mercoledì 13 gennaio 2016

pc 13 gennaio - Renzi il bugiardo in fondo al tunnel non vede solo la luce della ripresa ma anche l'aumento dell'occupazione!



Il re del twitter, Renzi, è nervoso per i diversi difficili passaggi politici in corso. Alza costantemente il tiro come per esempio sul referendum costituzionale che se dovesse perdere, ha promesso, lo porterà alle dimissioni. È per questo che deve cogliere ogni occasione per darsi coraggio, dimostrare che “vince” come è stato a proposito del cosiddetto aumento dei posti di lavoro che secondo lui sono dovuti all’effetto del Jobs act. Questo aumento, come per l’ormai famosa “luce in fondo al tunnel”, lo vedono solo Renzi e i rappresentanti del governo.

Vediamo insieme ai suoi amici del Sole 24 ore quanto anche questo sia fondamentalmente falso. Mettiamo in grassetto alcuni passaggi.

“Lavoro, a novembre +36mila occupati.” Così titola l’articolo dell’8 gennaio. “E il tasso di disoccupazione, che invece è già in diminuzione dal mese di luglio, passa dall’11,5% all’11,3%” cioè stiamo parlando dello 0,2%! Che anche se fosse vero, vantarsi di 36mila in più rispetto ai MILIONI di disoccupati dovrebbe far vergognare chi ne parla. Ma anche la vergogna per chi governa è merce sconosciuta. 

Il giornale continua citando le statistiche ufficiali sulla disoccupazione: “Attualmente le persone in cerca di occupazione sono 2 milioni 871mila e il loro numero è sceso in novembre di 48mila unità. Su base annua, inoltre, la disoccupazione si riduce del 14,3 per cento, pari a 479mila persone in meno tra quanti cercano un posto; nei dodici mesi, inoltre, cresce l’occupazione (+0,9)% pari a 209mila lavoratori in più, il 3,3 per cento.” A parte il fatto che sull’affidabilità e sui criteri usati delle statistiche ufficiali qualche tempo fa ci sono state liti furibonde tra gli stessi addetti ai lavori istituzionali, questo linguaggio rende impossibile capire davvero cosa succede. Tanto che lo stesso giornale deve poi aggiungere un però! “Cresce, però, anche l’inattività: +1,0%, pari a 138mila persone in più tra chi è fuori dal mercato del lavoro.


Tanto per ricordarlo a noi stessi, “mercato del lavoro” è quel luogo dove si compra e vende il “lavoro”, cioè i lavoratori, più correttamente la forza-lavoro, e quindi ogni volta che i padroni e i loro politici ed economisti si esprimono in questo modo ammettono implicitamente che il lavoro è una merce!

In un inciso il Sole 24 Ore spiega che cosa si intende per inattività: “Tecnicamente sono la somma delle persone che non sono occupate e delle persone che non sono neanche alla ricerca di un’occupazione” e questa somma, sempre secondo le statistiche ufficiali, si aggira sui 3 milioni! Quindi circa 3 milioni di disoccupati più 3 milioni di “inattivi” fanno circa 6 milioni di disoccupati!

All’interno di questa spaventosa disoccupazione, quella giovanile (insieme a quella delle donne) è sempre la più alta che fa gridare allo scandalo benpensanti e sindacalisti (fa gridare e basta). Ma nonostante tutto questo il quotidiano riporta “Il commento soddisfatto del presidente del Consiglio Matteo Renzi” che appunto “è arrivato via twitter: «La disoccupazione continua a scendere, oggi 11,3%: è la dimostrazione che il Jobs act funziona. L’Italia che riparte, riparte dal lavoro».”

I dati riportati dal giornale parlano anche in senso positivo dell’aumento dei lavoratori definiti “permanenti” (40mila), ma dagli stessi dati si capisce che questo aumento è dovuto alla diminuzione di quelli a tempo determinato (32mila). Insomma grazie agli incentivi di Renzi (8.060 euro all’anno per ogni lavoratore) i padroni hanno trasformato i contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. Tutto qua.  

E quando si tratta di lavoro e lavoratori non può mancare il commento dell’ex ministro moderno fascista Sacconi, attuale presidente della Commissione lavoro del Senato: «I positivi dati Istat sull’occupazione di novembre concorrono a compensare un quadrimestre nel quale si sono alternati i segni più e i segni meno. La tendenza alla ripresa c’è ma è, evidentemente, ancora instabile mentre il rapporto tra contratti a tempo indeterminato e contratti a termine è stato influenzato dalla scadenza degli incentivi e dall’andamento dell’economia turistica. Il nodo irrisolto rimane, anche ai fini della maggiore occupazione, la produttività del lavoro - conclude Sacconi - attraverso nuove relazioni industriali e in esse il collegamento tra salari e risultati d’impresa».” Sacconi è più preciso di Renzi, parla di “tendenza alla ripresa” che è ancora instabile, e inoltre che questo zero virgola sarebbe dovuto agli incentivi e all’andamento dell’economia turistica, che come è noto dura una stagione. E infine ripete le argomentazioni dei padroni: se deve crescere l’occupazione i lavoratori devono lavorare di più e guadagnare di meno!

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