lunedì 25 febbraio 2013

pc 25 febbraio - cresce la protesta in Palestina


A Gerusalemme, Ramallah, Hebron, Nabi Saleh e altre località. Cresce nelle dimensioni e nei contenuti la protesta popolare palestinese contro l'occupazione, innescata dagli scioperi della fame osservati dai prigionieri politici nelle carceri israeliane. Gerusalemme, 23 febbraio 2013, Nena News - Lampi di terza Intifada.

A Gerusalemme, Ramallah, Hebron, Nabi Saleh e altre località. Cresce nelle dimensioni e nei contenuti la protesta popolare palestinese contro l'occupazione, innescata dagli scioperi della fame osservati dai prigionieri politici nelle carceri israeliane. Manifestazioni e raduni che raccontano la rabbia e la frustrazione che covano sotto quella calma apparente che da tempo regna in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Allo stesso tempo sono anche il segnale più limpido del crescente protagonismo dei comitati popolari palestinesi.

Dai villaggi agricoli, lungo il Muro israeliano in Cisgiordania, la lotta non violenta si sta trasferendo a ridosso dei centri urbani e dei campi profughi. Le iniziative si moltiplicano, a cominciare dalla creazione di «avamposti palestinesi» nelle aree che Israele ha destinato all'espansione delle colonie. Sono enormi le potenzialità di questo movimento. Lo hanno capito i comandi militari israeliani, che ieri hanno schierato ingenti forze per contrastare i manifestanti. In mezzo, tra le parti contrapposte, c'è la goffa polizia dell'Autorità nazionale del presidente Abu Mazen che tenta di fare interposizione e di riportare la calma.

Ieri sulla spianata delle moschee di Gerusalemme, al termine della preghiera islamica del venerdì, dozzine di giovani palestinesi hanno scandito slogan a sostegno dei detenuti politici. Ad un certo punto qualche giovane ha lanciato sassi contro la polizia che è intervenuta arrestando diversi manifestanti. A Hebron circa mille palestinesi e gruppetti di attivisti internazionali si sono riuniti in Bab Zawye, all'ingresso della zona H2 - controllata da Israele e dove 600 coloni vivono in mezzo a 25mila palestinesi - per chiedere la riapertura di Shuhada Street, la strada commerciale più importante della casbah, chiusa dalle autorità di occupazione nel 2000. Gli attivisti hanno marciato verso l'ingresso di Shuhada Street, dove però sono stati bloccati dall'esercito israeliano che ha lanciato candelotti di gas lacrimogeno e granate assordanti. Un giovane è stato portato in ospedale perché colpito ad una gamba da un proiettile. Una ventina di palestinesi sono rimasti feriti o intossicati dal gas lacrimogeno.

Ad Anata, tra Ramallah e Gerusalemme, un palestinese avrebbe forzato un posto di blocco della polizia, ferendo un agente, ed è poi riuscito a fuggire. Ci sono scontri a Nabi Saleh e vicino alla prigione di Ofer (Ramallah) dove centinaia di giovani hanno manifestato per il terzo giorno consecutivo a sostegno dei detenuti in sciopero della fame, in particolare di Samer Issawi, liberato con lo scambio di prigionieri della fine del 2011 in cambio del soldato Ghilad Shalit e condannato a 8 mesi di carcere per essersi recato in Cisgiordania violando le restrizioni ai suoi movimenti.

Considerando il periodo già trascorso in prigione, Issawi, che fa lo sciopero della fame da oltre 200 giorni, dovrebbe uscire il 6 marzo. Rischia però di dover scontare condanne ricevute in precedenza e di rimanere in carcere per molti anni ancora. Il detenuto perciò continua la sua protesta. L'altra notte Jafar Ezzedine e Ayman Sharawna, due dei quattro prigionieri in sciopero della fame, sono stati ricoverati in ospedale.


Un giovane palestinese, fermato otto giorni fa dalle truppe speciali israeliane, è morto oggi nel centro di detenzione di Megiddo. Manifestazioni di protesta. Arafat Shahin Jaradat prigioniero palestinese è morto oggi, durante l'interrogatorio nel centro di detenzione israeliano di Megiddo a nord della Cisgiordania. Arafat era stato arrestato 8 giorni fa. con l'accusa di far parte di una unita' militare di Al Fatah durante alcuni scontri a ridosso della colonia israeliana di Kiriat Arba. Arafat 30 anni, era originario di un piccolo villaggio, Sa'aier , nella regione di al Khalil (Hebron).
Immediate manifestazioni di rabbia e di protesta sono state organizzate in diverse città palestinesi. Qui sotto una manifestazione a Ramallah.



















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