sabato 30 gennaio 2016

pc 30 gennaio - Corteo a Parma - il grande spezzone degli operai della logistica organizzati dallo slai cobas per il sindacato di classe di Bergamo - repressione e crumiri non fermano la lotta - Noi siamo per l'unità di classe. Altri no!



pc 30 gennaio - Formazione rivoluzionaria delle donne

FORMAZIONE RIVOLUZIONARIA DELLE DONNE


ENGELS: "L'origine della famiglia, della proprieta' privata e dello stato.
http://femminismorivoluzionario.blogspot.it/?m=1

pc 30 gennaio - CORTEO A NAPOLI DOPO LA VIGLIACCA AGGRESSIONE DI CASAPOUND

"Il presidio davanti all'istituto Vittorini si trasforma in un corteo spontaneo per le strade del quartiere in cui ieri tre fascisti hanno dato vita a una violenta, premeditata, aggressione ai danni di alcuni studenti! Napoli, con i suoi studenti, i suoi lavoratori, il suo popolo, rigetta ogni forma di odio e prevaricazione sui più deboli, sugli oppressi, sugli indifesi e su quelli che cercano di trasformare il presente in qualcosa di più umano!" - (da fb di Je sò pazzo)

Una giusta e importante risposta. 
Mentre il sindaco De Magistris dovrebbe fare molto di più che esprimere "parole importanti" di denuncia e solidarietà. Deve chiudere i covi dei fascisti a Napoli!




pc 30 gennaio - MIGRANTI: SEMPRE PIU' "CORTINE DI FERRO"

Mentre ieri Federica Mogherini festeggiava nella cancelleria tedesca il compleanno del ministro degli esteri Steinmeier, la Merkel ha varato il nuovo pacchetto sul diritto d'asilo:
- sospensione per due anni dei ricongiungimenti familiari dei profughi;
- aggiunta di Marocco, Algeria e Tunisia nella lista dei "Paesi sicuri";
- divieto di circolazione in Germania per i rifugiati;
- costo dell'integrazione linguistica a carico dei migranti.

Inoltre, sempre più conferma del sostegno alla Turchia perchè impedisca ai migranti (incarcerandoli, respingendoli, uccidendoli...) di varcare le porte dell'Europa imperialista.

(da Il Manifesto) - "All’agenzia turca Anadolu il ministro degli Interni svedese, Ygeman Anders, lo stesso a cui si deve la recente decisione di respingere 80 mila delle 163 mila domande di asilo ricevute, ha confessato che la misura dei charter per i respingimenti di massa è troppo onerosa e che in futuro il problema può essere risolto solo con il «sostegno sincero alla Turchia», non dimenticando di ricordare i 3 miliardi stanziati dalla Ue allo scopo. «Le promesse economiche fatte ad Ankara devono essere mantenute, nessuno può permettersi il lusso di stare fuori dalla partita», ha aggiunto Anders con un implicito riferimento all’Italia, che finora ha fatto muro sul pagamento della sua quota.
Il leader dei laburisti olandesi Diederik Samsom — il suo è il partito principale della coalizione di governo — ha spiegato che in futuro si può pensare a rimpatriare i richiedenti asilo esclusi con i traghetti, rimpatriarli non nei paesi d’origine — essendo pochi e spesso solo bilaterali gli accordi con i paesi terzi per i rimpatri — ma in Turchia, «non appena la situazione dell’accoglienza ai rifugiati sia migliorata in quel paese».
Secondo Human Rights Watch attualmente non è assolutamente accettabile sotto il profilo igienico e dell’accesso a servizi fondamentali quali la sanità e l’istruzione di bambini e adolescenti e l’Europa «ha solo deciso di esternalizzare il problema in cambio di denaro»...
La Turchia — tra l’altro nell’indice della corruzione precipitata al 66mo posto...
Nel frattempo il governo olandese del signor Samsom ha deciso ieri di partecipare ai raid aerei sulla Siria. Per aiutare i fuggiaschi a casa loro, evidentemente.
Il commissario olandese Frans Timmemans sostiene che il 60 per cento delle persone che fuggono in Europa sono da classificare come «migranti economici» e in quanto tali da rimpatriare...

pc 30 gennaio - India - Saibaba torna in prigione - negati diritti e dignità a Kobad Gandi - Persecuzione contro Arundhati Roy... Decisa dal Comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India una settimana di azione dal 2 al 9 aprile in tutto il mondo per tutti i prigionieri politici indiani e in solidarietà con tutti i prigionieri politici del mondo- info csgpindia@gnail.com 3471102638

Denial of dignity and rights

R.V. MoorthyKobad Ghandy.

The health of 68-year-old political prisoner Kobad Ghandy, six years into his incarceration, is deteriorating rapidly, even as proceedings in the cases slapped against him, barring one, are yet to begin.

India's Supreme Court  refuses to stay Bombay High Court contempt notice against Arundhati Roy
I'll Lose My Hand If Not Treated, Jailed Professor Saibaba Writes To Judge
Prof G N Saibaba outside the Nagpur Central Jail.


COMMENTS

Professor GN Saibaba, who was sent back to jail on December 25 after the Nagpur bench of the Bombay High Court cancelled his bail, has sent a four-page hand-written letter to the principal judge of the Gadchiroli district and sessions courts, seeking treatment and dietary requirements on the ground that his health is fast deteriorating.
The wheelchair-bound Saibaba, who is 90 per cent disabled, was arrested in May 2014 by the Maharashtra police in Delhi. The Delhi University English professor was granted bail on medical grounds, but this was cancelled on December 23.

pc 30 gennaio - Ilva Genova chi c'è e chi non c'è e chi c'era dormiva!

ospitiamo sulla pagina normale un commento pervenuto all'articolo sull'ILVA di Genova
Gigi Fois ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "pc 30 gennaio - Il governo Renzi piscia di nuovo i...": che dice:
Voi dove eravate?

Caro Gigi, puoi star tranquillo, se c'eravamo non andava così.. ovunque riusciamo ad esserci le cose non vanno così.
Però perchè te la prendi con noi e non contesti i nostri argomenti?
Anche oggi il segretario della Fiom Manganaro torna sulla stessa cosa con la stessa linea:
'obbiettivo raggiunto' 'moderato ottimismo'
Certo, se l'obbiettivo è l'Accordo di programma... Ma abbiamo già scritto: "Riteniamo sbagliato fare della rivendicazione dell'Accordo di programma lo scopo di questa lotta. Questo Accordo di programma si è dimostrato già perdente: non ha salvaguardato lavoro, non ha salvaguardato salario, non ha creato altri sicuri e stabili sbocchi lavorativi, non ha fatto i risanamenti nè  ha messo i fondi annunciati".
Prova a smentirci su questo Gigi!.
Ma Manganaro cosa chiede ora? Vale l’accordo di programma di Genova? Se sì, come lo si può rendere esigibile dentro il processo di vendita?
Fa l'ingenuo o prende per il c... Sa bene che è una domanda retorica!
Circa poi il finale della sua intervista, Manganaro non se la può cavare con il giudizio "governo inetto e pasticcione". Renzi non è tale, è il governo dei padroni e dell'Ilva, e i governi, compreso il suo, non si occupano da ieri dell'Ilva ma da otto decreti fa!
Allora siamo noi che chiediamo a Gigi e tutti gli altri
VOI, VOI DOVE ERAVATE?


Ilva, Manganaro: "Senza accordo si torna subito in piazza"
venerdì, 29 gennaio 2016
A Punto Direttore è intervenuto Bruno Manganaro, segretario generale Fiom-Cgil sulla questione Ilva in previsione dell'incontro del 4 febbraio con il Governo.


GENOVA - Non usa mezzi termini Bruno Manganaro. Ospite di Primocanale, il segretario generale FIOM-Cgil parla della situazione dell'Ilva di Genova in vista del prossimo incontro del 4 febbraio con  il Governo e spiega: "Senza accordo si torna subito in piazza".
Qual è lo stato d’animo che si vive all’interno dello stabilimento in vista dell’incontro del 4 febbraio? - "Lo stato d’animo è quello di moderato ottimismo dopo aver raggiunto l’obiettivo

dell’incontro con il Governo. Moderato anche perché non sappiamo come ne usciremo: la partita è appena iniziata. Se l’esito sarà negativo per noi è già chiaro che cosa succederà."
Poco più di 36 ore dopo il sottosegretario del Mise è cambiato, come commenta questa scelta? - "Quello del Governo è un calciomercato strano: credo che l’abbiano deciso ieri, probabilmente era già nell’aria, ma finché non c’è l’ufficialità non si può dire nulla. Potrebbe essere la Vicari a mantenere questo ruolo, non abbiamo certezze, ma la domanda sarà sempre la stessa, speriamo che la risposta sia quella giusta aldilà dell’interlocutore."
Secondo il sindaco di Genova Marco Doria l’incontro difficilmente sarà risolutorio - "Che dell’Ilva si continuerà a parlare è certamente vero ma la domanda che noi poniamo deve essere risolutoria per forza, non ammettiamo ambiguità. La domanda è semplice: vale l’accordo di programma di Genova? Se sì, come lo si può rendere esigibile dentro il processo di vendita? La risposta deve essere data subito perché se continua a non essere data si manda un altro messaggio, cioè la volontà di avere le mani libere nella vendita per Genova e per Taranto. Questo non è accettabile."
Senza una risposta concreta cosa succederà dopo il 4 febbraio? - "Rimetteremo in moto le nostre iniziative di lotta, di scioperi e di blocco della produzione. L’azienda ci ha detto che abbiamo causato un danno e questo era il nostro scopo. Il Governo può anche comunicare che non lo ritiene più valido, è nel suo potere legittimo, ma allora si risponderà a dovere. L’ambiguità non serve a nessuno."
Quale sarà il destino di Novi Ligure? - "Novi è strettamente legata a Genova, anche per quel che riguarda la storia sindacale: difendere Genova significa difendere anche Novi Ligure. Tuttavia il Governo ha dato uno schiaffo a Genova. La città ci ha comunque applaudito perché ha capito che il lavoro è una questione davvero importante."
Chi è il più grande nemico di Ilva a Genova e chi il più grande amico?- "Nemico è chi pensa di fare una vendita senza garanzie, di chi pensa di liberarsi di questa vicenda complicata. Questo causa un grande danno alla città e alla siderurgia. Il più grande amico è questa stessa città e la gente comune che capisce la gravità della situazione."
Qual è il punto che dovrà essere scritto sull’accordo il 4 febbraio senza il quale non vi muoverete? - "Il punto importante è che l’accordo di programma vale e il Governo dovrà fare di tutto  affinché venga rispettato. Accordo oltretutto già firmato nel 2005 e di nuovo nel 2014 dal Governo Renzi. Se verrà strappato ci sarà un’altra storia."
M5S CONTRO IL GOVERNO - "Il Governo Renzi prima promette la presenza del suo viceministro allo Sviluppo Economico al tavolo di confronto con i lavoratori Ilva di Genova Cornigliano il 4 febbraio, poi in meno di 24 ore lo trasferisce alle Infrastrutture, in nome di un non meglio precisato rimpasto", denuncia la capogruppo M5S in Liguria Alice Salvatore in una nota stampa.
"Il Governo al posto di Simona Vicari piazza Teresa Bellanova - continua - già sottosegretario al Lavoro ed ex sindacalista che nel 2014 aveva avuto posizioni abbastanza controverse sull'Accordo di programma 2005 con i lavoratori, tradito nei fatti, dal Governo. Delle due l'una: o il Governo ha promesso la presenza del sottosegretario allo Sviluppo Vicari pur sapendo che il giorno dopo avrebbe cambiato ruolo; oppure, forse ancor più grave, la decisione è arrivata dopo la lettera, smentendo di fatto la promessa inviata ai lavoratori. In entrambi i casi, ci troviamo di fronte a un Governo inetto e pasticcione che non mantiene i patti, tradendo la fiducia dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali".


pc 30 gennaio - QUESTI BAMBINI NON PARTECIPERANNO AL 'FAMILY DAY'

Almeno 39 migranti, tra i quali 5 bambini, sono affogati nel Mare Egeo nelle prime ore di oggi, sabato 30 gennaio, mentre tentavano di raggiungere l'isola greca di Lesbo. Secondo quanto riportano i media turchi, il barcone sul quale viaggiavano oltre 80 migranti, provenienti da Siria, Afghanistan e Myanmar, si è capovolto al largo delle coste di Bademli, nella Turchia occidentale. L'imbarcazione era appena salpata da Ayvac. La guardia costiera turca ha tratto in salvo 75 persone. Il bilancio, però, potrebbe aggravarsi. Le autorità turche spiegano che sono ancora in corso i tentativi di raggiungere il relitto del barcone di 17 metri. "Ha colpito le rocce poco dopo essere salpato e purtroppo è affondato. Crediamo che ci siano altri corpi intrappolati nella barca", ha detto il vicegovernatore di Canakkale, Saim Eskioglu.

Giovedì scorso 24 migranti, di cui 10 bambini, sono morti in un naufragio al largo dell'isola greca di Samos.

pc 30 gennaio - Il governo moderno fascista di Renzi tesse le lodi della feccia fascista di Casapound definiti bravi ragazzi!




Il documento shock del ministero dell’Interno, «CasaPound? Solo bravi ragazzi»
Rivelazioni – La sconcertante nota informativa della Polizia di prevenzione che sdogana i neofascisti di CasaPound

Una organizzazione di bravi ragazzi molto disciplinatii, con «uno stile di militanza fattivo e dinamico ma rigoroso nelle rispetto delle gerarchie interne» sospinti dal dichiarato obiettivo «di sostenere una rivalutazione degli aspetti innovativi e di promozione sociale del ventennio». Chi scrive non è uno storico ma un funzionario della polizia di Stato. Si tratta di un documento (protocollo N.224/SIG. DIV 2/Sez.2/4333) della Direzione centrale della Polizia di prevenzione che porta la data dell’11 aprile 2015, con sigla in calce del direttore centrale, prefetto Mario Papa, allegato dal legale di CasaPound Italia in una causa civile che vede coinvolta l’organizzazione dei “fascisti del terzo millennio”, sulla base di una ordinanza emessa dal giudice.
Il testo della informativa che potete leggere in integrale qui sotto fa ricorso ad un’abile strategia linguistica che tende ad eufemizzare i passaggi più scomodi. Non viene opportunamente mai citato il

pc 30 gennaio - Soldati francesi stupratori nella repubblica centrafricana, violenze e stupri delle "forze di pace ONU"


pc 30 gennaio - Per non dimenticare i campi di sterminio dell'Italia fascista nei Balcani

L’orrore dimenticato che l’Italia inflisse ai civili jugoslavi

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, la Germania nazista fece i conti con i propri gerarchi a Norimberga. In Italia non ci fu un simile processo. Si preferì infatti fin da subito nascondere sotto il tappetto della neonata Repubblica i pezzi grossi del regime ancora vivi: chi era fuggito all’estero, chi non aveva abbandonato il fascismo ma aveva solo cambiato nome al partito… Nessuno, o quasi, pagò per quei crimini.
Per questo oggi non conosciamo tante storie che hanno toccato il nostro Paese. Capitoli interi che si è sempre preferito tenere nascosti, per non turbare il delicato equilibrio sociale in cui si risvegliò l’Italia dopo la Liberazione, e che ancora oggi ignoriamo. Come i campi di concentramento allestiti dall’Italia per internare prigionieri civili slavi, provenienti dalla provincia di Lubiana, all’epoca accorpata al Regno e dislocati sia nell’ex-Jugoslavia che nella Penisola, in particolare a Gonars e Visco, paesini in provincia di Udine.

Detenuto ad Arbe, campo di concentramento per slavi
I fatti legati all’occupazione italiana dei Balcani sono uno dei capitoli meno raccontati del fascismo, e costituiscono la premessa per ciò che saranno negli anni successivi le foibe. Ma andiamo con ordine: dopo aver dichiarato guerra alla Jugoslavia insieme alla Germania, l’ 11 aprile del 1941 le truppe italiane entrarono a Lubiana, ponendola sotto il suo controllo insieme alla zona circostante.
Come ricorda Boris Mario Gombač nell’articolo “Nei campi di concentramento fascisti di Rab – Arbe e Gonars”, pubblicato sulla “Rivista telematica di studi sulla memoria femminile”: “A differenza dei tedeschi, che avevano stretto la loro zona d’occupazione in un abbraccio mortale, l’Italia

pc 30 gennaio - Contro la retorica imperialista della "giornata della memoria": La Shoah oggi? Ovadia: il nuovo Olocausto è nella fossa comune del Mediterraneo

"Io conosco la Shoah. Tuttavia ritengo che oggi essa venga strumentalizzata per altri scopi. Il giorno della memoria sta diventando il giorno della falsa coscienza e della retorica. L'Ebreo è divenuto il Totem attraverso cui ricostruire la verginità della civiltà occidentale. Ma l'ebreo di oggi è il rom, considerato ancora paria dell'umanità; è il musulmano, il palestinese; è il profugo che trova la morte nella fossa comune del Mediterraneo". A parlare è l'artista poliedrico Moni Ovadia. Un ebreo italiano, nato in Bulgaria nel 1946. Un uomo, innanzitutto. La sua famiglia vive gli anni della persecuzione nella schiera dei 'fortunati'. Sfuggono ai campi di concentramento perché Bulgaria e Danimarca non cedono alle pressioni internazionali e scelgono di non piegarsi alle deportazioni di massa. "Vuol dire che si poteva fare- ricorda Ovadia- e che gli altri Stati hanno deciso consapevolmente di non farlo".

Parole dure come macigni, che rispolverano quel concorso di colpa tutto italiano nelle vicende della Seconda Guerra Mondiale. La memoria scivola a quel 16 ottobre del 1943, data in cui 1024 ebrei

pc 30 gennaio - Conoscere il mondo dal lato dell'internazionalismo, in lingua originale - MAOIST ROAD - info maoistroad@fgnail.com

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pc 30 gennaio - Ci voleva la sinistra riformista in Grecia a stringere accordi con lo stato terrorista d'Israele

Con Tsipras la Grecia diventa alleata di Israele

Per decenni Atene è stata apertamente filo-palestinese e il suo cambio di rotta genera preoccupazione ai vertici dell’Olp, tanto che l’ex ministro degli esteri Nabil Shaath, sulle pagine del quotidiano Haaretz, si è domandato se «la Grecia tradirà la Palestina». Ieri a Nicosia il vertice tra Israele, Grecia e Cipro.

di Michele Giorgio

Gerusalemme, 29 gennaio 2016, Nena News - Annunciato a metà mese da Benyamin Netanyahu, si è svolto ieri a Cipro il vertice a tre con il primo ministro israeliano, il premier greco Tsipras e il presidente cipriota Anastasiades. Un summit preceduto dalla firma due giorni fa di importanti accordi bilaterali tra Atene e Tel Aviv. Tsipras da uomo di sinistra ha stretto un’alleanza con Israele, dall’economia alla cooperazione militare, che non avevano saputo o voluto raggiungere neppure i leader greci di destra. La parola chiave del vertice di Cipro è stata “gas”. I tre Paesi hanno annunciato

pc 30 gennaio - Le Ferrovie Italo al servizio della processione Family Day in barba a diritti e uguaglianza delle persone - protesta a Torino

Porta Susa, flash mob contro il treno Italo: "No agli sconti per il Family Day"

Porta Susa, flash mob contro il treno Italo: "No agli sconti per il Family Day"
Gli attivisti hanno srotolato uno striscione: "Viaggiamo verso l'uguaglianza, non verso le discriminazioni"

Flash mob contro Italo nella stazione ferroviaria di Porta Susa, a Torino, per protestare contro la decisione dell'azienda di concedere sconti in occasione del "Family Day". Poco prima delle 18 una decina di manifestanti appartenenti agli Studenti Indipendenti e al collettivo studentesco Lgbt Identità Unite hanno fatto irruzione a "Casa Italo", il punto di accoglienza clienti all'interno della stazione, bloccando l'accesso. Esposto anche uno striscione con scritto "Viaggiamo verso l'uguaglianza non verso le discriminazioni, boicotta Italo" mentre venivano distribuiti volantini e al megafono spiegati i motivi della protesta. "Oggi siamo qui perché è vergognoso che un'impresa come quella di Italo si schieri così apertamente a favore di una manifestazione omofoba e conservatrice che promuove odio e discriminazione nei confronti di una comunità ancora a margini della nostra società", si legge sul volantino. "E ancora più vergognoso - continua - è che una manifestazione come questa possa essere appoggiata da esponenti di diversi partiti e dalla Chiesa cattolica stessa, da sempre promotrice del messaggio di amore, fraternità e accettazione del prossimo". Poco dopo la polizia di servizio in stazione ha convinto gli attivisti ad allontanarsi.

pc 30 gennaio - Senza tregua la guerra NOTAV a Chiomonte

Chiomonte: assalto No Tav con i fuochi d'artificio, la polizia lancia lacrimogeni

Chiomonte: assalto No Tav con i fuochi d'artificio, la polizia lancia lacrimogeni

Un centinaio di appartenenti al movimento che si oppone alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino Lione ha lanciato botti contro le forze dell'ordine. Trenta identificati

Le forze dell'ordine hanno respinto nella notte il tentativo da parte di un centinaio di No Tav di avvicinarsi al cantiere della Torino Lione di Chiomonte, in Valle di Susa. I manifestanti, che si oppongono alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad Alta velocità, sono stati bloccati dai betafence, i blocchi di cemento, collocati intorno alle recinzioni del cantiere.Al lancio di fuochi d'artificio contro le forze dell'ordine, queste ultime hanno risposto disperdendo i No Tav con i lacrimogeni. Una trentina di attivisti sono stati poi identificati al loro ritorno a Giaglione. L'assalto avviene, forse non a caso, la notte prima dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Torino.

pc 30 gennaio - Il governo Renzi prende per il c...gli operai Ilva di Genova in lotta

(dalla stampa di Genova)
"Il Governo Renzi non si smentisce mai. Prima promette la presenza del suo viceministro allo Sviluppo Economico al tavolo di confronto con i lavoratori Ilva e, in meno di 24 ore, lo trasferisce alle Infrastrutture, in nome di un non meglio precisato rimpasto di governo. E, al suo posto, piazza Teresa Bellanova, già sottosegretario al Lavoro ed ex sindacalista che nel 2014 aveva avuto posizioni abbastanza controverse sull’accordo di programma con i lavoratori tradito, nei fatti, dal Governo.
Sicuramente si tratta di una sfortunata coincidenza che, sempre casualmente, arriva nel bel mezzo del momento più delicato della trattativa per Ilva. Ma è difficile credere che nessuno a Palazzo Chigi sapesse nulla mercoledì dell’imminente avvicendamento. Decisioni come queste non nascono dal giorno alla notte. O forse si?
Delle due l’una: o il Governo ha promesso la presenza del sottosegretario allo Sviluppo Vicari pur sapendo che il giorno dopo avrebbe cambiato ruolo; oppure, forse ancor più grave, la decisione è arrivata dopo la lettera, smentendo di fatto la promessa inviata ai lavoratori. In entrambi i casi, ci troviamo di fronte a un Governo inetto e pasticcione che non mantiene i patti, tradendo la fiducia dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali. Un copione a cui abbiamo assistito già troppe volte in questi anni".

Una scartina in carriera ex-sindacalista, la pugliese Bellanova – una di quelle che ha fatto il salto della quaglia nella Cgil, al carro di Renzi - sarà quella che farà l’incontro.
I sindacalisti fiom-lotta comunista, grandi venditori di fumo, abituati a chiamare vittorie per acclamazione, piccoli passi delle vertenze, prima hanno fatto le barricate per avere al tavolo ‘un ministro politico’(?), poi hanno avuto un sottosegretario, tanto per .. ora si dovranno accontentare dell’ultima ‘imbucata alla poltrona’ da Renzi, che a quanto pare ‘nel 2014 aveva anche avuto posizioni abbastanza controverse sull’accordo di programma’.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe  Coordinamento Nazionale ribadisce:
non è che le forme di lotta, fanno una lotta, di per sè di classe – ma servono  obbiettivi e direzione sindacale di classe.
E qui, nonostante la tradizionale combattività degli operai Ilva Genova, mancano sia l’una che l’altra
347-1102638

30- 1 -2016

pc 30 gennaio - FAMILY DAY: SPORCHI E IPOCRITI SEPOLCRI IMBIANCATI! MA INDIPENDENZA DI LOTTA DALLA "SINISTRA" PARLAMENTARE

Oggi si tiene a Roma il Family Day contro il DDL Cirinnà che vuole introdurre il riconoscimento delle unioni civili, anche omosessuali e la possibilità di adozione per le coppie gay con figli da precedenti unioni eterosessuali.
Una manifestazione promossa dal Comitato “Difendiamo i nostri figli” con tutta una serie di personaggi che in nome della difesa della “sacra famiglia” inneggiano a concezioni omofobe, sessiste, razziste, fasciste… a cominciare dal Presidente del Comitato organizzatore, Gandolfini, medico attivo nell’associazionismo cattolico e aderente al Cammino Neocatecumenale, il movimento cattolico integralista, quello con a capo Kiko Arguello che dal palco di San Giovanni in Roma, in occasione del Family Day del 20 giugno 2015, sputò veleno ultrasessista contro le donne in merito ai femminicidi, affermando che sono le donne che inducono i propri mariti ad ucciderle ("Dicono che questo tipo di violenza di genere sia a causa dalla dualità maschio-femmina. Bene, non è così. Se quest'uomo è ateo nessuno gli conferisce l'essere come persona, ha solo una moglie che gli dà un ruolo: "Tu sei mio marito" e così lui si nutre dell'amore della moglie…". Ma se la moglie lo abbandona e se ne va con un'altra donna quest'uomo può fare una scoperta inimmaginabile perché questa moglie gli toglie il fatto di essere amato, e quando si sperimenta il fatto di non essere amato allora è l'inferno. Quest'uomo sente una morte dentro, così profonda che il primo moto è quella di ucciderla…"). Ma la banda reazionaria è formata anche dal direttore del quotidiano La Croce ed ex deputato pd Adinolfi che sostiene: “La donna vergine sino al matrimonio, la moglie sia sottomessa”; dalla giornalista reazionaria Costanza Miriano, dal Presidente dei Giuristi per la Vita, ecc.
La Chiesa cattolica, in primis nella persona del cardinale Bagnasco rappresentante la Cei, ha trovato nel Family Day l'occasione cercata per riprendere e rilanciare le posizioni e l'humus autentico reazionario integralista, che ha come bersaglio privilegiato la donna, la famiglia, i figli; giudicando tali posizioni più che necessarie contro il pericolo cui è soggetta ancor di più oggi la “sacra famiglia”, “vero fondamento di tutta la società” capitalistica!, e che Bagnasco invece, volutamente, nomina senza aggettivi, per ribadire che questa è l’unica società possibile esistente che si deve perpetuare… Anche papa Francesco, nonostante alcune precedenti aperture al Sinodo sulla questione dei separati, divorziati, degli omosessuali che non possono non rientrare nella “misericordia divina”, sulla questione delle unioni civili ha tenuto a ribadire la necessità di non confonderle con il matrimonio, per la Chiesa "non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. 
A difesa della “sacra famiglia” in piazza ci sono tutti i rappresentanti dei partiti di Centrodestra, dal Nuovo Centro Destra “il ruolo della famiglia nella nostra società non deve essere messo in discussione, neanche confuso con altri legittimi diritti e altre forme di convivenza da tutelare”, a Forza Italia: “La famiglia naturale sta subendo un’aggressione culturale senza precedenti, che vorrebbe equipararla alle unioni di persone dello stesso sesso, riconoscendo il diritto all’adozione e alla `produzione´ di bambini con utero in affitto”, a Fratelli D’Italia: “è doveroso appoggiare le famiglie che andranno a manifestare sabato a Roma per dire No alla legalizzazione dell’utero in affitto attraverso la stepchild adoption… Il progetto di legge Cirinnà rischia di dare una definitiva spallata culturale e valoriale alla famiglia naturale in quanto luogo dove nascono, crescono e sono educati i figli, il futuro del nostro popolo”, alla Lega Nord “le unioni gay non possono essere equiparate alla famiglia, come sancito dalla Costituzione e come insegnano la nostra storia, cultura e tradizione. Due persone dello stesso sesso non possono pensare di adottare un figlio. I bambini non possono avere ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’, devono avere una mamma e un papà” .
Si tratta di una saldatura di integralismo cattolico, fascisti, razzisti - appoggiata da parti del Pd - non nuova, frutto anche di altre manifestazioni integraliste, spesso sottovalutate dai mass media, come quelle contro l'aborto, in particolare a Milano, fatte insieme da cattolici integralisti e di forze neonaziste, col silenzio della "sinistra" istituzionale. 
Tutti a difendere la famiglia tradizionale, a riempirsi per l’ennesima volta la bocca di difesa della vita dei bambini… SPORCHI E IPOCRITI SEPOLCRI IMBIANCATI, pluri separati e divorziati nella maggior parte dei casi!! Altro che famiglia unica, per sempre, con un solo marito e una sola moglie! 
Questi signori che vogliono avere la “liberà” di contestare le scelte degli altri, se ne fregano, “cristianamente”, delle libertà altrui, e in particolare della libertà della donne di decidere in tema di maternità che ancora una volta viene attaccata perché ritorna la questione profonda dell’autodeterminazione delle donne. 
Come scrivevamo in occasione del primo family day: “…di quale bellezza della famiglia parlano? La loro famiglia? fatta di inganni, tradimenti, pagati a peso d'oro, di "separati in case di lusso" perchè i politici devono dare un'immagine di persone per bene, di prostitute e prostituti di lusso e legalizzati che riempiono le televisioni... Questa è una parte della "feccia" della società...” . Parlano di difesa della Costituzione quando poi scenderanno in piazza al fianco di sporchi topi di fogna fascisti e illegali, come esponenti di Forza Nuova e Casa Pound, gruppi che fanno concretamente e praticamente apologia di fascismo, che la Costituzione, esaltata ad hoc da questi politici, bandisce invece in modo assoluto! E in loro bella compagnia la schiera di esponenti del centro-sinistra che contrastano il ddl Cirinnà soprattutto sulla questione delle adozioni.
Partiamo dal fatto che l’Italia è tra i pochi paesi europei a non avere ancora una legge che riconosca i diritti alle coppie di fatto, innanzi tutto omosessuali… Ma ancora una volta, davanti ad una legge di “civiltà” come lo furono le leggi sul divorzio e sull’aborto, in Italia i governi in genere tengono in gran conto il parere della Chiesa (a causa dei tanti voti elettorali che questa riesce a raccogliere) che ostacola e rende più difficile ogni volta ogni passo avanti in questo senso.
C'è da dire che da un lato non è nemmeno ancora detto che la legge passerà visto che lo scontro all’interno dello stesso Pd è molto forte, e da un altro lato è lo stesso Lumia, cattolico del PD e principale presentatore di molti emendamenti a dire perché invece il governo si sta “impegnando” tanto pur nel tentativo di annacquamento del testo stesso… (l’annacquamento del governo consiste innanzi tutto nell’evitare di equiparare in ogni modo questa unione con il matrimonio come viene definito nel codice civile): le sanzioni europee, i pronunciamenti dei tribunali italiani, il parere della Consulta. Senza queste pressioni esterne probabilmente da parte del governo il disegno di legge non ci sarebbe nemmeno stato.
Un governo che se da un lato punta alla conquista di consenso di una parte potenziale di elettori, dall’altro ogni giorno uccide ogni tipo di “famiglia” con leggi e provvedimenti di pesante attacco alle condizioni di vita delle masse popolari cui viene impedito oggettivamente di formare “la famiglia”, vedi l’attacco al lavoro, la crescente disoccupazione, la mancanza di servizi sociali… O le famiglie a cui questo sistema, questo Stato, questo governo al servizio del capitale ha ucciso i loro cari per il profitto (ma queste "famiglie" contano solo nelle urne elettorali...).
Nel merito. Chiaramente le unioni omosessuali devono essere riconosciute in quanto attinenti alla sfera delle scelte che vanno rispettate. Non è accettabile che la famiglia d'origine conti più della persona scelta. 
Detto questo anche le manifestazioni a favore delle Unioni civili e dei loro diritti, svoltesi sabato scorso, non sono affatto da appoggiare acriticamente 
Esse sono devianti, perchè, sopratutto in questa fase, accentuano comunque il ruolo della famiglia; esse si pongono come l'altra faccia, ma sempre della "famiglia" in questo sistema sociale borghese; sono completamente slegate da un'analisi critica di quanto sta avvenendo, e quindi finiscono con l'essere stampella della parte del governo Renzi e del parlamento che vuole introdurre il riconoscimento delle unioni civili e delle adozioni dei figli del partner ma per le ragioni dette prima, non certo per il rispetto dei diritti delle persone (diritti che, ripetiamo, vengono bellamente messi in discussione in materia di tagli ai servizi, tagli di salari, attacco al lavoro, etc). Quindi, queste manifestazioni sono slegate da un movimento generale di critica all'intero sistema sociale (Un piccolo esempio: quelle borse al family gay di Dolce&Gabbana parlano delle giovani operaie super sfruttate del Bangladesh o dello Sri Lanka da parte delle nostre civili "multinazionali"...).
Queste manifestazioni spostano la contraddizione sui "diritti individuali", e oscurano la vera contraddizione alla base di tutto, quella di classe, generale tra interessi della borghesia, del sistema capitalista e gli interessi delle masse, sostituendo la lotta per i "diritti civili" in questo sistema sociale alla lotta contro questo sistema sociale, per l'abolizione di un sistema che riconosce i "diritti" per la propria marcia classe e non li riconosce, e li cancella per la maggioranza delle masse.   
E l’apparente “braccio di ferro” tra "family day", con la partecipazione di una parte del PD, e "family gay", sotto l'ombrello dell'altra parte del Pd, e di altri settori parlamentari, si rivelerà l’ennesimo specchietto pre-elettorale per le allodole, una sorta di referendum per sancire chi deve gestire la dittatura di questo sistema borghese.

venerdì 29 gennaio 2016

pc 29 gennaio - Criminale aggressione fascista a Napoli - solidarietà, denuncia e mobilitazione immediata - proletari comunisti-PCm Italia

GRAVISSIMA AGGRESSIONE DI CASA POUND OGGI AL RIONE ALTO: STUDENTI PRESI A MARTELLATE! E' TENTATO OMICIDIO!

Liceo Elio Vittorini, orario d’ingresso scolastico. Una decina di militanti di Casa Pound, esterni alla scuola e di età superiore a 20 anni, si presentano per attaccare dei loro neri striscioni e con il chiaro intento di intimidire alcuni studenti della scuola riconosciuti come di “sinistra”. Uno studente di 15 anni sceso dalla scuola per togliere i luridi striscioni viene prima accerchiato e poi colpito violentemente da un pugno sferratogli dietro la testa che gli fa perdere i sensi immediatamente. Dopo aver aggredito C. e alcuni suoi amici, i fascisti iniziano a distribuire volantini di Blocco Studentesco, organizzazione legata a Casa Pound, promettendo agli studenti un’ulteriore aggressione all’uscita da scuola se avessero parlato.
I giovani studenti non si perdono d’animo, la notizia inizia a circolare tra le aule, i ragazzi ricevono solidarietà e vicinanza dai loro compagni, si decide di esporre uno striscione davanti la scuola: “Vittorini Antifascista”. All’uscita di scuola i militanti di Casapound non si fanno vedere. Ma, mentre alcuni studenti che erano andati a portare solidarietà e vicinanza a C. stanno tornando a casa percorrendo la strada per la metro più vicina, spuntano fuori. Nei pressi della stazione di Rione Alto trovano ad aspettarli 3 figure, armati di manganelli e martelli, che prima iniziano a lanciare bottiglie di vetro, poi si scagliano contro gli studenti, colpendoli ripetutamente al volto e alla testa con mazze e martelli, e recuperando addirittura oggetti contundenti dalla vetrina di un negozio!
Un atto pianificato di incredibile follia e ferocia, avvenuto in pieno giorno, in una strada affollatissima!
Basta guardare le foto per capire che siamo davanti a un tentato omicidio!
A quel punto le tante persone presenti intervengono per dare man forte agli studenti, riconoscono gli uomini travisati come “i fascisti” del quartiere, mettendoli in fuga frettolosamente! Due ragazzi vengono soccorsi e portati in ospedale: i referti medici parlano chiaro rispetto alla violenza con cui è stata condotta l’aggressione: due traumi cranico facciali, ferite e contusioni al volto e sulla testa per un totale di quasi 20 punti di sutura, e sospette fratture in attesa dei risultati della Tac a cui sono stati sottoposti.
Ci chiediamo se sia normale che personaggi come questi, una quindicina di persone ben nota alle forze dell’ordine, che in città non ha alcun intervento e consenso politico, possano agire indisturbati e compiere ben due aggressioni in una sola giornata!
OGGI POMERIGGIO – ORE 18.30 - CONFERENZA STAMPA. SARANNO PRESENTI I RAGAZZI AGGREDITI!
ALL’EX OPG – JE SO’ PAZZO. Via Imbriani 218, Materdei

pc 29 gennaio - Brasile, pistoleri al soldo dei latifondisti e protetti dal governo LULA-DILMA sparano sui contadini e le comunità in lotta

Questi di infoaut e lo loro fonti sono incredibili. Sono mesi che postiamo regolarmente notizie dal Brasile sull'azione dei pistoleri che hanno ucciso capi della Lega dei contadini poveri, che è ormai organizzazione maggioritaria, nel Nord est Minais Gerais, Paranà, Amazzonia, e che una delegazione di compagni italiani di proletari comunisti-PCm Italia ha incontrato in uno straordinario viaggio, di cui via via stiamo fornendo i resoconti, ma naturalmente nella loro ottusità settaria sempre in voga, su questo tacciono. Così come hanno fatto anche in occasione del movimento NO COPA, dove le espressioni più radicali si sono organizzate nel Fronte Popolare Indipendente -FIP. Ma anche queste sono state censurate, 

Poi di tanto in tanto come se cadessero dal pero danno qualche notizia di fonte associazioni umanitarie, senza peraltro comprendere di che esattamente parlano, Meglio che niente diciamo noi, ma sarà bene che qualcuno dica loro che non va bene.

Brasile, pistoleri attaccano una comunità guaraní

2016_01_pistoleiros_guaranis1_survivalNel centro-ovest brasiliano indigeni guaranì sono stati attaccati da uomini armati che erano stati contrattati dai proprietari terrieri locali, e che dopo essere giunti con dei camion hanno cominciato a sparare contro la comunità dello stato del Mato Grosso do Sul. Secondo dei testimoni, hanno anche dato fuoco a varie case e le aggressioni si sono protratte durante la notte.
Si pensa che sia soprattutto una rappresaglia per il tentativo di alcuni giorni fa dei guaranì di recuperare il proprio territorio, poiché il loro diritto ancestrale gli è stato strappato per costruire allevamenti e piantagioni. Di fronte all’obiettivo degli indigeni, i pistoleri sono frequentemente contrattati per assassinare i loro dirigenti e allontanarli dalla regione.
L’agroindustria è stata incaricata di sottomettere il popolo guaranì per la sua espansione, con violenza genocida, schiavitù e razzismo per prendere le loro terre, le loro risorse e mano d’opera.
“Questo particolare attacco non è un fatto isolato: assistiamo ad un altro episodio di brutalità e ad un ciclo di violenza senza fine contro i guaranì”, ha dichiarato Stephen Corry, direttore di Survival International, movimento globale per i diritti dei popoli indigeni.
“La violenza è sistematica, e peggiora per il fatto che le forze di sicurezza brasiliane rimangono deliberatamente al margine e permettono che avvengano gli attacchi. Questa cultura dell’impunità sta prendendo le vite e distruggendo i guaranì. Il Brasile ha bisogno di restituite ai guaranì la loro terra: è l’unica soluzione”, ha concluso.

da comitatocarlosfonseca

pc 29 gennaio - Palermo: blocchi stradali e pomeriggio di lotta dei lavoratori coop sociali dello Slai Cobas per il sindacato di classe


Ieri pomeriggio 28/01/2016 manifestazione alla presidenza della regione perché ancora una volta il lavoro è a rischio e ora più che mai! Il nostro lavoro legato ai servizi di assistenza ai ragazzi disabili dal 1 marzo, se dovesse comunque ripartire, potrebbe subire un ulteriore riduzione di orario e di stipendio. 
I dirigenti che abbiamo incontrato in queste settimane lo dicono apertamente “visto che non ci sono più soldi” ed ognuno rimanda all’altro la patata bollente!

Le lavoratrici e i lavoratori sono stanchi del gioco al rimpallo delle competenze tra regione ed ex provincia e di sentir dire che mancano le risorse. Gli intrallazzi di ordine burocratico tra Regione e provincia non ci interessano, dovrebbero interessare piuttosto i magistrati che hanno di che mandare in galera un bel po’ di questa gentaglia che non rispetta né la Costituzione né le altre leggi che parlano di garanzia assoluta per questo settore; la Regione deve comunque intervenire senza se e senza ma perché noi non ci stiamo e non ci stanno neanche le famiglie dei ragazzi disabili ai quali viene leso il diritto allo studio, l’integrazione scolastica e l’obbligo scolastico. 

Dopo una serie di blocchi stradali (di fatto blocco della circolazione in tutta la zona di Piazza Indipendenza) e qualche “scambio di battute” con la polizia e dirigenti della Regione, è stato fissato il prossimo incontro con l’assessore alla Formazione, Marziano, da tenersi presso l’ARS, l’Assemblea Regionale Siciliana.
La lotta è dura, ma se pensano di farci stancare si sbagliano di grosso, non dimentichiamo che se stiamo lavorando è grazie alla determinazione delle azioni di lotta messe in campo in questi anni, quindi rimettiamo in campo tutta la grinta che abbiamo e via verso le prossime iniziative, soprattutto se dall’incontro non riceveremo le risposte adeguate!

pc 29 gennaio - IL 9° DECRETO ILVA DIVENTA LEGGE - PER GLI OPERAI E PER IL POPOLO INQUINATO UN ULTERIORE ATTACCO - SI CONFERMA IL NOSTRO GIUDIZIO SUL DECRETO

(da Sole 24 ore) 
Il Senato ha approvato in via definitiva il 9° decreto sull’Ilva con 157 i voti favorevoli, 95 contrari, e 3 astenuti.
"Il decreto Ilva, che il Governo aveva varato il 4 dicembre, così diventa legge e fissa alcuni punti fermi. Anzitutto la cessione delle aziende. Sono otto, Ilva compresa, quelle messe sul mercato, per le quali sino al 10 febbraio prossimo si possono presentare le manifestazioni di interesse. Dopo il 10 febbraio, via all'approfondimento specifico. Il timing della cessione prevede che le procedure siano effettuate entro fine giugno e i trasferimenti completati entro quattro anni. La legge inoltre offre all'Ilva una dote di 1,1 miliardi così divisa: 300 milioni sotto forma di prestito affinchè l'azienda governi la fase di transizione e provveda alla gestione corrente, stipendi compresi, e 800 milioni per la bonifica ambientale: i 300 milioni dovranno essere ridati i con gli interessi da chi acquisirà l'azienda e gli 800 restituiti da chi, al termine del processo penale in corso a Taranto, verrà riconosciuto responsabile del reato di disastro ambientale contestato dalla Procura.
Altro punto della legge è che rispetto al piano ambientale in vigore, il completamento delle prescrizioni di risanamento slitta di dieci mesi: da agosto 2016 a giugno 2017. Questo perchè si ritiene che chi, dopo giugno, gestirà l'Ilva presenterà un nuovo piano industriale ma anche ambientale (è in ballo la parziale riconversione del ciclo di produzione dal carbon coke al gas per tagliare ulteriormente le emissioni) e quindi gli si è dato più tempo. Soprattutto se ci saranno innovazioni di processo... l'indotto Ilva, stressato dalla crisi, per accedere al Fondo di garanzia e quindi avere nuovo credito, le imprese dovranno solo dimostrare che per due anni, anche non consecutivi, dopo il 2010, l'Ilva ha costituito almeno il 50 per cento del loro fatturato"

L'Ilva viene spezzettata e svenduta al "miglior offerente" - che nel caso concreto vuol dire a chi pagherà meno e subito - quindi viene spezzettata la forza contrattuale degli operai; le cessioni sono fatte anche per dare ai nuovi padroni solo ciò che fa profitto, scaricando ciò che è un costo, in primis una buona parte degli stessi operai e i loro diritti contrattuali e normativi, la sicurezza e la salute;
i lavori di risanamento - compreso soprattutto quelli più importanti per la salute (copertura parchi minerali, ecc.) - vengono rinviati a giugno 2017; ma soprattutto si lascia ai nuovi padroni la facoltà di derogare alla stessa Aia, presentando un loro piano di risanamento, compatibile con il loro piano industriale (cioè compatibile con la produzione per il profitto);
si stanziano pochissimi fondi - il grosso dei quali servirà solo per la gestione ordinaria fino alla svendita; con buona pace dei sempre più frequenti e gravi incidenti all'Ilva di Taranto che "cade a pezzi", in cui ogni giorno andare a lavorare è un "terno a lotto".

TUTTO IL DECRETO NON DICE UNA PAROLA SULLA SALVAGUARDIA POSTI DI LAVORO, SALARI, SICUREZZA.

Circa gli emendamenti passati alla Camera, SI CONFERMA IL NOSTRO COMMENTO DEL 16 GENNAIO 2015

"...Già dire nono decreto unisce farsa a tragedia. Ogni "soluzione" fatta dai decreti, ultimo questo, imbriglia sempre più la matassa, si fonda su 'sabbie mobili', vischiose e porta solo rinvii e nere illusioni sui problemi reali, mentre la situazione peggiora sempre più per operai e popolazione, sia sul fronte del lavoro che della salute, della sicurezza. MA PER OPERAI E POPOLAZIONE NON CI SONO DECRETI!

Gli emendamenti passati alla Camera non hanno cambiato la sostanza del decreto. 
In realtà, si tratta in generale di punti che il governo Renzi già aveva deciso, come lo stanziamento di 800 milioni per il risanamento ambientale e le bonifiche; 300 milioni per gli stipendi e i fornitori.
Ma questi soldi andranno tutti per la gestione ordinaria in attesa della svendita dell'Ilva, sia perchè gli 800 milioni sono una miseria rispetto ai fondi necessari per risanamento e bonifiche (non dimentichiamo che la Todisco aveva quantificato in 8 miliardi il costo degli interventi - non fatti); sia perchè il governo stesso ha messo di fatto uno stop agli interventi più importanti (tipo copertura parchi minerali) dato che i nuovi padroni potranno cambiare l'Aia secondo il loro piano industriale.

Uno degli emendamenti riguarda le ditte dell'indotto, per cui è stato deciso, che per accedere alle garanzie del Fondo Pmi sarà sufficiente aver realizzato la metà del fatturato (e non più il 75%) grazie a commesse del gruppo siderurgico, in due anni anche non consecutivi successivi al 2010. Garanzie che potranno coprire fino all'80% dell'operazione finanziaria per un importo massimo di 2,5 milioni.
Ma non è chiaro - e non lo dicono nè il governo, nè le associazioni padronali - se verranno pagati tutti gli stipendi arretrati degli operai.


Durante l'esame a Montecitorio è stato approvato all'unanimità un emendamento del Movimento cinque stelle che prevede che le risorse sequestrate al gruppo Riva - il famoso 1,2 miliardi di euro - saranno destinate ad un apposito fondo del ministero dell'Ambiente per le bonifiche, a parziale copertura delle anticipazioni pubbliche e a ulteriori operazioni di bonifica.
Su questo emendamento il M5S plaude. Ma di cosa può essere soddisfatto? Si tratta sempre del famoso 1,2 miliardi che come un araba fenice ogni tanto compare (ma solo nelle parole) e poi scompare, e che ognuno tira per proprio conto, dai sindacati, ai partiti e ora anche il M5S. Ma qualcuno ha quantomeno il senso del ridicolo?! 

Infine un altra modifica è stata di riportata dal 60 al 70% l'integrazione salariale per la solidarietà dei lavoratori di Genova Cornigliano.
Ma, appunto, solo per i lavoratori di Cornigliano. Per quelli di Taranto, la cui copertura al 70% scade a marzo, ancora non si dice niente, in compenso però si aumentano i Contratti di solidarietà a più di 3500, chiamandoli ora "esuberi temporanei" - brutta parola che anticipa gli esuberi "definitivi"...

pc 29 gennaio - A MIRAFIORI GLI OPERAI DEVONO ANCORA ASPETTARE PER LAVORARE - MA MARCHIONNE FA PROFITTI SUPERIORI ALLE ASPETTATIVE...

Fca, Marchionne: a Mirafiori slitta al 2020 la produzione di due modelli di lusso Alfa

Fca, Marchionne:a Mirafiori slitta al 2020  la produzione di due modelli di lusso Alfa

L'annuncio di Marchionne agli analisti di Londra: "Colpa del rallentamento del mercato cinese" spiega l'ad. Il suv levante arriverà invece entro il 2016 mentre i due modelli di lusso della gamma Alfa (un suv grande e l’ammiraglia) verranno prodotti entro la metà del 2020. Sono i due annunci che riguardano l’area torinese e che sono contenuti nell’aggiornamento del piano industriale di Fca presentato a Londra agli analisti da Sergio Marchionne. "Il rallentamento del mercato cinese" è la spiegazione con cui l’ad del Lingotto ha giustificato lo slittamento di oltre un anno della partenza della seconda linea produttiva di Mirafiori accanto a quella, ormai vicina alla partenza della produzione, del Levante. 

A Mirafiori rimarranno dunque ancora in attesa circa 1.500 cassintegrati che verranno riassorbiti solo al momento del lancio delle nuove produzioni Alfa. Nello stabilimento di corso Tazzoli partirà il restyling della Mito, come aveva annunciato nei mesi scorsi il numero uno di Fca Europa Alfredo Altavilla. Nel corso dell’incontro con gli analisti Marchionne ha rivisto al rialzo i risultati finanziari attesi al 2018 a conferma del buon stato di salute del gruppo che ha chiuso il 2015 con risultati superiori alle aspettative.

pc 29 gennaio - "Dietro le merci si nasconde lo sfruttamento dei lavoratori" - La lotta a Brignano BG va sostenuta a livello nazionale


Dietro le merci si nasconde lo sfruttamento dei lavoratori

Dietro le merci che trovate nei supermercati, ci sono i lavoratori dei grandi magazzini della logistica, che operano dietro le quinte della grande distribuzione. Infatti grazie al sistema del subappalto a consorzi e a cooperative di facchinaggio, le grandi catene di supermercati realizzano guadagni milionari sulla loro pelle.
Tigross/Iperal/LD/Carrefour/Bennet/Metro/Esselunga/Coop/Il Gigante/Sma ecc
In questo modo, i padroni dei supermercati hanno migliaia di uomini che lavorano per loro, ma che ufficialmente non risultano, perchè sono dipendenti di cooperative, che non danno tutele sui diritti, sul lavoro, sul salario.
È il vecchio sistema del caporalato, diventato legale sotto il nome di cooperativa. È un sistema, che con il Jobs/Act del governo Renzi/Poletti, si sta allargando a tutti i lavoratori.
È contro questo sistema schiavistico che da mesi lottano i lavoratori del magazzino Kamila (Italtrans) di Brignano, dove si movimentano le merci che trovate ogni giorno sugli scaffali del supermercato TIGROSS del gruppo Agorà. Un lavoro che non ha orari e dove ci si rompe la schiena spostando
migliaia di colli ogni giorno a cottimo.
Col sindacato Slai Cobas, da mesi, con scioperi, manifestazioni, incontri in Prefettura, esposti agli organi di controllo (che hanno già accertato pesanti mancanze di sicurezza e pericolo per la salute), chiedono, la garanzia del posto di lavoro, ma anche che venga rispettata la loro dignità. Con un
lavoro senza condizioni e ritmi bestiali, in cui i diritti non vengano calpestati ogni giorno con discriminazioni, intimidazioni e licenziamenti che colpiscono, guarda caso, proprio gli iscritti del sindacato.
Per questo, mentre acquistate un pacco di pasta o un barattolo di marmellata, vi chiediamo di essere solidali con questi lavoratori, di pensare al sistema di sfruttamento che ci sta dietro.

PERCHÈ COLPISCE TUTTI NOI E CONTRO IL QUALE, TUTTI NOI, ABBIAMO IL DOVERE DI RIBELLARCI!

SLAI COBAS per il sindacato di classe
via Marconi 1 Dalmine
3355244902 sindacatodiclasse@gmail.com