere nella lista Fratelli d’Italia Treviglio William Stornati.
Ammiratelo qui sotto il gazebo accerchiato dalla gente

Schermata del 2016-05-27 09:48:00
Cacciato dalle piazze quando tentò di occupare Piazza Setti insieme ai suoi camerati di Bergamo, questo personaggio ora prova a rientrare dalla finestra (come un vero ladro di formaggio…) direttamente nel consiglio comunale della nostra città!
Come fa?! È presto detto: Forza Nuova, formazione di picchiatori nazi respinta grazie alla mobilitazione popolare, non era lo strumento giusto per inserirsi nella scena politica locale, per questo è stato più comodo sfruttare il funzionale e triste teatrino della campagna elettorale. Insomma, avendo perso la piazza ci si concentra sul comune. E’ quindi il neonato gruppo locale di Fratelli

pc 28 maggio - L’inquietante cambio di passo della Confindustria... un articolo da leggere e un dibattito da fare

di Stefano Porcari - contropiano


Boccia

Il neopresidente della Confindustria, Boccia,  si è presentato ai suoi iscritti – imprenditori e prenditori di varia natura – con il primo discorso di investitura dopo la sua risicatissima vittoria alla guida dell’organizzazione padronale nel nostro paese. Due i passaggi che chiariscono il cambio di passo in corso: l’epoca della piccola impresa è finita (dunque addio per sempre a “il piccolo è bello”) e piede sull’acceleratore  per le riforme controcostituzionali  volute dal governo perché . A pag. 17 della sua relazione Boccia sottolinea che sono sei anni – dal 2010 – che la Confindustria chiede la modifica del titolo 5 della Costituzione e la fine del bicameralismo.
Il cambio di passo conferma la visione politica generale della Confindustria. Per le piccole imprese italiane, nel processo di concentrazione/gerarchizzazione produttiva in Europa non c’è più posto.  Quindi devono crescere e concentrarsi o morire, devono trovare il loro posto nelle filiere

pc 28 maggio - Addio alla Cgil: Incompatibili. Serve un nuovo inizio... Speriamo che non sia l'ennesimo cambio di casacca, vedi passaggio a USB, che finora non ha cambiato nulla nel movimento sindacale di classe

Assemblea pubblica 11 giugno a Roma (Centro Congressi Cavour – ore 10)

Siamo quadri e delegati sindacali eletti nei luoghi di lavoro che hanno deciso di non subire passivamente la nuova torsione autoritaria della Cgil.
Siamo parte di quella lunga storia collettiva agita per impedire la normalizzazione del più grande sindacato italiano e la sua assimilazione completa nella cogestione dello stato e delle imprese.
In ragione dell’antagonismo sociale, della democrazia e dell’indipendenza sindacale abbiamo contrastato la concertazione e la progressiva subordinazione della contrattazione agli interessi d’impresa sino alla resa al modello autoritario e liberticida disegnato dal Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014. Nell’ultimo congresso abbiamo tentato di coniugare battaglia interna e ricostruzione del conflitto sociale dentro e fuori i luoghi di lavoro scontrandoci con i vergognosi brogli e il crescente autoritarismo interno. Oggi con la decretata “incompatibilità” contro i delegati Fca, la destituzione del portavoce dell’unica area di opposizione interna e la normalizzazione della fiom dentro l’abbraccio con Cisl e Uil ogni spazio è stato chiuso, la nostra lunga battaglia esaurita.
Per queste ragioni abbiamo scelto la strada sempre difficile e costosa della coerenza.
Non andiamo a casa e non ci accontentiamo degli umilianti spazi interni alla Cgil.
Il bisogno di un sindacalismo democratico, conflittuale e di massa nel nostro paese cresce davanti alla resa e alla complicità del sindacalismo confederale.
In Francia si lotta contro la precarizzazione del lavoro ed il sindacato è protagonista, in Italia le politiche d’austerità passano senza alcuna opposizione grazie alla irrilevanza e alla complicità di Cgil Cisl UIL.
Serve un nuovo inizio.
Vogliamo essere parte di coloro che lavorano alla ricostruzione del conflitto, di soggettività, di un nuovo ciclo di lotte che riconsegni dignità e diritti al lavoro. Ci diamo appuntamento per una grande assemblea pubblica il prossimo 11 giugno a Roma.
– Sergio Bellavita Dir.Naz.Cgil
– Maria Pia Zanni Dir.naz.Cgil
– Nico Vox Dir.naz.Fp
– Giuseppe Tiano Dir.Cgil Cosenza
– Antonello Colaiacomo Assemblea generale Cgil nazionale
– Dario Filippini Dir.Naz.Spi
– Cantoni Calimaco Dir.Fiom Parma
– Vincenzo Ghiselli Dir.Cgil Ravenna
– Giacomo Casarino Dir.Spi La Spezia
– Enrico Sitta Dir. Fiom Latina
– Laura Marcone FLC Bologna

pc 28 maggio - Una buona iniziativa da conoscere e sostenere - Centro di documentazione online su movimenti e organizzazioni armate in Italia


13293334 10208099659123169 1150309917 nNei mesi scorsi è stato creato, ed è ora in progressivo incremento, un Centro di documentazione on line su movimenti e organizzazioni rivoluzionarie armate in Italia a partire dagli anni Settanta del Novecento.
Il Centro, gestito da un collettivo redazionale, è consultabile nei siti dell’Osservatorio sulla repressione  e del libro Sebben che siamo donne.
Raccoglie scritti di varie organizzazioni o gruppi rivoluzionari armati italiani, significativi per il loro valore storico documentario. Riteniamo infatti che la lettura diretta delle fonti sia fondamentale per una riflessione più approfondita su alcuni temi della storia

pc 28 maggio - Bologna si prepara contro il comizio razzista di Salvini del 2 giugno

Dalle 18:00 del 1 giugno occupiamo piazza Verdi 

Il 2 Giugno Salvini ha intenzione di tornare a Bologna per concludere la sua campagna elettorale, questa volta minacciando un'aggressione verso la piazza degli studenti e delle studentesse di Bologna: Piazza Verdi.

Dalla resistenza su ponte Stalingrado, al sostegno alle occupazioni abitative, fino all'ultima grande giornata del 5 Maggio ad Ingegneria, i giovani della zona universitaria hanno detto una cosa chiara e semplice: Salvini qua non ti vogliamo!

Il comizio del 2 Giugno in Piazza Verdi è una provocazione bella e buona, l'ennesimo tentativo di

pc 28 maggio - I caschi blu dell'ONU - probabilmente soldati italiani - trafficano in alimenti in Libano... Una cosa su cui bisogna andare a fondo


pc 28 maggio - La strage infinita dei migranti nel Mediterraneo non ha fine, se non mettiamo fine ai governi e alle politiche dell'imperialismo

Redazione di Operai Contro, Renzi porterà alla riunione del G7 in Giappone l’orgoglio dell’Italia che salva vite umane Renzi salva solo i profitti dei padroni Un operaio senegalese dall’Espresso http://speciali.espresso.repubblica.it/interattivi-2014/migranti/index.html?refresh_ce […]

Dal 2000 al 2013 sono morti più di 23 mila migranti nel tentativo di raggiungere l’Europa via mare o attraversando i confini via terra del vecchio continente: il 50 per cento in più di quello che appare dalle stime esistenti. Una strage con un bilancio simile a quello di una guerra per dimensioni e numero di decessi – in media più di 1.600 l’anno – e le cui dimensioni numeriche emergono da un confronto tra varie fonti di dati, per la prima volta riunite in un unico database.

Migrants Files
I “Migrants Files” – liberamente accessibili dal sito dell’inchiesta – nascono dal tentativo di costruire una base di dati unica sul fenomeno dei migranti che muoiono per raggiungere il vecchio continente. Ma, pur essendo il database più esaustivo finora pubblicato, rimane una fonte ancora incompleta e migliorabile. Non solo perché il conteggio parte dal 2000, ma anche perché alcuni eventi compaiono ancora duplicati ed è noto che molte vittime non vengono mai registrate.
Caso emblematico sono i migranti morti tra l’isola francese di Mayotte e l’arcipelago delle Comore (a Nord-Ovest del Madascar): le autorità francesi nel 2012 stimavano tra le 7 e le 10 mila vittime in quel punto dell’Oceano Indiano, mentre nei ‘Migrants Files’ ne risultano “solo” 757.

I morti di Lampedusa
Dai “Migrants Files” emerge chiaramente come una delle tratte più pericolose sia quella che coinvolge le acque del Mediterraneo tra l’Africa e il sud Italia: un vero e proprio cimitero sommerso, come fosse il campo di una battaglia per la sopravvivenza che i migranti combattono contro il mare e le guerre che si lasciano alle spalle, salendo sui barconi della morte che li dovrebbero portare verso la libertà. Non bastano i radar costieri e le avanzate tecnologie di sorveglianza: facendo le somme, tra il 2000 e il 2013 almeno 6.400 tra donne, uomini e bambini sono morti nel tentativo di raggiungere Lampedusa (quasi 8.000 se si allarga lo spettro all’intero Canale di Sicilia).

Per i migranti attraversare il Mediterraneo rappresenta un rischio altissimo: il tasso di mortalità delle rotte via mare risulta essere di gran lunga superiore rispetto alle rotte via terra. La rotta più pericolosa

pc 28 maggio - Giulio Regeni non sfilerà il 2 giugno... AL SISI e RENZI assassini e complici


Redazione di Operai Contro, Renzi aveva promesso la verità sull’uccisione di Giulio Regeni. Non ha fornito nessuna verità. Continua ad avere cordiali rapporti con Al Sisi Renzi se ne frega, […]



da operai contro
renzi-al sisi

Renzi aveva promesso la verità sull’uccisione di Giulio Regeni. Non ha fornito nessuna verità. Continua ad avere cordiali rapporti con Al Sisi

Nel luglio del 2015, in un’intervista alla televisione del Qatar Al Jazeera, Matteo Renzi definì il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi “un grande leader” e “l’unica speranza per l’Egitto”. Era solo l’ultima di una serie di dichiarazioni lusinghiere che i due leader si sono scambiati da quando si sono incontrati per la prima volta al Cairo, nell’agosto del 2014. L’ultimo colloquio tra i due di cui si è avuta notizia è avvenuto lo scorso 18 gennaio, quando Renzi e al Sisi si sono parlati al telefono per discutere della crisi libica. In quelle ore, una nota stampa del governo egiziano ha definito i rapporti tra i due paesi “eccellentissimi”. 

Leggi - speciale Regeni - in proletari comunisti aprile 2016
richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 28 maggio - Il nuovo bollettino internazionalista del MFPR sui blog internazionali

Da odiodeclase

Nuevo Boletín Internacionalista del Movimiento Feminista Proletario Revolucionario (MFPR) Italia

pc 28 maggio - Turchia, i governi imperialisti europei, Germania in testa - Italia compresa - sostengono il regime fascista di Erdogan che vuole arrestare e cancellare ogni opposizione

Riceviamo e pubblichiamo

Cari Amici 
Come già sapete l’immunità parlamentare dei deputati e delle deputate dell’HDP sta per essere revocata dalla coalizione di altri tre partiti, AKP, CHP e MHP. La Commissione Costituzionale del Parlamento della Turchia ha già votato a favore e trasferito la mozione alla sessione plenaria.
Come è circolato nei media internazionali, il governo dell’AKP e deputati dell’AKP, consapevolmente e intenzionalmente hanno portato la violenza in parlamento attaccando fisicamente deputati dell’HDP durante gli incontri della Commissione Costituzionale*. La coalizione dei tre partiti, AKP, CHP e MHP mira a togliere l’immunità parlamentare dei deputati e delle deputate dell’HDP che di fatto rappresentano tutte le aree e i gruppi della società, compresi i curdi, turchi, armeni, assiri, yezidi, aleviti, cristiani, ecc.
Come è stato sollevato la settimana scorsa dal Presidente del Parlamento, che è un esponente di spicco del partito di governo, l’AKP sta progettando di abolire la laicità nel Paese e di scrivere una nuova Costituzione basata sull’Islam politico e considera l’HDP l’unico ostacolo prima di raggiungere questo obiettivo.

pc 28 maggio - FCA Mirafiori. Operai mezzo dentro e mezzofuori... con sindacati del padrone e sindacati del mercato. Senza il sindacato di classe operai merce flessibile

La FCA annuncia  settecento operai Fca da lunedì tornano al lavoro ... Ma per 1500 il futuro resta nero

Da lunedì altri 700 lavoratori entreranno a Mirafiori a lavorare sulla nuova linea del Maserati Levante. In tutto saranno dunque 1.200 gli addetti alla produzione del nuovo suv del marchio del tridente. Il comunicato ufficiale di Fca prevedere "un'ulteriore crescita degli occupati nel corso del periodo estivo di quest'anno". Si ipotizza infatti che a regime la produzione Maserati a Mirafiori occuperà 1.500 dipendenti. Dei 700 che rientreranno lunedì sulla linea del Levante, 550 arrivano dalla cassa integrazione e hanno seguito corsi di formazione nelle ultime settimane. Altri 150 verranno invece trasferiti da Grugliasco dove hanno  acquisito esperienza sulle linee di Quattroporte e Ghibli.... rimarranno ancora in cassa integrazione circa 1.500 dipendenti delle Carrozzerie di Mirafiori.....secondo l'azienda molti dei 1.500 cassintegrati rimanenti avrebbero inidoneità che impediscono di rioccuparli in alcune postazioni lavorative.

La FIM Cisl: viva il padrone... 
Claudio Chiarle «è impossibile non accostare il rientro dei cassaintegrati, la salita produttiva di Mirafiori con le parole di quei sindacalisti, che oggi vorrebbero candidarsi a sindaco di Torino, sostenitori negli anni passati della vendita dell’Alfa Romeo alla Volkswagen. Se avessimo dato retta a loro oggi Cassino e Mirafiori sarebbero chiuse e i lavoratori licenziati».
Per la FIOM la cosa importante è... la risposta del mercato
"Siamo alla prima vera salita produttiva del nuovo modello di Mirafiori, sarà fondamentale vedere la risposta del mercato già nelle prossime settimane, per capire se i volumi potranno salire in modo tale da consentire un incremento degli organici fino ai 1.500 operai ventilati dall'azienda". Lo dichiara Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom..
he dovrebbe attestarsi su circa 60/65 vetture per turno consentirà il rientro di altri lavoratori".

pc 28 maggio - A Novara nessuno è straniero

NOVARA: NELLA MIA CITTA’ NESSUNO E’ STRANIERO

PRESIDIO ANTIRAZZISTA E ANTIFASCISTA SABATO 21 MAGGIO


La risposta al divieto imposto dalla Questura a Forza Nuova di manifestare contro l’immigrazione (alla contro-manifestazione degli antifascisti novaresi convocata nello stesso giorno) è stato un presidio che ha raccolto numerosi antifascisti ed antirazzisti nel quartiere di S. Agabio, quartiere caratterizzato da una presenza multietnica, tra i più degradati ed inquinati di Novara e dove l’unica sicurezza che non viene garantita è quella sulla vita e sul futuro di tutti, sia immigrati che locali.
... abbiamo trasmesso il messaggio :
…nella mia città nessuno è straniero. Siamo tutti migranti e cittadini che vivono in questa città. Siamo convinti che la crisi e la guerra colpiscano indifferentemente tutti. Qualcuno più di altri soffre perché costretto a lasciare la sua casa e la sua terra per cercare una possibilità di sopravvivenza altrove, costoro sono nostri fratelli e sorelle e siamo qui oggi per riaffermare la nostra vicinanza a tutti. Insieme vorremmo creare dei momenti di incontro e solidarietà.
La riuscita della manifestazione - organizzata sotto la sigla “Antifascisti e antirazzisti novaresi incoraggia a proseguire con l’ iniziativa per contrastare le risorgenze fasciste e percorrere la strada di una fattiva presenza nel quartiere e in città....

pc 28 maggio - OGGI PRESIDIO BASE NATO SOLBIATE OLONA - ORE 15


venerdì 27 maggio 2016

pc 27 maggio - GOVERNO E ISTITUZIONI PLAUDONO AL RITORNO DI GIRONE IN ITALIA, DOPO LATORRE... NOI NO!

(dal blog tarantocontro)
Tutte le Istituzioni - dal Governo Renzi che plaude soprattutto a sè stesso per l'impegno posto a far tornare in Italia i due marò, al parlamento, nessun partito escluso, da destra a "sinistra"; dai presidenti della Repubblica vecchi e nuovi, che hanno chiuso o aperto il loro mandato citando l'impegno dell'Italia per i due marò, alle Istituzioni locali, e regionali, anche Emiliano ha posto la questione dei marò nei primi punti - si sprecano in espressioni di "profonda" contentezza, di "saluti", ecc.

A parte la banale constatazione: che tutto l'impegno messo per il rientro di due marò, che hanno ucciso due pescatori (e non se ne sono neanche pentiti...), non viene messo certo per le condizioni dei detenuti nelle carceri italiane, per non parlare della "verità e giustizia" per Giulio Regeni, ecc. ecc;
e che lo Stato italiano mentre "salva" i due marò, facendo di assassini/mercenari di scorta a un mercantile privato degli "eroi", sta a guardare indifferente i 333 soldati già morti e i 3600 ammalati di leucemia per essere stati mandati in guerra dal nostro paese

DICIAMO CHIARO CHE INVECE NOI NON SIAMO AFFATTO CONTENTI.

- Chi ancora, dopo quattro anni, non ha giustizia sono i due pescatori indiani uccisi e i loro familiari.

- I tappeti d'oro stesi per Latorre e Girone si trasformano in occasione per un'esaltazione dell'Italia, "forte", con sfoggio di toni imperialistici, militaristi, dalla ministra con l'elmetto in testa, Pinotti, ad Alfano. Renzi ha subito detto che "Girone sarà con noi il 2 giugno", per sottolineare il ruolo delle Forze armate come cuore della Repubblica; ed è scontato che userà questa "vittoria" del suo governo anche nella campagna referendaria sulle modifiche della Costituzione.
Ma anche il giornale dei padroni "Sole 24 ore" non può fare a meno di sottolineare che il ritorno in Italia di entrambi i Marò "è un piccolo successo per il paese nel suo insieme...", che quindi tutti si devono unire in nome dell'"interesse nazionale di un paese democratico..."

- In questa apologia vi sarà la corsa dei partiti, soprattutto di destra, a farli candidati in una delle prossime elezioni. E quindi ce li ritroveremo a fare propaganda italica, di fatto fascista, tenuto conto anche del passato (Latorre si presentò nelle liste del fascista Cito nel 2007 e nel 2010).

- Da questa "vittoria dell'azione dell'Italia", ne viene un rafforzamento del legame Renzi/Governo Modi. E lo Stato indiano del fascista Modi, che fonda il suo potere sui massacri degli adivasi, su un esercito che fa delle violenze, delle torture, degli stupri verso le donne la sua "etica", sull'uccisione di centinaia di combattenti maoisti, sulla feroce repressione verso studenti, democratici, intellettuali, verrà sempre più considerato "la più grande democrazia del mondo", con cui stringere rapporti politici ed economici ancora più forti.

PERCHE', QUINDI, I LAVORATORI, LE MASSE POPOLARI, I DEMOCRATICI, DOVREBBERO PLAUDIRE AD UN'OPERAZIONE CHE HA UN CHIARO SEGNO IMPERIALISTA, RAZZISTA E FASCISTA?

pc 27 maggio - VENTIMIGLIA: IL SINDACO FIRMA L'ORDINANZA DI SGOMBERO PER I MIGRANTI

Ventimiglia: il sindaco ha firmato l'ordinanza  di sgombero dei migranti

Ioculano: "Motivi di igiene e sanità pubblica"
Il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano ha firmato un'ordinanza in cui si dispone lo sgombero entro 48 ore dei migranti, accampati nei pressi delò fiume Roja. Nell'ordinanza si specifica che il provvedimento è reso necessario per motivi igienico-sanitari e "grave pericolo per la salute della popolazione migrante". La decisione arriva il giorno dopo l'annuncio dell'autosospensione dal Pd in segno di polemica nei confronti del partito e del governo che avrebbero lasciato solo il Comune di Ventimiglia a gestire la situazione.

pc 27 maggio - PER QUESTO SISTEMA, ILLEGALI NON SONO CHI SPECULA E FA PROFITTI SUI MIGRANTI, MA CHI LOTTA PER I DIRITTI DEI MIGRANTI - SOLIDARIETA' AGLI 11 ANARCHICI

RAID ALLA LADISA. Torino, la Digos ferma 11 anarchici per i fatti del 24 ottobre

RAID ALLA LADISA. Torino, la Digos ferma 11 anarchici per i fatti del 24 ottobre
Blitz da parte della Digos di Torino. Gli agenti del capoluogo hanno eseguito 11 misure cautelari di divieto di dimora nel Comune di Torino, emesse dal GIP, a carico degli anarchici che fecero irruzione all'interno della sede della "Ladisa Ristorazione Spa" lo scorso 24 ottobre. Nel corso del raid vennero spintonati due dipendenti che cercavano di impedire l'ingresso ai fermati, che rovesciarono due sacchi di letame in prossimità dei locali cucina, scandendo slogan contro i CIE. Il blitz rientra nella campagna di protesta nei confronti dei Centri di Identificazione ed espulsione in atto da tempo da parte del movimento anarchico perché la società, fino all'anno scorso, forniva il servizio di ristorazione per gli stranieri trattenuti nel Centro di via Santa Maria di Mazzarello.

pc 27 maggio - Nei paesi imperialisti europei....

Dalla Dichiarazione congiunta del 1 maggio 2016 sottoscritta da 30 partiti e organizzazioni marxiste-leniniste-maoiste

"...Si acutizza la contraddizione tra proletariato e borghesia, in forma di contraddizione tra masse e Stati e governi imperialisti.

A questa situazione, si aggiunge la guerra imperialista che “torna a casa”. Con gli attentati a Parigi, Bruxelles, le borghesie imperialiste europee, e in primis quella francese, stanno pagando il costo della loro partecipazione attiva alla guerra di rapina in Siria, all'intervento imperialista in Libia, Mali, ecc.
Mentre all'estero allargano la loro guerra imperialista di dominio, all'interno scatenano una guerra contro le masse più povere dei loro stessi paesi. In nome della 'lotta al terrorismo', impomgono lo stato d'emergenza, la repressione e la militarizzazione di tutta la società, le campagne reazionarie di xenofobia e razzismo contro i proletari e i giovani dei quartieri degli immigrati.

Con la politica di "riforme e nuove leggi sul lavoro", continua da parte dei governi imperialisti la soppressione dei diritti conquistati da lungo tempo dal proletariato e aumenta lo sfruttamento del lavoro salariato. Milioni di lavoratori, in particolare i giovani, sono scesi in piazza con forti manifestazioni in Francia e altri paesi europei..."

pc 27 maggio - Per il Partito Comunista maoista - Prolegomeni 9

L’organizzazione del Partito maoista è basata nei paesi imperialisti sulle cellule nelle fabbriche, nei posti di lavoro dei proletari, ma bisogna essere molto duttili e inventarsi continuamente forme organizzative adatte allo scopo. 
Alle cellule bisogna affiancare i circoli come istanze di accoglimento, di mobilitazione politica, soprattutto di formazione politica di base, di transito alle cellule sui posti di lavoro. Non concorrenziali con il sindacato di classe.

pc 27 maggio - ETERNIT il 31 maggio a Roma - ultima pagina del processo in Cassazione


pc 27 maggio - Masse popolari, in Marocco, in lotta in tutti i settori! Un appello da sottoscrivere

Quando resistenza organizzata ...
La crisi dello Stato reazionario marocchino è ancora più accentuata. E di fronte alla politica messa in atto anti-popolare e anti-nazionale, ancora oggi si sviluppano azioni significative di resistenza popolare, ma anche di estrema repressione.
Infatti, le masse popolari in Marocco non rimangono con le mani in mano di fronte a delle scelte politiche reazionarie destinate solo ad asservire ancora di più: al contrario! In tutti i settori della società, si sviluppano lotte e resistenze per far fronte a questa politica. Per citare solo alcuni esempi, menzioniamo lo sciopero eroico dei minatori di JBELAWAM e l'occupazione della miniera: queste

pc 27 maggio - Dalla Grecia alla Sicilia i governi imperialisti europei - da Renzi a Tsipras - sono i responsabili della morte dei migranti

Migranti, si rovescia un altro barcone con un centinaio di persone a bordo: ancora molti morti. 
Arrivano oltre 4mila sulle nostre coste nelle ultime ore 


Migranti, si rovescia un altro barcone con un centinaio di persone a bordo: venti morti. Oltre 4mila salvate nelle ultime 24 ore


I naufraghi avvistati da velivolo lussemburghese, 88 messi in salvo. Incerto il numero delle vittime. I sopravvissuti nel naufragio di ieri a largo delle coste libiche hanno raccontato di oltre cento compagni di viaggio dispersi. Medico che ha messo in salvo la bimba di nove mesi arrivata a Lampedusa senza mamma ha chiesto l'affidamento della piccola

Enfermera en Idomeni: Europa asesina a los refugiados


Gemma Poca, una enfermera que se encuentra en el campo de refugiados de Idomeni en la frontera de Grecia con Macedonia, dio detalles acerca de la terrible situación en la que se encuentran los refugiados que esperan para cruzar a Macedonia y las acciones represivas de la policía, incluido el lanzamiento de gases lacrimógenos.
Poca manifestó que “es un asesinato” y que “en las vías es donde hay más tensión, siempre está la policía, que ha empezado a disparar”. Añadió que esos lugares están llenos de tiendas donde viven familias con niños y ancianos que no pueden correr ni escaparse de los gases lacrimógenos.
La denuncia de Poca fue realizada a través de una serie de audios enviados a su familia por WhatsApp, que se volvieron virales en las redes sociales cuando fueron divulgados por los allegados de la enfermera.
“Sí, eso pasa en Europa, aunque cueste creerlo”
La enfermera expresó que la situación se debe denunciar en el mundo. “Ha llegado un momento que no podía respirar, se te cierran los bronquios y no puedes abrir los ojos (…) Todavía hay madres con sus hijos y bebés en brazos que pasan por allí para escapar, es un asesinato, de verdad”.
“Se ha de denunciar cómo Europa puede permitir este asesinato (…) gente que escapa de la guerra, a los que les han destrozado sus casas”.
En la grabación Gemma Poca señaló, enojada, cómo Europa lo contempla. “Son asesinos, están gaseando a personas que vienen de la guerra, estancados en una ratonera. Es inadmisible, una agresión contra seres humanos”.
En un programa de radio, Poca ha asegurado que “Idomeni es una cárcel” y lo justifica: “Europa ha actuado fatal. Los están metiendo en un sitio donde no tienen salida y reciben agresiones”. Además ha lamentado que seguro que “las muertes que haya por culpa de los gases nadie las tendrá en cuenta después”.
Telesur



pc 27 maggio - Referendum costituzionale e marcia verso regime moderno fascista

Renzi va veloce e punta a indire la consultazione il 2 ottobre, prima della legge di Stabilità.
I padroni si schierano con il governo e polarizzano lo scontro sul referendum. 
La Cgil con la solita posizione centrista rinuncia allo scontro e di fatto lascia campo libero a padroni e governo.
Secondo Scalfari se vince il SI, Renzi sarà il padrone dell'Italia.
Secondo noi avanza un regime moderno fascista a dittatura personale.
   
(da il fatto quotidiano)
La Confindustria di Vincenzo Boccia si schiera per il sì al referendum sulla riforma della Costituzione. “Il traguardo è a portata di mano”, ha scandito il neo presidente degli industriali durante la sua prima relazione all’assemblea annuale della confederazione. Proprio nei giorni in cui il governo ha dato un’accelerazione decisa alla campagna per la consultazione di ottobre, Boccia si posiziona dunque al fianco del premier Matteo Renzi
Cgil contraria, ma senza indicazione di voto – La presa di posizione degli industriali arriva il giorno dopo il verdetto di segno opposto arrivato dal comitato direttivo della Cgil, che non ha dato indicazioni di voto agli iscritti ma nel documento finale ha censurato la “impropria polarizzazione che ha dominato il dibattito in Aula (e fuori) ha raggiunto il suo apice con la dichiarata volontà di fare del referendum confermativo un banco di prova per l’operato complessivo del governo”, fatto questo “in totale contraddizione con lo spirito che dovrebbe caratterizzare ogni intervento di modifica della Costituzione”. “Il risultato di tale eccessiva e inopportuna polarizzazione della modifica costituzionale ha provocato l’assenza di un dibattito che affrontasse il merito delle proposte in discussione, oscurato da una sterile contrapposizione tra innovatori e conservatori, fiduciosi e disfattisti, che nulla ha a che vedere con l’intento di aggiornare l’architettura istituzionale della Repubblica”. In conclusione, la sigla di cui è segretario Susanna Camusso ha deciso di “promuovere un’informazione di massa e momenti di confronto per favorire una scelta partecipata e consapevole di lavoratori e lavoratrici, pensionati e pensionate, cittadini”.

pc 27 maggio - Alla guerra quotidiana per il profitto dei padroni, serve rispondere con la guerra di classe degli operai

Premesso che all'interno del sistema capitalista di produzione gli operai sono considerati carne da macello per il profitto dei padroni, e che nella crisi le condizioni di sicurezza sui posti di lavoro non possono che peggiorare come dimostrano gli stessi dati della Fiom (da gennaio al 20 aprile di quest’anno sono stati 271 gli incidenti mortali sul lavoro), nonostante le ore di lavoro totali siano diminuite sono le condizioni di lavoro che sono peggiorate.....
...una vera e propria guerra che oltre i padroni ha dei responsabili con nome e cognome da combattere: il governo con i provvedimenti terroristi contenuti nel jobsact che vanno dalla libertà di licenziare al depotenziamento degli organi ispettivi e delle leggi sulla sicurezza. I sindacati confederali tra cui anche la Fiom nei contratti nazionali hanno dato la possibilità di utilizzare manodopera precaria (interinali, apprendisti) e di fatto hanno avvallato le scelte dei governi in tema di sicurezza e lavoro...
Dal comunicato della Fiom: "...Un giovane operaio di 28 anni ha perso la vita oggi (mercoledì 25 maggio) in un incidente sul lavoro alla De Lucchi di Trezzano Rosa (Milano). "Da tempo denunciamo le condizioni di lavoro in quell'impresa, e chiediamo ai vertici aziendali di intervenire sulle questioni della sicurezza, in particolare attivando procedure che annullino i rischi nella fase della movimentazione dei carichi... La morte di un operaio è una tragedia a prescindere, ma in questo caso c’è un elemento che accresce la rabbia: il giovane, assunto con contratto di somministrazione, era in fabbrica da tre settimane e mercoledì prossimo sarebbe stato il suo ultimo giorno di lavoro" continua la nota. "E' indecente che in una fabbrica 'pesante', come una zincheria a caldo, si mettano al lavoro giovani senza alcuna esperienza, senza alcuna formazione, assunti per pochi giorni e poi sostituiti da altri. In questa 'giostra' all’abbattimento dei costi, che in questo paese hanno reso possibile, sono alte le possibilità di farsi male o di morire". 

Operaio morto nel Milanese, colleghi in assemblea sulla sicurezza: "Minacciati dal capo"

Il ragazzo, 28 anni, interinale, schiacciato da una rastrelliera. La denuncia dei sindacati: "Dovevano subito ricominciare a scaricare i camion o li avrebbe lasciati a casa"di GABRIELE CEREDA da repubblica

Sono finiti dentro un incubo e non riescono ad uscirne. Non bastava la morte di un loro collega di 28 anni, ucciso da una trave di due tonnellate, ieri mattina i dipendenti della De Lucchi di Trezzano Rosa, in provincia di Milano, sono stati minacciati dai vertici dell'azienda. In assemblea, stavano discutendo della sicurezza in fabbrica, quando il direttore generale, Davide Invernizzi, ha preso in disparte tre di loro costringendoli a riprendere il lavoro. "Ha detto che se non cominciavano subito a scaricare i camion li avrebbe lasciati a casa, rimpiazzandoli con qualcun altro", racconta Walter Albiati di Fiom Cgil Milano.

Sotto le volte del capannone di 35mila metri quadri della De Lucchi, Gruppo Bisol, holding veneta della carpenteria pesante, i dipendenti hanno paura. "Temono di perdere il posto e sanno che dietro l'angolo ci potrebbe essere un nuovo incidente se non verranno prese velocemente misure straordinarie in materia di sicurezza", dice ancora il

giovedì 26 maggio 2016

pc 26 maggio - Le braccianti nei campi tra caporalato, sfruttamento, stupri e morte. Occorre organizzare la lotta. Senza questa, le proposte, anche giuste, sono palliativi e la richiesta che le imprese riducano i loro profitti è una illusione, niente affatto scientifica

Donne, caporalato e sfruttamento nei campi del “Ghetto Italia”

Donne, caporalato e sfruttamento nei campi del “Ghetto Italia


Quando pensiamo al lavoro agricolo andiamo con la mente alla fatica e al sudore di un’occupazione considerata, a torto, prevalentemente maschile. Le cose non stanno così. Nell’immaginario più comune si specchia un pregiudizio, visto che le donne, le braccianti, costituiscono un pezzo importante dell’offerta di lavoro in agricoltura. A dire il vero nella condizione delle braccianti, soprattutto se straniere, troviamo tutti i più terribili ingredienti delle nuove forme di sfruttamento.
Va detto innanzitutto che il lavoro femminile non sostituisce quello maschile, ma gli è complementare, soprattutto quando le donne sono impiegate per immagazzinare i prodotti agricoli dopo averli raccolti. Se si tratta di ortaggi le donne sono preferite agli uomini per via della maggiore delicatezza del lavoro

pc 26 maggio - OBAMA/VIETNAM: OPERAZIONE INTERNA AD UNA "GUERRA PACIFICA" DELL'IMPERIALISMO USA




Il 23 maggio scorso gli Stati Uniti hanno cancellato l’embargo sulla fornitura di armi al Vietnam. 




Il progetto degli Usa è sviluppare il più possibile l’intesa con Hanoi, in modo da arginare l’espansionismo della Cina. 
Gli americani hanno ottenuto la disponibilità dei vietnamiti a consentire alle unità della Marina militare Usa un approdo più facile e più frequente nei porti del Paese.

La stampa scrive che l’obiettivo dei generali del Pentagono è poter entrare nella Base navale di Cam Ranh, posizionata nello sperone meridionale del Vietnam, dove termina il mare cinese meridionale e transita il 50% del commercio mondiale e il 60% dell’export americano. Sempre qui si scaricano le tensioni causate dall’attivismo cinese. Pechino e

pc 26 maggio - METALMECCANICI: FIM-FIOM-UILM AVEVANO DATO UNA MANO MA I PADRONI VOGLIONO TUTTO IL BRACCIO E ANCHE DI PIU'

Dopo sette mesi, di nuovo bloccata la trattativa per il CCNL dei metalmeccanici.
La Federmeccanica vuole dare solo un salario minimo di garanzia ai soli lavoratori che sono al di sotto di questo livello. Vuol dire che avrebbero un misero aumento solo il 5% dei lavoratori, e gli altri niente. In più i padroni non vogliono neanche darlo subito. Infatti hanno proposto un'introduzione graduale del nuovo impianto contrattuale nel triennio di vigenza. Non c'è limite all'indecenza. Proprio ora che anche le statistiche ufficiali dicono che è da più di 30 anni che i salari non crescono.
Ma Federmeccanica va ancora avanti: afferma di voler distribuire la ricchezza solo dopo che è stata prodotta. A parte che "la ricchezza" è quella che incassano loro, mentre ciò che viene dato è solo il parziale pagamento della forza-lavoro, riducendolo sempre più; ma i padroni non stanno neanche alle loro stesse leggi: non vogliono neanche pagare la forza-lavoro dell'operaio, ma subordinare anche il pagamento del lavoro necessario a quando e se gli ritornano utili dalla produzione.

I sindacati confederali si indignano, dicono: "Si sta mettendo in discussione contemporaneamente il modello contrattuale fondato sui due livelli e il ruolo e il valore del contratto nazionale quale reale strumento di tutela dei salari e dei diritti di tutte le persone...". E minacciano scioperi dello straordinario e manifestazioni regionali (il 9 e il 10 giugno).

Ma non sono stati loro a dirsi disponibili a dare peso al contratto di secondo livello, rispetto al CCNL? Quindi di permettere ai padroni di legare gli operai all'andamento di ogni realtà produttiva?

Non è la stessa Fiom di Landini che ha dichiarato: "Per quanto ci riguarda il negoziato per ricostruire un rinnovato Contratto nazionale deve misurarsi su cosa serve per rilanciare gli investimenti, difendere ed estendere l’occupazione stabile, favorire una qualificazione e innovazione dei sistemi produttivi e dei prodotti realizzati nel nostro Paese e far ripartire i consumi interni e far crescere la produttività generale del sistema", in cui, a parte il "rilancio dell'occupazione", il resto sono obiettivi anche dei padroni?

pc 26 maggio - MIGRANTI: I POPOLI CONTANO I LORO MORTI - GLI STATI IMPERIALISTI CONTANO LE LORO QUOTE


I soccorsi a un barcone in difficoltà (Ansa)

Poche ore fa: Ancora un naufragio di migranti nel Canale di Sicilia, a 35 miglia dalle coste libiche: un barcone con un centinaio di persone a bordo si è rovesciato. Secondo le prime stime i morti sarebbero 20-30.

pc 26 maggio - Studiare e assimilare l'imperialismo di Lenin attraverso la formazione operaia di questo blog

A integrazione, alcuni testi proposti dalla libreria Metropolis di Roma - per contatti: 3398911853


pc 26 maggio - SULLE ELEZIONI: I COMUNISTI RIVOLUZIONARI DEVONO FARE UN'ANALISI CONCRETA DELLA SITUAZIONE CONCRETA E DAL PUNTO DI VISTA DI CLASSE E RIVOLUZIONARIO

Noi, l'abbiamo detto e scritto a proposito delle elezioni amministrative: siamo, e diamo indicazioni, per il boicottaggio elettorale, e abbiamo spiegato il perchè. 
Abbiamo anche detto che questa posizione nasce dall'analisi della fase attuale, guardando sia alla collina della borghesia, sia alla collina del proletariato.
Noi non siamo affatto astensionisti di principio. 
Anche nella storia ricca, decennale che ha preceduto la nostra organizzazione odierna e su cui fondiamo le nostre radici, vi sono state fasi in cui era utile presentare una lista rivoluzionaria, proletaria alle elezioni politiche, e lo abbiamo fatto, ma al servizio e interna alla battaglia e alla via rivoluzionaria.
Ma oggi le motivazioni, nel campo dei movimenti, di aree di compagni, che in generale non presentano proprie liste ma danno indicazioni di voto - (vedi a Napoli) - non hanno a che fare con un'analisi di classe e rivoluzionaria. 

Pubblichiamo un pezzo dall'introduzione di Engels a: "Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850" di Marx, in cui invece è molto chiaro perchè e quando i comunisti utilizzano le elezioni. 

CHI OGGI DA INDICAZIONI DI VOTO SEGUE QUESTI CRITERI? O PIUTTOSTO ACCOMPAGNA LA VIA RIFORMISTA ELETTORALISTA CONTRO LA VIA RIVOLUZIONARIA?

"...Il suffragio universale esisteva in Francia già da molto tempo, ma era caduto in discredito per l'abuso fattone dal governo bonapartista. Dopo la Comune non era più esistito un partito operaio che potesse utilizzarlo. Anche in Spagna esso esisteva dal tempo della repubblica [12], ma in Spagna l'astensione elettorale era sempre stata la regola di tutti i partiti seri di opposizione. Anche le esperienze svizzere di suffragio universale erano tutto fuorché un incoraggiamento per un partito operaio. Gli operai rivoluzionari dei paesi latini si erano abituati a considerare il diritto di voto come una trappola, come uno strumento di mistificazione governativa. In Germania fu tutt'altro. Già il "Manifesto comunista" aveva proclamato la conquista del suffragio universale, della democrazia, come uno dei primi e più importanti compiti del proletariato militante, e Lassalle aveva ripreso questo punto. Quando poi Bismarck si vide costretto a introdurre questo diritto di voto come unico mezzo per interessare le masse popolari ai suoi piani, i nostri operai immediatamente presero la cosa sul serio e inviarono August Bebel nel primo Reichstag costituente. E da quel giorno essi hanno utilizzato il diritto di voto in un modo che ha recato loro vantaggi infiniti e che è servito di esempio agli operai di tutti i paesi. Secondo le parole del programma marxista francese, il diritto di voto è stato da essi transformé, de moyen de duperie qu'il a été jusqu'ici, en instrument d'émancipation, trasformato da strumento d'inganno, quale è stato sino ad ora, in strumento di emancipazione [13]. E quando anche il suffragio universale non avesse dato altro vantaggio che quello di permetterci di contarci ogni tre anni, di avere, grazie alla regolare verifica del rapido e inatteso aumento dei voti, aumentato in egual misura la fede degli operai nella vittoria e la paura dell'avversario, diventando così il nostro miglior mezzo di propaganda; di darci una nozione esatta delle nostre proprie forze e di quelle di tutti i partiti avversari, fornendoci così un criterio superiore a qualsiasi altro per regolare la nostra azione e preservandoci tanto dalla pusillanimità inopportuna, quanto dalla intempestiva temerità; se questo fosse il solo vantaggio che abbiamo ricavato dal diritto di voto, sarebbe già più e più che sufficiente. Ma il suffragio universale ha fatto molto di più. Nell'agitazione elettorale ci ha fornito un mezzo che non ha l'eguale per entrare in contatto con le masse popolari là dove esse sono ancora lontane da noi; per costringere tutti i partiti a difendere dai nostri attacchi davanti a tutto il popolo le loro opinioni e le loro azioni. Inoltre esso ha aperto ai nostri rappresentanti al Reichstag una tribuna, dall'alto della quale essi hanno potuto parlare ai loro avversari nel parlamento e alle masse con tutt'altra autorità e libertà che nella stampa e nelle riunioni. Di quale aiuto è stata per il governo e per la borghesia la loro legge contro i socialisti, se l'agitazione elettorale e i discorsi socialisti nel Reichstag hanno continuamente aperto in essa delle brecce?..."

pc 26 maggio - L'INDEBITAMENTO DELLO STATO SERVE L'INTERESSE DELLA FRAZIONE DEL CAPITALE FINANZIARIO DOMINANTE

Ieri come oggi. E Marx lo aveva spiegato...

Da "Le lotte di classe in Francia" - Karl Marx: da La disfatta del giugno 1848):

"...L'indebitamento dello Stato era... l'interesse diretto della frazione della borghesia che governava e legiferava per mezzo delle Camere. Il disavanzo dello Stato era infatti il vero e proprio oggetto della sua speculazione e la fonte principale del suo arricchimento. Ogni anno un nuovo disavanzo. Dopo quattro o cinque anni un nuovo prestito offriva all'aristocrazia finanziaria una nuova occasione di truffare lo Stato che, mantenuto artificiosamente sull'orlo della bancarotta, era costretto a contrattare coi banchieri alle condizioni più sfavorevoli. Ogni nuovo prestito era una nuova occasione di svaligiare il pubblico, che investe i suoi capitali in rendita dello Stato, mediante operazioni di Borsa al cui segreto erano iniziati il governo e la maggioranza della Camera. In generale la situazione instabile del credito pubblico e il possesso dei segreti di Stato offrivano ai banchieri e ai loro affiliati nelle Camere e sul trono la possibilità di provocare delle oscillazioni straordinarie improvvise, nel corso dei titoli di Stato; e il risultato costante di queste oscillazioni non poteva essere altro che la rovina di una massa di capitalisti più piccoli e l'arricchimento favolosamente rapido dei giocatori in grande. Perché il disavanzo dello Stato era nell'interesse diretto della frazione borghese dominante, si spiega come le spese straordinarie dello Stato negli ultimi anni del governo di Luigi Filippo superassero di molto il doppio delle spese straordinarie dello Stato sotto Napoleone e toccassero quasi la somma annua di 400 milioni di franchi, mentre l'esportazione media complessiva della Francia raggiungeva di rado la somma di 750 milioni di franchi. Le enormi somme che in tal modo passavano per le mani dello Stato davano inoltre l'occasione a contratti di appalto fraudolenti, a corruzioni, a malversazioni, a bricconate d'ogni specie. Lo svaligiamento dello Stato, che si faceva in grande coi prestiti, si ripeteva al minuto nel lavori pubblici. I rapporti tra la Camera e il governo si moltiplicavano sotto forma di rapporti tra amministrazioni singole e singoli imprenditori...".