sabato 6 ottobre 2012

pc 5-6 ottobre - Operai ex Fiat Termini Imerese: una notizia buona e due cattive


La notizia buona come riportano i giornali è che ieri “è arrivata la firma dell'atteso decreto salva esodati, che riguarderà 55 mila lavoratori da accompagnare alla pensione e tra questi anche i 640 di Termini Imerese.

La prima notizia cattiva, è che si parla dell’uscita di scena definitiva dell’azienda produttrice di auto Dr Motor e quindi non sembra sbloccarsi la ricerca di un produttore di auto affidabile visto che la Dr Motor comunque fino ad ora non scioglie il nodo dell’accordo definitivo con la cinese Chery che a sua volta fa sapere di essere disponibile ma di volere un partner affidabile.

Il governo da parte sua tramite l’amministratore di Invitalia fa sapere che continueranno a cercare “un nuovo produttore auto in tutto il mondo, non solo nell'Unione europea che soffre di un eccesso di capacità produttiva. Ci sono contatti continui in corso ma vogliamo aspettare che le novità siano consolidate prima di fare annunci".

Certo il decreto permetterà, come prevedeva l’accordo, con l'uscita di scena dei seicento operai, l'autorizzazione del secondo anno di cassa integrazione straordinaria per il 2013 per le tute blu ex Fiat, oltre che un altro anno di tempo per cercare un nuovo produttore disposto a rilevare la fabbrica.

E questa è la notizia che consideriamo “cattiva” nel senso che con la concessione della cassa integrazione per un altro anno non ci sarà quasi sicuramente un impegno costante e diretto degli operai affinché sia l’ex Fiat ma nell’insieme l’area industriale di Termini Imerese continuino ad essere una presenza industriale importante, dato che i cosiddetti “scenari alternativi, e cioè l’insediamento altre aziende previste dall'accordo di programma, Lima, Biogen e Newcoop, e di altri ingressi che il governo sta valutando non potranno mai raggiungere la quantità di operai che ci sono stati in tutti questi anni.

I sindacati confederali continuano a fare solo chiacchiere lasciando costantemente, come hanno fatto in tutti questi anni, nelle mani di altri, del governo e delle varie amministrazioni pubbliche, il destino degli operai e quindi seguono una via senza uscita.

Un nuovo giro di incontri è previsto tra governo e sindacati per metà del prossimo novembre: agli operai, in vista della fine dell’anno e delle prospettive per il rilancio industriale, il compito di far sentire sul serio la propria voce ma soprattutto la propria forza.

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