sabato 28 marzo 2015

pc 28 marzo - Roma - Landini «C’è tutta la segreteria della Cgil, noi siamo della Cgil e non un’altra cosa» - SI ma è 'il sindacato di classe che è un'altra cosa

pc 28 marzo - Honduras, polizia reprime proteste contro la riforma della scuola e uccide 4 studenti

  • Quattro studenti delle scuole superiori che hanno preso parte a diverse 
  • manifestazioni contro il ministro dell'istruzione dell'Honduras la scorsa settimana 
  • sono stati trovati morti nella capitale del paese. 
L'ultimo in ordine di tempo è Soàd Ham, studente di 13 anni
e leader dell'Istituto centrale di Tegucigalpa, il quale è stato trovato 
torturato ed ucciso all'interno di una sacca di plastica questo mercoledì. 
Gli altri tre studenti sono invece stati assassinati nelle scorse settimane 
dai proiettili sparati da polizia e militari nel corso delle manifestazioni di protesta.

I licei pubblici del paese stanno infatti protestando da diverse settimane 
contro la decisione di modificare l'orario di scuola, che comporterebbe 
un prolungamento delle lezioni fino alle 7 di sera; i licei pubblici sono 
generalmente situati in quartieri con un alto tasso di criminalità, e 
non esiste nessun servizio di trasporto pubblico in orario serale che 
permetta agli studenti di tornare a casa. Inoltre, molti ragazzi 
vivono in zone pericolose dove la criminalità organizzata ha stabilito
vere e proprie ore di coprifuoco.

La decisione è stata presa da Marlon Escoto, ministro dell'istruzione, 
che poco tempo fa ha anche sostenuto che l'aggiunta di cinque minuti 
per ogni classe “migliorerebbe la qualità dell'istruzione nel paese”. 
Gli studenti hanno tuttavia criticato la decisione, e insieme agli 
insegnanti e ai genitori si sono mobilitati per chiedere una riforma 
radicale del sistema d'istruzione pubblica, con proteste che sono state 
spesso represse duramente della polizia.

Il recente omicidio degli studenti ha inoltre convinto 
numerosi gruppi e collettivi studenteschi a diventare più attivi 
nel movimento. Giovedì il partito di opposizione Libre (sinistra) -
 a cui capo si trova il deposto presidente Manuel Zelaya, 
rovesciato con un golpe nel 2009 -  ha convocato una manifestazione 
contro l'assassinio di Ham e degli altri 3 leader studenteschi questa settimana.

I manifestanti hanno marciato verso il palazzo presidenziale chiedendo 
le dimissioni del presidente Juan Hernandez (andato al potere con il
 beneplacito degli USA dopo anni di squilibri interni al paese) e
 del ministro dell'istruzione Escoto.

"Questa è una manifestazione in solidarietà con la lotta degli studenti delle 
scuole superiori, ma anche per condannare l'assassinio mirato dei 
quattro leader studenteschi", ha detto José Luis Herrera, uno studente universitario. 
"Stanno uccidendo dei ragazzi, tra cui una studentessa di 13 anni e non possiamo 
lasciare che questa violenza divenga normale" ha detto un'altra portavoce 
degli studenti, Diana Sabillon.

pc 28 marzo - A Torino via il fasciorazzista Salvini! La polizia carica per difenderlo

Il corteo di manifestanti da piazza Castello ha svoltato in via XX Settembre al grido di «Mai con Salvini»: quando ha iniziato a premere sul cordone di polizia che presidiava l’area è partita una carica che ha respinto i manifestanti. Nella concitazione alcuni sono stati bloccati dai poliziotti. Uno è rimasto a terra ed è stato subito soccorso anche dagli agenti che hanno chiamato un’ambulanza: sanguina alla testa ma è cosciente. . La polizia si è spostata davanti al comune in piazza Palazzo di Città: si teme che il corteo aggiri il blocco. I manifestanti si sarebbero infatti ricompattati vicino alla piazza di Porta Palazzo. 

pc 28 marzo - La posizione dei maoisti francesi sulle recenti elezioni - Il cambiamento non passa attraverso il voto, ma dalla lotta rivoluzionaria!

1 elettore su 2 si è astenuto, più di un milione di elettori, 4,8% a votato scheda bianca o nulla. L'astensione è stata massiccia nei quartieri popolari, come St.Denis.-70% di astensione-Stains (67,25%), Aubervilliers (71,18%),  Roubaix (66,70%), Forbach (63,45%) etc.

Elezioni, no! Guerra contro lo stato capitalista e il fascismo, sì! 
il testo tradotto è precedente il risultato del voto

La crisi la pagano la classe operaia e le masse popolari e la borghesia incassa l'assegno.
Lo stato non è mai neutro, rappresenta gli interessi della classe dominante: nello stato capitalista, rappresenta gli interessi della borghesia.
Per ottenere il massimo profitto, le multinazionali, i conglomerati sono in continua lotta, le alleanze sono solo temporanee. Per competere nella concorrenza, devono modernizzare i propri impianti di produzione e di trovare un modo per produrre riducendo sempre più i costi. Questo è ciò che i capitalisti chiamano "ristrutturazione". Ma per noi, significa licenziamenti, chiusure di aziende, ritmi più elevati, orari "flessibili", etc. con tutte le conseguenze che questo può avere: lo stress, la depressione, la perdita dei salari, la disoccupazione, i debiti, ...
Gli "effetti collaterali" della ristrutturazione capitalistica mondiale nel contesto di questa crisi sono la disoccupazione di massa, la privazione dei diritti sociali, la restrizione delle libertà democratiche, maggiore controllo e in generale la repressione violenta contro i sindacalisti e manifestanti. Il tutto è governato dalla classe borghese, che ha il solo scopo di tutelare i propri interessi e la ricerca del massimo profitto nel minor tempo possibile.
A tal fine, lo Stato si dota di una sovrastruttura responsabile per tutelare gli interessi della classe dominante: polizia, esercito, giustizia, forme diverse di gestione del governo, un sistema di educazione incaricato di formare scienziati, ingegneri, manager e lavoratrici e lavoratori utili alla borghesia ..

pc 28 marzo - La manifestazione di Roma Landini-Fiom... 'la banalità del male'

Landini e la Fiom hanno promosso una manifestazione nazionale a Roma per rilanciare la lotta contro il jobs act e le politiche sociali del governo Renzi e per lanciare la proposta politica sindacale o sindacale politica di coalizione sociale “Unions”, volta a costruire un'alternativa a queste stesse politiche.
Presentata così, avremmo e dovremmo subito aderire, invitare a partecipare, cercare di indirizzare la manifestazione verso una maggiore radicalità di obiettivi e di prospettive. E', come si dice è una cosa banale... ma a volte bisogna parlare della 'banalità del male' 

Il sistema imperialista attraversa una crisi economica che viene scaricata sugli operai e le masse popolari in tutto il mondo, in Europa le potenze imperialiste più forti, in primis la Germania, impongono i loro interessi su quelli più deboli attraverso strumenti, quali la Bce, ecc. In Italia i governi diventano sempre più espressione pura dei padroni e trasformano regole e Stati in senso dittatoriale e moderno fascista per imporre gli interessi del capitale.
Da qui discendono le politiche quotidiane del governo che si traducono in tutto quello che Landini denuncia, soprattutto dagli schermi televisivi.
Pensare, quindi, di contrastare queste politica, questi interessi e questo sistema con al linea e l'azione perseguita da Landini è una pura illusione.
Landini dovrebbe dire che senza rovesciare questo governo e ogni dei padroni non è possibile realizzare nessuno degli obiettivi e dei propositi che egli propone.
Ma Landini così non sarebbe Landini, il segretario della Fiom che in ogni fabbrica ha firmato in questi anni accordi con i padroni che hanno avuto il segno dei tempi; non sarebbe parte integrante della Cgil che è stato un puntello decisivo non solo della concertazione ma della collaborazione di classe che ha portato i lavoratori a perdere giorno per giorno, oltre che salari, posti di lavoro, quei diritti che Landini oggi rivendica; per non dire quella che la Fiom ha fatto politicamente che è ancor più grave di ciò che ha fatto a livello sindacale, essere base elettorale e di sostegno di quei partiti di falsa sinistra che oggi hanno partorito il mostro Renzi, verso cui ora ci si scaglia. La stessa proposta di coalizione sociale ripete con parole nuove operazioni elettorali vecchie che da anni si ripropongono con lo stesso risultato fallimentare per le masse, un po' meno per gli esponenti del ceto politico che sostiene Landini, che continuamente si ricicla e tuttora in parte campa di finanziamenti pubblici e cariche sia pur minori.
Certo, in tempi di Renzi Landini sembra un “estremista” meno demagogico e populista di Grillo, più legato al mondo del lavoro. Ma di buone intenzioni è lastricata la via dell'inferno. Oggi serve altro.
Serve la riorganizzazione del sindacato di classe e di massa nelle fabbriche, nei posti di lavoro, sul territorio; quando questo gli operai e i lavoratori cercano di realizarlo trovano la Cgil di cui la Fiom fa parte, oltre naturalmente Cisl e Uil, come ostacolo principale, e al fascismo padronale si allea subito il fascismo sindacale.
Serve un partito della classe operaia e dei lavoratori alternativo nei programmi, nella prassi, nell'organizzazione, nell'ideologia e morale ai partiti e alle coalizioni elettorali che Landini finora ha sostenuto e che ora vuole realizzare in proprio.
Serve non una confusa e salottiera coalizione sociale, ma un fronte unito di lotta che prendendo il meglio dei movimenti di lotta di questi anni sappia rovesciare contro il governo, lo Stato dei padroni la forza di una rivolta sociale. E' bene dire proprio ora che Landini esce allo scoperto, che ogni momento di rivolta sociale di qwuesti anni hanno visto Landini, la Fiom-Cgil, gli interlocutori della sua coalizzione soaile “unions” contro i ribelli e dalla parte di chi reprimeva la “violenza”, arma quest'ultima indispensabile e necessaria alla lotta contro quelle politiche che Landini dice di combattere e per raggiungere quegli obiettivi che enuncia.

Non siamo a Roma oggi in sostanza perchè pensiamo che Landini, gli organizzatori,gran parte di coloro che partecipano alla manifestazione, non siano parte della soluzione ma parte del problema, che gli operai metalmeccanici, le masse lavoratrici, precarie, disoccupate, le energie intellettuali, realmente democratiche e progressiste hanno di fronte nell'attuale situazione politica.

proletari comunisti-PCm Italia
28 marzo 2015

pc 28 marzo - IL FALSO DIBATTITO SULLA PROPOSTA LANDINI

Intorno alla proposta di Landini su una nuova coalizione sociale che fa politica si è scatenato un dibattito su sindacato e politica, se il sindacato deve o no fare politica, e in cui generalmente le posizioni sono, anche dentro il vertice Cgil, che il sindacato non deve fare politica.
Si tratta di un falso dibattito, in cui chi dice che il sindacato non deve fare politica è più a destra di Landini e vuole di fatto un sindacato succube della politica del governo, e in maniera qualunquista, e populista verso i lavoratori, parla di un sindacato che si deve occupare solo delle lotte sindacali, dei lavoratori, come se le condizioni pessime dei lavoratori non fossero frutto di una precisa politica del governo al servizio dei padroni; costoro si riempiono improvvisamente la bocca di "lavoratori" per impedire in realtà che le loro lotte attacchino la politica del governo, dei partiti parlamentari, e si limitino alle sole impotenti rivendicazioni particolari. 
S tratta di un falso dibattito perchè sempre i dirigenti sindacali hanno fatto politica, e molti sono poi diventati veri e propri politici, ma politica contro gli interessi dei lavoratori e per i loro interessi, sia di partiti di riferimento che di poltrone parlamentari o governative.
Ma soprattutto si tratta di un falso dibattito perchè si parla di "politica" ma non si dice "quale politica". Quando il problema di Landini e soci è invece questo. 
Landini vuole fare politica, ma per convogliando i lavoratori in una deleteria politica ultrariformista, di cambiamento dall'interno di questo sistema politico borghese, che non può portare nulla soprattutto nella situazione attuale ai lavoratori; quindi una politica che ha e non potrebbe avere come sbocco di questa coalizione "Unions" che la presentazione alle elezioni e presenza in parlamento. 

RIPORTIAMO STRALCI DI UN TESTO DELLO SLAI COBAS SC CHE INVECE PONE GIUSTAMENTE IL PROBLEMA DELLA POLITICA DI UN SINDACATO DI CLASSE, CONTRO I SOSTENITORI DELL'ANTIPOLITICA.

"Il sindacato di classe si pone come scopi:
  1. l'abolizione del lavoro salariato, perchè finchè ci sarà il lavoro salariato i lavoratori saranno sempre schiavi;
  2. l'abolizione dello sfruttamento capitalista e imperialista;
  3. la necessità del potere nella mani di chi lavora. Solo i lavoratori possono trasformare il mondo.
... Il sindacato di classe è l'organizzazione di massa dei lavoratori. Unisce i lavoratori indipendentemente dal loro orientamento politico o ideologico.
Ma è contro l'idea di un sindacato apolitico e neutrale tra la politica dei padroni e la politica dei lavoratori.
I sindacati confederali oggi sono schierati politicamente e legati a partiti e ad aree politiche. L'idea

pc 28 marzo - L'esercito turco contro il PKK - la linea del disarmo di Ocalan è una capitolazione - Kobane dimostra che solo armato econ la linea della guerra di popolo- il popolo può vincere!


alt
...l'esercito turco ha lanciato
un'offensiva militare contro il
Partito dei Lavoratori del
Kurdistan (PKK). Diverse squadre
di soldati hanno dato il via
all'operazione nel sud est della
Turchia - nello specifico,
nella zona di Mazidağı della
provincia di Mardin nel Nord
Kurdistan - contravvenendo al
cessate il fuoco in vigore da 2 anni
come parte del processo di pace.
L'obiettivo dichiarato è quello di individuare e distruggere rifugi e depositi del Pkk,
nonostante alcuni mezzi di informazione stanno tentando di giustificare questa
nuova offensiva facendola apparire come una supposta risposta ad alcuni colpi di
mortaio che combattenti del Pkk avrebbero lanciato nelle ultime ore. In
un comunicato pubblicato sul sito web ufficiale dei militari turchi, l'esercito
ha detto che i militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan fuorilegge (PKK)
hanno sparato colpi di mortaio alle sue posizioni nel distretto Daglica.
L’operazione iniziata  arriva inoltre tre giorni dopo che il leader del PKK Abdullah
Öcalan ha fatto pervenire durante il Newroz un messaggio facendo appello
all'organizzazione kurda di avviare una proposta di pace che sancisca la fine della
ribellione contro le autorità turche.

Da un precedente articolo apparso sul blog 

A fine febbraio è stato reso pubblico l'appello che Ocalan, presidente del PKK ha
lanciato ai

pc 28 marzo - Manifestazione antirazzista a Brescia

SABATO 28 MARZO 2015 ORE 15 - PIAZZA 
DELLA LOGGIA - Brescia

#BRESCIALIBERA: 
MANIFESTAZIONE DI MIGRANTI E 
ANTIRAZZISTI
 #PERMESSOSUBITO #BASTAPRECARIETA'

I dati sono ora definitivi: la Prefettura di Brescia ha respinto quasi l'80% delle
oltre 5.000 domande di permesso di soggiorno presentate con la sanatoria del
2012. Al contrario nel resto d'Italia il 70-80% dei richiedenti ha ottenuto il
permesso. Persino il Ministero dell’Interno ha ammesso che a Brescia la
Prefettura ha lavorato male e contro gli immigrati.
Intanto da mesi la Questura applica la legge Bossi-Fini togliendo il
permesso a migliaia di immigrati che hanno perso il lavoro e sono diventati
più poveri. Come se la crisi fosse colpa loro.
Così, senza il permesso, molte migliaia di immigrati, che spesso vivono a
 Brescia da tanti anni con le loro famiglie, sono costretti a lavorare senza
contratto, rischiano in qualsiasi momento l'espulsione, non possono avere
una casa in affitto, la residenza, l'iscrizione al servizio sanitario.

Per tutte e tutti gli immigrati e gli antirazzisti è il momento di unirsi e
di lottare.
Aspettare ancora vuole dire perdere la possibilità di cambiare questa
grave situazione. Gli avvocati e i costosissimi ricorsi in tribunale non
bastano.
Le dimissioni della Prefetta Narcisa Brassesco Pace sono senza dubbio
un primo risultato, ma da sole non possono risolvere il problema.
Dobbiamo continuare a lottare con coraggio: è così che possiamo
ottenere i diritti umani e sociali negati.

pc 28 marzo - Cariche poliziesche contro i facchini in lotta - massima solidarietà


altULTIM'ORA: Nel pomeriggio sono stati consegnati tre fogli di via da Sant'Agostino ad altrettanti facchini che avevano rifiutato di farsi identificare durante il fermo. Solidali con loro e certi che molti altri ne prenderanno il posto, ribadiamo la nostra vicinanza agli operai in sciopero e l'appello alla partecipazione alle prossime iniziative di lotta davanti ai cancelli della Mirror!

...A Sant'Agostino (Ferrara) i 14 lavoratori licenziati, con il supporto di tanti altri operai e operaie organizzate nel sindacato SI Cobas e quello di studenti e precari del Laboratorio Crash!, hanno prima effettuato un blocco di fronte ai cancelli dell'azienda e poi bloccato i camion che cercavano invece di entrare all'interno della Sant'Agostino, altra azienda del mondo della ceramica tra le prime committenti della Mirror anche quando i lavoratori licenziati chiedevano una presa di posizione di tutte le aziende collaboratrici dell'impresa ferrarese. santag2
La reazione poliziesca alla lotta ha portato prima al violento sgombero del blocco costruito di fronte ai camion (vedi il video in calce all'articolo), sgombero che si è evoluto anche in 10 fermi, 3 dei quali sono stati poi condotti in questura per ulteriori procedure di identificazione e liberati solo dopo qualche ora. Nel frattempo la polizia si accaniva sui manifestanti con una determinazione assolutamente esagerata nel far passare i camion bloccati sulla carreggiata stradale: nel tentativo di dare un segnale forte ai manifestanti in lotta la celere ha rincorso i picchettanti alternando cariche a piedi a blindati lanciati alla loro rincorsa per più di 2 km sulla provinciale.
santag1La cosa comunque non ha impedito il blocco della strada ed il formarsi di una coda che di fatto ha continuato a rallentato l'uscita di automezzi dalla Sant'Agostino: i manifestanti con questo blocco mobile e fluido della carreggiata  hanno continuato a bloccare ulteriori camion fino al rilascio di tutti gli operai fermati, provocando ingenti danni all'azienda e ribadendo la determinazione a non mollare la lotta fino all'ottenimento dell'obiettivo

.... è stato sciopero anche ai cancelli del magazzino Bertolotti-Rhiag di Siziano,in provincia di Pavia. Dalle 5.30 una settantina di operai e facchini dei S.I. Cobas, assieme a un gruppo di solidali, hanno bloccato i tir in entrata e in uscita chiedendo il reintegro di 13 dipendenti iscritti al sindacato e licenziati per aver protestato contro le condizioni indegne di lavoro che vigono alla Rhiag: turni massacranti da più di 12 ore con paghe da fame, assenza di sicurezza e straordinati non retribuiti.
Intorno alle 7.30 del mattino il picchetto è stato vigliaccamente attaccato da un gruppo di guardie private e di crumiri riconducibili al sindacato fascista UGL che, usciti dallo stabilimento armati di bastoni, hanno cercato di forzare il blocco degli operai in sciopero e dei solidali. A quanto denunciano i lavoratori l'attacco di questa mattina segue una serie di minacce e aggressioni avvenute già alla fine di febbraio dopo il primo sciopero.
La determinazione del picchetto è comunque riuscita a respingere l'assalto squadrista, con la promessa di tornare presto a bloccare gli ingressi della Bertolotti - Rhiag.

venerdì 27 marzo 2015

pc 27 marzo - Di fronte alla repressione, Euskal Herria non cammina sola! Massima solidarietà agli organismi che appoggiano i prigionieri politici baschi

Comunicato di solidarietà degli EHL (comitati di solidarietà con il popolo basco) in risposta alla retata contro militanti a favore dei diritti dei prigionieri.

Mercoledì 25 marzo, la Guardia Civil ha arrestato Nagore López de Luzuriaga, Izaskun Abaigar, Fernando Arburua y Oihana Barrios nel corso dell’ennesima operazione contro l’appoggio ai prigionieri. Questi militanti sono rappresentanti di Etxerat (organismo dei parenti e amici dei prigionieri) e di Jaiki Hadi (appoggio sanitario ai prigionieri), impegnati incessantemente a favore dei prigionieri politici baschi.
Ancora una volta lo Stato spagnolo, per mezzo delle sue forze di occupazione, ha puntato la mira sul lavoro che realizzano le persone attive per i diritti collettivi dei prigionieri politici baschi, e così cerca di ostacolare ogni espressione di solidarietà che esiste nei Paesi baschi a favore dei prigionieri.

pc 27 Marzo - REPORT ASSEMBLEA CONTRO GLI SGOMBERI DEI SENZA CASA A PALERMO

Lo scorso  mercoledì 25 Marzo è stata convocata un'assemblea al centro sociale ExKarcere tramite un "appello per la costruzione di una manifestazione cittadina il 28 marzo a palermo". 
La compagna che introduce fa un punto interessante sulla situazione dell'emergenza abitativa in città dove a fronte di 1500 famiglie senza casa e oltre diecimila in lista d'attesa per l'assegnazione di un alloggio, il comune assegna annualmente solo una decina di appartamenti nonostante l'enorme quantità di essi disponibili per tale destinazione tra cui beni confiscati alla mafia.
Giusto la settimana scorsa una palazzina di proprietà di "un'opera caritatevole": Figlie di San Giuseppe e occupata da circa un anno da famiglie senza casa palermitane, etiopi ed eritree richiedenti asilo, è stata sgomberata. Giustamente la compagna ha sottolineato la contraddizione di un tale atto quando contemporaneamente in città l'amministrazione comunale organizza iniziative e convegni sull'interculturalità e l'accoglienza dei migranti.
Questa è una delle tante contraddizioni che sono emerse con questo sgombero: opere caritatevoli che gettano in mezzo alla strada bisognosi, istituzioni cittadine considerate "progressiste" e che davanti a questi avvenimenti voltano la faccia e in altri casi sono responsabili degli stessi come successo con altri sgomberi in passato.
L'assemblea ha visto la partecipazione di alcune famiglie in questione sia palermitane che straniere nonchè di esponenti politici.

pc 27 marzo - Licenziato perché si rifiutava di fare il "Macchinista Solo" Il Tribunale gli dà ragione

Il Tribunale di Genova riafferma il diritto dei Macchinisti di avere un tempestivo soccorso in caso di malore, annullando il licenziamento disposto da Trenitalia verso un macchinista che si era ripetutamente rifiutato di guidare da solo (in Cargo con il Polifunzionale).

La sentenza dimostra, quantomeno, che i sindacati firmatari del CCNL e degli accordi sull'"agente solo" hanno contrattato diritti indisponibili (quello della salute sancito dalla costituzione) e che essi, con l'accordo, hanno favorito il datore di lavoro nel violare l'art. 2087 del codice civile, concordando che Trenitalia modificasse l'organizzazione del lavoro facendo venir meno la massima sicurezza sostenibile.

Il Giudice rileva che “la norma dell'art. 2087 c.c. obbliga quindi l'imprenditore (la cui iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con la tutela della salute garantita dall'art. 32 della Costituzione) ad adottare, per tutelare le condizioni di lavoro, non solo le specifiche misure tassativamente imposte dalla legge in relazione allo singolo tipo di attività esercitata, ma anche tutte quelle altre che, in concreto, si rendano necessarie allo scopo. Occorre avere riguardo alla particolarità dell'attività

pc 27 marzo - SUL CARCERE FEMMINILE COSTARELLE DE L'AQUILA - LE DONNE DEVONO FARSI SENTIRE

Carceri Costarelle L'Aquila
Laredazione di www.Abruzzo 24h Tv ha pubblicato una denuncia di Giulio Petrilli, ripresa anche da Il Manifesto sulla sezione speciale femminile del carcere Costarelle L'Aquila, dove è detenuta Nadia
Lioce, qui tra le altre cose dice: "Isolamento totale, perquisizioni corporali quando si esce dalla cella nell'unica ora quotidiana. Totale divieto di comunicare tra detenute. Un bunker nemmeno paragonabile a Guantanamo come spazi, con celle due metri per due. Spazio per l'aria tre metri per tre senza mai sole. Il sole non esiste piu'.
Due libri al mese, due soli quaderni per poter scrivere. Corrispondenza con l'esterno praticamente inesistente, visto la forte censura. Condizioni che ledono completamente i diritti umani.
Ma le donne democratiche della mia città dove sono? Ma non solo loro, anche gli uomini e non solo nella mia città perchè è un problema nazionale. Tutto tace, tutti girano la testa dall'altra parte. La sezione femminile del carcere speciale de L'Aquila, ha condizioni di gran lunga peggiori dellesezioni a 41bis e credo che questo dimostri che e' l'unico carcere femminile al mondo cosi' duro. La tortura di per sé è un fenomeno incredibile, ma applicato nella detenzione delle donne, nel silenzio quasi totale, ha dell'incredibile".
UNA RISPOSTA DA UNA COMPAGNA DEL MFPR 


Vorrei segnalare a questa redazione, che un appello per difendere la vita della prigioniera politica Nadia Lioce è partito proprio delle donne, in particolare dalle donne proletarie del mfpr.
Nadia Lioce infatti è stata sottoposta a un ulteriore inasprimento delle condizioni detentive dal 
29 novmbre 2014 solo e in quanto prigioniera politica coerente con le sue scelte di lotta.

pc 27 marzo - Bollettino internazionale a sostegno della guerra popolare in India - leggere diffondere agire... e fare musica! Richiedere a csgpindia@gmail.com

A Song of Revolutionary Change in India

from democracy and class struggle

A Song of Revolutionary Change in India : Aye Bhagat Singh Tu Zinda Hain: A Mass Song Composed and Sung by Sheetal Sathe




Lyrics, Composition and Vocalist: Sheetal Sathe. Sheetal Sathe is a great singer of the cultural organization 'Kabir Kala Manch', a troupe of Dalit protest singers and poets from Pune.

She sang this mass song about the exploitive and despotic character of Indian bourgeois politics and our discriminative society based on religion, caste, community and gender.

The song also portrays the possibilities of revolutionary change of the society

pc 27 marzo - Chi zittisce chi? Appello contro la criminalizzazione del dissenso all'Università di Firenze - un documento che condividiamo in toto e che invitiamo a diffondere massicciamente

Promosso dai collettivi studenteschi autorganizzati.

Nel promuovere il presente appello in maniera unitaria, invitiamo tutte le realtà politiche, sociali, sindacali e intellettuali a prendere pubblicamente posizione e condannare il pesante clima di
intimidazione e delegittimazione che è stato costruito attorno ai collettivi universitari autorganizzati a seguito della contestazione all'ex magistrato Gian Carlo Caselli al Polo delle Scienze Sociali di Novoli.
Ad una legittima critica politica si è risposto non nel merito ma con un'ondata di accuse deliranti; un attacco politico-mediatico di enormi proporzioni, condotto dalla stampa locale e nazionale attraverso l'utilizzo sistematico della menzogna e dell'insulto,finalizzato a creare il terreno favorevole alla repressione dell’attività politica dei collettivi ed alla chiusura degli spazi di libera espressione del dissenso nelle aule universitarie di Firenze.
Prima di tutto quindi, sentiamo la necessità di fare chiarezza sui fatti: la contestazione  promossa dal

pc 27 marzo - Canadà - grande giornata di lotta studentesca indetta dal Movimento Studentesco Rivoluzionario (MER-RSM).

il 24 MARZO | Giornata di azione pancanadese nelle università

manifestazioni hanno avuto luogo in una quindicina di città e almeno sette provincie, martedì 24 Marzo in risposta all’appello lanciato qualche settimana fa dal Movimento Studentesco Rivoluzionario (MER-RSM). Una giornata d’azione pan-canedese #primaverarossa2015 con migliaia di studenti di studenti e studentesse che si gettano nella battaglia contro le misure d’austerità antipopolari imposte dallo Stato borghese. Si iscrive ugualmente in un movimento più forte per trasformare radicalmente il movimento studentesco nelle altre province e per creare un movimento al servizio dei giovani del proletariato e diretto da essi.
Per il momento, alcune azioni sono pervenute dalle città seguenti: Halifax, Woodstock, Montreal, Ottawa, Sudbury, Peterborough, Toronto, Oshawa, Guelph, London, Winnipeg, Saskatppn, Kamloops.
Per rimanere informati circa tutte le azioni che saranno organizzate, andate sull’evento face book del Movimento Studentesco Rivoluzionario.
Il Partito comunista rivoluzionario  Canada - maoista -saluta i militanti e le militanti del MER-RSM per la loro iniziativa e determinazione e chiama i suoi sostenitori e più in generale, tutti coloro che desiderano estendere la resistenza e la lotta per la rivoluzione a partecipare alla giornata d’azione pancanadese!

Per una primavera rossa! Ribellarsi è giusto!

pc 27 marzo - Un contributo al dibattito di un compagno marxista-leninista-maoista

Resistere alla controrivoluzione non è un atto, è un processo

La condizione di rivoluzionario/a prigioniero/a è quella di ostaggio del nemico, ma la condizione di ostaggio esiste ovunque la classe dominante eserciti il suo potere, la sua dittatura, la sua guerra civile e la sua legge non dichiarate. Le esecuzioni extragiudiziali e le condizioni brutali e disumane per perpetrare l’annichilimento del “bersaglio” esistono nella pratica e nei codici non dichiarati. I paesi che “non

pc 27 marzo - ILVA Taranto - Chiudere il reparto carpenteria che uccide! La denuncia e l'azione dello slai cobas per il sindacato di classe

CHIUDERE SUBITO IL REPARTO E BONIFICARE, SPOSTANDO GLI OPERAI IN ALTRE AREE!

La Fiom prende tempo. Cosa altro dobbiamo attendere per accertare il nesso tra operai malati, morti e il reparto?
Occorre intervenire subito! Poi si fanno altre indagini!

TARANTO – Nel reparto Carpenteria dello stabilimento Ilva di Taranto 110 lavoratori su 269 (media del 43%) hanno uno o più noduli alla tiroide. E’ quanto comunicato alla Fiom Cgil dal dottor Nicola Tota dell’ospedale 'Miullì di Acquaviva delle fonti (Bari), che ha condotto lo screening tiroideo...

Nelle conclusioni sull'esito dello screening tiroideo si sottolinea che “pur non essendo il campione di lavoratori esaminati statisticamente rappresentativo, anche considerando che trattasi di popolazione selezionata e non avendo a disposizione un campione di controllo confrontabile, la prevalenza di patologia nodulare tiroidea sembra in linea con i dati della letteratura nazionale ed internazionale”. Nello stesso reparto lavorava Nicola Darcante, l’operaio di 39 anni morto di tumore il 16 maggio 2014.

La Fiom Cgil, spiega una nota, “prende atto del lavoro svolto dall’ospedale Miulli per

pc 27 marzo - FORTE PROTESTA A PALERMO - invaso il Palazzo

NON PERMETTIAMOGLIELO!!!
Occupano l'atrio di Palazzo Comitini in questo momento circa 60 lavoratrici e lavoratori e alcune famiglie con appresso i loro figli disabili... e come al solito "nel Palazzo non c'è nessuno"!!! con un atto di infinita "inciviltà", i dirigenti del Palazzo si fanno negare ma i lavoratori e le famiglie vogliono risposte concrete sul servizio e non si muoveranno fino a quando non ci sarà l'incontro...
E' stato chiamato d'urgenza il commissario straordinario Munafò che non appena arrivato con fare arrogante ha detto che non avrebbe ricevuto nessuno! è stato accolto dall'indignazione generale al grido di vergogna dai genitori con figli in carrozzina e da tutti i lavoratori... è arrivata anche la polizia e la digos che provano ad intimidire tutti coloro che protestano... i quali rimangono irremovibili in attesa dell'incontro...
FORTE PROTESTA A PALERMO DENTRO PALAZZO COMITINI - ASSISTENTI AGLI STUDENTI DISABILI E GENITORI

è arrivata la polizia e si posiziona a difesa del Palazzo... GENITORI E ASSISTENTI SI CHIERANO DI FRONTE AD ESSA COMPATTI...


SI FA L'INCONTRO!
Nessuna interruzione del servizio fino alla fine delle lezioni! Grazie alla determinazione e alla irremovibilità dei lavoratori e delle famiglie in lotta l'incontro c'è stato! il Commissario straordinario ha dovuto prima ricevere la delegazione e poi ufficialmente annunciare che non ci sarà nessuna interruzione delle lezioni per i ragazzi disabili delle scuole superiori! mentre poco prima in modo arrogante aveva detto che non c'erano soldi e che non si potevano fare miracoli, "invitando" i manifestanti ad andare a protestare alla Regione. Ciò dimostra ancora una volta che solo la lotta paga, che anche quando si tratta di diritti così fondamentali e delicati bisogna stare addosso senza stancarsi ai dirigenti di istituzioni che fanno costantemente orecchie da mercante. Si tratta di un altro "piccolo" risultato dal quale ripartire per procedere, utilizzando la forza necessaria, verso la conquista di altri diritti negati!
Precari Coop Sociali
organizzati nello Slai Cobas per il sindacato di classe Palermo
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Volantino diffuso
I SERVIZI DI ASSISTENZA AI DISABILI NELLE SCUOLE IGIENICO – PERSONALE, ALLA

giovedì 26 marzo 2015

pc 26 marzo - Proletari comunisti appoggia e invita a partecipare a queste manifestazioni di TORINO e ROMA

pc 26 marzo - Non azzardatevi il 2 aprile a condannare gli studenti ribelli del 14 dicembre 2010!

Invitiamo tutte e tutti, da oggi al 2 aprile stesso, giorno della sentenza, ad esprimere solidarietà con striscioni, cartelli, articoli e foto da far girare ed inviare alla mail:  dicembrequattordici@gmail.com
#14D 2010:La piazza è del Popolo, tutti e tutte liber@

#14D 2010 La Piazza è del Popolo, Nessuno resti solo!

pc 26 marzo - Il governo Renzi-Alfano tenta di istituire con la scusa dell'ISIS una sorta di legge marziale! Proletari comunisti ha sempre denunciato, quasi da solo, che siamo ben dentro un regime di moderno fascismo e Stato di polizia!




Con la scusa dell'Isis hanno istituito la legge marziale
Con la scusa dell'Isis viene formalizzato uno Stato di polizia integrale. Il decreto "antiterrorismo" approvato in Commissione, alla Camera, costituisce un gigantesco passo avanti verso il controllo totale sulle comunicazioni di qualunque cittadino di questo paese (ma anche di altri, visto che la Rete e i social network sono uno degli obiettivi principali del testo). "Preventivamente", ossia in assenza di qualunque reato o sospetto giustificato da indizi.
La polizia sarà infatti autorizzata utilizzare programmi ("trojan") per acquisire "da remoto" le comunicazioni e i dati presenti in un sistema informatico e viene anche autorizzata l'intercettazione preventiva sulle reti informatiche. Di fatto, si potrà impossessare del computer o dello smartphone che usiamo, da casa o dal lavoro, e fare quello che vuole; anche depositarvi "prove false", in assoluta assenza di qualsiasi controllo terzo e, ovviamente, in barba qualunque diritto di difesa. Sembra quasi che questo decreto intervenga a inquadrare legislativamente pratiche già in atto. Anche questa non è una novità. Ma la ripetizione è un'aggravante, non un'attenuante.
La cosa stupefacente, ma non troppo, è che quasi nessun parlamentare abbia osato eccepire alcunché

pc 26 marzo - L'exOPG non si sgombera! Assemblea sulla Resistenza a Napoli

All' Ex OPG Occupato - Je so' pazzo!
Durante quelle che sarebbero diventate famose come le Quattro giornate di Napoli, si snoda la vicenda reale di una giovane donna, Maddalena Cerasuolo, che diventa suo malgrado un'eroina.
Figlia della protagonista di questa storia, l'autrice ha voluto scrivere quei racconti ascoltati tante volte dalla madre per poter trasmettere e custodire la memoria di un simbolo della Resistenza.
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pc 26 marzo - India, parla Ganapathy, segretario generale del PCI (maoista), una guerra popolare e un partito che prendono a modello Lenin e Mao

Il segretario generale PCI (Maoista) Ganapathy, in un’intervista al Maoist Information Bulletin (MIB), ha parlato delle sfide che il suo partito ha di fronte e di molte altre questioni


“Dopo la salita al potere, il BJP sta attuando a rotta di collo politiche filo-imperialiste di svendita del paese per soddisfare le esigenze dei grandi capitalisti stranieri e indiani e dei grandi latifondisti, mentre, allo stesso tempo, porta avanti in diverse forme il suo programma di fascismo Hindu.
 È dunque necessario unire tutte le forze democratiche, progressiste, laiche e patriottiche.
 Nuovi e più numerosi settori di classi, strati sociali, forze della società saranno spinti nell’arena della lotta e si aprono nuove opportunità per far avanzare la guerra popolare di lunga durata. La situazione in tutto il mondo diventa sempre più favorevole alla rivoluzione. L’economia imperialista mondiale si sta ancora dibattendo in una profonda crisi e tutte le contraddizioni fondamentali del mondo si stanno acutizzando. Di conseguenza, le forze rivoluzionarie, democratiche e di liberazione nazionale di tutto il mondo stanno guadagnando forza contro l’imperialismo ed i suoi sostenitori interni. Anche le forze maoiste si stanno consolidando”.
Circa i piani del partito per accelerare lo sviluppo dell’Esercito Popolare Guerrigliero di Liberazione (PLGA) e intensificare la guerriglia, Ganapathy dice: “Con l’impiego di contro-tattiche da parte del nemico, si verifica una nuova situazione. Dobbiamo perciò adottare tattiche che ci diano un vantaggio, per contrastare le forze superiori nemiche con la guerriglia e la mobilitazione del popolo. Fattore cruciale nella costruzione e sviluppo della guerriglia sarà approfondire la nostra base di massa”.
Sulla necessità di una campagna di bolscevizzazione, il massimo dirigente maoista ha detto che nel 2013 il suo partito ha lanciato un appello per bolscevizzare il partito e che questa campagna e tuttora in corso nel partito, nel PLGA e nelle organizzazioni di massa: 
“Ci occorre ancora un po’ di tempo per completarla e solo allora potremo valutare il successo della rimodellazione del nostro partito in un partito bolscevizzato”.

pc 26 marzo - Brasile - Mobilitare il popolo e respingere la vecchia politica - O Brasil precisa é de uma Grande Revolução

Editoriale del n 147 di A Nova Democracia, 

Le manifestazioni del 13 e 15 marzo hanno polarizzato il dibattito politico dei giorni successivi e mostrato alcune verità scomode per l’opportunismo e preoccupanti per i veri democratici e rivoluzionari del nostro paese.
Le manifestazioni a sostegno del governo del 13, indette dalle centrali sindacali ed altri movimenti sociali istituzionali, CUT in testa, hanno dimostrato quello che già sappiamo da più di dieci anni.
L’opportunismo elettorale ha perso ogni legame con le masse e non è più capace di mobilitarle. 
Hanno radunato principalmente attivisti e funzionari dei movimenti e partiti della “sinistra” opportunista ed elettorale. Quel poco di masse che hanno partecipato erano quelle mobilitate nei giorni precedenti su rivendicazioni specifiche. Eppure, anche i movimenti sociali che sono stati cooptati e hanno partecipato hanno dovuto criticare, garbatamente, il “governo” per le più eclatanti misure antipopolari
Le manifestazioni contro il governo del 15, convocate via Internet da un fronte di individui, gruppi e movimenti che si qualificano come “apolitici”, nazionalisti e, alcuni, segnatamente reazionari, della destra tradizionalmente anticomunista viscerale, orfana del regime militare e truppa da caserma, hanno avuto invece una partecipazione di massa.
Hanno riunito centinaia di migliaia di persone in tutto il paese, mobilitando soprattutto masse di piccola e media borghesia, numerose quanto influenti nella formazione dell’opinione pubblica. Oltre a tanti che non hanno votato Dilma, sicuramente vi hanno partecipato elettori PT pentiti e delusi dalla frode elettorale.
In entrambi i casi, il crescente sentimento anti-PT, che lo stesso PT e tutto il suo entourage cercano con zelo religioso di squalificare come “una cosa di destra” inizia ad assumere, se non la forma, una dimensione incompatibile con l’etichetta di “cosa dei ricchi”, come se il governo non fosse di destra e dalla parte dei ricchi. Tanto più che i ricchi veri, le banche, le multinazionali, i proprietari terrieri, i proprietari delle industrie dell’“agro-business”, non erano in strada il 15 marzo, perché loro sostengono il governo PT, non per simpatia disinteressata ma per gli eccellenti servigi che fornisce loro.
Tutti gli strilli isterici diffusi con gli occhi sbarrati e il freddo in pancia tramite la “blogosfera

pc 26 marzo - Solidarietà internazionalista con i prigionieri politici maoisti marocchini in sciopero della fame

Sciopero della fame a tempo indeterminato condotto dai prigionieri politici Aziz Elkhalfawi e Aziz Elbour, nelle prigioni locali Boulmharez e Oudaia Marrakech.

Comunicato all’opinione pubblica nazionale e internazionale,

Continuiamo la nostra lotta nelle prigioni locali di Boulmharez e Oudaia Marrakech contro le realtà catastrofiche nelle quali viviamo e affrontiamo il sistematico rifiuto dell’amministrazione carceraria di accogliere le nostre richieste, e nonostante abbiamo portato avanti molti scioperi della fame.

Noi denunciamo anche le molestie e le minacce quotidiane che affrontiamo ogni giorno dentro le nostre prigioni, siano esse in forma di insulti, bullismo, attacchi fisici da parte delle guardie, degli ufficiali, direttori e presidenti delle nostre prigioni.

Noi prigionieri politici maoisti abbiamo deciso di intraprendere un nuovo stadio di resistenza conducendo un nuovo e indefinito sciopero della fame per il gruppo di Aziz Elkhalfawi e un altro rinnovabile per tre giorni per il gruppo di Aziz Elbour se necessario. 
Con questi scioperi iniziati lunedì 23 Marzo 2015 in memoria della gloriosa sollevazione del 23 Marzo 1965cerchiamo di imporre le nostre giuste e legittime richieste all’interno della prigione. 

Le nostre richieste sono:
Il nostro rilascio e quello di tutti i prigionieri politici senza condizioni.
Il ritiro delle accuse e dei procedimenti montati dal nulla contro di noi
La caduta delle accuse contro i nostri compagni senza condizioni.
La fine della militarizzazione dell'Università e il completo ritiro della circolare Tripartita.
L’autorizzazione di accesso per le nostre famiglie, per gli studenti e per tutti quelli che vogliono visitarci durante la settimana.
Miglioramento del cibo, il diritto e l’accesso alla cura, alla salute e all’igiene.
La fornitura di libri e il libero accesso a libri di riferimento, giornali e tutto quello che contribuisce allo studio,
Autorizzazione a iscriversi ai corsi di laurea ordinari, specialistici e alla licenza vocazionale.
Autorizzazione al libero utilizzo del telefono per comunicare con l’esterno.
Autorizzazione per passeggiate in un tempo adeguato.
Collocazione dei prigionieri politici in una stessa prigione e nelle stesse celle.
La fine delle molestie e di tutte le misure concernenti gli abusi che affrontiamo ogni giorno.
Infine, riportiamo all’opinione pubblica nazionale e internazionale la nostra piena solidarietà: con tutte le lotte del popolo marocchino in tutte le sue componenti (lavoratori, contadini, studenti, bambini, disoccupati…).
Con tutti i prigionieri politici nel paese e all’estero.
Condanniamo fortemente: la repressione e l'isolamento inflitto alle nostre famiglie, all’Unione Nazionale degli Studenti del Marocco, agli attivisti del movimento 20 Febbraio e a tutti gli attivisti democratici, gli abusi e restrizioni inflitte alle libertà politiche e sindacali in Marocco.
Infine, dichiariamo la nostra determinazione a continuare la lotta dentro la prigione con tutti i mezzi a nostra disposizione per raggiungere le nostre richieste vere e precise e ci assumiamo la piena responsabilità per quello che potrebbe succederci in stato di prigionia e regime reazionario.

puoi sradicare tutti i fiori, ma non sarai mai in grado di fermare l’avanzata della primavera”

Viva la lotta del movimento studentesco!
Viva la rivoluzione marocchina!
Viva la Rivoluzione Proletaria Mondiale!
Viva Marxismo-Leninismo-Maoismo!

FIRMATARI:
Gruppo Aziz Elkhalfawi: Aziz Elkhalfawi – n° 2375 (Oudaia) Radwan Aladimi – n° 2376 (Ouadhias)
Gruppo Aziz Elbour: Aziz Elbour – n°12679 (prison de Tiznit) Mohammed Almouaddine – n° 21409 (Boulmharez) Hicham Almiskini – n°21 415 (Boulmharez) Abdelhak Atalhaoui – n° 21 853 (Boulmharez) Marrakech, 2015/03/21

pc 26 marzo - FORMAZIONE OPERAIA – IL DENARO, mezzo di pagamento, moneta mondiale, crisi... (2)

Con lo sviluppo della circolazione delle merci al denaro viene assegnata un’altra funzione, quella di mezzo di pagamento perché, tra l’altro, dice Marx “… si sviluppano situazioni per le quali la cessione della merce viene separata nel tempo dalla realizzazione del suo prezzo”. E cioè prima c’è la vendita e poi a distanza di tempo, il pagamento. “Qui basta accennare le più semplici di tali situazioni. Un genere di merce esige per la sua produzione una durata maggiore, un altro una durata minore. La produzione di differenti merci è connessa a stagioni differenti. Una merce nasce sul suo mercato, l'altra deve viaggiare verso un mercato lontano. Quindi un possessore di merci può presentarsi come venditore, prima che l'altro possa presentarsi come compratore… Un possessore di merci vende merce esistente, l'altro compra come puro e semplice rappresentante di denaro o come rappresentante di denaro futuro. Il venditore diventa creditore, il compratore diventa debitore.”
Questi caratteri sono tipici del capitalismo, ma, aggiunge Marx “…gli stessi caratteri possono presentarsi anche in maniera indipendente dalla circolazione delle merci. La lotta delle classi nel mondo antico, per esempio, si muove principalmente nella forma di una lotta fra creditore e debitore, e in Roma finisce con la disfatta del debitore plebeo, che viene sostituito dallo schiavo. Nel Medioevo la lotta finisce con la disfatta del debitore feudale, che ci rimette, con la base economica, la sua potenza politica.”

mercoledì 25 marzo 2015

pc 25 marzo - OCALAN PROPONE IL DISARMO MENTRE LA TURCHIA ATTACCA I COMBATTENTI DEL PKK



Turchia, esercito lancia operazione contro unità curde Pkk

(24 marzo - askanews) - L'esercito turco ha annunciato oggi l'aver avviato una vasta operazione nel sud-est del paese contro sacche di ribellione del Partito dei lavoratori curdi (Pkk), tre giorni dopo che il suo leader Abdullah Ocalan ha lanciato una proposta di pace che prevede il disarmo.
"Le forze di sicurezza conducono un'operazione con cinque unità per identificare e distruggere dei rifugi e dei luoghi di stoccaggio che potrebbero appartenere al gruppo separatista nella regione di Mazidag, vicino a Mardin" ha comunicato lo Stato maggiore sul suo sito internet".

(19 marzo - dal bollettino Informatico dell’ UIKI – ONLUS) - Il Governo turco è molto preoccupato della crescita dell’HDP, tanto è vero che, in questi ultimi tempi, vi sono state numerose provocazioni contro il nostro popolo; la più grave si è verificata ieri a Batman, dove è stata lanciata una bomba in una piazza, in cui c’erano pure molti bambini...

Mentre volgeva al termine la giornata del Newroz, tra un tripudio di bandiere, di cori, di visi sorridenti, improvvisamente ed immotivatamente, al solo scopo di rovinare sia la festa, sia il successo  politico, la Polizia ha iniziato un fitto lancio di lacrimogeni, creando panico tra le famiglie e le persone, che sono rimaste imbottigliate dalle transenne posizionate precedentemente, per delimitare l’area, ove si è svolta la manifestazione. Il lancio, proveniente dall’altura del Castello, è durato circa un’ora, causando un numero imprecisato di feriti; in serata, abbiamo saputo di numerosi arresti.

A fronte di questa repressione, guerra che continua da parte del governo di Erdogan, l'appello di Ocalan a fermare la lotta armata rischia di far affossare, invece di estendere, la vittoria di Kobane e l'esperienza di Rojava. 

Dall'appello del 21 marzo di Ocalan:
A TUTTO IL NOSTRO POPOLO
"...La crisi causata dalle politiche neoliberiste imposte a tutto il mondo dal capitalismo imperialista e dai suoi dispotici collaboratori locali ha effetti sulla nostra regione e sul nostro paese. In questo contesto di crisi, le diversità etniche e religiose del nostro popolo e le nostre culture vengono cancellate da guerre identitarie brutali e senza senso...
La nostra lotta per la democrazia, la libertà, la fratellanza e una pace dignitosa per il nostro popolo è la storica fase successiva. La lotta quarantennale del nostro movimento, una lotta dolorosa, non è stata vana, ma è giunta ora ad una fase che necessita un cambiamento...
In base all’accordo sui principi contenuti nella dichiarazione, vedo la necessità storica di tenere un congresso per fermare la lotta armata intrapresa dal PKK contro la Repubblica turca da quasi 40 anni, per impostare le strategie e le tattiche sociali adatte al nuovo periodo...
Dobbiamo essere coscienti che l’ultima forma della brutalità dei poteri imperialisti che non rinunciano alle loro ambizioni sul Medio Oriente, è quella di ISIS. Questa organizzazione forza il significato di brutalità, massacrando curdi, turcomanni, arabi, ezidi e assiri, per non parlare delle donne e dei bambini.
Ora è il momento di mettere fine a questo brutale e disastroso corso, e di procedere verso fratellanza e democrazia, in linea con il nostro passato..."

pc 25 marzo - UNA QUESTIONE FONDAMENTALE, MOLTO PERTINENTE

All'interno dello scritto "Questioni del leninismo", il compagno Stalin affronta, tra le tante, le problematiche legate ai rapporti tra il Partito e la classe: sembra utile riportare alcune righe dedicate ad una delle questioni più importanti, nonché una delle meno attenzionate, da chi si definisce - a torto o a ragione - organizzazione comunista marxista-leninista.
"Che fare se i giusti rapporti tra l'avanguardia e la classe, se i rapporti di fiducia reciproca tra il partito e la classe sono turbati? Che fare se il partito stesso incomincia, in un modo o in un altro, a contrapporsi alla classe, violando il principio dei giusti rapporti di classe, violando il principio della 'fiducia reciproca'? Sono possibili, in generale, simili casi? Sì, sono possibili.  Essi sono possibili:
1) se il partito comincia ad erigere la sua autorità fra le masse non sul lavoro e sulla fiducia delle masse, ma sui diritti 'illimitati';
2) se la pratica del partito è manifestamente sbagliata ed esso non vuol rivedere e correggere il proprio errore;
3) se la sua politica è giusta in generale, ma le masse non sono ancora pronte ad assimilarla e il partito non vuole o non sa attendere per dare alle masse la possibilità di convincersi, per propria esperienza, della giustezza della sua politica".
Quelli sopra esposti sono metodi indubbiamente errati di trattare le contraddizioni in seno al popolo; ma c'è un ulteriore sistema molto peggiore di risolvere eventuali problemi tra il partito e la classe: l'immobilismo assoluto, di cui sono affette alcune organizzazioni che, con la scusa di seguire il metodo del centralismo democratico, attendono a braccia conserte che sia la 'direzione illuminata' a dare l'input sulle cose da fare.
Genova, 25 marzo 2015
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com

pc 25 marzo - SULL'ILVA SI TORNA SEMPRE ALLA CASELLA DI PARTENZA - UN NUOVO DECRETO PER I FONDI - E I SINDACATI BALBETTANO...

Ieri al vertice sull'Ilva presso il Mise con il ministro Federica Guidi, il sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova, i tre commissari Ilva e le segreterie di Fim-Fiom e Uilm, si è partorito l'ennesimo decreto per recuperare i fondi.

A poche settimane dall'approvazione del decreto Renzi, accolto entusiasticamente da fronte padronale, partiti della maggioranza parlamentare, dagli stessi sindacati che, al di là di qualche dubbio dovuto, lo vedevano come risolutore del futuro dell'Ilva, compresi i problemi occupazionali e ambientali, ora si parla che occorre "ancora un nuovo decreto per puntellare i fondi che sostanzieranno la newco, la nuova società Ilva. Newco che non partirà subito ma per la quale occorrerà attendere l’estate (si parla ora di settembre)...".
Infatti la "novità" (si fa per dire) l'ha portata ieri il ministro Guidi la quale ha detto che "è imminente, forse già nel prossimo consiglio dei ministri, l’approvazione di un Dpcm, un decreto, che preveda l’istituzione di un fondo di turnaround (ovvero per la ristrutturazione delle grosse imprese italiane in crisi) che sarà operativo attraverso la newco. E il primo intervento della società di turnaround sarà proprio concentrato su Ilva". Il Dpcm darebbe il via libera alla garanzia dello Stato per i soci che investiranno nella società "salva-imprese". 
"Per puntellare l’azienda - ha detto La Guidi - occorrono risorse. Soltanto dopo si potrà recuperare terreno sul mercato e quindi produzione". Ma va...! 
Quindi, si conferma in pieno che Renzi ha fatto un decreto senza soldi! E neanche i pochissimi fondi messi ci sono effettivamente. 
Gli unici fondi concreti sono i 156 milioni della Fintecna: "il commissario Enrico Laghi ha comunicato che nei prossimi giorni saranno disponibili le risorse del contenzioso Fintecna, i 156 milioni versati da quest’ultima ad Ilva". Poi aggiunge che "è in fase di soluzione anche il recupero del miliardo di euro sequestrato ai Riva", e qui sembra ormai di sentire un disco rotto, per cui questi soldi dei Riva compaiono sulla carta ad ogni dichiarazione e scompaiono subito dopo. 
Senza soldi niente bonifiche nè nello stabilimento nè fuori, Contratti di solidarietà che diventano esuberi strutturali, fermata degli altoforni senza alcuna garanzia di ripresa, quindi produzione al minimo, uno stabilimento che non solo non viene risanato ma va in malora con incidenti che si ripetono sempre più pericolosi. 
Lo stesso direttore generale dell'Ilva, Rosini, che la "fase della stabilizzazione e normalizzazione richiede più tempo e certamente più impegno".

In questa situazione - come scrive il Quotidiano: "Le organizzazioni dei metalmeccanici faticano a fornire risposte alle tute blu...". E dicono al massimo parole scontate e inutili. 
La Fim-Cisl: «Il programma previsto dal Governo è in preoccupante ritardo: sul piano ambientale, industriale e sulla newco... vanno coinvolti soggetti industriali siderurgici nel più breve tempo possibile, recuperare tutti i ritardi e assicurare tutte le risorse per il rilancio dell’Ilva e del suo indotto...."; la Uilm di  Palombella: «Avremmo voluto date e dati più certi perché i lavoratori hanno bisogno di essere rassicurati sul futuro... Il rischio è che la solidarietà possa essere utilizzata completamente visto che quest'anno...»; la Fiom: «In questa fase, che si sta rivelando sempre più difficile, i lavoratori dell'indotto stanno pagando il prezzo più alto... sembra purtroppo che lavoratori non vengano ancora pagati. Abbiamo chiesto perciò ai commissari di vigilare su questo e da parte di Ilva abbiamo avuto rassicurazioni in merito».

La realtà è che il vertice di ieri non solo non ha fatto alcun passo in avanti, ma ha mostrato che la situazione è nera e che i cosiddetti "catastrofisti" dello Slai cobas per il sindacato di classe (come alcuni lavoratori dicono) dicono la verità. 

pc 25 marzo - INDIA, AFGHANISTAN - DONNE REAGISCONO ALLA VIOLENZA DEGLI UOMINI, DELLA "TRADIZIONE", DELLO STATO

India - Il coraggio di Pradnya botte allo stupratore "Donne, fate come me"

È pieno giorno in India, sono le 2,30 del pomeriggio, fa caldo e la stazione di Kandivli a Mumbai pullula di passeggeri in arrivo o in partenza. Pradnya Mandhare, 20 anni cammina svelta verso i binari per tornare a casa dopo una mattina di lezioni nel college universitario di Sathaye alla periferia della metropoli. Nella calca viene avvicinata da un uomo — un certo Chavan, non meglio identificato — chiaramente ubriaco. Lei cerca di scansarlo mentre lui la palpeggia, ma lui la afferra impedendole di muoversi.
Tra le cinquanta e più persone presenti alla scena nemmeno uno interviene, né uomini né donne, allora Pradnya, «dopo un paio di secondi di choc», capisce che deve cavarsela da sola. «La gente si fermava a guardare — racconta — ma nessuno si preoccupava di chiedere che cosa stava succedendo. Così ho cominciato a colpire l'uomo con la mia borsa ed ero sicura che lo avrei sopraffatto perché dalla puzza di alcool si capiva che era ubriaco». Già con queste credenziali la coraggiosa Pradnya ha meritato il ruolo di eroina che le è stato assegnato con frasi d'ammirazione sui social media indiani e di tutto il mondo, non fosse altro che per il suo sangue freddo, dopo tante storie di violenze sessuali — una ogni venti minuti secondo statistiche del governo — finite tragicamente nella stessa Mumbai. Per non parlare del caso più eclatante di tutti, lo stupro di branco e l'uccisione della 23enne Jyothi Singh nel dicembre 2012 su un autobus di Delhi. Ma il racconto della studentessa prosegue con una scena surreale avvenuta dopo che l'uomo l'aveva lasciata andare, tramortito dai colpi. «Dal momento che era sporco e puzzava — dice la studentessa universitaria — avevo difficoltà anche a toccarlo. Per questo l'ho preso per i capelli e trascinato fino alla polizia ferroviaria ». «È stata dura — aggiunge — perché stava cercando di scappare, mi gridava di lasciarlo camminare da solo e che sarebbe venuto con me dai poliziotti, ma avevo paura che mi avrebbe attaccato ancora, e neanche stavolta (con un numero di testimoni molto più alto, ndr ) qualcuno è venuto in mio aiuto".
In un Paese dove gran parte dei reati a sfondo sessuale resta impunita, Pradnya non si è limitata a reagire e umiliare il suo molestatore davanti a centinaia di spettatori insensibili e complici dello stesso clima sociale che genera violenza. Consapevole dell'esempio che il suo caso potrebbe rappresentare per altre vittime, non si è ritratta davanti ai cronisti giunti a frotte per intervistarla. «Ogni donna dovrebbe alzare la voce e insegnare a queste persone una lezione — commenta —. Non siamo oggetti che chiunque può toccare a volontà. Si deve reagire e non tacere anche se i genitori delle ragazze pensano che andare in una stazione di polizia significa infangare la reputazione della figlia... ai poliziotti... ho chiesto di dargli una lezione in modo che non avrà più il coraggio di molestare un'altra donna».

Afghanistan - Afgane in rivolta: "Portiamo noi il feretro"

Vittima di un attacco per il quale è stata aperta un'indagine, una donna linciata e bruciata dalla folla a Kabul è stata portata alla sepoltura da altre donne, rompendo così la tradizione. Il linciaggio di Farkunda, 27 anni, che studiava da insegnante, è stato ripreso con i cellulari: la polizia ha visto e non è intervenuta. Smentita l'accusa della folla: non aveva bruciato il Corano". 

pc 25 marzo - Vogliamo FEDE libero - A Francoforte il 18 contro la BCE ci rappresentava tutti!

Uno studente italiano residente a Londra si trova in carcere da ormai quasi una settimana, dopo essere stato arrestato a Francoforte nella giornata del #18M contro l'inaugurazione della nuova sede della BCE.
Di seguito riportiamo l'appello alla sua liberazione, che spiega anche le circostanze del suo arresto (dalla pagina #FreeFede):
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Un cittadino italiano, studente a Londra, si trova in galera senza capi d’imputazione a Francoforte dalle 10:00 di mercoledì 18 marzo, in attesa di un processo.

pc 25 marzo - Processo agli studenti ribelli del 14 dicembre 2010 - non li lasceremo soli - non vi lasceremo condannarli in pace!

Attesa per domani la sentenza

Contro la rivolta di piazza del 14 dicembre 2010 contro il governo Berlusconi e il ddl Gelmini sull'università, le pesanti richieste di condanna arrivate oggi: chiesti per 26 attivisti pene tra i 4 anni e 6 mesi e i 4 mesi.
Il 14 dicembre del 2010 decine di migliaia di giovani e precari invadevano Roma per riappropriarsi del loro futuro. Mentre il parlamento confermava la fiducia all'ultimo governo Berlusconi, in piazza esplodeva la rivolta di una generazione dopo due anni di mobilitazione iniziata con la lotta contro la Riforma Gelmini nel 2008. Quel movimento dell'onda che per primo in tutta Europa ha urlato: 'noi la crisi non la paghiamo'. Piazza del Popolo diventava teatro di ore di scontri con le forze dell'ordine. Mentre in migliaia sfidavano lacrimogeni, manganelli e caroselli, altre migliaia applaudivano e incitavano le prime file a resistere. Con un solo respiro e uno solo cuore una generazione intera in quella giornata ha detto no al futuro di povertà e sfruttamento che hanno continuato anche in questi anni a costruire per noi, determinati nel mostrare che il 'Re è nudo', l'abisso tra i palazzi del potere e le nostre vite. Nessuna fuga in avanti, nessuna avanguardia, nessun professionista della guerriglia come piace raccontare a molti media e alla magistratura. Per questo le richieste di condanna arrivate i in aula suonano come una vendetta, il tentativo di evitare che giornate come quella del 14 dicembre del 2010 torni a turbare i sogni di chi ci governa.

Comunicato stampa: "14 Dicembre 2010 Nella Piazza del Popolo non lasciamo solo nessuno"