lunedì 1 aprile 2013

pc 1 aprile - SONO ANCHE TRUFFATORI IN DIVISA



Falsi incidenti e convalescenze da record
nei guai cinque agenti in servizio a Linate
Saranno processati e dovranno rispondere di peculato e truffa. Secondo la Procura, dopo sinistri provocati volontariamente, ottenevano periodi di recupero retribuiti durante i quali facevano altri lavori
di EMILIO RANDACIO
Salvatore P., ispettore di Polizia, nel 2007 per i suoi superiori della Polaria di Linate si trovava a tutti gli effetti in malattia. Poi, però, quando il suo superiore si è imbattuto su un sito di gossip su Internet, non ha creduto ai suoi occhi. L’ispettore veniva immortalato da diversi siti di gossip alle spalle della showgirl Cristina Chiabotto nel corso di un evento in centro Italia. Anziché a casa a riprendersi, l’ispettore — hanno scoperto le successive indagini — , si stava dedicando alla sua seconda professione: il bodyguard. Di lì è scattata una denuncia per truffa aggravata e anche il processo, concluso pochi mesi fa in primo grado con 8 mesi di pena. Sentenza sospesa, attualmente impugnata in appello (abbiamo provato a sentire la versione del poliziotto, ma l’avvocato non ci ha nemmeno risposto).

Solo la punta di un iceberg, per il pm Grazia Colacicco. Che dopo la segnalazione ha iniziato a indagare su come, fino al 2007, all’interno del commissariato di Linate erano in molti a pensare a come truffare il Viminale anziché alla sicurezza all’interno dell’aeroporto. Il loro ex responsabile, Filippo Ninni, è già stato condannato a 4 anni per aver utilizzato in modo a dir poco disinvolto l’auto di servizio, e aver fatto la cresta su diverse trasferte. E ora altri suoi cinque ex sottoposti sono a processo per una storia ancora peggiore. Il 4 giugno prossimo davanti alla quarta sezione si dovranno presentare dal vice questore aggiunto Luca G., all’onnipresente
ispettore Salvatore P., per finire ad altri tre poliziotti tra assistenti e ispettori. Tenteranno di evitare una condanna per accuse che parlano, a vario titolo, di concorso in peculato, truffa e falso.

Secondo le indagini del magistrato — supportate dai riscontri della stessa Polaria —, i funzionari avrebbero usato l’auto di servizio per impegni personali, ma soprattutto simulato almeno due incidenti stradali per ottenere un lunghissimo periodo di convalescenza, e un sostanzioso risarcimento oltre lo stipendio. In cinque, all’interno della Polaria di Linate (tutti nel frattempo in servizio, ma trasferiti), avrebbero orchestrato il raggiro riducendo in rottami una Fiat Punto e una Brava.

La prima il 2 febbraio 2007, simulando un incidente con il nipote di un ispettore proprietario di un autocarro. L’altra nel giugno dello stesso anno, sempre con l’aiuto decisivo di un complice (tutti e due imputati). Per quest’ultimo incidente simulato i danni, secondo l’accusa, sono stati i più ingenti. Il vice questore aggiunto si è fatto attestare — con l’aiuto di un medico — una prognosi di addirittura 225 giorni, il suo assistente 236, garantendosi «emolumenti spettanti per l’assenza dal servizio per malattia», quantificabili in 98mila euro. Oltre a oltre 10mila euro per le auto distrutte.
(31 marzo 2013) © Riproduzione riservata

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