venerdì 20 gennaio 2012

pc 20 gennaio - un operaio dell'Enichem di Ravenna sul sostegno alla guerra popolare in India

Un compagno operaio dell'Enichem presente all'incontro di Ravenna ci ha inviato le sue considerazioni.



La visione del filmato sulla guerra popolare in India permette alcune considerazioni di netta somiglianza tra le lotte nei paesi imperialiste e quelle nei paesi sfruttati (anche se presentati al mondo come economie emergenti in grande sviluppo).

Come operai dobbiamo sostenere la guerra popolare in India perchè siamo consapevoli d’essere tutti gli sfruttati dalla stessa parte ed avere il nemico comune rappresentato dai padroni-multinazionali-paesi imperialisti e/o asserviti ad essi e le forze della reazione.

Dall’intervista di A.Roy si può evincere lo stesso trattamento che riservano i mercati quando chi amministra lo stato per conto della borghesia ad ogni latitudine abbia lo stesso effetto positivo sulle borse, nel momento in cui si promettono repressioni alla minaccia all’espansionismo delle multinazionali, nei paesi in “crescita” (India) così come nei paesi “sviluppati” i governi annunciano tagli al welfare e alla spesa pubblica (Italia ed Europa in generale). Così facendo smascherano come i mercati siano incompatibili con il benessere reale dei cittadini.

Come non notare che mentre nei paesi in guerra il lavoro sporco lo fanno i militari ed i paramilitari nei paesi sviluppati, oltre alle forze della repressione e ai mass media, lo fanno i confederali e le organizzazioni pacifiste/conciliatrici nel dar manforte alla repressione delle ribellioni radicali per metterle sotto il controllo pacifico-concertativo dei “preposti” all’ordine sociale.

Un altro segnale di identici obbiettivi da parte dei poteri forti è la deportazione dalle zone di interesse economico-strategico delle popolazioni siano esse contadine o cittadine (in India le zone minerarie, qui in Italia le zone colpite da catastrofi naturali, come L’Aquila, o gli espropri per opere d’interesse commerciale, TAV per esempio).

Vediamo la criminalizzazione della violenza da parte dei media quando viene dal popolo in lotta, mentre è benedetta quando ad adoperarla sono gli eserciti e le polizie, in ogni angolo del mondo, al servizio del capitale.

Ultima considerazione della loro essenza di democrazia, dove gli elettori sono soprattutto e soltanto dei consumatori, e come tali c’è soltanto il mercato da far crescere e difendere.

Come si può evincere la lotta contro i padroni ad ogni latitudine e la solidarietà alle lotte nei paesi sfruttati fan parte di un’unica lotta degli oppressi contro gli oppressori siano essi padroni, multinazionali o stati imperialisti, e soltanto la vittoria di questa guerra di popolo di lunga durata può metter fine a questo scempio sotto gli occhi di tutti che continua a mietere morti e fame tra le file degli sfruttati.

MG, operaio Enichem-Ravenna

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