venerdì 13 febbraio 2015

pc 13 febbraio - Gruppo Fiat: licenziato "per sentito dire"? La persecuzione alla FIAT Cnh

(da Operaicontro)

E’ operaio in una grande fabbrica, dipendente da 20 anni.
La grande fabbrica si chiama Fiat Cnh, 20 anni a produrre sotto padrone.
Come tutti gli operai, ma a saldare. Significa avere tempi di lavoro.
Controllati al secondo.  Dentro un ciclo economico impostato dall’alto.
L’operaio in questione salda. Nelle linee si lavora fianco a fianco.
In saldatura No, non è possibile, si distanzia il lavoro
Ci sono postazioni individuali distanziate.

Poniamo che l’operaio viene poi distanziato dal suo stesso reparto.
Per Anni. In un altro capannone separato.
Dicevamo che per prendere il salario da 1200 euro
L’operaio deve saldare sette ore e mezza su 8 ore.
Questo avviene dagli ultimi 20 anni
Prima, ogni ora di lavoro, aveva almeno 10 minuti in pausa.
Non è come stare in posizione ovattata, dentro un ufficio
A lavorar di pensiero, con collaboratori di concetto, pari grado. 

C’è da muoversi e trasformare la materia, il metallo, fonderlo, saldarlo, farne l’ossatura
del trattore che non è altro che  profitto per Fiat, in un ciclo di circa 20 minuti, la portiera.
Dove l’unica cosa che è dato vedere al saldatore (con protezione scura) sono le scintille.
Trattasi di lamiere, ma anche di zinco, col piombo, col cromo, alluminii 
assembleare nell’ attrezzo tutti i pezzi del mosaico,chiudere i morsetti, e poi saldare.

Dunque è un lavoro con macchinario, diretto. In Mano la torcia.
C’e’ una macchina saldatrice, c’e’ un attrezzo, c’e’ una postazione.
Ci sono preliminarmente da fare operazioni quotidiane per iniziare a saldare
A partire dai d.p.i, dispositivi di protezione individuale, scarpe, guanti, tuta ignifuga, occhiali ecc ecc
Tutti i D.P.I. ,attrezzi e materiali, devono essere presenti, accessibili e in buono stato.
Ma nella fabbrica non è mai cosi’, si lavora con mancanze tutti i giorni, di ogni tipo…
Quando l’attrezzo non è in buono stato in teoria si fà il fermo macchina, ma non è mai cosi’…

Se qualcuno dall’esterno guarda le carte che produce Fiat  e sono fascicoli voluminosi
tutto sempra perfettissimo ideale, iso 9000-10000-14400
un paradiso sulla terra, hanno speso milioni di euro per cartelloni giganti
con dei bei giovanotti e giovanotte in tuta bianca felici, anzi Happy, di lavorar per Fca-Fiat
E’ la nuova onda precaria Marchionniana-Renziana. Turbo-ondata.

Spesso però, c’e’ qualcosa che non và, che non torna, è cronaca quotidiana (seppur nascosta)
che la sicurezza come la salute degli operai e dei lavoratori nei luoghi di lavoro non è osservata…

E non tanto per mancanza di regole, ma perchè la produzione deve fare profitto, e questo vale per i “datori di lavoro”, sopra la dignità e i corpi degli operai. Datori di che cosa non è dato sapere. Forse per la società stessa nel suo complesso che assegna agli operai la parte di vittima sacrificabile agli interessi di profitto, dei padroni degli azionisti, e delle loro aziende. Cosi’ che la pensa  e non è solo l’operaio in lotta licenziato, tanti altri seguono, si informano da fonti dirette, e sono insieme a lui.

Politici, preti, giornalisti, tecnici esterni alla fabbrica come magistrati; sindacalisti spesso e volentieri assecondano e giustificano, come interessi globali, ciò che generale e globale non è, ma parzialissimo: La Volontà dei Padroni nella ricerca di un Profitto quanto piu’ possibile estorcibile a chi lavora, un furto.
E Furto rimane. Cio’ che è essenziale è spesso invisibile agli occhi perchè è, appunto “mediato” socialmente” dalle classi intermedie tra i produttori diretti, gli operai, e i padroni ultimi, le grandi organizzazioni aziendali e le organizzazioni sindacali in Fiat un pò troppo marcatamente colluse con l’azienda.

Ma Facciamo un esempio; Se si entra in autostrada, in teoria per i veicoli è consentito di andare a 120 all’ora. Ma poi nel corso del giorno, o per traffico, per condizioni variabili, o per altri eventi, spesso prevedibili nessuno corre sopra la media delle condizioni possibili, e certamente questo non provoca nessun disagio.
A meno che non si stà nella corsia di sorpasso in presenza di camion a 50 all’ora in discesa sull’A1.
Bisogna esser kamikaze, nessuno lo farà, meglio andar piano che si va sano e lontano…

Se si comprende il parallelismo, e non è difficile, essendo un paese di auto private, possiamo cercar di capire il proseguio, ci sono, ad ondate, nella storia alla Fiat operai licenziati con motivi disciplinari, considerati delittuosi.
E’ ad esempio stato considerato delittuoso bloccare una linea di produzione, uno sciopero col megafono, rispondere ai capi. Anni di processo, con volte e giravolte giuridiche e processuali, lo scontro intanto si sposta dalla fabbrica a poco a poco, e si tiene fuori questi operai per anni. In questo caso siamo alla seconda incredibile sequela di “processi”,  che è costretto ad affrontare l’operaio nel senso che già una volta fù licenziato per “voluta lentezza recidiva nella produzione”  nel Luglio 1997 passaggio dal governo Prodi a quello D’alema.  Sfortunatamente dopo 4 anni e 4 processi la Fiat non provò mai questo. In quell’occasione l’operaio saldatore fu’ reintegrato nel febbraio 2002, in tempo per partecipare alla lotta contro l’abolizione del art 18 del governo Berlusconi, tutti ricorderanno i 3 milioni a Roma del 23 Marzo 2002. 

Ora la Fiat ritorna sul delitto e lo si licenzia per “sentito dire” con 3 provvedimenti di contestazione
lo si accusa non di questioni inerenti il lavoro, ma di aver consumato parole offensive verso un direttore, un capo-officina e una “cruimira”. Senza tante contestualizzazioni, questa volta lo si accusa di insubordinazione. E quale sarebbe? Di aver detto, avuto condotte non consone verso 3 esponenti aziendali nel corso di 3 momenti, racchiusi in 2 giorni.

Una Giudice Va-Va, ha (dopo circa 2 anni) avv-alla la tesi aziendale.
Dissente col giudice d’urgenza che, 3 mesi dopo il licenziamento ultimo del 28 ottobre 2011,
aveva già dal Gennaio 2012, reintegrato l’ operaio. L’onere della prova dell’ abuso di potere Fiat sarebbe a carico del licenziato scrive la Giudice dopo anni che ” si è provato”  che o  Non si e’ provato che…
Tutta una macedonia scritta pessimamente che in realtà a ben vedere si riduce in:  Quello ha detto, e quell’altro ha risposto. Parliamo di Condotte che succedono in tutte le fabbriche tutti i giorni
Senza dar corso neanche a Multe di 1 ora. Sfidiamo su questo chiunque…
Ma evidentemente è la new-wave, nuova onda Renzi e Marchionne, fanno tutto loro, veloce, veloce
E guai chi si azzarda a frenare i manovratori…

CONCLUSIONI:

E cosi’ che l’operaio con una reintegra in tasca, passa inevitabilmente ad una Giudice Va-va, che ha portato il processo verso la farsa. Prendendo per oro colato le tesi (diffamatorie alla persona) della Fiat contro l’operaio, riducendo, minimizzando e offuscando le testimonianze operaie che pure al processo hanno preso la parola(cosa non scontata, sono venuti almeno 5-6 operai) inascoltati in questo grado, sui punti più importanti, sicurezza sul lavoro ecc ecc…

Ma sanno bene gli operai della fabbrica, e ancor meglio gli intervenuti a favore dell’operaio licenziato che non è con un fascicolo di una ventina di pagine di cui 15 di verbali precedenti, che ce la si puo’ cavare dando torto all’operaio, sempre e comunque, colpevole in tutto di insubordinazione.
Basta vedere in pochi giorni cosa succede nel gruppo Fiat, una fabbrica ferma da 4 giorni
Ma in questo caso non son gli operai a scioperare a protestare, il silenzio nella società è totale.
E’ condannata nella storia una società che giudica gli operai che lottano come mal-fattori nel frattempo consumandone, scartandone, senza freni, le sue forze migliori.
Se la base materiale è la carta legale in difesa del profitto, gli operai troveranno nella loro lotta 
di emancipazione e nel loro lavoro la giusta sentenza per gli estorsori, sfruttatori, e per i loro complici. Condanna senza riserve! Sotto qualunque veste si nascondano.

OPERAI CONTRO - SEZIONE MODENA

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