mercoledì 31 dicembre 2014

pc 31 dicembre - Buon anno da proletari comunisti

Buon anno rosso
per un partito rivoluzionario autentico del proletariato e delle masse popolari

per lo sviluppo della lotta rivoluzionaria per il socialismo
ora è sempre comunismo

Proletari comunisti - PCm Italia
pcro.red@gmail.com

pc 31 dicembre - Gli auguri del movimento femminista proletario rivoluzionario

pc 31 dicembre - Buon anno dallo slai cobas per il sindacato di classe

Buon anno di lotta e unità per il sindacalismo di classe e di massa
Buon anno nella lotta per rovesciare il governo Renzi e ogni governo dei padroni
Buon anno per fare avanzare l'alternativa del potere nelle mani dei lavoratori

Slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
slaicobasta@gmail.com

pc 31 dicembre - CGIL Puglia..... un bell'ambientino. da tarantocontro.blogspot.com

Cgil Puglia - sfaceli, ammanchi, ruberie, abusi... sindacalisti sempre a caccia di soldi, poltrone e posti di lavoro per sè e per la famiglia... Ne conosciamo alcuni anche noi

Terremoto nella Cgil Forte vuole lasciare

BARI - Prima il caso della Camera del Lavoro di Bari, dove nel 2012 era stato trovato un buco importante.Poi quello simile, ma meno grave, di Foggia. Quindi l'ammanco da un milione di euro scoperto nelle casse dello Spi, i pensionati,su cui indaga la Procura.
Ma a fronte all'ultimo caso di «opacità» nella Cgil pugliese, chiuso stavolta con il «perdono»
della commissione nazionale di garanzia, il segretario regionale Gianni Forte ha detto basta.
Poco prima di Natale harassegnato le dimissioni: e così oggi, nel sindacato, c'è ufficialmente un
problema Puglia.Forte, 58 anni, è un sindacalistadi lunghissimo corso. Ex segretario a Taranto,
dal novembre 2008 è segretario generale regionale con piglio decisionista e con una forte impronta di modernizzazione e trasparenza. In questi anni ha gestito decine di vertenze delicate ma anche,
 lontano dai riflettori, una serie di grandi emergenze interne. Come quella che nel 2012, a Bari, è costata il postoal segretario Piero Colonna: l'acquisto di una mega-sede per la Camera del Lavoro
e una serie di spese e stipendi generosi avevano creato un buco nel bilancio. Per sistemare le cose, Forte volle Pino Gesmundo, proprio l'uomo che oggi vieneconsiderato in pole position per prendere il suo posto.
Ma lo scandalo più grosso è quello scoppiato nel 2013 intorno allo Spi, la potente organizzazione dei pensionati.
La Cgil pugliese ha 320mila iscritti, di cui 160mila sono pensionati: un enorme polmone finanziario che garantisce circa700mila euro l'anno. Una verifica interna, partita da una squadratura sui
conti correnti di appena 25mila euro, ha permessodi scoprire un buco da un milione, scavato 
con centinaia di prelevamenti in contanti da 4-5mila euro ciascuno sui conti della
categoria.
La Cgil è intervenuta silurando il segretario Vincenzo Valentino, la sua responsabile amministrativa e la responsabiledell'organizzazione. Forte, raccontano in Cgil, avrebbe preferito chiudere
la vicenda con la restituzione dei soldi, invece la segreteria nazionale dello Spi gli ha imposto di presentare una denuncia da cui è partito il fascicolo di indagine su cui ora sta lavorando la Finanza.
A far traboccare il vaso, a quanto si racconta, è stato però il caso della Fillea di Taranto. 
Il segretario regionale aveva dispostola sospensione per 6 mesi del segretario generale 
Antonio Stasi, a quanto pare per una questione di stipendi e indennità non dovute.
I fatti risalgono al 2013. Ma poche settimane fa la commissione nazionale di garanzia ha sconfessato
Forte: non nella forma(Stasi, a quanto pare, è stato destinato a Matera), quanto nella sostanza.
Il caso degli «emolumenti ad personam», ha scritto la commissione nazionale, in Puglia sarebbe una abitudine consolidata. Una sorta di «così fan tutti» che il segretario generale -
 assolutamente estraneo ai fatti - ha considerato un insulto personale. E dopo aver chiesto a Roma
 la verifica sui bilanci dellasegreteria pugliese (verifica conclusa senza rilievi), Forte ha rassegnato
le dimissioni.L'interessato, però, smentisce e non vuole commentare le decisioni relative
al caso Stasi. «Sono regolarmente al lavoro. Dimissioni? È in corso - dice al telefono - una discussione interna al sindacato. Essendo una questione ancora aperta,non mi sembra il caso di parlarne».
Eppure è un fatto che per il 7 gennaio sia già stato convocato il comitato direttivo della Cgil pugliese:
dovrà decidere proprio se e quando andare a congresso.

pc 31 dicembre - Un augurio alle donne e alle donne proletarie in particolare... dalle lavoratrici, operaie, disoccupate, precarie del Movimento femminista proletario rivoluzionario

alle compagne, alle donne ribelli,
un "Bella ciao" originale (e un pò attualizzato) perchè ideato dalle mondine nella versione originale






Alla mattina, appena alzata
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Alla mattina, appena alzata
al lavoro mi tocca andar.

Il capo in piedi, col suo bastone
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Il capo in piedi, col suo bastone
E noi curve a lavorar.

Oh mamma mia, oh che tormento
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
O mamma mia, oh che tormento
Il mio capo mi ha licenzià

E ora lavoro senza salario
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E ora lavoro senza salario
Per la carogna del mio padron

Lavoratrice, disoccupata
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Compagne donne, la nostra vita
non vuol dire schiavitù

E verrà il giorno che pagheranno
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E verrà il giorno che pagheranno
la miseria e la schiavitù

E verrà il giorno, che tutte quante,
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E verrà il giorno, che tutte quante,
Lavoreremo in libertà

E verrà il giorno che tutte quante
Seppelliremo il capital

pc 31 dicembre - KOFFERATI NEMICO DEL POPOLO LIGURE - corrispondenza da Genova

Non è che chi scrive avesse qualche dubbio, ma l’edizione di lunedì ventinove dicembre del Lavoro/pagine genovesi di Repubblica toglie qualunque pensiero in proposito: il candidato socialdemocratico alle primarie della coalizione della destra moderata in Liguria, Sergio Kofferati, è un sostenitore accanito, e bugiardo, del Terzo Valico ferroviario dei Giovi.
Rispondendo alla domanda di Donatella Alfonso circa la realizzazione delle infrastrutture, ecco cosa risponde l’ex sindaco-sceriffo di Bologna “Io voglio che quelle già decise, come Gronda e Terzo Valico siano realizzate, anche se con grande ritardo. Il Terzo Valico è strategico, perché serve per il collegamento con l’Europa, vale per le persone e per le merci: è un collegamento europeo che la Liguria non ha”.
L’europarlamentare mente essendone consapevole; la nuova ferrovia, che sia lui sia gli altri candidati alla farsa suddetta sono intenzionati a costruire, non collegherà affatto la Liguria con l’Europa: i cinquantaquattro chilometri di linea ad alta capacità - cioé adatta soltanto per il traffico delle merci - non collegheranno la suddetta regione con alcunché.
Stupisce che un politicante che siede al Parlamento europeo non sappia che Rivalta Scrivia - il paese alle porte di Tortona (Al) dove è previsto il capolinea del Terzo Valico - non è certo l’ombelico del mondo, e che da lì sino a Milano, dove da vent’anni si pretende di far finire la nuova tratta, mancano ancora circa cento chilometri che i carri ferroviari dovrebbero percorrere obbligatoriamente sulla linea storica, vanificando totalmente i nemmeno venti minuti di risparmio di tempo che sarebbero permessi dalla devastazione territoriale.
Certo, poi, sul tema del trasporto su ferro, il Kofferati non è mono tematico come la sua principale avversaria - l’assessore uscente alla Protezione civile, estremista renziana, Raffaella Paita - e parla del raddoppio delle tratte Genova-Ventimiglia e La Spezia-Parma, tutt’ora vergognosamente a binario unico, ma è chiaro che queste dichiarazioni sull’alta velocità/alta capacità lo collocano definitivamente sull’altra collina: quella dei nemici del popolo ligure.
Genova, 31 dicembre 2014

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

pc 31 dicembre - I gruppi falso mlm - da Pillole comuniste

In tanti si dichiarano mlm ma la loro falsità ideologica non sfugge certo all'occhio del comunista.
Se solo una piccola parte di costoro, oltre a saper aprire la bocca, sapesse tradurre in pratica la "teoria" della quale si vanta conoscitore, la rivoluzione sarebbe già alle porte!


I gruppi falso mlm hanno una caratteristica comune, campano di dichiarazioni attraverso le quali promettono sfaceli che sono inversamente proporzionali ai fatti che producono nella lotta di classe reale.

da Pillole comuniste - 2 - 
27/12/2013

martedì 30 dicembre 2014

pc 30 dicembre - SI CONFERMA IL GRANDE BLUFF DEL DECRETO ILVA

Sull'Ilva il governo conferma tutte le cose peggiori che abbiamo già denunciato sul decreto del 24 dicembre - i sindacalisti Palombella e Landini sono contenti e entusiasti - ma anche esponenti del mondo confindustriale ammettono i "buchi neri" del decreto

Lo Slai cobas per il sindacato di classe ne parla il 10 gennaio in assemblea e poi dovranno cominciare le danze...

Nell'incontro di ieri tra la Min. Guidi e Fim, Fiom, Uilm, è stato "chiarito" che vi sarà una a Newco che partirebbe con un capitale di 250 milioni... ma stiamo su "scherzi a parte"? Se i 250 milioni dati dalle Banche non sono durati che pochi mesi... 
In realtà è tutta la questione finanziamenti che è un grande bluff..., si tirano in ballo vecchi contenziosi... il 1,2 miliardi di Riva per ora non utilizzabili..

RENZI E I SINDACATI CHE APPOGGIANO QUESTO INTERVENTO DELLO STATO STANNO PRENDENDO IN GIRO GLI OPERAI E LE MASSE POPOLARI DI TARANTO!... (continua)

pc 30 dicembre - da Azione antifascista Teramo sul convegno nazionale contro la repressione

Teramo, 29\12\2014


Azione Antifascista Teramo esprime tutta la sua soddisfazione per la propria partecipazione all'Assemblea Nazionale contro la Repressione organizzata il 20 dicembre scorso a Teramo a partire dagli spunti del nostro Fratello Davide Rosci e del compagno Mauro Gentile )
La partecipazione di tante realtà da tutta Italia l'ha resa un momento di sviluppo e confronto formativi ai fini dell'organizzazione delle lotte che sempre più si rendono necessarie in questo momento critico per il movimento popolare nel nostro Paese.
Riteniamo che incontrarsi sia fondamentale per accrescere la nostra conoscenza delle problematiche politiche, ambientali e sociali che affliggono le persone, e per restaurare una coscienza di classe, concetto sparito dal vocabolario attuale.
Diciamo così perché i numerosi interventi succedutisi nel corso dell'incontro non hanno fatto altro che rimarcare una verità che deve entrare nell'ordine del giorno di tutti coloro i quali hanno realmente intenzione di cambiare lo schifoso stato di cose attuale:
Si può trattare della Val Susa e del T.A.V. come di Bagnoli e dell'Italsider, di Taranto e dell'Ilva come di Teramo e del 15 ottobre; si può trattare dell'Aquila e del processo alla Commissione Grandi Rischi come di Ferguson negli Stati Uniti e della polizia assassina, di Casale Monferrato e la strage dell'Eternit come di Bussi e del vergognoso sversamento impunito, ma un cosa sola emerge chiara, la Giustizia non è uguale per tutti, è una questione di classe.
Il padronato e il suo Stato non pagano mai per i loro crimini contro l'umanità, realizzati per il profitto e per il denaro, mentre i compagni e la povera gente pagano sempre conto doppio per le azioni portate avanti per costruire un mondo migliore. Questa è la realtà e chiunque, volente o nolente, deve farci i conti.
Da qui si deve andare avanti, ricostituire un'identità politica chiara del proletariato, per portare finalmente l'assalto al cielo.
LUNGA VITA AI RIBELLI!

Azione Antifascista Teramo

pc 30 dicembre - Ridicoli e ignoranti razzisti fascio-leghisti a Torino... gente che specula cinicamente e barbaramente sulla povera gente da spazzare via!


Nei giorni scorsi, a Torino, un’anziana signora  è stata uccisa da un malvivente, all’ingresso del suo alloggio di corso Re Umberto, per impossessarsi della somma di Euro quindici, quelli contenuti nel suo portafogli.

Una cosa tragica che non dovrebbe mai succedere, ma in questa società succede

Le indagini della squadra mobile della questura sono state velocissime: l’assassino, un ragazzo di diciotto anni, è stato individuato ed arrestato il ventiquattro dicembre, ed ha subito confessato.
Naturalmente i bastardi leghisti a Torino hanno immediatamente cominciato la loro campagna di odio razziale (neanche questo reato è più punito dalla legge borghese italiana?) contro l’etnia di cui fa parte il giovane.
Il ventotto dicembre sono arrivati all’assurdo: siccome l’assassino è di origini rumene, ma di etnia rom, i senatori legaioli Sergio Divina e Nunziante Consiglio - evidentemente due menti sopraffine - hanno pensato bene di dichiarare che “l'ambasciatore della Romania in Italia deve assolutamente essere richiamato all'ordine dalla Farnesina e dal Viminale in modo da fare pressione su Bucarest nel controllo dei flussi migratori perché arrivano da noi con troppa facilità delinquenti che nel loro paese  sarebbero sbattuti in cella a vita e buttata la chiave”.
A parte il fatto che se l’Italia facesse rispettare le proprie leggi borghesi, i legaioli - e soprattutto i dirigenti alla Bossi e figlio demente - dovrebbero subire quanto meno la stessa sorte da loro addebitata ai reclusi in Romania, mi domando cosa mai possa entrarci l’ambasciatore rumeno con il popolo dei rom.
Costoro sono un’etnia di origini indiane... ma per capire ciò bisognerebbe che chi straparla a questo modo conoscesse almeno un po’ la storia dell’umanità: ed i legaioli non brillano certo per la loro cultura.
Bosio (Al), 30 dicembre 2014

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

pc 30 dicembre - Nei call center non solo stress e cancellazione dei diritti... ma anche qualcosa di più grave per la salute

Centralinista perde la voce, la procura indaga per lesioni il manager del call center

Centralinista perde la voce, la procura  indaga per lesioni il manager del call center

L'azienda nel documento di valutazione dei rischi professionali non aveva indicato la "cordite cronica" tra quelli possibili
Un destino doppiamente sfortunato. Niente più voce a causa del lavoro, e niente più lavoro perché l'azienda ha chiuso i battenti. Tutto nell'arco di pochi mesi. È la storia di una donna torinese di 43 anni  -  primo caso ufficiale di malattia professionale da call center  -  che per nove aveva lavorato come centralinista della società Voice Care, prima di Seat Pagine Gialle, e dal 2010 della Contacta di Gabriele Moretti. Per una malattia cronica alle corde vocali era stata costretta nel 2012 a mettersi in malattia, e dai suoi referti medici era partita una inchiesta penale per iniziativa del procuratore Raffaele Guariniello che si era accorto che quella cronica perdita di voce poteva assomigliare a tutti gli effetti a un infortunio sul lavoro. Oggi è ufficiale: la "cordite cronica" di cui soffre è una malattia professionale tant'è vero che la procura di Torino ha iscritto al registro degli indagati il responsabile legale dell'azienda per lesioni personali colpose. L'accusa è rafforzata dal fatto che all'ispezione dell'Asl risultava che l'azienda non aveva correttamente informato i dipendenti del rischio professionale collegato al lavoro, che il documento di valutazione del rischio (obbligatorio per legge) non menzionava la perdita della voce o la malattie della gola collegate all'attività di call-center. Turni di lavoro senza regole, 40 minuti di conversazione telefonica ogni ora. Per 80 ore al mese di chiamate. È una malattia dei tempi moderni. Il call-center oggi come la catena di montaggio una volta.

pc 30 dicembre - Padroni e sistema del capitale assassini! Sono quattordici i lavoratori morti in questi ultimi due giorni del 2014

. Si spera che le notizie non siano vere, che esiste ancora una fievole speranza di trovare in vita i cinque autotrasportatori  imbarcati con il Tir sulla Norman Atlantic: si tratta di quattro napoletani e un messinese di cui non si sa più niente.   Anche dei marinai turchi dispersi al largo di Ravenna dopo una collisione non si trova traccia. A queste probabili vittime occorre aggiungere altri due lavoratori morti in provincia di Latina e sull'autostrada A 20 Messina-Palermo.
Come ho già scritto più volte si sta chiudendo un anno orribile per chi lavora. E' da quando ho aperto l'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro il 1° gennaio 2008 che non ci sono tanti morti. Siamo a +12,8% rispetto all'intero 2013 e a +3,1 rispetto al 2008 e questo nonostante si siano persi da quell'anno milioni di posti di lavoro "buoni". I morti sul lavoro si sono solo spostati da contratti a tempo indeterminato a quelli precari, in nero e partite iva individuali. Da chi è assicurato all'INAIL e chi invece ha altre assicurazioni "precarie" o che addirittura non le ha.   E questo senza che sia ancora entrato in vigore il Jobs act che produrrà un'ulteriore precarizzazione del lavoro, con conseguente aumento degli infortuni, anche mortali. Chi si opporrà più alla richiesta di svolgere un lavoro pericoloso se corre il rischio di essere licenziati con una scusa se si rifiuta? ...
Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it

pc 30 dicembre - Mondiali Qatar, migliaia di operai assassinati

Redazione di Operai Contro, I mondiali, le olimpiadi sono occasioni per i padroni, per fare profitti. Sono stati migliaia gli operai assassinati per la realizzazione delle infrastrutture Nel Qatar si […]
Redazione di Operai Contro,
I mondiali, le olimpiadi sono occasioni per i padroni, per fare profitti.
Sono stati migliaia gli operai assassinati per la realizzazione delle infrastrutture.
Nel Qatar si supera ogni limite nel numero di operai assassinati e nella ferocia dei padroni.
Ogni due giorni un operaio nepalese muore mentre lavora alla costruzione delle strutture per i Mondiali di calcio del 2022 in Qatar. Lo scrive il Guardian in un’inchiesta pubblicata a puntate dalla quale, si specifica, sono esclusi i lavoratori indiani, cingalesie bengalesi, “altrimenti (le vittime) sarebbero quasi sicuramente più di una al giorno”.
Operai, gli operai nepalesi, indiani, cingalesi, bengalesi sono nostri fratelli
Un operaio italiano

pc 30 dicembre - Rafah, il confine chiuso con l’Egitto sta affamando la popolazione di Gaza

da operai contro
Rafah, il confine chiuso con l’Egitto sta affamando la popolazione di Gaza Rafah è la città di confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Venne divisa da un muro […]
Rafah è la città di confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Venne divisa da un muro nel 1978 dal presidente Sadat. Metà della popolazione divenne egiziana, l’altra metà palestinese. Le famiglie sono però le stesse e il legame tra le due parti della città ha reso possibile la costruzione dei tunnel che dal 2007 alimentano il mercato nero gazawi. Hamas controllava buona parte dei passaggi sotterranei e imponeva una tassazione su tutti i beni che entravano nella Striscia. Dopo la vittoria del movimento islamista alle elezioni del 2006, Israele ha imposto un blocco su tutta la Striscia, aggirabile solo con l’apertura del confine egiziano o con il contrabbando. Da agosto, con la fine dell’ultima guerra tra Israele e Hamas, il presidente egiziano al-Sisi ha deciso di usare il pugno di ferro contro la costruzione di nuovi tunnel, ha quindi ordinato di tenere chiuso il valico di Rafah per oltre un mese e ha fatto radere al suolo tutti gli edifici a meno di un chilometro dal lato egiziano del confine. In questo autunno i prezzi nella Striscia sono aumentati senza fine: le sigarette costano il triplo e un il prezzo sacco di cemento e passato da 4 euro, prima della guerra, a oltre 50. Secondo fonti del governo, se i beni dovessero continuare a entrare a questa velocità, ci vorranno altri 20 anni per ricostruire quanto distrutto dai bombardamenti israeliani  di Cosimo Caridi montaggio Andreas Mazzia

pc 30 dicembre - disastro Norman - LA SICUREZZA SULLE NAVI TRAGHETTO NON ESISTE! - USB Vigili del Fuoco Nazionale


Sono anni che nel nostro paese assistiamo ad incidenti di navi o traghetti che transitano in una penisola dove il 90% è circondata da acque.
Eppure ogni volta siamo sempre a partire dall’abecedario.
Come vigili del fuoco ci confrontiamo ogni giorno con problemi vecchi in materia di soccorso a mare, ogni incidente si parte sempre dall’inizio, si gestisce alla meno peggio il soccorso alle persone dopodiché tutto ricade nel dimenticatoio, nessuno che parla di prevenzione e soccorso a mare nel nostro paese.

pc 30 dicembre - COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO USB - P.A.ME su l’incendio scoppiato sul traghetto "NORMAN ATLANTIC"

Roma – lunedì, 29 dicembre 2014

Ancora una volta è stato provato  che la ricerca del profitto, da parte degli armatori, è incompatibile con la sicurezza in mare, è incompatibile con le misure necessarie per proteggere la vita in mare.
E’ evidente, che i naufragi, gli incendi, ecc, sono causati dalle gravi omissioni sulla sicurezza della navigabilità che producono gravi conseguenze per passeggeri e equipaggi.
L’incendio scoppiato all'alba di Domenica 28 dicembre 2014, nel garage della nave «NORMAN ATLANTIC» - battente bandiera italiana, di proprietà di «Visemar DI NAVIGAZIONE SRL», che è stata noleggiata dalla società  greca ANEK- ha messo a rischio la vita dei 478 passeggeri e uomini dell’equipaggio.

Questo ulteriore disastro impone seri interrogativi, a cui rispondere con precisione e la necessità di verificare rigorosamente se vi sia stato il rispetto delle norme di sicurezza della navigazione e di tutela della vita umana in mare.
In primo luogo, quali sono le vere cause dell'incendio, se i mezzi antincendio erano efficienti, se erano presenti le paratie antincendio della nave e perché non è stato possibile contrastare l’incendio dall’inizio?
In secondo luogo, dato che qualsiasi ritardo in caso di incendio comporta enormi rischi per la vita delle persone a bordo, perché, anche se l'incendio è scoppiato circa alle 4:00 di Domenica 28 dicembre, sono stati portati sulle scialuppe solo 150 passeggeri?  Lasciando a bordo un gran numero di passeggeri  pur essendo  in una zona (al largo di Corfù), dove, nonostante le specifiche condizioni meteorologiche avverse (senza esagerazioni), sarebbero potute intervenire con tempestività, nelle operazioni di salvataggio, velieri, navi da guerra, rimorchiatori e elicotteri off-shore?
In terzo luogo, qual è la storia della nave? Se è stata riconvertita in un traghetto, è  giustificata la presenza di un numero così grande di passeggeri e veicoli? La struttura della nave era adeguata? Gli strumenti di salvataggio erano  sufficienti? E hanno funzionato?
In quarto luogo, cosa c’è dietro le ispezioni della nave, come sono state affrontate le osservazioni fatte durante l’ispezione del 19 dicembre 2014 dall'Autorità Portuale di Patrasso? Osservazioni che erano molto gravi per quanto riguarda la navigabilità della «NORMAN ATLANTIC» e che sono disponibili sul sistema "EQUASIS" www.equasis.org) .
In ogni caso, l'incendio scoppiato sulla nave «NORMAN ATLANTIC», il rischio per la vita di 478 persone a bordo e le omissioni del rispetto delle norme di sicurezza, impongono che vengano  stabiliti urgentemente controlli sistematici sulle navi passeggeri per verificare il rispetto degli standard di tutela della vita in mare.
La prima priorità è l'uso di tutti i mezzi e modi per salvare le persone a bordo del traghetto «NORMAN ATLANTIC», senza ulteriori ritardi. Le responsabilità sono grandi.

Pireo – Grecia/Roma - Italia Domenica 28 Dicembre 2014
National Union of Maritime Cooks-PEEMAGEN National Union of Maritime Mechanichs-PEMEN
National Union of Maritime Machine Workers-Stefenson National Union of Crews Towing – Lifeboats-PEPRN                                                       
USB Lavoro Privato settore Trasporto Marittimo

pc 30 dicembre - Spiegazione paziente - da Pillole comuniste

Nelle file proletarie a volte occorre fare chiarezza con la 'spiegazione paziente' per poter creare le condizioni per l'azione e l'organizzazione

da Pillole comuniste -2 -
15-10-2013

lunedì 29 dicembre 2014

pc 29 dicembre - Negli USA comanda la polizia e non i rappresentanti istituzionali, che da Obama al sindaco di New York vanno bene solo quando sono foglia di fico della dittatura aperta e dello Stato di polizia

New York, la polizia contesta il sindaco e arresta i teenager che la minacciano su facebook

copsSi sono svolti alla presenza del vicepresidente Joe Biden, del sindaco Bill De Blasio, del capo della polizia e di altre autorità i funerali di uno dei due agenti uccisi qualche giorno fa a Brooklyn da un ventottenne nero che aveva dichiarato di voler vendicare l’afroamericano Eric Garner (ucciso da poliziotti bianchi che lo stato ha prosciolto da ogni accusa). Decine di migliaia i poliziotti in uniforme presenti attorno alla chiesa dei Queens (dotata di maxischermo) per uno spettacolo cui ha assistito un numero molto minore di persone provenienti dalla popolazione civile. Nonostante il livello dilagante di omicidi a sangue freddo commessi dalla polizia negli USA in queste settimane (l’ultimo a Berkeley, Saint Louis, tre giorni fa), il vice di Obama ha detto di esser convinto di parlare a nome di tutta la nazione nel dire che “la nostra polizia è la migliore del mondo”. Un gruppo di poliziotti, fuori dalla chiesa, ha voltato le spalle al maxischermo mentre parlava il sindaco di New York.
Eppure, mentre non si placano le manifestazioni contro la brutalità poliziesca, sono centinaia anche i casi di minacce alla polizia – proprio a partire dall’uccisione dei due agenti a Brooklyn. È quanto riferisce la polizia stessa, dicendo che ogni singolo caso sta richiedendo indagini al dipartimento. Telefonate anonime sono state effettuate presso diversi commissariati, in alcun casi chiedendo di poter parlare con l’agente Ramos (l'agente di cui si svolgevano oggi i funerali). In altre occasioni le telefonate fanno esplicito riferimento a nuove uccisioni, o gli anonimi si presentano con il nome l’uccisore, che si era suicidato subito dopo il duplice omicidio. La polizia appare preoccupata, tuttavia, soprattutto che l’odio non diventi ulteriormente virale su facebook, e ha già effettuato a tal fine diversi arresti: Devon Coley, 18 anni, è stato arrestato per aver postato su facebook un disegno in cui un uomo puntava una pistola dentro un’auto della polizia; è in carcere con l’accusa di “minacce terroristiche”. Stessa accusa e arresto per Yasin Shearin, 16 anni, che ha pubblicato sul suo profilo un fumetto con una pistola puntata alla tempia di un poliziotto e ha scritto sul suo status: “Let’s kill the cops”.

pc 29 dicembre - Ancora e sempre, regime turco di Erdogan e filoIsis mano nella mano contro il movimento di libarazione kurdo


Kurdistan turco: estremisti islamici e polizia contro la sinistra curda, tre morti

Kurdistan turco: estremisti islamici e polizia contro la sinistra curda, tre morti

Tre persone sono morte e tre sono rimaste ferite durante gli scontri avvenuti venerdì notte e poi durante il fine settimana nella provincia curda di Sirnak, nella Turchia sud-orientale. Le vittime – tra cui un adolescente – sono tutte membri del Movimento Giovanile Patriottico Rivoluzionario (YDG-H), un’organizzazione della sinistra curda interna al movimento di liberazione nazionale e al Partito dei Lavoratori del Kurdistan. 
Venerdì notte i militanti del gruppo fondamentalista islamico Huda Par – sostenitore dello Stato Islamico e sezione curda del partito estremista sunnita turco Hizbullah, che nonostante il nome non ha nulla a che fare con il quasi omonimo movimento sciita libanese – hanno attaccato un accampamento di militanti curdi nei pressi della città di Cizre, a poca distanza dalla frontiera siriana.
Ne sono nati degli scontri in seguito ai quali centinaia di sostenitori della sinistra curda sono scesi in piazza per protestare contro l’ennesimo atto di violenza. A quel punto numerosi agenti di polizia a bordo di veicoli blindati e armati sono intervenuti a sostegno dei militanti islamisti contro i manifestanti, tre dei quali sono stati uccisi.
Secondo quanto riferito da alcune fonti locali, i membri dell’Ydg-H avrebbero ingaggiato un conflitto a fuoco con i miliziani dell’Huda-Par nel quartiere di Nur a Cizre.

pc 29 dicembre - il vero terrorismo è quello dello Stato... cade l'accusa anche per i No Tav Lucio, Graziano e Francesco

Anche per il Tribunale del Riesame, che prima di Natale era chiamato ad esprimersi sul reato di terrorismo dato dalla procura di Torino anche per Lucio Alberti, Graziano Mazzarelli e Francesco Sala, il reato non sussiste. Era l’ultimo isterico tentativo dei pm con l’elmetto (è infatti stato notificato pochi giorni prima della sentenza per Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò) per continuare a costruire il loro castello di accuse contro i notav. 
Restano le accuse di possesso e fabbricazione di molotov e di resistenza a pubblico ufficiale, accuse che mantengono la detenzione cautelativa in carcere.
http://www.notav.info/post/cade-laccusa-di-terrorismo-anche-per-lucio-graziano-e-francesco/

pc 29 dicembre - Quasi 9 milioni di disoccupati... e Renzi con il suo Jobs Act prevede nuovo lavoro per 800mila lavoratori!

Alla fine dell'anno i padroni stanno facendo un bilancio, tornando ripetutamente sui decreti del governo giudicandoli molto positivamente, dicono infatti sul loro principale giornale, il sole 24 ore del 27 dicembre che “Le aspettative, che secondo la narrazione più ampia si erano cumulate sulla richiesta di una maggiore flessibilità in uscita, hanno avuto una risposta ... L’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori è superato per i futuri contratti...”

Sono contenti della “liberalizzazione via decreto dei contratti a termine per togliere definitivamente le causali e consentirne i rinnovi fino a 5 volte in 36 mesi e poi la delega lavoro, che in pochi mesi è diventata legge.” Ma sono preoccupati dell'attuazione di queste leggi, i problemi, dicono, di questa “terza riforma del mercato del lavoro in quattro anni (la legge delega lavoro reca il numero 183, lo stesso del collegato lavoro del 2010, che ha preceduto la legge 92 del 2012) iniziano proprio qui, sul campo dell’attuazione.”

pc 29 dicembre - LA TRAGEDIA DEL TRAGHETTO HA UNA SOLO CAUSA: IL PROFITTO SULLA PELLE DELLA GENTE - PARTITO CON PROBLEMI DI SICUREZZA E STRAPIENO

(dalla stampa) 

"...il traghetto Norman Atlantic è andato a fuoco durante il viaggio tra il porto greco di Igoumenitsa e quello di Ancona, dove sarebbe dovuto attraccare alle 17 di domenica 28 dicembre...
le fiamme divampate nel garage dove erano stipati oltre 200 automezzi, tra camion e auto...
...sorpresi nel sonno dal fumo e dalle fiamme le persone si sono precipitati verso le scialuppe di salvataggio (pare ce ne fossero solo 2) ma solo pochi sono riusciti a salirci, prima che un black-out facesse piombare la nave nel buio e senza possibilità di attivare il meccanismo per calare in mare le imbarcazioni soccorso...
Un testimone di nazionalità turca riferisce di aver visto quattro morti. Ma la Marina militare italiana non conferma. Arrivati a Bari 49 sopravvissuti. Nella porzione di mare di fronte alle coste pugliesi, dove si trova la Norman Atlantic in avaria soffieranno venti con raffiche fino 60-70 km/orari, con onde alte circa 3-4 metri...
..."Molta gente - ha continuato l'uomo - è caduta in mare purtroppo. Ho visto anche una decina di persone che erano a bordo di una lancia che poi sono finite in mare e non so proprio che fine abbiano fatto"...

VARI E GRAVI PROBLEMI DI SICUREZZA MA PER L'ARMATORE ERA TUTTO EFFICIENTE
la certificazione dei problemi di insicurezza
...La Norman Atlantic è una cosiddetta “ro-pax”, cioè di quelle che fanno sia trasporto merci che trasporto passeggeri. Batte bandiera italiana, l’armatore è la Visemar, ha cambiato 3 nomi e 6 compagnie da quando è stata costruita (nel 2009)...
...l’ultima ispezione, solo alcune settimane fa, aveva messo in luce alcuni problemi alle porte “taglia fuoco”. ...Sei problemi sarebbero stati riscontrati sul traghetto 'Norman Atlantic', nell'ultima ispezione compiuta sulla nave il 19 dicembre 2014, nel porto di Patrasso, dall'organizzazione internazionale 'Paris Mou'. Lo si legge sul sito dello stesso organismo. Sei 'deficiencies' che però non avevano comportato il fermo della nave...
Tra le carenze riscontrate la principale riguardava le porte taglia fuoco («Fire doors/openings in fire-resisting divisions») che risultavano sulla scheda dell'ispezione come «malfunzionanti». I tecnici marittimi che avevano ispezionato la nave una decina di giorni fa avevano anche segnalato la mancanza di alcuni sistemi di sicurezza come ad esempio batterie e luci, ma anche problemi strutturali. Questi ultimi erano stati segnalati come «not as required», vale a dire non conformi alle norme.
...Carlo Visentini, armatore del traghetto, si è affrettato a smentire spiegando che i controlli avevano “confermato lo stato di piena funzionalità” del Norman Atlantic e che “era stato riscontrato un lieve malfunzionamento”, che però era stato “immediatamente eliminato...è certa della piena efficienza della nave, una nave di recente costruzione, con tutte le certificazioni necessarie ad operare"....
Il “lieve malfunzionamento di una delle porte tagliafuoco” era stato riscontrato alla “numero 112, situata al ponte numero 5, cioè sopra al punto dal quale, secondo quanto se ne sa finora, si è sviluppato l’incendio”. 

IL TRAGHETTO STIPATO AL MASSIMO CON MEZZI E PERSONE
L’altro aspetto riguarda invece lo stato del carico della nave al momento della partenza. Saranno centrali le testimonianze. Ci sono, per esempio, quelle di alcuni camionisti tratti in salvo: “La parte alta dei mezzi pesanti faceva attrito col soffitto del garage, i tir erano carichi di olio e schiacciati come sardine, ballavano per le onde alte”, hanno detto al telefono al quotidiano greco To Vima: “Facile che una scintilla sia partita da lì”.

SI LAVORA PER POCHI EURO, MENTRE GLI ARMATORI FANNO MILIONI DI UTILI
...«Rischiano la vita per pochi euro». Così la mamma di Gianluca Assante, uno dei marittimi a bordo del traghetto andato a fuoco tra la Grecia e l'Italia...

pc 29 dicembre - Da Pillole comuniste - 2 - sulla necessità del partito comunista

Senza il partito comunista autentico la classe operaia non ha nulla e non ottiene nulla.
Questa verità semplice è ciò che borghesia, revisionisti ed opportunisti vogliono impedire che si comprenda

Da pillole comuniste 2 - 21/01/2014

Questo è un dato di fatto scientifico, che senza partito la classe operaia non ottiene nulla. Come già abbiamo visto nella storia tutte le lotte operaie di origine spontanea alla fine si riducono ad una semplice lotta di rivendicazione, dove in molti casi le rivendicazioni stesse non vengono conquistate. La classe operaia in sostanza ha qualcosa, quando viene guidata da un autentico partito comunista, che eleva la coscienza delle masse popolari e soprattutto della classe stessa operaia, creando avanguardie e ponendosi come scopo finale quello di conquistare il potere, in poche parole nessun spontaneismo, movimentismo, riformismo ed economicismo. La borghesia in questo vuole che la classe operaia non abbia nulla e quindi cerca di impedire la comprensione di tutto ciò.

pc 29 dicembre - In Marina a La Spezia Il ricatto alle marinaie: «Se non ci stai vai a pulire l’amianto»

La base del Comsubin al VarignanoLa base del Comsubin al Varignano

La Spezia - Non ci sono solo gli abusi sessuali, si indaga anche per possibili reati ambientali. L’inchiesta sulle sette marinaie molestate da due superiori - due sottufficiali di 54 e 34 anni, all’interno della caserma del Comsubin - assume contorni nuovi. Ed emerge una questione legata a due aree, Punta della Castagna e Santa Maria, dove sono presenti delle lastre di eternit deteriorate.

domenica 28 dicembre 2014

pc 28 dicembre - Messico prosegue senza tregua il movimento popolare per ottenere vendetta e giustizia per l'orribile massacro degli studenti di Iguala! La massima solidarietà di proletari comunisti-PCm Italia che ha sempre fatto appello alla informazione e mobilitazione, cercando di fare il suo. Il movimento, compreso quello studentesco, in Italia ha fatto poco o nulla. Il nostro appello e impegno prosegue sin dall'inizio del prossimo anno!




Messico: manifestazioni e assedi alle caserme a tre mesi dal massacro di Iguala

Messico: manifestazioni e assedi alle caserme a tre mesi dal massacro di Iguala

A tre mesi dai fatti di Iguala – quando poliziotti e narcos agli ordini delle autorità locali spararono contro gli studenti che manifestavano e ne rapirono 43, da allora scomparsi nel nulla – continuano le manifestazioni in tutto il Messico per chiedere verità e giustizia per i desaparecidos di Ayotzinapa.
Venersì la manifestazione più partecipata è stata quella che ha sfilato a Città del Messico verso Piazza della Rivoluzione passando per il centro della capitale dopo esser partita dal Paseo de Reforma. In testa al corteo, all’insegna dello slogan “Se li sono portati via vivi, li rivogliamo vivi" i familiari e i compagni degli studenti “normalisti” arrivati dal Guerrero che mostravano le gigantografie delle foto dei desaparecidos, accompagnati da molti insegnanti e studenti e da delegati dei sindacati e di alcune organizzazioni politiche di sinistra...
I genitori e i compagni delle vittime, nonostante il periodo natalizio, hanno deciso di scendere di nuovo in piazza per la quinta giornata di mobilitazione generale. “Se pensavano che saremmo rimasti con le mani in mano perché è Natale non hanno capito nulla. Se non c’è Natale per noi non ci sarà neanche per loro” ha detto uno dei promotori della manifestazione parlando dal palco collocato alle spalle del monumento all’insurrezione messicana del 1910.

pc 28 dicembre - Carcere assassino... ancora due suicidi durante le feste di Natale - Stato, governo, Ministero degli interni e della giustizia, direttore delle carceri, secondini sono i responsabili!

Osservatorio, 'negli ultimi 5 anni 19 suicidi durante festività'

Altri due detenuti si sono suicidati nelle carceri durante le festività natalizie. Lo rende noto l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere. Negli ultimi 5 anni salgono così a 19 i casi di suicidio in cella durante le festività del Natale. Gli ultimi sono stati un 31enne italiano, impiccatosi la mattina di Natale nel carcere di Trani, e un 44enne, anch'egli italiano, impiccatosi la notte della vigilia al 'Pagliarelli' di Palermo.

pc 28 dicembre - 1944/2014 a settantanni di distanza il ricordo di DANTE DI NANNI resta immortale!

18 maggio 1944: "gira per la città Dante di Nanni"
Il 18 maggio ricorre l'anniversario della morte di una figura storica dell'antifascismo italiano: quella di Dante Di Nanni, giovane m18 maggioilitante dei GAP torinesi, ucciso nel 1944, all'età di 19 anni, dalle truppe nazifasciste.

Figlio di genitori di origine pugliese, fin da giovanissimo comincia a lavorare nelle fabbriche cittadine, proseguendo gli studi alla scuola serale; allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruola nell'Areonautica, che abbandona subito dopo l'armistizio del 1943.
Rifugiatosi nelle montagne piemontesi, si unisce inizialmente ad un gruppo partigiano guidato da Ignazio Vian, per poi convergere nei GAP di Giovanni Pesce.
E' il 17 maggio del '44 quando Di Nanni, assieme ai compagni Giuseppe Bravin, Giovanni Pesce e Francesco Valentino, effettua un attacco ad una stazione radio che disturbava le comunicazioni di Radio Londra.
Prima dell'azione, il gruppo di Gappisti disarma i militari preposti alla difesa della stazione e decide di graziarli in cambio della promessa di non dare l'allarme; ma i nove soldati tradiscono l'accordo e, ad azione terminata, i quattro partigiani vengono sorpresi ed attaccati da un gruppo di nazifascisti.

pc 28 dicembre - Accordo raggiunto per la Fiat Termini Imerese: un'altra "nazionalizzazione a tempo" per i profitti privati


Feste di fine anno diverse per gli operai dello stabilimento ex Fiat (adesso si può dire?) di Termini Imerese? Sicuro, almeno per una cosa: a fronte di un prossimo licenziamento avranno ancora 4 anni di cassa integrazione; i primi due anni di cassa per ristrutturazione scattano subito dal 1° gennaio 2015! Per quanto riguarda invece il futuro industriale è tutto da vedere nonostante le chiacchiere del Ministro Guidi e del solito twitter stupidamente trionfalistico di Renzi!

sabato 27 dicembre 2014

pc 27 dicembre - Osare . . . da Pillole comuniste!

In molti pensano che la rivoluzione si possa fare con grandi frasi e qualche bandiera . . . noi non siamo contrari ne alle grandi frasi ne alle belle bandiere rosse ma siamo fermamente convinti che la rivoluzione si possa fare solo seguendo gli insegnamenti dei grandi maestri . . . per questo oltre ad essere fermamente convinti di quanto hanno scritto Marx ed Engels e di quanto ha scritto e fatto Lenin e di tutti i sacrifici del compagno Stalin . . . siamo fermamente MAOISTI!



Osare lottare
osare vincere.
L'accento su queste
parole d'ordine va messo
su "osare", cioè sulla
scelta che forza
la realtà.
Per i comunisti questo è
discriminante e decisivo.

...da Pillole comuniste - 2
27/02/14

pc 27 dicembre - I profitti dei padroni italiani sono fatti anche con il lavoro, con la fatica degli operai-bambini: nel 2013 63.828 minori di 14 anni hanno subito un infortunio


Mentre varano il job act e i padroni si spellano le mani per lo sbruffone fascistello fiorentino e i mass media di regime riportano le menzogne governative, mentre tutto un vomito di parole come "occupabilità" (sulla pelle dei precari), "più tutele ai lavoratori" (mentre pensano ai licenziamenti),"modernizzazione", riforme....su un'altro dato va portata la riflessione. E' lo sfruttamento del lavoro minorile che costituisce un componente essenziale di questo sistema sociale capitalistico.
I dati sono quelli riportati in un articolo Chiara Saraceno su la Repubblica di oggi: "secondo dati Inail nel 2013 63.828 minori di 14 anni hanno subito un infortunio. Una cifra pari al 9.19% del totale degli incidenti di quell'anno".
Se è la punta di un iceberg quella degli infortuni denunciati dai lavoratori, un dato totalmente al di sotto della realtà risulta essere invece questo dato per quello che riguarda il lavoro minorile e che giustifica da solo la necessità morale del suo rovesciamento per mezzo della rivoluzione proletaria.
Serve, come Rete nazionale per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, una campagna specifica in questo paese su questa realtà, serve ogni giorno di più la rivoluzione politica e sociale che spazzi via questo sistema sociale basato sul profitto dei padroni!

pc 27 dicembre - LIBERTA' DI LICENZIAMENTO - NIENTE PIU' CONTRATTI A TEMPO INDETERMINATO

Che il governo sia espressione della classe dominante e insieme al Parlamento "un comitato d'affari" per conto della classe dei padroni, con il decreto sul Jobs act viene dichiarato in forma esplicita dal governo Renzi.
L'attacco all'art. 18 non è solo togliere un ostacolo legislativo perchè le aziende possano tranquillamente licenziare, è il via libera da un lato al fatto che i padroni non devono avere alcun freno e possono decidere tutto delle condizioni di lavoro, di vita dei lavoratori, imponendo esplicitamente, senza mascherature, come unica legge quella dello sfruttamento della forza-lavoro al servizio del loro profitto; dall'altro al fatto che gli operai, tutti i lavoratori devono essere piegati a questa legge, e non hanno diritti.
Con il contratto a "tutele crescenti" (una frase ormai più appannaggio dei comici) e la cancellazione dell'art. 18, parlare di contratto a tempo indeterminato è come parlare del "cavallo che vola".
Tutti i contratti a tempo indeterminato prima o poi oggi possono diventare a tempo determinato; il loro termine non dipende dalla legge o dal contratto, ma dalla volontà del padrone, il che, evidentemente, è molto peggio!
Per dire un paradosso: oggi gli operai a tempo indeterminato di un'azienda sotto i 15 dipendenti sono più al sicuro che non se la loro azienda raggiunga con nuove assunzioni il requisito occupazionale per l'applicazione dell'art. 18, perchè in quel momento il licenziamento anche dei vecchi lavoratori verrà disciplinato dalla nuova normativa.

pc 27 dicembre - Finkantieri ancora una volta AMIANTO! - una denuncia dello slai cobas SC marghera

E' grande la conferma alle nostre denunce per la mancanza di sicurezza e gli infortuni che continuano ad accadere in Finkantieri a Marghera, ed è con grande sconcerto che abbiamo raccolto le informazioni che pubblichiamo, e che sono state riportate correttamente sul quotidiano La Nuova Venezia Mestre uscite oggi 27-12-2014 .
Queste foto dimostrano senza dubbio che Finkantieri non è assolutamente l' "eccellenza italiana" nella produzione, tanto decantata anche da esponenti della ingenua sinistra veneziana, dato che non può esserci alcuna "eccellenza" a produrre costosissime navi in cambio di misure di sicurezza e di prevenzione inadeguate.
Sempre più spesso siamo anche chiamati ad intervenire per dare assistenza legale a lavoratori infortunati, cui la sicurezza è insegnata in forma inadeguata e spesso non nella loro lingua madre, soprattutto a causa della politica renziana della precarietà dei contratti a tempo determinato, che da 2 anni sono praticamente la norma in Finkantieri.

pc 27 dicembre - NOTAV movimento e 'terrorismo'

Commentare la giornata di ieri richiede parecchio sforzo. Una sequela di notizie, foto, dichiarazioni, home page dei siti che cambiavano titolo e molto altro hanno caratterizzato buona parte della giornata.
Ma sono principalmente due le cose che ci hanno maggiormente colpito:
1) il mondo dell’informazione in preda all’eccitazione (di pari passo i cosiddetti inquirenti che suggerivano a più non posso)
2) il nuovo ruolo del ministro Lupi, avvocato e giudice con la fissa per i no tav.
Ma ieri cosa è successo? Un incendio ad una centralina nella stazione di Bologna, un atto presumibilmente di sabotaggio, che ha causato alcune ore di ritardo alla circolazione ferroviaria con nessun pericolo per le persone. Questo è in sintesi il fatto al quale non aggiungiamo altro perchè ne sono piene le cronache di ieri.
Da qui è partita la schizofrenica voglia dell’informazione, proprio come nei casi in cui un parente uccide un altro parente, di fornire colpevoli, matrici e ispirazioni. E’ questo il caso in cui tutte le pagine dei siti dei giornali online pubblicavano foto di alcune tag (la firma dei ragazzi che fanno graffiti) vendendole come scritte notav.
Da qui è partito il finimondo utilizzando termini come “attentato” e “attentato terroristico” che bisognerebbe avere la decenza di non utilizzare a sproposito in questo paese, dove le stragi, gli attentati ai treni e nelle stazioni sono ancora senza colpevoli, ma tant’è…

pc 27 dicembre - Ritorniamo sul convegno contro la repressione di Teramo - l'intervento del compagno mauro gentile - uno dei condannati del 15 ottobre 2011

Convegno sulla repressione a Teramo. L'intervento di Mauro Gentile             

Ciao Compagni/e,
Da pochi giorni mi è stato revocato  il divieto di comunicazione adottato dal primo giorno del mio arresto per i fatti del 15 ottobre 2011 a Roma. E' un importante passo avanti che, anche se piccolo e dopo 32 mesi, riporta una ventata nuova di energie per il proseguo della lotta a questa ingiusta e preventiva detenzione.
Lettera di Mauro Gentile ai/alle partecipanti/e dell'Assemblea Nazionale Contro ogni Repressione e per l'Abolizione del Codice Rocco
Compagne e Compagni,
le tante adesioni ricevute stanno a significare che c'è la volontà di informarsi ed informare, di costruire ed estendere un rinnovato percorso di lotta alla repressione.
Gli attacchi repressivi che le procure più asservite stanno portando avanti, hanno trovato una decisa resistenza nelle difese degli imputati e le imputate per gli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma e NO TAV e nella solidarietà che si è sempre raccolta fuori dalle aule dei tribunali. Grazie a questo è giunta l'importante assoluzione per il reato di “terrorismo” dei quattro compagni NO TAV considerati colpevoli di aver attentato alla vita di un compressore mentre erano meritevoli di copertura legale la devastazione del territorio val susino, l'occupazione militare, gli espropri, le infiltrazioni mafiose, gli abusi in divisa e la violenza indiscriminata contro le migliaia di uomini e donne che difendono la loro terra.

pc 27 dicembre - Contro il regime NAZI-NATO ddi KIEV

Kiev verso la Nato, Mosca reagisce. Amnesty: “i nazisti bloccano gli aiuti al Donbass”
Amnesty: “i nazisti bloccano gli aiuti al Donbass'
stralci da articolo di

contropiano  
 
Improvvisamente la situazione che sembrava avviata verso una relativa distensione sembra vivere una nuova escalation. 
La riunione prevista ieri a Minsk tra le delegazioni della Giunta ucraina e quelle delle Repubbliche Popolari per consolidare la tregua in atto dal 9 dicembre e discutere di questioni riguardanti il possibile ritorno del Donbass sotto l’autorità di Kiev nel quadro di un paese ‘federalizzato’ è stata improvvisamente cancellata.
Secondo varie fonti è stato il regime di Kiev a bloccare tutto, ma poi anche Vladislav Deinego, capo della delegazione della Repubblica Popolare di Lugansk, aveva affermato che “I rappresentanti delle Repubbliche Popolari non parteciperanno ai negoziati di venerdì”. Poco prima il capo negoziatore della Repubblica di Donetsk, Denís Pushilin, aveva informato che nonostante i suoi avessero completato attraverso l’intermediazione dell’Osce tutte le procedure previe alla riunione di Minsk, erano stati ignorati dall’Ucraina.
Poi la cancellazione della prevista seconda riunione del Gruppo di Contatto di Minsk con la mediazione di Russia e Osce è stata confermata dal capo ufficio stampa del ministero degli esteri bielorusso Dmitri Mirónchik.

pc 27 dicembre - Con Rojava-Kobane iniziativa a Firenze - ma è bene leggere il testo di una compagna di proletari comunisti - PCm Italia che analizza criticamente le posizioni di Ocalan

SABATO 27 DICEMBRE 2014
al Centro Popolare Autogestito Firenze sud – via di Villamagna 27/a


SOSTENIAMO il ROJAVA IN LOTTA


Da oltre 100 giorni la citta di Kobane, nel Rojava (Kurdistan del sud), resiste agli attacchi dell’ISIS, difendendo con le YPG e YPJ, Forze di Difesa del Popolo e delle Donne, l’esperienza di autogoverno popolare dagli islamo-fascisti, dalla volontà della Turchia di annientare l’esperienza kurda, dai tentativi di ingerenza della NATO. Oltre 100.000 profughi sono accampati in condizioni difficili intorno alla città. Le organizzazioni della sinistra kurda, appoggiate dalla solidarietà internazionale di tanti compagni che si recano a Kobane, sono impegnate ovunque nella raccolta fondi per aiutare la popolazione e per sostenere attivamente le migliaia di combattenti asserragliati nella città.

Dalle ORE 19 Incontro con alcuni compagni italiani di ritorno dal Kurdistan e con un rappresentante della Comunità Kurda in Toscana. A seguire proiezione di video sulla resistenza kurda

Alle ORE 21,00 Cena di raccolta fondi per il Rojava in lotta e concerto di musica rock

Fuori il PKK dalle liste antiterrorismo, libertà per il Presidente Ocalan
       
Centro Popolare Autogestito Firenze sud – via di villamagna 27/ www.cpafisud.orginfo@cpafisud.org

pc 30 novembre - Ocalan, la capitolazione affascinante - Un articolo critico di una compagna di proletari comunisti-PCm Italia

Questo testo nasce a commento di due degli interventi fatti al Convegno dell'11 ottobre a Roma delle donne curde, di Havin Guneser, giornalista e portavoce dell’Iniziativa Internazionale ‘Libertà per Abdullah Öcalan – Pace in Kurdistan’ e di Dilar Dirik (Ricercatrice Università di Cambridge).
Sono interventi importanti che spiegano bene quali analisi, quale politica, quali principi vi siano dietro il ruolo, l'organizzazione molto avanzata delle donne e combattenti curde facenti riferimento al PKK. Il primo intervento, in particolare, è una sorta di “manifesto” del pensiero che ispira la lotta delle donne curde, espressione delle teorie di Ocalan del PKK.
Diciamo subito che noi consideriamo queste teorie di Ocalan anti mlm, democratico-libertarie.

pc 27 dicembre - Cosa è l'internazionalismo - da Pillole comuniste

L'internazionalismo è un compito pratico attivo dei comunisti, non solo una posizione ideologico-politica; ogni partito deve lavorare per collegarsi e unirsi ai partiti nel mondo, sostenere la loro lotta rivoluzionaria.
Non si può usare la parola d'ordine che il miglior internazionalismo è fare la rivoluzione nel proprio paese per sottrarsi ai compiti internazionalisti.
Chi fa questo è un volgare sostenitore del socialismo nazionale e non un comunista

da Pillole comuniste -2-
30-9-2013

venerdì 26 dicembre 2014

pc 26 dicembre - DECRETO ILVA: "FUMO", E PEGGIORAMENTO, PER GLI OPERAI E LA POPOLAZIONE DI TARANTO, "ARROSTO" PER I PADRONI... CON I SOLDI PUBBLICI.

Renzi manda il suo inequivocabile messaggio agli operai 
Ilva e alla popolazione di Taranto
Si tratta di un "decreto" che di fatto non è neanche un decreto ma una sorta di "dichiarazione di intenti a cui dovrebbero seguire disposizioni legislative vere e proprie; la sostanza sta, però, nelle dichiarazioni di Renzi e soprattutto nei passi concreti che comunque faranno, questi sì pericolosi.
In alcuni aspetti nella sua stesura questo decreto non aggiunge nulla a quanto già in corso in termini di misure e di fondi disponibili, mentre nella sostanza peggiora la situazione in termini di tempi e soprattutto di interventi su salute e lavoro.

pc 26 dicembre - Mao 121° anniversario della nascita - ora e sempre maoistI!

pc 26 dicembre - Il governo reazionario e filonazista di Kiev appoggiato, foraggiato e armato dall'imperialismo USA-Europa-Nato-Italia mette i comunisti fuorilegge

Kiev. “Democratizzazione” alla Stepan Bandera: comunisti fuorilegge

  • Marat Grassini
  • contropiano
Dopo il voto della Rada sulla rinuncia allo status di Paese fuori dai blocchi, la Giunta al potere a Kiev compie un altro passo, casomai qualcuno non l'avesse intesa, sulla strada dell'aperta democratizzazione, intesa alla maniera di Stepan Bandera.Secondo notizie d'agenzia, la Corte d'Appello di Kiev ha rinviato al Tribunale di primo grado il caso della proibizione del Partito Comunista d'Ucraina. In tal modo, scrivono le agenzie, è stata annullata la sentenza del Tribunale amministrativo distrettuale di Kiev sulla sospensione del procedimento.

pc 26 dicembre - Lo Stato sionista Israeliano è lo stato di Erode - festeggia il natale sparando sui bambini palestinesi

Gerusalemme, gli israeliani sparano e feriscono un bimbo di 5 anni

Gerusalemme, gli israeliani sparano e feriscono un bimbo di 5 anni

Le forze di occupazione israeliane sono intervenute ieri a Issawiya, sobborgo di Gerusalemme Est, sparando pallottole di acciaio rivestite di caucciù. A farne le spese è stato un bambino di soli 5 anni, Mohammed Jamal Obeid, che con altri suoi compagni e la sorella di 14 anni stava scendendo da uno scuolabus per andare a casa.
Nella zona, hanno raccontato numerosi testimoni, non erano in corso manifestazioni o scontri con le forze di occupazione e il capo della polizia del settore non ha voluto commentare quanto accaduto.
Il bambino è rimasto gravemente ferito alla testa ed è stato ricoverato nel Centro Medico Hadassah.

pc 26 dicembre - Contro il jobs act in salsa peruviana - manifestazioni e scontri

Perù: giovani in piazza contro la nuova legge sul lavoro, feriti e arresti - (da marco santopadre - contropiano)

Più di diecimila persone, per lo più giovani – studenti e precari - hanno partecipato il 22 dicembre alla seconda manifestazione convocata nella capitale peruviana in pochi giorni contro la nuova legge sulla disoccupazione giovanile varata dal governo di Lima. Una legge che, secondo forze sociali e sindacali di sinistra, consente ai datori di lavoro di ridurre i diritti ai dipendenti tra i 18 e i 24 anni con la scusa di combattere il lavoro nero e incentivare i datori di lavoro a formalizzare i contratti. Secondo la nuova norma i giovani lavoratori non avranno diritto alle gratifiche, ad alcune assicurazioni contro gli infortuni e nel caso di mansioni pericolose, disporranno di soli 15 giorni di ferie l’anno. Un regime speciale per i neoassunti in vigore in qualsiasi tipo di impresa privata al di là delle sue dimensioni o caratteristiche.

pc 26 dicembre - NOTAV l'ossessione forcaiola e liberticida del giudice Caselli è una palese attacco alle sentenze e un altrettanto palese intento illegale di condizionare le future

Attentati Tav, Caselli: "Gesti contro la democrazia: è grave minimizzarli"

Attentati Tav, Caselli: "Gesti contro  la democrazia: è grave minimizzarli"

L'ex procuratore di Torino: "Un conto è manifestare e fare convegni, un altro è assaltare cantieri o stazioni"

Gian Carlo Caselli, da un anno in pensione dopo avere come ultimo incarico guidato la Procura di Torino, non nasconde la sua preoccupazione per la nuova ondata di attentati ai treni che ancora ieri mattina ha dato il suo ultimo segnale. Ma ritiene che non sarebbe opportuno se proprio lui, che stava a capo della Procura quando per la prima volta venne richiesto il rinvio a giudizio per terrorismo di quattro esponenti no Tav accusati di vari reati, dovesse esprimersi sull'esistenza di un eventuale collegamento tra quell'accusa, poi cancellata da una sentenza della Corte d'Assise, e l'attuale ondata di violenze. "Qualcuno, anche autorevole, l'ha scritto e motivato  -  dice Caselli  -  ma io non intendo parlarne per evidenti ragioni di opportunità. Voglio solo dire che oltre alle sentenze deve essere rispettato anche il lavoro dei pm. Nessuno può pretendere di avere verità in tasca a prescindere"

pc 26 dicembre - NO TAV - I sindaci della Valsusa a Lupi: "Rinviamo l'incontro su Tav a dopo le feste "... Paura, Eh?

I sindaci della Valsusa a Lupi: "Rinviamo l'incontro su Tav"

Il ministro Lupi a Chiomonte

Il ministro delle infrastrutture aveva dato la disponibilità per un vertice il 29  o il 30 dicembre: "Meglio dopo le festività: c'è poco tempo per l'organizzazione"
I sindaci della Valle di Susa chiedono al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, un rinvio dell'incontro sulla nuova ferrovia Torino-Lione che avrebbe dovuto svolgersi il 29 o 30 dicembre.

giovedì 25 dicembre 2014

pc 25 dicembre - 150° anniversario della Prima Internazionale - Indirizzo inaugurale di Karl Marx




Marx

Indirizzo inaugurale dell'Associazione internazionale degli operai (Prima Internazionale)

Fondata il 28 settembre 1864 nell'assemblea pubblica al St. Martin's Hall Long Acre, Londra

Operai!
È un fatto innegabile che la miseria della massa dei lavoratori non è affatto diminuita dal 1848 al 1864, in un periodo che pure può essere considerato straordinario per uno sviluppo senza esempi (i) dell'industria e per l'aumento del commercio. Un organo moderato della classe media inglese, con un giudizio certamente comune, prediceva nel 1850 che, se in Inghilterra l'esportazione e l'importazione fossero aumentate del 50%, il pauperismo sarebbe caduto a zero! Ahimè, il 7 aprile 1864 il cancelliere dello scacchiere (ii) proclamava in pieno parlamento, felice per questa rivelazione, che il totale delle esportazioni e delle importazioni inglesi è ammontato nel 1863 «alla somma sorprendente [...] di 443.995.000 lire sterline! che supera di circa tre volte il commercio dell'epoca [...] relativamente recente del 1843». Tuttavia, con la medesima eloquenza, egli parlava della «miseria». «Pensate,» esclamava, «a coloro che sono ai limiti della miseria... ai salari... che non sono elevati, alla vita umana che, in nove casi su dieci, non è che una lotta per l'esistenza!» (2) Il cancelliere non parlava degli irlandesi, che nel settentrione sono gradualmente sostituiti dalle macchine, nel meridione dai greggi di montoni: anche i montoni muoiono in questo infelice paese, ma, è pur vero, meno rapidamente degli esseri umani. Egli non ha affatto ripetuto quanto era stato ingenuamente rivelato dai rappresentanti più insigni di 10.000 signori in un violento accesso di terrore. Allorché il panico della garrotta (3) raggiunse un certo livello, la Camera dei lords fece fare un'inchiesta sulla deportazione e il lavoro forzato dei prigionieri. L'assassinio fece la sua apparizione nel voluminoso Libro azzurro del 1863 (4), che, attraverso fatti e cifre ufficiali, ha provato che perfino i peggiori criminali condannati, i forzati dell'Inghilterra e della Scozia, lavorano molto meno duramente e sono molto meglio nutriti degli operai di tutta l'Inghilterra e della Scozia. Ma non basta. Quando, come conseguenza della guerra civile americana, gli operai delle contee di Lancaster e di Chester sono stati gettati sulla strada, la medesima Camera dei lords ha delegato un medico nei distretti industriali, con l'incarico di esaminare quale sia in media la minima quantità di carbonio e di azoto che debba venir somministrata nella forma più semplice e a miglior mercato, «nulla piú che per prevenire la morte per inedia». Il dottor Smith, il medico delegato, s'accertò che per un adulto sono necessari 28.000 grani di carbonio e 1.330 grani (iii) d'azoto, in media, per garantirlo almeno dalla morte per inedia. Egli ha scoperto inoltre che tale quantità non s'allontanava troppo dal magro nutrimento, cui l'estrema miseria di quei tempi aveva ridotto gli operai dei cotonifici (*). Ma udite ancora. Lo stesso saggio medico fu in seguito delegato dalla direzione medica del consiglio segreto (iv) a esaminare gli alimenti della classe operaia piú povera. Il «Sesto rapporto sullo stato della salute pubblica» (5), edito per ordine del parlamento nel corrente anno, contiene i risultati delle sue ricerche. Che mai ha scoperto il medico? Che i tessitori, i cotonieri, i guantai, i calzettai ecc. in media non sempre ricevono nemmeno il misero cibo degli operai cotonieri, neanche la quantità di carboidrati e azotati «appena sufficienti a prevenire la morte per inedia».

«Inoltre» citiamo testualmente dal rapporto «l'esame dello stato delle famiglie contadine ha dimostrato che piú di un quinto di esse è ridotto a una quantità di elementi carbonici inferiori al sufficiente, e più di un terzo ha una quantità di alimenti azotati inferiore al sufficiente; che nelle contee del Berkshire, dell'Oxfordshire e del Somersetshire l'insufficienza degli alimenti azotati è, in media, il regime dominante.» «Non bisogna dimenticare» aggiunge il rapporto ufficiale «che le privazioni alimentari sono sopportate con grande riluttanza, e che generalmente la mancanza di alimenti sufficienti non si presenta se non preceduta da ben altre privazioni. La pulizia stessa è considerata una cosa molto cara e difficile e, quando il rispetto della propria persona si sforza di mantenerla, ogni simile tentativo viene necessariamente pagato da un accrescimento delle torture della fame. Si tratta di riflessioni molto dolorose, poiché non si ha qui la miseria ben meritata e derivante da pigrizia, ma, in tutti i casi, la miseria di una popolazione che lavora; infatti, per la verità, il lavoro che non assicura che un così magro cibo si prolunga in modo eccessivo per la maggior parte degli individui.»

Il rapporto rivela un fatto strano e inatteso, «che, fra tutte le parti del Regno Unito», dell'Inghilterra, del Galles, della Scozia e dell'Irlanda, «la popolazione dell'Inghilterra», quindi della parte più opulenta, «è incontestabilmente la peggio nutrita», benché i più poveri lavoratori del Berkshire, dell'Oxfordshire e del Somersetshire siano molto meglio alimentati della maggior parte degli artigiani dei quartieri orientali di Londra.

Tali sono i dati ufficiali pubblicati per ordine del parlamento nel 1864, nel regno millenario del libero scambio, mentre nel medesimo tempo il cancelliere dello scacchiere raccontava alla Camera dei comuni «che la condizione degli operai inglesi è migliorata, in media, in modo così straordinario che non si conoscono esempi simili nella storia né di alcun paese né di altra epoca». Ma queste esaltazioni ufficiali sono contraddette in modo appariscente da una breve nota del non meno ufficiale rapporto sullo stato della salute pubblica: «La sanità pubblica di un paese non significa la sanità delle sue masse, ed è quindi pressoché impossibile che le masse siano sane, se esse, fino al più infimo grado della scala sociale, non godono almeno della più modesta agiatezza».

Il cancelliere dello scacchiere, accecato dalla statistica del «progresso della nazione», con le sue cifre davanti agli occhi abbagliati, grida in una eccitata estasi: «Dal 1842 al 1852 la rendita imponibile del paese è cresciuta del 6%; negli otto anni dal 1853 al 1861 è cresciuta del 20%: è un fatto tanto straordinario che pare quasi incredibile! [...]. Questo inebriante aumento di ricchezza e di potenza - aggiunge il sig. Gladstone - è limitato esclusivamente a coloro che posseggono» (6).

Se volete conoscere le condizioni di deperimento fisico, di rilassatezza morale e di rovina intellettuale, per cui tale «inebriante aumento di ricchezze e di potenza limitato esclusivamente alle classi che posseggono» è stato ed è prodotto dalle classi lavoratrici, considerate il quadro delle sartorie, delle tipografie e degli atéliers di modisteria, tracciato nell'ultimo «Rapporto sullo stato della salute pubblica»! Confrontate il «Rapporto della commissione d'inchiesta sul lavoro dei fanciulli» del 1863(7), in cui viene costatato, per esempio, che la categoria degli stagnini, sia gli uomini sia le donne, presenta una popolazione decisamente degenerata, tanto sotto l'aspetto fisico che sotto quello mentale; che i «fanciulli malati diventano in seguito dei genitori ammalati»; che la «degenerazione della razza ne è una conseguenza assoluta»; che «la degenerazione della popolazione della contea di Stafford sarebbe in stato molto pii avanzato, se non si fosse avuto il reclutamento continuo dai paesi vicini e i matrimoni misti con razze più robuste».

Volgete gli occhi sul Libro azzurro del sig. Tremenheere, sulle doglianze e le lagnanze dei giornalieri panettieri (8). E chi non è rabbrividito d'indignazione alla lettura dei paradossi degli ispettori delle fabbriche, confermati dagli uffici di anagrafe, che assicurano che la salute degli operai del Lancastershire è migliorata considerevolmente, benché essi siano ridotti alla più miserevole alimentazione, perché la mancanza di cotone li ha cacciati dai cotonifici? Che la mortalità infantile è diminuita, perché infine s'è consentito alle madri di presentare ai figli le proprie mammelle, invece del cordiale di Godfrey (v).

Ma voltate ancora una volta la medaglia! Le tavole dell'imposta sul reddito e sulla proprietà, presentate alla Camera dei comuni il 20 luglio 1864, attestano che dal 5 aprile 1862 al 5 aprile 1863 trenta persone hanno accresciuto il numero di quei felici della terra, le cui rendite annue sono valutate dall'esattore delle imposte a 50.000 sterline, essendo il loro numero salito da 67 a 80 in un solo anno. La medesima tavola rivela il fatto curioso che 3.000 persone, all'incirca, dividono fra loro una rendita annuale di più o meno 25.000.000 lire sterline, superiore alla somma totale distribuita annualmente fra tutti i lavoratori d'Inghilterra e del Galles. Consultate il censimento del 1861 e troverete che il numero dei proprietari maschi in Inghilterra e nel Galles è diminuito da 16.934 nel 1851 a 15.066 nel 1861: in tal modo la concentrazione della proprietà agricola è cresciuta in dieci anni dell' 11 %. Se la concentrazione della proprietà fondiaria nelle mani di un piccolo numero s'accresce nello stesso modo, la questione territoriale si semplificherà singolarmente, come semplice era nell'impero romano, allorché Nerone sogghignò alla notizia che metà della provincia d'Africa era posseduta da sei cavalieri.

Abbiamo insistito su questi «fatti così straordinari, che sono quasi incredibili», perché l'Inghilterra è alla testa dell'Europa commerciale e industriale (vi). Ricordate: alcuni mesi orsono uno dei figli esuli di Luigi Filippo complimentava pubblicamente il lavoratore inglese per la superiorità del suo destino nei confronti di quello meno prospero dei suoi compagni dell'altra parte del Canale. In verità, se teniamo conto della differenza di circostanze locali, vediamo i fatti inglesi riprodursi su scala minore in tutti i paesi industriali e progrediti del continente. Dopo il 1848, in questi paesi ebbe luogo uno sviluppo inaudito dell'industria e un'espansione inimmaginabile delle esportazioni e delle importazioni. Dovunque «l'aumento di ricchezze e di potenza limitata esclusivamente alle classi che possiedono» è stato realmente «inebriante». Dovunque, come in Inghilterra, una piccola minoranza di operai ha ottenuto in effetti ridotti aumenti salariali (vii); ma, nella maggior parte dei casi, il rialzo monetario dei salari non denota l'accrescimento del benessere dei salariati più di quanto l'elevarsi del costo del mantenimento dei pensionati nell'ospedale dei poveri o nell'asilo degli orfani della metropoli, da 7 sterline 7 scellini e 5 pence nel 1852 a 9 sterline 15 scellini e 8 pence nel 1861, non sia di nessun beneficio per i ricoverati, più di quanto non s'accresca per nulla il loro benessere. Dovunque, la gran massa delle classi lavoratrici è piombata sempre più in basso, nella medesima proporzione almeno con cui coloro, che stanno al di sopra, sono saliti più in alto sulla scala sociale. In tutti i paesi d'Europa è divenuto attualmente una verità, non confutabile da spiriti imparziali e negabile soltanto da coloro che hanno un interesse nel rinviare gli altri a un paradiso immaginario, che, né il perfezionamento delle macchine (viii), né l'applicazione della scienza alla produzione, né la scoperta di nuove comunicazioni, né le nuove colonie, né la creazione di nuovi sbocchi, né il libero scambio, né tutte queste cose insieme sono in grado di sopprimere la miseria delle classi lavoratrici; e, al contrario, sulla falsa base del presente, ogni nuovo sviluppo della forza produttiva del lavoro scaverà necessariamente un abisso più largo e più profondo fra i contrasti sociali e l'antagonismo sociale ne uscirà più aspro e più acuto. Durante questa «inebriante» epoca del progresso economico, nelle metropoli dell'impero britannico la morte per inedia s'è elevata all'altezza di un'istituzione sociale. Quest'epoca è segnata negli annali del mondo da ritorni accelerati, da un'estensione sempre piú dilatantesi, dagli effetti sempre più mortali, della peste sociale, chiamata crisi commerciale e industriale.

Dopo l'insuccesso della rivoluzione del '48, tutte le organizzazioni di partito, tutti i giornali del partito delle classi lavoratrici sono stati spezzati sul continente dalla ferrea mano della forza bruta. I figli più progrediti del lavoro se ne andarono disperati nella repubblica oltre-Atlantico. I sogni effimeri d'emancipazione sono svaniti al soffio dell'epoca della febbre industriale, del marasma morale e della reazione politica. La disfatta delle classi lavoratrici del continente, dovuta in parte alla diplomazia del governo inglese, che agiva allora come agisce oggi in fraterna solidarietà col gabinetto di San Pietroburgo, distese senza indugi i suoi effetti contagiosi su questa parte del Canale. Mentre la sconfitta dei loro fratelli del continente scoraggiò le classi operaie inglesi e spezzò la loro fede nella loro propria causa, rese ai signori della terra e del denaro la loro fiducia alquanto scossa. Con insolenza costoro ritirarono quanto già avevano concesso. La scoperta di nuovi terreni auriferi determinò un esodo immenso, lasciando un vuoto irreparabile nelle file del proletariato inglese. Altri suoi membri, un tempo attivi, si fecero sedurre dall'esca dell'accrescimento temporaneo del lavoro e dei salari, e divennero delle nullità politiche. Tutti gli sforzi per sostenere o per modificare il movimento cartista fallirono clamorosamente; gli organi di stampa della classe operaia perirono l'uno dopo l'altro per l'apatia delle masse e, in effetti, mai la classe operaia d'Inghilterra sembrò così completamente riconciliata con la sua nullità politica. Se dunque non esisteva alcuna solidarietà d'azione fra la classe operaia inglese e quella continentale, vi era, in ogni caso, una solidarietà nella sconfitta.

Tuttavia, il periodo seguente alle rivoluzioni del '48 non è passato senza momenti positivi. Notiamo soltanto due grandi avvenimenti.

Dopo una lotta di trent'anni, condotta con la più ammirevole perseveranza, la classe operaia inglese, approfittando di un disaccordo momentaneo tra i padroni della terra e i padroni del denaro, è riuscita a far passare la legge sulle dieci ore (9). Gli immensi vantaggi che ne risultarono per gli operai manifatturieri, da un punto di vista fisico, morale e intellettuale, dopo d'allora registrati a ogni scadenza semestrale nei rapporti degli ispettori delle manifatture, sono stati infine riconosciuti da tutte le parti. La maggior parte dei governi continentali non trovò nulla di meglio che adottare la legge inglese sulle manifatture in una forma più o meno modificata e lo stesso parlamento inglese è costretto ad ampliare ogni anno il campo d'azione di tale legge. Ma, oltre alla sua importanza pratica, il successo meraviglioso di questa misura della classe operaia metteva in luce ancora un'altra cosa. La classe media, attraverso i suoi organi di scienza più autorevoli, quali il dottor Ure, il professor Senior e altri saggi della medesima tempra, predisse e provò a sazietà che alla minima restrizione legale delle ore di lavoro sarebbe suonato il rintocco funebre dell'industria inglese, che, come un vampiro, non può vivere senza succhiare sangue, e soprattutto sangue di fanciulli. Nei tempi remoti l'uccisione dei fanciulli era uno dei riti della religione di Moloch: ma non era praticata che in certe occasioni solenni, forse una volta all'anno, e inoltre Moloch non provava gusto soltanto per i figli del povero. Questa lotta per la restrizione delle ore di lavoro s'accese tanto più furiosamente, proprio perché, a parte gli spaventi degli avari, essa interessava da vicino la grande disputa tra la cieca legge dell'offerta e della domanda, su cui si fonda l'economia politica della classe media, e la produzione sociale regolata dalla previsione sociale, che costituisce l'economia politica della classe operaia. Perciò la legge sulle dieci ore non è stato soltanto un successo pratico, ma, fatto ben più importante, rappresentò la vittoria di un principio. Per la prima volta l'economia politica della classe media risultò completamente soccombente di fronte all'economia della classe operaia.

Ma si aveva di riserva una vittoria ben più grande dell'economia politica del lavoro sull'economia politica della proprietà (ix). Intendiamo parlare del movimento cooperativo e, specialmente, delle manifatture cooperative erette attraverso gli sforzi spontanei di alcuni uomini audaci. Il valore di queste grandi esperienze sociali non può essere esaltato al di sopra della realtà. Non attraverso argomenti, ma attraverso azioni, esse hanno provato che la produzione su larga scala e in accordo con le esigenze della scienza moderna può venir esercitata senza l'esistenza di una classe di padroni che impieghi quella dei manovali; che i mezzi del lavoro, per rendere, non hanno bisogno d'essere monopolizzati né d'essere piegati a mezzi di predominio e di sfruttamento contro il lavoratore; e che il lavoro salariato, cosi come il lavoro degli schiavi, il lavoro dei servi, non è che una forma (x) transitoria e inferiore, destinata a sparire di fronte al lavoro associato, che espleta il proprio assunto in modo vivace, con spirito alacre e con animo felice. I primi semi del sistema cooperativo sono stati gettati in Inghilterra da Robert Owen: le esperienze tentate sul continente dalla classe operaia erano infatti un'applicazione pratica delle teorie non inventate, ma soltanto proclamate a piena voce nel 1848.

Nel medesimo tempo, l'esperienza del periodo dal 1848 al 1864 ha provato (xi), al di sopra di ogni dubbio, che il lavoro cooperativo, per quanto eccellente sia in pratica, limitato in una stretta cerchia di sforzi parziali di operai isolati, non è in grado di arrestare il progresso geometrico del monopolio, non è in grado di emancipare le masse e neppure è capace di alleviare in modo sensibile il fardello della loro miseria. Probabilmente, per quest'unica ragione, i plausibili nobili, i declamatori filantropi della classe media, gli economisti arditi in tutti i casi si sono volti all'improvviso con complimenti nauseabondi al sistema del lavoro cooperativo, ch'essi avevano invano tentato di diffamare in germe, schernendolo come un'utopia di sognatori o stigmatizzandolo col nome blasfemo dei socialisti. Il lavoro cooperativo, per salvare le masse operaie, dev'essere sviluppato in dimensioni nazionali, e conseguentemente sostenuto da mezzi nazionali. Per ciò che riguarda il presente, i padroni della terra e del capitale non vogliono che una cosa: impiegare i loro privilegi politici per difendere e perpetuare i loro monopoli economici. Non certo vogliono favorire la via dell'emancipazione del lavoro, anzi, non vogliono se non continuare a frapporle ogni sorta di ostacoli. Ricordate con quale sogghigno lord Palmerston, nell'ultima sessione, respinse i promotori del bill suidiritti dei fittavoli irlandesi. «La Camera dei comuni» gridò «è una camera di proprietari fondiari.» (10). Proprio per questo la conquista del potere politico è divenuto il grande dovere della classe operaia. Sembrerebbe che essa l'abbia compreso, giacché in Germania, in Italia e in Francia sta sorgendo una rinascita simultanea, e sforzi simultanei (xii) sono stati fatti per giungere a ricostituire il partito della classe operaia.

Essa possiede un elemento di successo: il numero; ma il numero non pesa sulla bilancia se non quando è unito in collettività ed è guidato dalla conoscenza. L'esperienza ha sufficientemente dimostrato quale vergognoso disprezzo la disfatta comune dei loro sforzi incoerenti infliggerà a questo legame di fraternità, che deve esistere tra gli operai dei differenti paesi e deve incitarli a stringersi con fermezza gli uni agli altri in tutte le loro lotte per l'emancipazione. Questa idea ispirò gli operai di differenti paesi, riuniti il 28 settembre 1864 in assemblea pubblica nel St. Martin's Hall, a fondare l'Associazione internazionale.

In questa assemblea prevalse ancora un'altra convinzione.

Se l'emancipazione delle classi operaie esige il loro concorso fraterno (xiii), come possono esse compiere questa grande missione, quando la politica estera non persegue che disegni criminali e, sfruttando i pregiudizi nazionali, non fa che sprecare il sangue e i tesori dei popoli in guerre di rapina? Non fu la saggezza delle classi governanti, ma la resistenza eroica della classe operaia inglese alla loro follia criminale che salvò l'occidente europeo dal rischio di gettarsi a corpo morto nell'infame crociata per perpetuare e propagare la schiavitù dall'altra parte dell'Atlantico (11). L'approvazione vergognosa, la simpatia ironica e l'indifferenza idiota con le quali le classi superiori dell'Europa assistevano al franare della fortezza montana del Caucaso, divenuta preda della Russia, e all'assassinio della Polonia da parte della medesima potenza, le immense usurpazioni, sopportate senza resistenza, di questa potenza barbarica, la cui testa è San Pietroburgo e le cui mani sono in tutti i gabinetti ministeriali d'Europa, hanno imposto alle classi operaie il dovere d'iniziarsi ai misteri della politica internazionale, di vegliare sugli atti dei loro rispettivi governi, di opporsi a essi, se è necessario, con tutti i mezzi in loro potere; se è impossibile prevenirli, è loro dovere coalizzarsi e denunciarli simultaneamente, e rivendicare le semplici leggi della morale e della giustizia che devono regolare tanto le relazioni degli individui quanto quelle superiori dei popoli.

La lotta per una tale politica estera fa parte della lotta generale per l'emancipazione della classe operaia.

Proletari di tutti i paesi, unitevi!