lunedì 13 maggio 2013

pc 13 maggio - “L'evasione fiscale deve portare in galera” dice la Camusso... e chi sostiene gli evasori?


Sabato scorso a Palermo alla festa del sindacato pensionati della Cgil (che avranno avuto da festeggiare i pensionati?) la Camusso si è espressa, a detta dei giornalisti, con parole pesanti sugli evasori: “L'evasione fiscale deve portare in galera” pensando di fare una battuta forte contro la piazza organizzata da Berlusconi, un delinquente purtroppo ancora a piede libero, contro i magistrati a Brescia.

La Camusso, come tanti altri borghesi, pensa che oramai qui nessuno è più in grado di pensare o avere memoria e quindi si può dire di tutto impunemente. È chiaro che secondo le leggi di questo paese chi evade le tasse dovrebbe pagarne le spese in sede penale o civile, ma appunto CHI EVADE LE TASSE? Quello che non dice la Camusso è che si tratta proprio di quegli stessi padroni, grandi capitalisti e detentori degli imperi finanziari con i quali il segretario della Cgil si incontra, contratta, concerta, e che fa salire sul palco del 1° maggio! E ai quali il governo dà tanti soldi, incentivi, a fondo perduto!

Mentre chi non può evadere le tasse, sono proprio quei settori del proletariato, lavoratrici e lavoratori, pensionati, giovani in apprendistato, esodati e cassintegrati che la Camusso dice di rappresentare e ai quali ha invece strappato l'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, per non parlare dei contratti di lavoro che sono oramai scomparsi dalla scena e che nel passato almeno servivano a recuperare in parte i soldi che il governo e i padroni, ben oltre il normale sfruttamento della classe operaia, scippano costantemente.

Dice la Camusso (GdS dell'11 maggio): “E' Evidente che bisogna rendersi conto [e chi non se ne è reso conto???] – ha detto Susanna Camusso – che la crisi ha impoverito il lavoro, l'impoverimento delle pensioni e del welfare. Se si vuol un cambiamento per il futuro del nostro paese bisogna dare risposte al lavoro e al welfare.”

Basta guardare meglio alle parole scelte e ci si accorge che la Camusso parla costantemente di LAVORO e non di lavoratori, di pensioni e non di pensionati, di welfare di cui in questo paese si è dimenticato anche il significato, se mai ne avesse avuto uno!

Non citare le persone in carne ed ossa è una scelta deliberata per provare a fare dimenticare chi subisce realmente le politiche dei governi, compreso quest'ultimo, sostenuti dalla CGIL e dalla signora Camusso!

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