martedì 5 novembre 2013

pc 5 novembre - Sicilia e scandali…

Questo è il titolo delle prime due pagine che si è trovato davanti chi ieri ha aperto il Giornale di Sicilia. Non si tratta di fatti isolati, perché il Gds, e non solo, è da un po' che propone come una specie di rubrica fissa queste pagine che danno il senso del livello di corruzione delle istituzioni a tutti i livelli.
Crocetta, quindi, dal canto suo, ha avuto buon gioco a sollevare tutto il polverone sulla "mafia dentro la Regione" e altre affermazioni simili essenzialmente per "fare spazio" ai nuovi arrivati.
Crocetta, infatti, per la borghesia siciliana doveva essere la "faccia nuova" e non compromessa in  modo particolare con la giustizia per continuare ad ingrassarsi governando l'Isola, e per fare questo si è assunto il compito di fare la "rivoluzione".
Per provare ad ingannare gli elettori però alle elezioni si è presentato con un nome diverso, "Il Megafono" invece del Pd, ma nonostante lo sforzo delle tante chiacchiere anche lui, che dice di non voler essere "preso in castagna" come i precedenti presidenti, è stato accusato di clientelismo per le nomine nei vari enti siciliani e adesso per un finanziamento milionario che si stava apprestando a dare ad una grossa azienda sanitaria…
Queste notizie confermano che all'interno del contesto generale dei rapporti politica-mafia tutti i politici ricorrono ad un clientelismo sfrenato per voti e affari.
I proletari e le masse popolari siciliane, come abbiamo già detto e come viene confermato dalle ultime decisioni economiche, continuano a pagare i costi di questa "politica".

Riassumiamo in cosa consistono le accuse di questi ultimissimi scandali:

* Formazione professionale e Fondi europei di ogni tipo:
associazione a delinquere, truffa aggravata, peculato, corruzione, falso e frode fiscale, finanziamento illecito, concussione aggravata, insomma una vera fogna del malaffare e una manna per politici, sindacalisti di tutte le sigle confederali e amici e parenti in cui risaltano in particolare gli arresti (bipartisan e cioè sia del Pd che del Pdl) delle mogli di due importanti esponenti politici, Francantonio Genovese e Giuseppe Buzzanca.


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Lo stato delle cose
Il punto sulle inchieste: dalla formazione ai falsi invalidi senza dimenticare Ciapi e grandi eventi
Sicilia e scandali

Formazione, enti espulsi e denunciati
Cinque enti sono stati espulsi dal sistema dei finanziamenti pubblici. Ial, Ancol, Lumen, Aram e Aiprig non potranno più gestire corsi. Viene contestato il mancato pagamento dei dipendenti e il coinvolgimento in inchieste giudiziarie. I circa 1.200 dipendenti di questi enti passeranno al Ciapi di Priolo che li impiegherà nei corsi che avrebbero svolto gli enti espulsi. Crocetta ha anche denunciato alla Procura cinque enti – Aram, Enfap, Ial, Cefop ed Ecap – perché avrebbero percepito finanziamenti destinati a personale che in realtà era stato dirottato verso la casa integrazione. Per il governo sarebbe una truffa da 8 milioni ma gli enti si difendono: "Tutto in regola". Revocato il finanziamento anche a Anfe Enna, Anfe Catania, Anfes, Iraps e Issvir, questi ultimi 4 coinvolti nell'inchiesta etnea che ha portato dieci persone in carcere e ai domiciliari. 15/10

E in un'inchiesta scattano 10 arresti a Catania
Dieci persone arrestate a Catania dalla Guardia di finanza perché ritenute competenti di una associazione per delinquere finalizzata all'illecito incasso di contributi nazionali e comunitari destinati alla realizzazione di corsi di formazione professionale. È stato eseguito un sequestro di beni da 3,7 milioni. Gli enti coinvolti, secondo gli inquirenti, sono l'Associazione nazionale famiglie emigrati (Anfe), l'Istituto di ricerche e applicazioni psicologiche e sociologiche (Iraps), l'Associazione nazionale famiglie emigrati siciliani (Anfes), e l'istruzione, servizi, sport, volontariato, italiano e regionale (Issvir), tutti con sede a Catania. I reati contestati sono a vario titolo peculato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, falso e frode fiscale. Secondo gli investigatori la frode ammonta a circa 8,9 milioni di euro. Al cento dell'indagine l'imprenditore Giuseppe Saffo. 15/10

A Messina maxiindagine sui corsi
Dieci persone sono finite agli arresti domiciliari il 17 luglio a Messina con l'accusa, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche nell'ambito di un'inchiesta sui corsi di formazione professionale della Regione, finanziari anche con fondi dello Stato e dell'UE. Secondo l'accusa gli indagati avrebbero presentato fatture gonfiate per ottenere maggiori fondi per i loro enti di formazione professione attraverso una rete di società intestate o gestite da familiari. Tra i coinvolti la moglie del deputato del Pd Francantonio Genovese, Chiara Schirò, e quella dell'ex sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca (Pdl). Ad agosto il tribunale del riesame ha confermato le misure cautelari e i sequestri di beni emessi dal Gip nei confronti di tutti gli indagati. È stato disposto per gli indagati il giudizio immediato, senza cioè passare dal vaglio dell'udienza preliminare. 15/10

Falsi invalidi a Ragusa, 197 persone indagate
Sono 197 tra falsi invalidi, medici e politici, gli indagati nell'inchiesta "Guido Tersilli" della guardia di finanza di Ragusa coordinata dalla procura di Modica (Rg) che riguarda una presunta truffa all'Inps e un danno erariale di un milione di euro, per concessioni di pensioni di invalidità in realtà non spettanti. Tra gli indagati gli ex parlamentari, Innocenzo Leontini e Riccardo Minardo che si sono difesi sostenendo che l'accusa nei loro confronti è palesemente infondata. Secondo gli investigatori "la spartizione clientelare degli incarichi in seno alle diverse commissioni dell'ASP7 creava una corsia preferenziale per il riconoscimento delle invalidità". 16/10

Alla regione indagati 300 dipendenti
Alla Regione ci sono trecento dipendenti indagati per accuse che variano dalla coltivazione di droga alle molestie sessuali, dal peculato alla costruzione e alla concussione. I 300 fascicoli sono sulla scrivania dello speciale Ufficio per i procedimenti disciplinari si riferiscono a infrazioni gravi rilavate, punibili con sanzioni che partono da 10 giorni di sospensione dal servizio senza retribuzione, fino al licenziamento. Nel mirino dell'ufficio "investigativo" sono finiti soprattutto i settori della Formazione, della Motorizzazione e dell'Agricoltura, con un 10% di coinvolgimento di dirigenti. 29/10

La pubblicità del Ciapi
Un finanziamento di circa 15 milioni, per la comunicazione e la pubblicizzazione di corsi professionali che non hanno prodotto alcun risultato in termini occupazionali, ha dato il via all'inchiesta sul Ciapi, il maxi ente di formazione di proprietà della Regione. L'indagine nata da una denuncia degli ispettori dell'Olaf, l'ufficio anti frodi dell'Unione europea, è sfociata il 19 giugno in 17 arresti, fra cui quello del manager Faustino Giacchetto e di due ex assessori regionali, Gianmaria Sparma (poi autore di ammissioni ritenute significative) e Luigi Gentile: per loro e altri 5 i pm avevano proposto il giudizio immediato, ma il presidente dei Gip ha negato che ce ne fossero i presupposti. Le accuse, a vario tiolo, corruzione e finanziamento illecito. Scatta così la decorrenza dei termini e diventano inevitabili le revoche degli arresti per tutti gli indagati sottoposti a misure cautelari. Confermato il sequestro di beni di 15 milioni di euro. Fra i coinvolti pure una decina di politici.

I grandi eventi
Parallelamente all'indagine sul Ciapi è scattato il 23 giugno un altro blitz della Guardia di Finanza, con 6 arresti. Nella bufera l'assessorato regionale al Turismo, per l'utilizzo dei finanziamenti europei destinati a concerti, sfilate e manifestazioni sportive. Secondo la Procura di Palermo, Giacchetto (protagonista anche di questo filone) avrebbe acquisito illegittimamente finanziamenti, grazie alla complicità di funzionari regionali. La regione ha bloccato un maxi appalto da 15 milioni per la comunicazione istituzionale aggiudicato ad alcune delle ditte coinvolte nell'inchiesta Grandi Eventi. Temendo nuovi scandali, l'Ue ha da tempo bloccato fondi per 60 milioni. Tra le manifestazioni nel mirino il torneo internazionale di golf di Castiglione di Sicilia. L'indagine si è allargata poi ad un paio di expo tenute all'estero, nel 2012, a Venlo, in Olanda, e a Yeosu, in Corea: indagato in questo caso anche un ambasciatore, che avrebbe intascato tangenti. 3/8

Terreni della Regione, truffa da 13 milioni
Il presidente della Regione Crocetta denuncia due presunte vendite-truffa sui terreni agricoli. Nel primo caso un fondo di circa 130 ettari a Carlentini è stato venduto da un avvocato che sostiene di averlo acquistato a sua volta per usucapione. Il 2 agosto Crocetta annuncia una segnalazione alla Procura perché ritiene appartenga a quelli assegnati negli anni Cinquanta dalla Regione ai contadini nell'ambito della riforma agraria: in questo caso il terreno sarebbe pubblico e quindi non vendibile. Per Crocetta si tratta di una truffa e la vendita potrebbe essere fittizia: lo dimostrerebbe il fatto che il prezzo, 350 mila euro, è' molto inferiore al vero valore del terreno (13 milioni). Il 15 ottobre la seconda denuncia a Barcellona. Secondo Crocetta "una famiglia coinvolta in inchieste sulla mafia avrebbe acquisito terreni che invece l'Esa dovrebbe detenere in quanto patrimonio indisponibile". 16/10

Tangenti, sotto processo due ex deputati

Due ex parlamentari regionali del Pd, Mario Bonomo e Gaspare Vitrano, sono sotto processo per concussione aggravata nei confronti di imprenditori del settore energie alternative. Nel processo a Bonomo, siracusano, l'ingegnere Piergiorgio Ingrassia ha ricostruito le traversie affrontate da chi intende lavorare nel fotovoltaico: "Mi parlavano di 'costi politici' che si dovevano affrontare" Ingrassia avrebbe pagato Bonomo attraverso conti esteri di un nipote del deputato, Marco Sammatrice. "Bonomo mi disse di sentirsi come il Re Sole: 'Io alla Regione sono maggioranza, faccio quello che voglio'". Secondo Bonomo "le somme di denaro finite sotto inchiesta in realtà sarebbero state il compenso legale dell'attività di impresa regolarmente svolta sul quale sarebbero state pagare le tasse". 4/10

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