sabato 26 marzo 2016

pc 26 marzo - RITIENI UTILE LA FORMAZIONE OPERAIA? RIMANDA COMPILATO QUESTO MODULO

Per compilare questo modulo vai su link: https://it.surveymonkey.com/r/RHFF9QY


1. Ritieni utile la Formazione Operaia?

2. Quanto spesso riesci a seguirla?

3. Pensi che si dovrebbe migliorarla con:

4. Pensi che occorra usare anche altri sistemi?

5. Fai girare in rete la Formazione Operaia?

6. Vorresti partecipare alla Formazione Operaia?

7. Se vuoi partecipare in qualsiasi forma, inserisci un tuo riferimento 

e.mail o Facebook

pc 26 marzo - India - verso la campagna di sosteno 2-9 aprile in Italia - MFPR prepara una nuova iniziativa


pc 26 marzo - La posizione strategica del PCm Italia

pc 26 marzo - La lotta contro la guerra imperialista dopo la giornate di lotta del 12 marzo e lo sciopero di operai e lavoratori di diverse realtà del 18 marzo esige che si continui in ogni posto di lavoro e in ogni territorio!


pc 26 marzo - Grande settimana internazionale di azione per l'India in Germania 2-9 aprile - iniziative di diverse città

International Week of Action 2.-9. of April
Internationale Aktionswoche zur Unterstützung des Volkskrieges in Indien


Video: https://www.youtube.com/watch?v=EMrYa1RnXHg

Poster: http://www.demvolkedienen.org/images/Indien/Plakat_Aktionswoche.pdf

Activities in six cities in Germany:

Sa, 2. April - Berlin
Informationsveranstaltung
Veranstaltet von: Internationalistisches Kollektiv, Kommunistischer Aufbau
Cafe Commune, Reichenberger Str. 157, 18:00

So, 3. April - Göttingen
Informationsveranstaltung
Rotes Zentrum, Lange-Geismar-Str. 2, 18:00

So, 3. April - Köln
Informationsveranstaltung
Veranstaltet von: Kommunistischer Aufbau
Clara Jugendzentrum, Aquinostr. 7-11, 16:00

Mo, 4. April - Bremen
Informationsveranstaltung über den Kampf der Naxaliten in Indien
Kommunikationszentrum Paradox, Bernhardstr. 12, 19:30

Di, 5. April - Hamburg
Veranstaltung zu politischen Gefangenen in Indien und den Gefangenen von ATIK in Deutschland
Internationalistisches Solidaritätskomitee für politische Gefangene
ATIK-Vereinshaus, Bartelsstr. 21 (Hinterhof), 19:30

Mi, 6. April - Hamburg
Die Rolle der Frau im Volkskrieg in Indien
Rotes Frauenkomitee Hamburg, unterstützt von Neue Frau und MLPD
Internationales Zentrum B5, Brigittenstr. 5, 19:30

Do, 7. April - Magdeburg
Informationsveranstaltung
Soziales Zentrum, Alexander-Puschkin-Str. 20, 19:00

Fr, 8. April - Hamburg
Kulturabend mit Informationen zum Volkskrieg in Indien
Kollektiv Rotes Hamburg
Internationales Zentrum B5, Brigittenstr. 5, 19:30

Sa, 9. April - Hamburg
Kundgebung
Durch: Bündnis gegen imperialistische Aggression
S-Bahn Sternschanze, 13:00


pc 26 marzo - La settimana internazionale di azione di solidarietà con la guerra popolare in India e per la liberazione dei prigionieri politici in Brasile

BRASIL: À semana de solidariedade internacional à Guerra Popular do povo indiano e contra a "Operação Caçada Verde".



ABAIXO O GENOCÍDIO DO VELHO ESTADO INDIANO!
VIVA O PARTIDO COMUNISTA DA ÍNDIA (MAOISTA)!
VIVA A REVOLUÇÃO INDIANA!

pc 26 marzo - In India in pieno sviluppo la guerra popolare guidata dal PCI (Maoista) e il boicottaggio delle elezioni in Bengala - 2/9 aprile campagna internazionale di sostegno alla Gp in India anche in Italia

Pamphlet-EN-Cover-Blog

in via di traduzione

New Delhi: 
Naxal activities continue to be a matter of concern with 35 districts in seven states being badly-hit, according to the annual report of the Home Ministry for 2015-16. “Left Wing Extremism (LWE) remains an area of concern for internal security of the country,” the report submitted to Parliament said. While 106 districts in 10 states are affected by Maoist activities in varying degrees, 35 districts in seven states are the most affected. “CPI (Maoist) continues to be the most potent among the various LWE outfits in the country and accounts for more than 80 per cent of total LWE violence incidents and resultant deaths,” the report said.
 in via di traduzione 

Maoists out of slumber, call for vote boycott in Bengal
After remaining largely silent since Kishenji’s death four and a half years ago, Maoists woke up from

pc 26 marzo - A Parigi c'e risposta alla repressione - notizie dai compagni maoisti francesi

Attaque de commissariats à Paris


En réponse aux violences policières et à la répression qui se sont déchainées contre le mouvement contre la loi Travail, la réponse a été l’attaque de deux commissariats à Paris ce matin. Voilà la détermination et la combattivité qui nous feront gagner cette lutte ! Le message est clair : nous ne vivront pas à genoux mais la tête haute !
attaque commisariat 19eme
attaque commissariat 10eme

venerdì 25 marzo 2016

pc 25 marzo - ANDATE A VEDERE IL FILM "SUFFRAGETTE" - UN'OTTICA DIFFERENTE

Normalmente nei testi quando si parla di questo movimento o quando ne vengono date immagini, viene fatto vedere come un movimento solo della media borghesia, delle classi colte e benestanti, e un movimento pacifico, legalitario. Questo è vero, ma nasconde alcuni importanti avvenimenti.

Questo film, invece, ci porta nelle fabbriche e tra le operaie che a volte sono state l'anima più ribelle e attiva delle suffragette! Ma anche quelle che mettevano in gioco tutta la loro vita nella lotta.
  
Il Film si svolge nella Londra del 1912 e la protagonista è una giovane lavandaia, che "durante una consegna di lavoro si ritrova al centro di una rivolta per il diritto al voto femminile dove riconosce una sua collega, Violet Miller. Incoraggiata da Violet, Maud decide di partecipare ad una riunione ed unirsi al movimento delle suffragiste".
Ma la protagonista effettiva non è un'operaia ma sono "le operaie" (di tante, di tutte le fabbriche); la loro vita sfruttata, consumata nelle fabbriche, in cui la loro salute peggiorava ogni giorno nelle lunghe ore di lavoro; nelle fabbriche in cui il padrone o il suo capo si sceglieva la più giovane per le sue schifose voglie e tutte all'inizio avevano dovuto passare dalle sue viscide e sporche grinfie.
Il film mostra le varie facce dell'oppressione, della violenza ora aperta ora nascosta, che vivono le operaie, da quella in fabbrica, a quella sociale quando osano rivendicare i loro diritti di donne, a quella familiare, in cui, anche in quella più amorevole, le donne non possono spingersi troppo oltre, non possono mettere in crisi il ruolo dei maschi.
Il film mostra la violenza del sistema, dello Stato, della polizia, fatta di arresti, di carcere, che colpì soprattutto proprio le donne lavoratrici; e mostra anche la faccia poliziesca che non usa la violenza fisica, ma, peggio, la violenza del ricatto morale, dei figli.

Il film ci fa vedere l'altra faccia della lotta delle suffragette, che non fu affatto solo pacifica, dimostrativa, ma usò la violenza, le bombe, gli incendi dei Palazzi del potere, ecc., come unica via per farsi sentire, per imporre il cambiamento, per vincere. E anche in questa lotta erano le operaie in prima fila, disposte a perdere tutto nella loro battaglia per l'eguaglianza: il lavoro, la famiglia, i figli e la vita.
In questo senso, il film non è affatto una "santificazione" del voto alle donne, come via parlamentare, alla loro emancipazione; anzi, mostra che per le operaie, per le donne proletarie, del popolo, anche questa lotta "democratica" è stata una guerra di classe.

Anche nelle scene finali, nei testi di coda, il film dà un altro contributo alla verità storica: nell'elencare le date e i paesi in cui le donne hanno conquistato il diritto di voto, fa vedere come nei paesi più importanti e significativi questo diritto è stato ottenuto come frutto di processi rivoluzionari, dalla Russia, ottenuto dopo la rivoluzione d'ottobre, alla Cina, ottenuto dopo la vittoria della guerra popolare; alla stessa Italia ottenuto con la vittoria della Resistenza antifascista. Quindi, come la rivoluzione, diretta dai comunisti è la risposta anche per l'effettiva conquista dei diritti democratici.

pc 25 marzo - A MOLENBEEK LA BORGHESIA STA PORTANDO AVANTI DA TEMPO UNA GUERRA DI CLASSE PER I SUOI PROFITTI. LA SUA "LOTTA AL TERRORISMO" NON HA NIENTE DI "UMANO"

(Da un reportage del giornalista Gabriele Annichiarico)


"...Molenbeek. Una delle zone più povere fra i 19 comuni che compongono la città di Bruxelles-Capitale, con una popolazione di 180mila residenti, con il reddito pro capite fra i più bassi del Belgio e con un tasso di disoccupazione giovanile fra i più alti d’Europa (che tocca il 60 per cento)....
A dividere la città il canale fluviale, linea di demarcazione geografica e sociale. A sud il centro turistico, il quartiere europeo e i ricchi comuni che lo circondano, pieni di café, di ristoranti, di cinema e di teatri. A nord i quartieri più poveri, dove abita la gran parte della comunità musulmana della città...
A essere omessa è la realtà quotidiana di queste periferie sociali, piuttosto che geografiche, costrette a fare i conti con la stigmatizzazione culturale, nonché con le politiche di austerità che in Belgio iniziano lentamente a farsi sentire, soprattutto nelle fasce più deboli della società. Le realtà come quella di Molenbeek sembrano soffrire particolarmente questa condizione, fra nuove forme di povertà, tagli alla spesa pubblica e un processo di gentrification di grandi proporzioni che ne sta completamente compromettendo il tessuto urbanistico e sociale. In questo panorama a soffrire maggiormente sono proprio quelle giovani generazioni...
Ma a Molenbeek sta andando avanti a passi da gigante una speculazione edilizia
"gli stravolgimenti urbanistici in vista porteranno all'espulsione della comunità residente... che costringerà le fasce più povere a partire per far posto a classi decisamente più facoltose...
Questo comune è dagli inizi del '900 il quartiere rifugio degli ultimi arrivati: prima i migranti fiamminghi del nord del Belgio, poi gli agitatori politici e anarchici italiani, spagnoli e francesi, infine l'immigrazione mussulmana del secondo dopoguerra, tanto voluta dal governo belga in cerca di manodopera a buon mercato...
I prezzi accessibili del mercato immobiliare di Molenbeek hanno trasformato questo comune in un ghetto... un dato che spiega l'interesse di molti investitori che vedono nel mercato immobiliare di Molenbeek una fonte di facili guadagni in vista di quella speculazione urbanistica, già in atto da alcuni anni, destinata a cambiarne completamente il volto...
...La rivolta del quartiere Marolles... è il simbolo della caparbietà della lotta cittadina contro i progetti faraonici di riqualificazione urbanistica...
Su Molenbeek si concentrano le opere di speculazione più importanti... Se la pressione immobiliare viene vissuta come opera pianificata a tavolino per cambiare il tessuto sociale di un quartire a maggioranza musulmana,è evidente che la pressione immobiliare rischia di esplodere in risentimento sociale...
... l'area di Tour&Taxis è... al centro di un faraonico progetto che porterà alla costruzione di circa 2.500 nuove unità abitative destinate a una classe medio-alta nel cuore di una delle zone piùpovere della città... L'aspetto più controverso della vicenda è la vendita di un bene la cui proprietà era pubblica per pochi spiccioli a un consorzio di imprenditori privati...
Quest'area è oggi oggetto di una particolare attenzione da parte del ministro dell'Interno Jan Jambon, esponente di spicco dell'ala intransigente dell'Nva, il partito di maggioranza nazionalista fiammingo, che ha apertamente parlato di un "piano canale" per la lotta contro la radicalizzazione di matrice islamica. Gli speculatori dal canto loro restano a guardare, forse per nulla preoccupati dalle vicende legate al terrorismo che hanno investito Molenbeek, magari nella speranza di rendere ancora più veloci e proficui gli investimenti, presenti e futuri"

pc 25 marzo - Nuovo numero del giornale Proletari comunisti - richiedere on-line e stampato a pcro.red@gmail.com

pc 25 marzo - CONTINUA L'IMPORTANTE LAVORO DI RICERCA SU "DONNE E RESISTENZA" DEL MFPR


Quante sono state le donne che hanno partecipato alla Resistenza?
I dati ufficiali:                                                                         
-          35.000 partigiane, sappiste e gappiste
-          512 comandanti e commissarie di guerra
-          4.633 arrestate, torturate, condannate dai tribunali fascisti
-          2750 deportate in Germania
-          623 fucilate e cadute in combattimento
-          1.750 ferite
-          70.000 organizzate nei Gruppi di Difesa della Donna
Dati ufficiali che si discostano in maniera significativa dalle considerazioni di Arrigo Boldrini- famoso comandante- nome di battaglia Bulow- della guerra di Liberazione ed esperto militare che ebbe a dire: “ Se in un esercito normale il rapporto fra combattenti e addetti ai servizi è di uno a sette, nella guerra partigiana è di uno a quindici; intorno a ogni patriota ci sono quindici persone che in grande maggioranza sono donne”(3)
Il dato numerico è straordinario in sé, come straordinario, e contro la vulgata che vorrebbe le donne spinte da spirito materno, è il ruolo delle donne, già dai primi giorni.

Come giustamente ricostruito (4), dopo l’8 settembre i soldati, sbandati, senza direttive, in tantissimi abbandonano le divise e tentano di tornare a casa evitando treni e strade per non imbattersi nei

pc 25 marzo - CALL CENTER - a Palermo i lavoratori rispondono con la lotta ai licenziamenti di massa

Ma serve la mobilitazione autorganizzata realmente autonoma dai sindacati confederali che hanno contribuito a portare la situazione al punto in cui è con una politica di collaborazione con l'azienda

Lavoratori e lavoratrici  bloccano via di Casal Boccone contro i licenziamenti minacciati dall'azienda

View image on TwitterDopo la grande protesta di massa  i lavoratori call center non si accontentano della promessa ottenuta ieri da una delegazione sindacale (confederali) ricevuta dall'Assessore Lo Bello a palazzo D'Orleans, di un incontro romano al Ministero giorno 30 marzo. Fin dalle 7 di questa mattina così, un centinaio di lavoratori delle sedi di via Cordova e via Marcellini, bloccano il traffico nella vicina via Marchese di Villabianca. Dopo qualche ora il blocco si sposta in via Libertà, dove durato fino a qualche decina di minuti fa, ha creato non pochi disagi alla viabilità del centro città. Evidente l'accelerazione della protesta da parte dei lavoratori rispetto a una direzione sindacale che per il secondo giorno consecutivo è bypassata dalle iniziative autonome. I presidi lanciati sotto le sedi delle committenti Almaviva (Enel, Telecom, Wind, Alitalia, Sky) non sono infatti sembrati sufficienti ai lavoratori che rischiano da un giorno all'altro di ritrovarsi senza uno stipendio 

pc 25 marzo - Anche in Italia contro gli studenti uso sistematico della polizia



... gli studenti e le studentesse del Liceo Virgilio hanno deciso
di scendere nelle piazze per rivendicare il diritto ad avere luoghi

pc 25 marzo - Soldati israeliani criminali di guerra

(Video su infoaut)

Soldato spara a palestinese a terra moribondo e inoffensivo

  • le immagini amatoriali mostrano il militare che apre il fuoco contro il palestinese, a terra moribondo, che assieme ad un altro giovane pochi istanti prima aveva ferito un soldato
  • foto Maan
    foto Maan
    della redazione
    Hebron (Cisgiordania), 24 marzo 2016, Nena News – Due palestinesi sono stati uccisi dalle forze militari israeliane questa mattina a Hebron dopo aver pugnalato e ferito un soldato nella zona di Tel Rumeida, secondo quanto riferito da un portavoce dell’esercito israeliano.
    Un testimone ha riferito all’agenzia di stampa Maan: “Ho sentito degli spari, sono uscito di casa per controllare cosa fosse accaduto e ho visto diversi soldati israeliani e due giovani (palestinesi) sul terreno. Un soldato si è avvicinato a uno dei giovani che si muoveva (ancora) e ha aperto il fuoco… più tardi i soldati hanno coperto i due uccisi con dei teli neri e li hanno portati verso una destinazione sconosciuta”. La testimonianza è stata confermata da un video girato da un attivista del centro per i diritti umani B’Tselem
    L’agenzia Ma’an riferisce che almeno 203 palestinesi sono stati uccisi dallo scorso ottobre, quando è cominciata l’Intifada di Gerusalemme (nello stesso periodo sono stati uccisi almeno 30 israeliani). Per le autorità israeliane gran parte delle vittime palestinesi erano “attentatori intenzionati ad uccidere”. Più parti in questi mesi hanno criticato Israele denunciando quella che definiscono una politica di “esecuzioni extragiudiziali”.