venerdì 19 giugno 2015

pc 19 giugno - Sabato a Ventimiglia, per denunciare la vergogna europea contro i migranti


Sabato a Ventimiglia, per denunciare la vergogna europea contro i migrantiLa chiusura delle frontiere e le cariche ai danni dei migranti al confine italo-francese di Ventimiglia rappresentano il livello più basso di decadenza dell’Unione Europea e dei suoi stati membri. Decadenza che va a minare le fondamenta della Convenzione europea dei diritti dell’uomo in termini di dignità, libertà, solidarietà e uguaglianza. "Per questi  motivi noi come migranti, sans-papiers, rifugiati, precari, studenti e lavoratori saremo a Ventimiglia domani, 20 giugno, per una Giornata Mondiale del Rifugiato all’insegna della libertà di circolazione e della solidarietà”, annuncia Aboubakar Soumahoro, a nome della CISPM-Italia (Coalizione Internazionale dei Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo), e dell’Ufficio Europeo della Federazione Sindacale Mondiale (WFTU) di cui l’USB è membro.

Secondo Soumahoro: “Il gioco al massacro e il teatrino di questi giorni, attuato sulla pelle dei migranti e delle popolazioni da parte del Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi e del Presidente francese François Hollande, non solo rappresentano una violazione della CEDU, ma avallano quella campagna razzista e di odio che coinvolge forze politiche in Italia e in Francia e che appare in continua crescita in Europa e nelle sue istituzioni di vari livelli”.
Il “confine” con la Francia è presidiato dalla gendarmeria. I respingimenti dei migranti da parte dei gendarmi francesi sono sommari, collettivi e informali. Pare non vengano notificati atti nè fornite
spiegazioni o tantomeno ascoltate istanze. Agli agenti francesi basta agitare il manganello e il respingimento è fatto. E non risparmia nessuno neppure donne incinte o minori. "La Croce Rossa francese, paradossalmente sta al di qua del confine, cioè sul suolo italiano, come a dire che soccorsi in Francia non se ne danno perchè in Francia è di fatto vietato ai profughi posare il piede. E cosi una parte di loro si assiepa sugli scogli e aspetta. Che le cose cambino, che le guardie si distraggano. che i diritti vengano ristabiliti. Ma non succede. Da giorni non succede nulla" racconta l'avvocato-attivista Alesssandra Ballerini che si trova a Ventimiglia. E cosi i profughi fanno avanti e indietro tra la stazione e gli scogli/confine. Sei chilometri all’andata e sei al ritorno.
“Il blocco delle frontiere e l’operazione di far passare le persone come ‘migranti economici’- denuncia Soumahoro - è un atto di criminalizzazione e d’inganno ai danni dei migranti e delle popolazioni. Perché non si può saccheggiare l’Africa o fomentare guerre in Siria e in molti paesi africani per poi bloccare le frontiere. Sono le stesse politiche che oggi in Europa hanno portato al dilagare della disoccupazione, della povertà e dell’aggressione ai diritti dei lavoratori e a quei sindacati che non si piegano alle logiche neoliberiste portate avanti dall’EU, l’FMI e dalle forze sindacali complici”. “Raccogliamo l’appello dei migranti e dei volontari e chiediamo l’apertura delle frontiere e il rilascio di un permesso di soggiorno umanitario per tutti. Perché è in gioco la vita delle persone e il nostro futuro”, sottolinea  Soumahoro.
Su un altro versante, quello della frontiera est dell'Unione Europea, si va intanto costruendo una nuova vergogna. L'Ungheria, quella che aprì i varchi nei muri della "Cortina di ferro", ha annunciato la costruzione di un muro alto 4 metri lungo tutto il confine con la Serbia. “Un tratto di confine lungo 175 km, la cui chiusura fisica potrà essere realizzata con una recinzione alta quattro metri. Il ministro dell’Interno ha ricevuto l’ordine di costruirla”. Una decisione arrivata dopo la dichiarazione del premier Viktor Orban, che la settimana scorsa annunciava la chiusura del confine per impedire l’arrivo di migranti. L’Ungheria non è però la sola, Anche la Bulgaria sta già costruendo, al confine con la Turchia, una recinzione di 160 chilometri fatta di reti metalliche e filo spinato. Secondo il programma, ogni 100 metri ci dovrebbe essere un soldato di guardia. La prima frazione della recinzione, di 30 km, è stata completata lo scorso settembre lungo il tratto di confine con la Turchia, uno tra quelli attraversati più frequentemente da migranti e profughi.

Nessun commento:

Posta un commento