sabato 30 aprile 2011

pc 1 maggio - Primo Maggio internazionalista! - Uno straordinario messaggio diffuso in tutto il mondo



Primo Maggio internazionalista!
Uno straordinario messaggio diffuso in tutto il mondo

I popoli vogliono la rivoluzione
I proletari vogliono il partito della rivoluzione

I comunisti vogliono l'internazionalismo e una nuova organizzazione internazionale


Questo 1° Maggio giunge in un momento senza precedenti di proteste e ribellioni in tutto il mondo.
Nel mondo arabo e nel Golfo persico, i giovani, i proletari e le masse popolari hanno invaso le strade e le piazze, hanno abbattuto o cercano di abbattere, uno dopo l'altro, i regimi dittatoriali asserviti all'imperialismo.

Nel cuore dei paesi imperialisti lotte della classe operaia, scioperi generali, rivolte studentesche e giovanili combattono l'azione dei governi, reazionari e tendenti ad un moderno fascismo, di scaricare la crisi sulle masse provocando licenziamenti, precarietà, intensificazione dello sfruttamento, attacchi alla scuola, alla sanità, ai servizi sociali essenziali.

Lotte e ribellioni vanno dalla Cina agli Stati Uniti, dalla Russia all'America Latina.
In particolare in Afghanistan e Iraq l'imperialismo, principalmente l'imperialismo Usa, subisce colpi che impediscono che i suoi piani di occupazione, invasione, controllo geo-strategico di aree importanti del mondo, si realizzino. I suoi piani di santificare l’occupazione sionista della Palestina attraversi dirigenti venduti sono in scacco.

Le guerre popolari fanno da riferimento strategico per i proletari e i popoli del mondo.
La guerra popolare in India fronteggia con successo gli attacchi senza precedenti del nemico e riesce ad estendersi e ad avanzare. Persiste e riprende la guerra popolare in Perù. Avanza nelle Filippine. In Turchia le lotte rivoluzionarie dirette dai maoisti avanzano lungo la strategia della guerra popolare. In altri paesi del Sud Asia essa è in preparazione, per nuovi inizi e avanzamenti.

In Nepal 10 anni di guerra popolare hanno creato le condizioni per l'avanzamento della rivoluzione nepalese. Essa si trova ora ad un incrocio difficile e va sostenuta sia contro la controrivoluzione condotta da nemici interni ed esterni, sia contro i riformisti che vogliono minarla dall'interno.
La guerra popolare di lunga durata è indispensabile per battere il nemico, sia nei paesi oppressi dall'imperialismo, sia nei paesi imperialisti, secondo le proprie specificità.

E' una nuova acuta fase della lotta di classe che esprime la volontà rivoluzionaria dei proletari e dei popoli del mondo.
Tutto questo dimostra che la contraddizione principale nel mondo è tra imperialismo e popoli oppressi, mentre si acutizzano sia le contraddizioni tra proletariato e borghesia, sia le contraddizioni inter-imperialiste. Emerge sempre più chiaro nella crisi che si allarga che la rivoluzione è la tendenza principale nel mondo.

La crisi economica dell'imperialismo, lungi dall'essere in via di risoluzione, si allarga e approfondisce secondo la legge dello sviluppo diseguale e come risultato della contesa sul mercato mondiale e della ricerca della massima estorsione del plusvalore. La “finanziarizzazione” dell'economia, principale causa immediata di questa crisi, tende a respingere qualsiasi controllo. L'utilizzo delle eccedenze dell'economie di Cina, India e Brasile non può assicurare che una ripresa temporanea, che apre le porte a nuove crisi ancora più laceranti.

I proletari e le masse in lotta e in rivolta chiedono e si organizzano per costruire partiti rivoluzionari all'altezza dello scontro di classe in atto, e questo processo di organizzazione si sviluppa.
Servono partiti comunisti basati sul marxismo leninismo maoismo capaci di dirigere la lotta di classe in tutti i campi, finalizzata alla conquista del potere politico, senza il quale non è possibile per i proletari abbattere il sistema capitalista e imperialista.

I comunisti maoisti sono impegnati a rispondere all'esigenza di una direzione scientifica e determinata della lotta di classe del proletariato, combattendo ogni tipo di deviazione riformista, revisionista e dogmatica. in tutte le sue forme. La nostra classe può contare sull'immenso tesoro di esperienza delle lotte e delle rivoluzioni a 140 anni, dalla nascita della gloriosa Comune di Parigi, attraverso le vette della Rivoluzione d'Ottobre, della rivoluzione cinese e della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria. Dobbiamo imparare dalle nostre vittorie, come dalle nostre sconfitte e dai nostri errori.

I comunisti marxisti leninisti maoisti devono praticare nelle lotte, nelle rivolte, nelle guerre popolari, l'internazionalismo proletario per unire le lotte proletarie e dei popoli oppressi contro l'imperialismo in crisi e rimanere strettamente uniti alle masse, in quanto esse fanno la storia.
I comunisti devono realizzare una nuova unità del movimento comunista internazionale basata sul marxismo leninismo maoismo e costruire l'organizzazione internazionale necessaria oggi.

L'imperialismo non ha futuro!
Il futuro è del comunismo!


Partito Comunista del Bhutan (MLM);
Partito Comunista d’India (maoista);
Partito Comunista d’India (ML) Naxalbari;
Partito Comunista maoista, Francia;
Partito Comunista maoista, Italia;
Partito Comunista Maoista, Turchia e Nord Kurdistan;
Partito Comunista Rivoluzionario, Canada;
Partito Comunista Unificato del Nepal (Maoista);
Comitato di Lotta Popolare “Manolo Bello”, Galizia, Spagna;

pc 1 maggio - Internationalist May Day! - An extraordinary statement spread all around the world!


Internationalist May Day!
An extraordinary statement spread all aorund the world!

People want revolution
Proletarians want the Party of the Revolution

Communists want internationalism and a new international organization


This year’s May Day comes at a time of unprecedented protests and uprisings all around the world. In the Arab world and Persian Gulf, the youth, the proletarians and the broad masses took to the streets and toppled or tried to topple, one after the other, the dictatorial regimes subservient to imperialism.

In the heart of the imperialist countries, working class struggles, general strikes, rebellions of students and youth are opposing the policy of reactionary governments and the development of a modern fascism aimed at shifting the burden of the crisis on to the backs of the masses, bringing layoffs, job insecurity, intensification of exploitation and attacks on education, health care and basic social services.

Struggles and rebellions are ranging from China to the US, from Russia to Latin America.
Particularly in Afghanistan and Iraq, imperialism, mainly U.S. imperialism, is suffering blows that prevent it from realizing its plans of occupation, invasion and geo-strategic control on important areas of the world. Its plans to sanctify Zionist occupation in Palestine through sell-out leaders have been checked.

People's wars are the strategic reference for the proletarians and peoples of the world.
The people's war in India successfully withstands unprecedented attacks by the enemy and is able to expand and advance. The people's war in Peru persists and recuperates. The people’s war in the Philippines advances. In Turkey, revolutionary struggles led by the Maoists advance along the people’s war strategy. In other countries of South Asia it is being prepared, for initiations and new advances.

In Nepal, 10 years of people’s war have created the conditions for the advancement of Nepali revolution. This revolution is now at a complex crossroads and must be supported against the counter-revolution waged by internal and external enemies as well as against the reformists who try to undermine it from within.
The protracted people’s war is necessary to defeat the enemy both in countries oppressed by imperialism and the imperialist countries themselves, according their own specificities.
It represents a new and sharpening phase of the class struggle that expresses the revolutionary aspirations of the proletariat and the world peoples.

All this indicates that the main contradiction at the world level is that between imperialism and oppressed people, while the contradiction between the proletariat and the bourgeoisie and as well as inter-imperialist contradictions are sharpening. In the context of the spreading crisis, the revolution emerges more and more clearly as being the main trend in the current world.

The economic crisis of imperialism, far from being resolved, widens and deepens according to the laws of uneven development and as a result of the contention on the world market and the tendency towards a maximal extortion of surplus value. The “financialization” of the economy— the main immediate cause of the crisis — tends to reject any control. The use of surpluses from China’s, India’s and Brazil’s economies can’t ensure more than a temporary recovery, which opens the door to new and even more distressing crisis.

The struggling and uprising proletarians and popular masses demand the building of revolutionary parties at the height of the current clash of classes; and that process of organization is developing.
We need communist parties based on Marxism-Leninism-Maoism able to lead the class struggle in all fields and aimed at seizing the political power without which it is not possible for the proletarians to overthrow the capitalist and imperialist system.

Maoist Communists strive to answer this need for a scientific and decided leadership for the proletarian class struggle, by fighting all kinds of revisionist, reformist and dogmatist deviations. Our class can rely on the huge amount of experience through 140 years of struggles and revolutions, from the birth of the Glorious Paris Commune through the peaks of the October Revolution, the Chinese revolution and the Great Proletarian Cultural Revolution. We must learn from both our victories and defeats, as well as from our mistakes.

Within that wave of struggles, uprisings and people’s wars, Marxist-Leninist-Maoist communists should put proletarian internationalism into practice in order to unite proletarian struggles and those of the oppressed peoples against imperialism in crisis and remain firmly united with masse, as they make history.
Communists must achieve a new unity of the international communist movement based on Marxism-Leninism-Maoism and build the international organization that we need today.


Imperialism has no future!

The future belongs to communism!


Communist Party of Bhutan (MLM);

Communist Party of India (maoist);

Communist Party of India (ML) Naxalbari;

maoist Communist Party, France;

maoist Communist Party, Italy;

Maoist Communist Party, Turkey and North Kurdistan;

Revolutionary Communist Party, Canada;

Unified Communist Party of Nepal (Maoist);

Committee of People’s Struggle “Manolo Bello”, Galicia, Spain

pc 1 maggio - 1er mai internationaliste! - Une déclaration extraordinaire diffusion dans le monde entier!



1 Mai internationaliste!
Une déclaration extraordinaire en diffusion dans le monde entier!

Les peuples veulent la révolution
Les prolétaires veulent le parti de la révolution
Les communistes veulent l’internationalisme et une nouvelle organisation internationale

Le 1er Mai arrive à un moment de protestations et de rébellions sans précédent dans le monde entier. Dans le monde arabe et le golfe Persique, les jeunes, les prolétaires et les masses populaires ont envahi les rues et les places, ont abattu ou essayé d’abattre, l’un après l’autre, les régimes dictatoriaux asservis à l’impérialisme.

Au cœur des pays impérialistes, les luttes de la classe ouvrière, les grèves générales, les révoltes des étudiantes, des étudiants et des jeunes combattent l’action des gouvernements réactionnaires qui tendent à un fascisme moderne et qui essayent de décharger le fardeau de la crise sur les masses, provoquant des licenciements, la précarité de l’emploi, l’intensification de l’exploitation, des attaques à l’éducation, à santé et aux services sociaux essentiels.


Les luttes et les rébellions s’étendent de la Chine aux États-Unis, de la Russie à l’Amérique latine.

En particulier en Afghanistan et en Irak, l’impérialisme – principalement l’impérialisme américain – subit les coups qui l’empêchent de réaliser ses plans pour l’occupation, l’invasion et le contrôle géostratégique de zones importantes dans diverses régions du monde. Ses plans pour sanctifier l'occupation sioniste en Palestine par les dirigeants vendus ont été en échec.

Les guerres populaires demeurent la référence stratégique pour les prolétaires et les peuples du monde.

La guerre populaire en Inde confronte avec succès les attaques sans précédent de l’ennemi et fait preuve de sa capacité à se développer et à aller en avant. La guerre populaire au Pérou persiste et se renouvelle. Elle avance aux Philippines et elle est en préparation dans d’autres pays de l’Asie du Sud. En Turquie, les luttes révolutionnaires dirigées par les maoïstes avancent dans la stratégie de la guerre populaire. Dans d'autres pays d'Asie du Sud, il est en cours d'élaboration, pour les initiations et les nouveaux progrès.


Au Népal, dix années de guerre populaire ont créé les conditions au progrès de la révolution, qui est maintenant est à la croisée d’un chemin difficile et qui doit être soutenue contre contre-révolution menée par des ennemis internes et externes ainsi que contre les réformistes qui tentent de miner de l'intérieur.


La guerre populaire prolongée est essentielle pour vaincre l’ennemi, dans les pays opprimés par l’impérialisme aussi bien que dans les pays impérialistes, selon les conditions spécifiques de chaque pays.
Il s’agit d’une nouvelle phase, aiguë, de la lutte des classes qui exprime la volonté révolutionnaire du prolétariat et des peuples du monde.


Tout cela témoigne du fait que la contradiction principale dans le monde est celle qui oppose l’impérialisme aux peuples opprimés, tandis que s’aiguisent les contradictions entre le prolétariat et la bourgeoisie et les contradictions inter-impérialistes. Il devient de plus en plus clair dans le contexte de la crise qui se répand que la révolution est la tendance principale dans le monde actuel.


La crise économique de l’impérialisme, loin d’être en voie de résolution, s’élargit et s’approfondit dans le cadre de la loi du développement inégal, de la concurrence sur le marché mondial et de la tendance à rechercher le maximum d’extorsion de plus-value. La «financiarisation» de l’économie, cause principale immédiate de cette crise, a tendance à rejeter toute forme de contrôle et parallèlement, l’utilisation des excédents de l’économie de la Chine, de l’Inde et du Brésil ne peut assurer qu’une reprise précaire, ce qui ouvre la porte à de nouvelles crises encore plus déchirantes.


Les prolétaires et les masses en lutte et en révolte exigent la construction de partis révolutionnaires à la hauteur de la lutte de classe en cours et ce processus d'organisation est en développement.

On a besoin de partis communistes basés sur le marxisme-léninisme-maoïsme, capables de diriger la lutte de classe dans tous les domaines, visant à conquérir le pouvoir politique, sans lequel il n’est pas possible pour les prolétaires de renverser le système de domination et d’exploitation capitaliste, impérialiste.


Les communistes maoïstes cherchent à répondre à cette nécessité d’une direction scientifique et déterminée de la lutte de classe du prolétariat, en combattant contre le réformisme, le révisionnisme et le dogmatisme sous toutes leurs formes. Notre classe peut compter sur l’immense richesse de l’expérience de 140 ans de luttes et de révolutions, de la naissance de la glorieuse Commune de Paris, jusqu’aux sommets de la révolution d’Octobre, de la révolution chinoise et de la Grande Révolution culturelle prolétarienne. Nous devons apprendre de nos victoires, ainsi que de nos échecs et erreurs.


Les communistes marxistes-léninistes-maoïstes doivent pratiquer l’internationalisme prolétarien dans les luttes, les émeutes et les guerres populaires, de sorte à faire la jonction entre les luttes du prolétariat et celles des peuples opprimés contre l’impérialisme en crise et à rester fermement unis avec masse, car ils font l'histoire.

Les communistes doivent créer une nouvelle unité du mouvement communiste international fondée sur le marxisme-léninisme-maoïsme et construire l’organisation internationale nécessaire dans la situation actuelle.


L’impérialisme n’a pas d’avenir!
L’avenir, c’est le communisme!


Parti Communiste du Bhoutan (MLM);
Parti Communiste de l'Inde (maoïste);
Parti Communiste de l'Inde (ML) Naxalbari;
Parti Communiste maoïste, France;
Parti Communiste maoïste, Italie;
Parti Communiste Maoïste, Turquie et Nord Kurdistan;
Parti Communiste Révolutionnaire, Canada;
Parti Communiste Unifiée du Népal (maoïste) ;
Comité de Lutte Populaire "Manolo Bello, Galice, Espagne

pc 1 maggio - 1 de Mayo internacionalista ! - Una declaración extraordinaria en difusión en todo el mundo!



1 de Mayo internacionalista !
Una declaración extraordinaria difusión en todo el mundo!


Los pueblos quieren la revolución
Los proletarios quieren el partido de la revolución
Los comunistas quieren el internacionalismo y una nueva organización internacional


Este 1° de mayo llega en un momento de protestas y rebeliones sin precedentes en todo el mundo.
En el mundo árabe y en el Golfo Pérsico, los jóvenes, el proletariado y las masas populares ha invadido las calles y plazas, abatieron o trataron de abatir, uno tras otro, los regímenes dictatoriales subordinados al imperialismo.
En el corazón de los países imperialistas las luchas de la clase obrera, las huelgas generales, las revueltas estudiantiles y de los jóvenes, combaten la acción del gobierno reaccionario, y proclive a un fascismo moderno, para descargar la crisis sobre las masas provocando despidos masivos, la precariedad laboral, la intensificación de la explotación, los ataques a escuelas, salud, servicios sociales esenciales.

Luchas y rebeliones que van desde China a los EE.UU., desde Rusia a América Latina.
En particular en Afganistán e Irak, el imperialismo, y principalmente el imperialismo de EE.UU., sufre los golpes que impiden que sus planes para la ocupación, la invasión, el control geoestratégico de las zonas importante en el mundo, se hará realidad. Sus planes para santificar la ocupación sionista en Palestina a través de los líderes vendidos se han estancado.

Las guerras populares son la referencia estratégica para los proletarios y los pueblos del mundo.
La guerra popular en la India afronta con éxito los ataques sin precedentes del enemigo y es capaz de expandirse y avanzar. Persiste y continua la guerra popular en Perú. Avanza en las Filipinas. En Turquía, las luchas revolucionarias dirigidas por los maoistas avanzan a lo largo de la estrategia de la guerra popular. En otros países de Dur de Asia está en preparación para el inicio y nuevos avances.
En Nepal, 10 años de guerra popular han creado las condiciones para el avance de la Revolución nepalesa, que ahora está en una encrucijada difícil y debe ser apoyada contrarrevolución llevada a cabo por los enemigos internos y externos, así como contra los reformistas que quieren socavarla en el interior.

La guerra popular prolongada es esencial para derrotar al enemigo. Tanto en los países oprimidos por el imperialismo como en los países imperialistas, de acuerdo con condiciones específicas adaptadas a cada país.

Es una nueva fase aguda de la lucha de clases, que expresa la voluntad revolucionaria del proletariado y de los pueblos del mundo.
Todo esto demuestra que la contradicción principal en el mundo es entre el imperialismo y los pueblos oprimidos, que se agudizan las contradicciones entre proletariado y burguesía y las contradicciones inter-imperialistas. En el contexto de la crisis que se propaga, es cada vez más claro que la revolución es la tendencia principal en el mundo.

La crisis económica del imperialismo, lejos de resolverse, se amplía y profundiza dentro de la ley del desarrollo desigual y la contienda en el mercado mundial y la búsqueda de la máxima extorsión de la plusvalía. La financiación de la economía, causa principal inmediata de esta crisis, rechaza todo control; y el uso de la excedentes en la economía de China, India y Brasil pueden asegurar la recuperación aún siempre de corto aire que abre a nuevas crisis todavìa mas lacerantes.

Los proletarios y las masas en lucha y en revuelta piden para construir partidos revolucionarios a la altura de la lucha de clase actual y ese proceso de organización se está desarrollando.
Necesitamos partidos comunistas basados en el marxismo-leninismo-maoísmo capaces de dirigir la lucha de clases en todos los ámbitos, destinada a conquistar el poder político, sin el cual no es posible para el proletariado derrocar el sistema de dominación y explotación capitalista imperialista.

Los comunistas maoístas se han comprometido a abordar la necesidad de dirección científica y decidida de la lucha de clase del proletariado, combatiendo contra el reformismo, el revisionismo y el dogmatismo en todas sus formas.

Nuestra clase debe confiar en la inmensa riqueza de la experiencia de las luchas y las revoluciones en 140 años del nacimiento de la Gloriosa Comuna de París, a través de los picos de la Revolución de Octubre, la Revolución china y la Gran Revolución Cultural Proletaria. Debemos aprender de nuestras victorias, así como de nuestros fracasos y nuestros errores.

Los comunistas marxistas leninistas maoístas deben practicar en las luchas, enlos motines, en las guerras populars el internacionalismo proletario para unir las luchas proletarias y de los pueblos oprimidos contra el imperialismo en crisis y permanecer firmemente unidos a las masas pues ellas hacen la historia.
Los comunistas deben crear una nueva unidad del movimiento comunista basandose en el marxismo-leninismo-maoísmo y construir la organización internacional necesaria hoy en día.

El imperialismo no tiene futuro!
El futuro es el comunismo!


Partido Comunista del Bhutan (MLM); Partido Comunista de India (maoísta);
Partido Comunista de India (ML) Naxalbari;
Partido Comunista maoísta, Francia;
Partido Comunista maoísta, Italia;
Partido Comunista Maoísta, Turquía e Nord Kurdistan;
Partido Comunista Revolucionario, Canada;
Partido Comunista Unificado del Nepal (Maoísta);
Comité de Loita Popular “Manolo Bello”, Galicia;

pc 1 maggio - 1. Mai internationalistischen! Eine Erklärung verbreiten außerordentlichen weltweit!


1. Mai internationalistischen!
Eine Erklärung verbreiten außerordentlichen weltweit!

Völker wollen Revolution ProletarierInnen wollen eine Partei der Revolution
KommunistInnen wollen Internationalismus und eine neue internationale Organisation


Dieses Jahr kommt der Erste Mai in einer beispiellosen Zeit der weltweiten Proteste und Aufstände . In der arabischen Welt am persischen Golf, nehmen sich die Jugend, die ProletarierInnen und die breiten Massen die Straßen und stürzen, oder versuchen dies zumindest, eines nach dem anderen, die diktatorischen und dem Imperialismus untergeordneten Regimes.

In den Herzen der imperialistischen Länder richten sich Kämpfe der ArbeiterInnenklasse, Generalstreiks, Rebellionen der StudentInnen und Jugendlichen, gegen die Politik der reaktionären Regierungen und die Entwicklung eines modernen Faschismus, welche darauf abzielen die Lasten der Krise auf den Rücken der Massen abzuladen und Kündigungen, schlechtere Arbeitssicherheit, Intensivierung der Ausbeutung und Angriffe auf Bildung, Gesundheitsversorgung und grundlegende soziale Leistungen mit sich bringen. Die Kämpfe und Rebellionen reichen von China in die Vereinigten Staaten, von Russland nach Lateinamerika.

Speziell in Afghanistan und im Irak, leidet der Imperialismus, vor allem der US-Imperialismus, unter dem Gegenwind der ihn von der Realisierung seiner Okkupations- und Invasionspläne, sowie von geostrategischen Kontrollvorhaben gegenüber wichtigen Weltgegenden abhält. (…)


Die Volkskriege sind ein strategischer Bezugspunkt für das Proletariat und die Völker der Welt.
Der Volkskrieg in Indien widersteht erfolgreich noch nie dagewesenen Angriffen des Feindes und schaffte es sogar, sich weiter auszudehnen und vorwärts zu kommen. In Peru dauert der Volkskrieg nach wie vor an und erholt sich zusehends. Der Volkskrieg auf den Philippinen macht Fortschritte. In der Türkei entwickeln sich revolutionäre Kämpfe, geführt durch die MaoistInnen, entlang der Volkskriegsstrategie weiter. In manchen Ländern Südasiens werden diesbezüglich Vorbereitungen für Initiierungen und neue Fortschritte getroffen.

In Nepal haben 10 Jahre Volkskrieg die Bedingungen für eine Vertiefung der nepalesischen Revolution geschaffen. Diese Revolution steht nun an einem komplizieren Scheideweg und muss gegen die von inneren und äußeren Feinden vorangetriebene Konterrevolution, sowie auch gegen die Reformisten die versuchen sie von innen her zu untergraben, verteidigt werden.

Der langandauernde Volkskrieg ist notwendig um den Feind sowohl in vom Imperialismus unterdrückten, als auch in den imperialistischen Ländern selbst, beiderseits in Übereinstimmung mit den jeweiligen Besonderheiten, zu schlagen.


Er repräsentiert eine neue und verschärfte Phase des Klassenkampfes, welche Ausdruck der revolutionären Bestrebungen des Proletariats und der Völker der Welt ist. All das zeigt, dass der Hauptwiderspruch auf Weltniveau jener zwischen Imperialismus und unterdrückten Völkern ist; gleichzeitig verschärft sich der Widerspruch zwischen Bourgeoisie und Proletariat ebenso wie die Widersprüche zwischen den Imperialisten. Im Kontext der sich ausweitenden Krise, tritt die Revolution immer klarer als der Haupttrend in der gegenwärtigen Welt hervor.


Die ökonomische Krise des Imperialismus, weit entfernt davon gelöst zu sein, weitet sich aus und vertieft sich entlang der Gesetze der ungleichzeitigen Entwicklung, als Resultat der Kämpfe auf dem Weltmarkt und der Tendenz der maximalen Erpressung von Extraprofit. Die „Finanzialisierung“ der Ökonomie – der wichtigste unmittelbare Grund der Krise – tendiert zu vollkommener Unkontrollierbarkeit. Der Verbrauch von weiterem Mehrwert durch Chinas, Indiens und Brasiliens Ökonomien, kann das nicht mehr als zeitweilig verbergen und öffnet die Türe für neue und noch weitergehende Krisen.


Die kämpfenden und aufständischen ProletarierInnen und Volksmassen verlangen den Aufbau revolutionärer Parteien auf Höhe der gegenwärtigen Klassenzusammenstöße; und der Prozess der diesbezüglichen Organisierung entwickelt sich.


Wir brauchen Kommunistische Parteien die auf der Basis des Marxismus-Leninismus-Maoismus stehen, die fähig sind, den Klassenkampf in allen Bereichen zu führen und die politische Macht, ohne die es für das Proletariat nicht möglich ist das kapitalistische und imperialistische System zu stürzen, zu ergreifen. Maoistische KommunistInnen streben danach, diese Notwendigkeit für eine wissenschaftliche und entschiedene Führung des Klassenkampfes durch den Kampf gegen alle Spielarten revisionistischer, reformistischer und dogmatischer Abweichungen zu beantworten.

Unsere Klasse kann auf die große Menge an Erfahrungen aus 140 Jahren des Kampfes und der Revolution, von der glorreichen Pariser Kommune über die Gipfel der Oktoberrevolution, der chinesischen Revolution und der Großen Proletarischen Kulturrevolution zurückgreifen. Wir müssen aus unseren Siegen und Niederlagen ebenso lernen, wie aus unseren Fehlern.


Inmitten der Welle von Kämpfen, Aufständen und Volkskriegen, müssen die marxistisch-leninistisch-maoistischen KommunistInnen den proletarischen Internationalismus in die Praxis umsetzen, d.h. die Vereinigung der proletarischen Kämpfe und der Kämpfe der unterdrückten Völker gegen den Imperialismus in der Krise auf die Tagesordnung setzen und fest an der Verbindung mit den Massen, welche die Geschichte machen, festhalten. KommuistInnen müssen eine neue Einheit der Internationalen Kommunistischen Bewegung, basierend auf dem Marxismus-Leninismus-Maoismus, erreichen und jene internationale Organisation aufbauen, die wir heute benötigen

Der Imperialismus hat keine Zukunft!
Die Zukunft gehört dem Kommunismus!


Kommunistische Partei Bhutans (MLM)

Kommunistische Partei Indiens (maoistisch)

Kommunistische Partei Indiens (ML) Naxalbari

maoistische Kommunistische Partei, Frankreich

maoistische Kommunistische Partei, Italien
Maoistische Kommunistische Partei, Türkei und Nordkurdistan
Revolutionär-Kommunistische Partei, Canada

Vereinigte Kommunistische Partei Nepals (Maoistisch)

Komitee der Volkskämpfe “Manolo Bello”, Galizien, Spanischer Staat

pc 30 aprile - dagli studenti della federico II napoli

Oltre le lame, Oltre le menzogne!

Si è conclusa un’altra giornata di lotta e di antifascismo. Ancora una volta abbiamo dimostrato l’intenzione di difendere palmo a palmo le nostre strade e i nostri sogni.Questo è il messaggio che crediamo di aver dato: venite pure armati di coltelli, noi non scappiamo, noi non indietreggiamo.La rabbia che oggi si è riversata per la strada è la stessa con cui abbiamo affrontato gli infami in camicia nera e le loro coperture istituzionali. Portiamo sulla nostra pelle i segni che le lame dei vigliacchi ci hanno lasciato addosso, ma abbiamo ancora negli occhi la solidarietà di una marea di studenti, ragazzi, compagni che ha deciso di partecipare al corteo del pomeriggio e di opporsi all’infamia fascista.

Ringraziamo tutte e tutti, anche chi ha fatto centinaia di Km per esserci vicino.

Leggiamo, inoltre, che la stampa si è affrettata a dar spazio ai comunicati dei fascisti accoltellatori e a far passare come una rissa una vile aggressione; questo non ci sorprende, non è la prima volta e non sarà l’ultima. La questura ha denunciato i nostri fratelli feriti per “rissa aggravata”(!) e la stampa ha gettato fango. A chi non è prezzolato, a chi è interessato a conoscere la verità dettagliatamente, rimandiamo al nostro comunicato di domani attualmente in elaborazione.Oggi come ieri ribellarsi è giusto.

Contro il fascismo non un passo indietro, per sempre antifa.

Studenti Federico II

pc 30 aprile - GIU' LE MANI DAL 1°MAGGIO!

Che volessero mettere in discussione il 1° Maggio, come Festa dei Lavoratori, era da tempo che padroni, governo, partiti borghesi, economisti, giornalisti “a servizio permanente ed effettivo”, ci stavano lavorando.
Quest'anno hanno tentato di fare un primo passo pratico con la imposizione in alcune città, con sindaci del PD in testa, dell'apertura degli esercizi commerciali, e quindi del lavoro dei dipendenti.
Certo per i padroni c'è un problema di basso utilitarismo economico, nella crisi ogni incasso in più “fa brodo”; ma non è questo l'aspetto principale.
La questione è più strategica, è economica, nel senso dell'interesse generale capitalista, è politica; ha a che fare con la lotta di classe. Si vuole cancellare la festa “dei lavoratori”, “dei proletari”, di cui la questione più inaccettabile e da sopprimere è proprio la parola “lavoratori”.
Così come da tempo, da Sacconi a Ichino, a vari esponenti di partiti parlamentari, vogliono trasformare lo Statuto dei Lavoratori in “Statuto del Lavoro”; nello stesso modo vogliono far diventare il 1° Maggio “festa del lavoro”, ma nel senso effettivo di festa in cui si esalta il lavoro, “lavorando”..., fino a trasformare la 'festa dei lavoratori' in 'festa dei padroni'.
Certo, da tempo i sindacati confederali hanno reso il 1° Maggio una semplice giornata di vacanza dal lavoro, in poche città vengono fatte manifestazioni,
ma, ma... questa festa del 1° Maggio finchè esiste, non solo parla di operai, "proletari", di classi mai sparite e quindi di lotta di classe, ma soprattutto allude, comunque, all'abolizione del lavoro salariato, ad una società senza sfruttati e sfruttatori, al potere dei lavoratori...
E, allora, è meglio eliminarla!

pc 30 aprile - Napoli, nuova aggressione fascista nella notte alla festa all'Istituto orientale



primo comunicato

Comunicato Stampa

Poco dopo l’una di stanotte il prosieguo di oggi!? A palazzo Giusso c’è una festa degli studenti universitari: arrivano sette persone su motociclette e motorini. Due a volto coperto restano a fare i pali, altre cinque scendono: sono armate di mazze da baseball e lunghi coltellacci molto visibili (uno curvo sembra a tutti un machete)!! Cercano di andare verso la festa degli universitari ma di li non si riesce a entrare, allora curvano verso piazza S.Giovanni Maggiore Pignatelli, minacciando con gli enormi coltelli la folla che rimane in gran parte comprensibilmente impietrita. Quando alcune persone si avvicinano per farli andar via, mentre volano delle bottiglie, due delle cinque persone armate (ancora due col volto coperto, mentre le altre tre sono a volto scoperto) da dietro sembrano indicare agli altri tre chi colpire. E almeno due studenti vengono aggrediti con le mazze e pugni, mentre gli enormi coltelli fanno da deterrente a chi altro cerca di avvicinarsi. Infine i sette scappano, il raid è compiuto!
La condizione delle persone aggredite non è preoccupante (anche se sono andati in ospedale per un controllo) ma è molto preoccupante quello che è successo!
La relazione con la giornata di oggi ci appare evidente: qualcuno si sente più legittimato a colpire (anche per la sostanziale diminutio mediatica dell’aggressione coi coltelli operata dai neofascisti all’Università) e le convenienze della campagna elettorale potrebbero aver fornito senso di copertura e averli saldati con altro tipo di personaggi…

Colettivi studenteschi universitari

NAPOLI - Raid con coltelli e mazze da baseball, la scorsa notte nei pressi di Palazzo Giusso, a Napoli: lo denuncia la Rete degli Studenti Universitari che parla di due ragazzi aggrediti.

La denuncia di Rete Universitari. «A Palazzo Giusso c'era una festa degli studenti universitari - racconta la Rete degli Studenti universitari - sono arrivate sette persone su motociclette e motorini. Due a volto coperto sono rimasti a bordo degli scooter, altri cinque, armati di mazze da baseball e lunghi coltellacci, uno sembrava un machete, hanno cercato di accedere alla festa degli universitari. Non sono riusciti ad entrare e in piazza hanno iniziato a minacciare la folla». «Almeno due studenti sono stati aggrediti con le mazze e pugni - continua - Le condizioni delle persone aggredite non sono preoccupanti, anche se sono andati in ospedale per un controllo, ma è molto preoccupante quello che è successo».

pc 30 aprile - 400 lavoratori non festeggiano il primo maggio di quest'anno

Morti sul lavoro dall'inizio dell'anno al 30 aprile 2011
Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro

Situazione al 30 aprile del 2011
Domani sarà il 1 maggio la Festa dei lavoratori, credo che ci sia poco da festeggiare per chi lavora. Ad oggi 30 aprile ci sono stati 192 morti per infortuni sui luoghi di lavoro, ma si arriva a contarne oltre 400 se si aggiungono i lavoratori deceduti sulle strade e in itinere.



Sui luoghi di lavoro erano 151 il 30 aprile 2010. Assistiamo ad un aumento spaventoso delle vittime di quasi il 30%.

In questi primi quattro mesi sui luoghi di lavoro l’edilizia con 55 vittime ha registrato il 28,2% sul totale, l’agricoltura con 53 registra il28,1%, La maggior parte degli agricoltori sono morti in tarda età schiacciati da trattori senza protezione che si sono ribaltati. L’industria con 22 l’11,5% l’autotrasporto 14 con 7,5% Gli stranieri morti sono stati 22 l1,8 % sul totale.

Le regioni in testa a questa triste classifica sono la Lombardia con 28 vittime sui luoghi di lavoro (provincia di Milano 10), l'Emilia Romagna20 (Provincia di Bologna 5) e la Sicilia 18 (provincia di Catania 5). Nonostante la terribile tragedia della Thyssen e dopo un calo costante delle vittime che si registrava da quella tragedia, anche la provincia di Torino ha già 5 morti e il Piemonte 16, le province di Napoli e Chieti 5, quelle di Savona, Messina e Ragusa 4 vittime. Alcune regioni stanno avendo un andamento pessimo, altre sembrano avere imboccato un trend positivo. Nei prossimi mesi temiamo che ci saranno moltissime vittime in edilizia, in agricoltura e nei servizi nella provincia di Roma che registra “solo” 3 vittime, ma che solitamente aumentano dopo questo primo periodo dell’anno..

All’inizio di aprile avevamo scritto che ci sarebbero state molte morti in edilizia e in agricoltura nel centro-nord, purtroppo le previsioni, supportate dalle analisi del materiale raccolto negli anni passati, hanno confermato quanto avevamo scritto: la situazione è ancora più drammatica di come l’avevamo prospettata. Ci sono state ad oggi 29 aprile in edilizia e in agricoltura 45 morti solo sui luoghi di lavoro. Moltissimi morti sono dovuti alle condizioni climatiche, sopratutto per le categorie che svolgono i lavori all'aperto quali l'edilizia, l'agricoltura, la manutenzione stradale, l'autotrasporto ecc...Per queste categorie con un po’ di buona volontà da parte di tutti è possibile riuscire ad incidere sul fenomeno con la prevenzione ed allarmando le categorie quando ci sono maggiori rischi. E’ già possibile sapere con alcuni giorni d’anticipo quando potrebbe esserci un aumento delle vittime per questa tipologia di lavoratori.

E' proprio in quest’ottica che l'Osservatorio Indipendente di Bologna sta preparando previsioni del tempo aggiornate quotidianamente per tutte le province italiane, dove si evidenzierà con qualche giorno d’anticipo il fattore rischio per gravi infortuni sul lavoro, che si manifesta quando ci sono condizioni meteorologiche particolari.

Carlo Soricelli

pc 30 aprile - lavoratori e precari in lotta a palermo..LAVORO NON GUERRA !

I LAVORATORI DELLA COOP SOCIALE ITALY EMERGENZA, ORGANIZZATI CON LO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, HANNO PROTESTATO OGGI POMERIGGIO ALLLA DIREZIONE SANITARIA DEL POLICLINICO A PALERMO
CON UN GRANDE STRISCIONE CON SU SCRITTO "LAVORO NO GUERRA - IL POSTO DI LAVORO NON SI TOCCA" I LAVORATORI E LE LAVORATRICI HANNO DENUNCIATO L'AGIRE DEL GOVERNO CHE PER FINANZIARE UNA GUERRA ASSASSINA TOGLIE RISORSE AI LAVORATORI,
AGLI OPERAI, AI PRECARI RENDENDO SEMPRE PIU' MISERE LE CONDIZIONI DI TANTE FAMIGLIE, TAGLIA LE SPESE PER I SERVIZI SOCIALI, SANITARI, LA SCUOLA.
LE CONSEGUENZE DI TUTTO QUESTO RICADONO ANCHE NELL'AMBITO DEL POLICLINICO A PALERMO DOVE I DIRIGENTI STANNO INNESCANDO UNA VERA E PROPRIA GUERRA TRA POVERI.
TRA I DIVERSI LAVORATORI CHE LAVORANO IN CONDIZIONI SEMPRE PIU' PRECARIE: E' IL CASO APPUNTO ANCHE DEI LAVORATORI DELLA COOP SOCIALE ITALY EMERGENZA, CHE SONO SCESI IN PROTESTA CONTRO L'AGIRE IRRESPOSABILE DELLA DIRIGENZA DELLA'AZIENDA OSPEDALIERA CHE TIENE BLOCCATO PER UNA INSPIEGABILE
"SOSPENSIONE TECNICA" IL LEGITTIMO BANDO DI APPALTO DEL SERVIZIO PER 5 ANNI CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE GIA' AGGIUDICATO NELL'AGOSTO SCORSO
E INVECE SI è ANDATI AVANTI CON MINI PROROGHE DI APPENNA 1/DUE MESI FINO ALLA SCADENZA DELL'APPALTO PREVISTA PER IL 30 APRILE, CIOE' DOMANI.

I LAVORATORI CHE A RIDOSSO DI PASQUA HANNO RICEVUTO LE LETTERE DI PREAVVISO DI LICENZIAMENTO HANNO DECISO DI NON SUBIRE PIù E ORGANIZZANDOSI SINDACALMENTE. HANNO DECISO DI INZIARE LA LOTTA

I LAVORATORI SI SONO RECATI NEL PALAZZO DELLA DIREZIONE SANITARIA PER INCONTRARE IL DIRETTORE SANIRARIO LA ROCCA IL QUALE PRIMA HA RIFIUTATO DI INCONTRARLI, POI SI E' PRESENTATO CON FARE ARROGANTE E DI DISPREZZO DICENDO CHE NON AVREBBE FATTO NESSUN INCONTRO. I LAVORATORI CHE NON SI SONO AFFATTO LASCIATI INTIMIDIRE HANNO INIZIATO ALLORA A PROTESTARE FORTEMENTE A TAL PUNTO CHE IL DIRETTORE SI E' INNERVOSITO E PRENDENDO IL SUO CELLULARE HA FOTOGRAFATO UNA DELEGATA DELLO SLAI INSIEME AD ALCUNI LAVORATORI MINACCIANDO DI DENUNCIARLI.
PRONTA E' STATA LA REAZIONE DEI LAVORATORI CONTRO IL DIRETTORE CHE E' STATO COSTRETTO A RIENTRARE NELLA SUA STANZA. ALL'ARRIVO DELLA POLIZIA CHIAMATA DALLO STESSO, I LAVORATORI HANNO CONTINUATO LA LORO PROTESTA DENUNCIANDO L'ATTEGGIAMENTO INTIMIDATORIO DI LA ROCCA ANCHE AI GIRONALISTI DI LA
REPUBBLICA E DEL TELEGIORNALE DI SICILIA, NEL FRATTEMPO GIUNTI NEL LUOGO, INSIEME A TUTTA LA LORA CONDIZIONE DI LAVORO ULTRAPRECARIA.
ALLA FINE ATTRAVERSO ANCHE LA MEDIAZIONE DI UN ALTRO DIRIGENTE CHE HA CERCATO DI CALMARE GLI ANIMI IL DIRETTORE LA ROCCA HA FATTO SAPERE CHE ENTRO LUNEDI' COMUNICHERA' AI LAVORATORI LA DATA DI UN INCONTRO DA FARSI ENTRO GIOVEDI' 5 MAGGIO.

I LAVORATORI HANNO QUINDI DECISO DI ASPETTARE FINO A GIOVEDI' MA RIMANENDO PRONTI A MOBILITARSI CON PIU' FORZA SE LA ROCCA NON MANTERRA' L'IMPEGNO PRESO.
UFFICIOSAMENTE SI E' POI SAPUTO DELLA PROROGA DEL SERVIZIO PER UN ALTRO MESE MA VOGLIAMO RISPOSTE SICURE CIRCA IL NOSTRO FUTURO LAVORATIVO!

BASTA SUPERSFRUTTAMENTO E SUPER PRECARIETA'
IL LAVORO E' UN DIRITTO INALIENABILE E LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA!
LA LOTTA E' COMINCIATA!!!

Soccorritori, ambulanzieri, centralinisti Coop Sociale Italy Emergenza
organizzati nello Slai Cobas per il sindacato di classe - Palermo

pc 30 aprile - taranto 1° maggio proletario - 6 maggio concentramento slai cobas per il sindacato di classe

1 maggio 2011
fuori dalla retorica della 'festa del lavoro'
riprendiamo la lotta per
il lavoro e il salario garantito a lavoratori, precari, disoccupati
la difesa dei diritti e delle libertà sindacali e democratiche
la sicurezza e la difesa della salute sui posti di lavoro e sul territorio
l'unità operai italiani-operai immigrati contro schiavismo e razzismo
un vero sciopero generale contro padroni e governo
un sindacato di classe nelle mani dei lavoratori
per il potere a chi lavora
ASSEMBLEA
1° MAGGIO ORE 18 Via RINTONE, 22 TARANTO

in occasione dello sciopero generale
6 maggio CONCENTRAMENTO SLAI COBAS per il sindacato di classe
TARANTO P.ZZA CASTELLO ORE 9

slai cobas per il sindacato di classe taranto
cobasta@libero.it
3471102638

pc 30 aprile - BOICOTTA ISRAELE - BOICOTTA NICHI VENDOLA

comunicato del "Comitato con la Palestina nel cuore", Roma

Il comunicato stampa della Press Regione-Agenzia giornalistica sulle dichiarazione del Presidente della Regione Puglia Niki Vendola molto sinceramente non ci sgomenta, perché perfettamente in linea sia con il personaggio, sia con il manifesto sionismo della stragrande maggioranza del panorama politico italiano.
Con la scusa della cultura ebraica e del suo festival in terra di Puglia Niki Vendola parla di questioni concrete come “rapporti economici, commerciali, istituzionali”, quelli che realmente stanno a cuore allo Stato di Israele, e non a caso questo è avvenuto a margine di un incontro con l’Ambasciatore di quello stato, e non certo con l’addetto culturale.
Vendola prosegue poi nel panegirico di Israele citando esempi calzanti non nel campo culturale ma in quello dei rapporti economici, cita infatti la trasformazione di “aree desertiche in luoghi produttivi e in giardini”, dice che Israele è un “Paese che si confronta col tema mondiale del governo del ciclo dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti con pratiche di avanguardia” ecc.
Facciamo un po’ di chiarezza intanto su queste affermazioni:
Israele ha trasformato il deserto in giardini grazie al furto sistematico e costante dell’acqua del popolo palestinese, della Siria (alture del Golan) e del Libano (area delle Fattorie di Shebaa), i palestinesi vivono al limite della disidratazione, altro che governo del ciclo delle acque!, per quanto riguarda i rifiuti invece se Vendola si riferisce al sistema di trattamento usato dalla ArrowBio che la giunta Polverini vuole adottare nel Lazio e che si sta cercando di installare presso il comune di Guidonia non c’è nulla di innovativo, questo sistema viene proposto ed installato anche da ditte italiane, e sarebbe certamente trasparente conoscere i costi delle rispettive proposte; per l’energia basti ricordare che il 40% del fabbisogno del gas di Israele viene fornito dall’Egitto al 25% del costo di mercato, ovvero rapinando il popolo egiziano di questa ricchezza, e non a caso recentemente c’è stato un secondo attentato al gasdotto in questione.
Vendola non ricorda, non condanna, non deplora 60 anni di occupazione israeliana delle terre palestinesi, Vendola non spende una parola sul muro dell’apartheid, Vendola non chiede la liberazione degli 11.000 prigionieri palestinesi racchiusi nelle prigioni israeliane, per la maggior parte senza processo ma con detenzione amministrativa, Vendola non spende una parola sull’assedio inumano a cui è sottoposta la Striscia di Gaza, no, nulla di tutto questo, Vendola fa il panegirico di Israele e pensa agli affari!!!
Dulcis in fundo chiede di effettuare una visita ufficiale in Israele per far giungere ad un punto di svolta le relazioni bilaterali.
Che tristezza, l’uomo che si propone come rinnovatore della sinistra che mendica un incontro per accreditarsi quale amico dei sionisti!!!. Ha capito che in Italia non si fa carriera senza l’appoggio e la sudditanza al sionismo, e da buon politicante quale è sempre stato si accoda prontamente, cosa sono 60 anni di sofferenze e miserie del popolo palestinese di fronte ad un luminoso futuro alla giuda della sinistra italiana?
In Italia è in corso, con crescente successo, la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni dell’economia israeliana, proponiamo di inserire Niki Vendola ed il suo partito nella lista dei prodotti da boicottare, non facciamo più sconti a chi ammanta di bella retorica la propria sudditanza al sionismo.
Comitato con la Palestina nel cuore – Roma.

pc 30 aprile - TRA CORRUZIONE E MODERNO FASCISMO. IL FILO NERO DELLA CAMPAGNA POLITICA A MILANO

Non passa giorno che la contesa elettorale a Milano riservi novità. Dopo il caso Lassini, l’uomo dei manifesti, ecco “scoppiare” il caso Osnato, consigliere comunale della giunta Moratti che è anche direttore area gestionale Aler, indagato per turbativa d’asta e corruzione su esposto presentata da SOS Raket e Usura di Frediano Manzi. E all’orizzonte si intravede il caso Clemente, candidato PDL, intercettato in conversazioni confidenziali, leggi amicali, con boss della ‘ndrangheta. E di fronte ha una realtà che richiederebbe un sommovimento popolare per cacciare questa pletora di corrotti e arroganti, la cosiddetta opposizione che fa? Che si indaghi, che si
dimettano. Ma sono il pedigree di questi personaggi che rendono sempre più improrogabile una risposta adeguata. Il “buon” Osnato è il genero di Romano La Russa, gran fustigatore dei centri sociali e mandante dei tanti sgomberi di case popolari (illegali dice lui), ma che non si è mai visto in azione contro il rachet delle case popolari. Tra l’altro è il tramite in Aler per l’assegnazione di una sede agli Hammer di Lealtà e Azione e il supporto a tutte le iniziative che i camerati organizzano in occasione del 29 aprile in ricordo di Ramelli-Borsani-Pedenovi. Così
come il suo degno compare Clemente non solo è amico di mafiosi ma anche dei loschi figuri delle curve nazistoidi milanesi, prassi consolidata nella estrema destra milanese e che oggi si pratica dagli scranni di Palazzo Marino. “Il vento sta cambiando”, direbbe qualcuno, e anziché spazzare l’aria, e non solo, da questa teppaglia la colloca nelle stanze del potere. E che il vento stia cambiando l’ha detto proprio oggi un’altra anima nera del PDL, la consigliera provinciale Capotosti quella dell’elogio al nazista De Grelle, che ha presentato un'interpellanza per non far deporre una corona di fiori alla lapide di Gaetano Amoroso, giovane antifascista assassinato dai fascisti nell’aprile del 1976, organizzata da una serie di forze che vanno da Memoria Antifascista all’Anpi, Cgil, Punto Rosso e altri. Le motivazioni della Capotosti: troppo vicino come orario e km dalla parata per Ramelli. E senza indugio alcuno il nuovo questore di Milano, Marangoni (uno molto conosciuto a Palermo da studenti, lavoratori, disoccupati, per il suo ruolo di fedele servitore del Potere), ha preso il telefono e chiamati gli organizzatori del ricordo di G.Amoroso gli ha vietato la cerimonia. E loro gli organizzatori che fanno? Si limitano alla serata nella sala, della Provincia, Guicciardini e rinunciano alla deposizione della corona di fiori. Bella difesa dei valori antifascisti, tenendo conto che la stessa Capotosti e Forza Nuova hanno fatto dei comunicati stampa che chiedevano al solerte e fedele questore di negare la stessa sala. Contro questi corrotti-mafiosi-fascisti non servono le lamentele, occorre riprenderli sul serio gli insegnamenti della Resistenza Partigiana che ha mostrato che è necessario e possibile sconfiggere il nazi fascismo.

Circolo proletari comunisti Milano

venerdì 29 aprile 2011

pc 29 aprile - contestato La russa a cava dei tirreni

Comunicato Stampa del Collettivo Studentesco Cavese:

Giovedi 28 aprile si è tenuta a Cava de’Tirreni l’inaugurazione del “Viale Massimiliano Randino” in località
S.Lucia. Nel corso della cerimonia è intervenuto, oltre al sindaco di Cava de’Tirreni e il presidente della
provincia di Salerno, anche il ministro della difesa Ignazio La Russa.

I ragazzi del Collettivo Studentesco Cavese hanno deciso di organizzare una contestazione all’onorevole
responsabile delle scellerate politiche guerrafondaie del nostro governo che portano via al paese ogni anno
enormi spese, in termini sia economici che di vite umane, solo ed esclusivamente per gli interessi economici
di qualche illustre centro di potere. L’esempio più evidente è la guerra che da poche settimane l’Italia ha
intrapreso in Libia.

L’atmosfera è stata fin da subito molto tesa. Un dispiegamento enorme di forze dell’ordine con centinaia
unità che hanno, di fatto, militarizzato la zona di S.Lucia invadendo la frazione cavese e bloccando la libera
circolazione anche dei cittadini residenti.

Prima di arrivare nel luogo dove si sarebbe dovuta tenere la cerimonia siamo stati bloccati dalla celere
che ha brutalmente tentato di impedirci il libero passaggio aggredendo, sia fisicamente che oralmente,
alcuni nostri militanti che sono stati subito aiutati dal Collettivo stesso e da alcuni civili presenti alla
manifestazione.

Dopo aver deciso con il questore il posto che ci avrebbero “assegnato” nel corso della cerimonia il
Collettivo Studentesco Cavese, insieme ad altri militanti dei Giovani Comunisti presenti alla giornata di
mobilitazione, ha esposto in maniera del tutto pacifica i propri striscioni come “STUDENTI IN PROTESTA:
BOMBARDATECI TUTTI!” in segno di sdegno nei confronti del ministro. Gli intenti pacifici non sono stati
forse “ben compresi” dalle solite forze dell’ordine che dopo avere accerchiato con la celere in tenuta anti-
sommossa i militanti del nostro Collettivo (per la maggior parte studenti medi e minorenni) ha iniziato
con le solite provocazioni sia verbali che fisiche (ci stavano attaccati a 2 metri) aspettando con ansia
che a qualcuno di noi saltassero i nervi per poterci aggredire. Abbiamo ricevuto minacce, anche molto
pesanti, durante le varie ore di permanenza nella protesta da parte delle forze dell’ordine che ci hanno
espressamente vietato di lanciare cori contro il ministro e di contestarlo. All’arrivo del ministro i militanti
del Collettivo Studentesco Cavese hanno sventolato rotoli di carta igienica in segno di disprezzo, tenuti a
vista d’occhio dalla polizia, impaurita che da noi potessero partire razzi o bombe a mano.

Nel paese che fa della “libera espressione” grande oggetto di vanto abbiamo, nonostante tutto questo,
urlato a La Russa ciò che pensavamo. “I soldi per la scuola si devono trovare, tagliando la spesa militare”
oppure il grido “Pace, pace!” sono stati i cori che riecheggiavano nella manifestazione di ieri che
commemorava nient’altro che l’ennesima vittima innocente dei loro sporchi interessi.

La giornata si è conclusa per fortuna senza scontri tra studenti e polizia anche se è rimasta impressa
nella mente di coloro del Collettivo, che mai prima d’ora si erano “confrontati” con la polizia in qualche
manifestazione, la brutalità e l’inutilità di modi di fare delle forze dell’ordine che, di fatto, negano a noi
comuni cittadini di vivere in libertà coltivando in autonomia un nostro libero pensiero.

LOTTA DURA, SENZA PAURA!

COLLETTIVO STUDENTESCO CAVESE

pc 29 aprile - COMUNICATO DI SOLIDARIETA' AD ANTONELLO TIDDIA

COMUNICATO DI SOLIDARIETA' AD ANTONELLO TIDDIA

Lo sapevamo, disturbiamo interessi importanti: la cosiddetta "sicurezza nazionale" nel cui nome la società Almaviva, controllata da Finmeccanica, gestisce un lucroso appalto per l'installazione di radar militari lungo le coste italiane. La tecnologia è israeliana, il fornitore una delle più grosse industrie militari dello stato d'Israele.
I neofascisti locali ancora una volta fanno il loro sporco lavoro in difesa degli interessi dei potenti ma le loro minacce non fanno che rafforzare le nostre ragioni: nessun radar nè in Sardegna nè altrove.
Piena solidarietà ad Antonello Tiddia, attivista ed esponente del comitato noradar.

Comitato NORADAR

dall'unione sarda del 27 aprile 2011

Minacce all'attivista antiradar
Mercoledì 27 aprile 2011
“Vi comunichiamo che abbiamo condannato a morte Antonello Tiddia, il minatore rosso”.
Poche righe, infarcite di minacce e insulti, scritte a mano con un pennarello rosso e indirizzate alla redazione di Carbonia de L'Unione Sarda. La lettera è stata spedita il 18 aprile da Cagliari da qualcuno che si firma “Nuclei fascisti sociali” e che inneggia al Duce dopo aver annunciato un'azione violenta (“prima lo gambizziamo e poi lo uccideremo”) contro l'operaio della Carbosulcis Antonello Tiddia, 49 anni, in questi giorni in prima linea nell'ambito della protesta contro l'installazione del radar della Guardia di Finanza nella località “Su Semaforu” a Sant'Antioco.
Chi scrive, accusando Tiddia di essere “amico degli indipendentisti e degli anarchici”, fa proprio riferimento a questa battaglia, ma anche a quelle a cui l'operaio ha preso parte negli ultimi anni “contro i radar - si legge - contro le basi militari, nucleare, in difesa di Bruno Bellomonte e come delegato Rsu Carbosulcis, sempre a favore degli operai”. Chi scrive conclude dicendo “Vogliamo vendicare la gambizzazione del camerata Andrea Antonini a Roma”.
I tempi biblici nella consegna della corrispondenza del Sulcis hanno fatto sì che la lettera venisse recapitata in redazione soltanto ieri mattina: è stata immediatamente consegnata ai carabinieri della stazione della Compagnia di Carbonia e sulla faccenda è già stata avviata un'indagine

pc 29 aprile - corteo antifascista a Napoli - cariche poliziesche alle 18

A PIAZZA DANTE LA POLIZIA STA CARICANDO IL CORTEO CHE SI E’ MOSSO DALLA FACOLTA’ DI LETTERE ALLE 16 PER DENUNCIARE L’AGGUATO DI QUESTA MATTINA!


oggi 28 aprile, intorno alle 9 di sera, dopo la chiusura della facoltà di Lettere, sono comparse sui muri del palazzo svastiche e scritte inneggianti al nazismo.Come di consueto, i compagni della facoltà non hanno aspettato che calasse la notte per cancellare le svastiche e le scritte razziste che hannop imbrattato i muri di un luogo da sempre teatro di lotte studentesche ed antifasciste, preferendo organizzare fin dalla mattina presto un momento aggregativo e di controinformazione per denunciare l’accaduto e ripulire la facoltà dai segni di quegli infami.

Tra le 10.30 e le 11 pero’, nel bel mezzo dell’iniziativa, tre appartenenti a Cpi Napoli, tra cui il candidato nella lista “Liberi Con Lettieri” Enrico Tarantino, sono passati tra i compagni e dopo un breve diverbio verbale, senza alcuna esitazione, hanno tirato fuori le lame con cui hanno colpito tre dei nostri compagni,attualmente all’ospedale.

Per ora le notizie che abbiamo circa il loro stato sono per due compagni punti di sutura alle braccia e alle gambe ( 9 per uno di loro, dietro il braccio, e 7 in tutto per l’altro ferito ad entrambe le gambe).Un altro compagno è stato attualmente spostato nel reparto chirurgia; oltre a ricevere 5 punti di sutura dietro la testa per un colpo da cinghia, deve essere operato ad una mano con cui, secondo i medici, si è difeso da un colpo che aveva ben altra e più grave destinazione.Probabilmente i muscoli della mano si sono lacerati,aspettiamo notizie.Gli antifascisti napoletani, di ogni territorio luogo e facoltà stanno intanto accorrendo sotto l’Università in attesa del corteo che partirà proprio da qui alle ore 16.00.

Già fioccano comunicati infami dei fascisti di Casapound, che lamentano di aver subito un’aggressione, ma chiunque passasse sotto la facoltà in quel momento ha ben chiara la dinamica che si è sviluppata: un’aggressione vile, infame e armata contro dei compagni da sempre impegnati nelle lotte antifasciste.



Durante il corteo viene contestato da alcuni studenti il banchetto all’esterno del comitato elettorale di Lettieri a Piazza Bovio, costretto temporaneamente a chiudere e i galoppini di Lettieri ad andarsene. “Vergogna, nelle vostre liste ci sono i fascisti”, “andatevene!” gli urlano.

Nel pomeriggio, Lettieri, in visita ai decumani, viene contestato aspramente da decine di studenti all’esterno della chiesa a Piazza S. Gaetano. “Vergogna” gli urlano. “Nelle vostre liste avete candidati come Tarantino, che usano le lame per farsi la campagna elettorale”, “Napoli è antifascista, andatevene”. Anche in questo caso l’entourage di Lettieri è costretta a rimuovere il banchetto del PDL nella piazza, e Lettieri a barricarsi nella chiesa per sottrarsi alle contestazioni.

NESSUN AGGUATO RESTERA’ IMPUNITO!
ORA E SEMPRE RESISTENZA!


more info su napoli.indymedia.org


Antifascisti napoletani

pc 29 aprile - Lettieri candidato sindaco pdl complice dei fascisti contestato a napoli

Il candidato a sindaco di Napoli del Pdl, Gianni Lettieri, è stato contestato da decine di giovani antifascisti davanti al complesso monumentale di San Lorenzo, nel centro antico, dove si era recato per una manifestazione elettorale. Lettieri - secondo la ricostruzione fatta dalla questura - è stato raggiunto da sputi, spintoni e invettive, e costretto a rifugiarsi all'interno della basilica di San Lorenzo.

A nulla sono valsi i tentativi di Lettieri di ricondurre alla ragione i suoi contestatori; tanto che alcuni agenti della Digos, presenti in piazza San Gaetano lo hanno convinto a desistere mentre tenevano a bada gli antifascisti
che protestavano per la vile aggressione e accoltellamento fascista di 4 studenti della federico II
".

pc 29 aprile - il consiglio comunale di terni di centro sinistra complice dei padroni assassini della Thyssen

"Sbalordisce e indigna l'atto approvato all'unanimità dal Consiglio comunale
di Terni in merito alla sentenza ThyssenKrupp."

"Sbalordisce, perché la giusta necessità di difendere il lavoro e i
lavoratori ternani non può essere scambiato con l'accettazione del ricatto
della ThyssenKrupp che, a causa della sentenza di Torino, minaccia di
andarsene dall'Italia."

"Il Consiglio comunale di Terni, di fatto, accetta il ricatto della
ThyssenKrupp nel momento in cui valuta la sentenza come abnorme perché
troppo severa con l'Azienda."

"Forse che le vite perdute di sette lavoratori non valgono la condanna non
solo dei dirigenti aziendali, ma anche quella dell'Azienda a pagare un
milione di euro e a non avere i finanziamenti pubblici per sei mesi?"

"E' inaccettabile che un Consiglio comunale, che dovrebbe avere l'obiettivo
fondamentale di tutelare le condizioni dei propri cittadini anche come
lavoratori, faccia suo il punto di vista dell'Azienda, finendo per accettare
l'ipotesi dello scambio del lavoro con la vita dei lavoratori."

"La Fiom contrasterà questa posizione perché auspicava che, a Torino, si
giungesse a questa sentenza. Ci siamo infatti costituiti parte civile
proprio perché continuiamo a pensare che si debba rimettere in discussione
il modello produttivo che ha ridotto i lavoratori a merce e non a persone e
che porta malattie, infortuni e morti."

"Noi contrasteremo la ThyssenKrupp che minaccia di rimettere in discussione
la sua permanenza in Italia quasi che gli investimenti, nel nostro Paese,
siano possibili solo a condizione di non rispettare le norme e le leggi
sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori."

"La vera sfida per la tenuta del sito ternano e per la permanenza della
ThyssenKrupp in Italia è e dovrà continuare ad essere relativa non all'abbattimento
dei costi, ma alla qualità dei processi e dei prodotti."



Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

pc 29 aprile - Paderno Dugnano: basta morti, vittime... padroni assassini... rete per la sicurezza ovunque

28 APRILE 2011: PADERNO DUGNANO,
FIACCOLATA INDETTA DALL’A.I.E.A PADERNO NELLA GIORNATA MONDIALE VITTIME DELL’AMIANTO MA ANCHE PER RICORDARE LE VITTIME DELL’EURECO

Anche il tempo sembra sintonizzarsi con l’iniziativa, cielo plumbeo e nuvole cariche di pioggia, a rendere ancora più solenne la serata. Una fiaccolata che vede una significativa partecipazione, circa 300, tra Associazioni – A.I.E.A di Paderno e Milano; Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto S. Giovanni; Medicina Democratica; Legambiente; Emergency; Rete nazionale sicurezza sui luoghi di lavoro Nodo Mi/Bg; Comitato No Inceneritore -,
partiti – PD; Rifondazione; Sinistra Critica-, le RSU della Bitront di Cormano; operai della -Lares e della ex Ispra-; molti cittadini e tra loro per la prima volta in piazza i parenti di due degli operai morti all’Eureco, la sorella-la moglie-i figli di Sergio Scapolan e la compagna di Salvatore Catalano, e alcuni degli operai “sopravvissuti”, come citano i cartelli, tra loro Erjon Zeva che ha subito ustioni nel 40% del corpo. Partecipazione che mette in luce la realtà spettrale di una cittadina che sembra sotto coprifuoco. Strade deserte alle 8 di sera, negozi e bar chiusi, fabbriche idem, e gente chiusa in casa.
E sono loro, parenti e operai della strage dell’Eureco, ad aprire il corteo con lo striscione che cita: “BASTA MORTI SUL LAVORO E DI LAVORO IN NOME DEL PROFITTO, e al collo i cartelli, o parenti delle vittime o sopravvissuti dell’Eureco. Corteo che parte da uno dei luoghi simbolo delle stragi di lavoratori in territorio padernese, via Galileo Galilei angolo via Marzabotto, dove era la sede della fabbrica Ispra che lavorava amianto. Ed è un ex operaio di questa fabbrica che dal microfono spiega e denuncia il doloroso tributo che operai hanno pagato e pagano alla logica del profitto padronale. Il tutto con la connivenza, alternata all’indifferenza delle istituzioni. Sarà questa
la caratteristica della fiaccolata/corteo: attraversare le strade di Paderno, toccando alcuni luoghi simbolo – fabbriche, caseggiati, scuole- che il killer Amianto ha reso luogo di morte e sofferenza, con fermate e comizi che facevano affacciare, e in alcuni casi, applaudire gli abitanti dei palazzi. Da sottofondo una colonna sonora fatta da alcune delle canzoni dedicate ad alcune delle stragi operaie che hanno insanguinato questo paese e in particolare due che definiscono EROI GLI OPERAI: “Sono un Eroe” di Caparezza e “Working Class Hero” di Lennon, degno tributo ai nostri fratelli e compagni. E’ stato molto toccante e incisivo di Lorena Tacco dell’AIEA-Paderno, che non solo ha parlato delle killer amianto ma ha ricordato che gli omicidi sul lavoro sono un problema nazionale, che l’Eureco è come la Thyssen e che la questione della salute e sicurezza non è un problema solo dei lavoratori ma che la logica del profitto scarica sulle popolazioni. Dai palazzi è partito un applauso e qualcuno ha gridato Brava.
Giunti in Piazza della Resistenza, sede del Comune, l’iniziativa si è conclusa con un'assemblea. Sono intervenuti Antonella, compagna di S. Catalano e operaia dell’Eureco, che con difficoltà per la commozione ha ricordato la tragedia che ha colpito lei e tutti gli operai e familiari,
sottolineando il pensiero che l’accompagna tutte le notti dal 4 novembre 2010 –voglio GIUSTIZIA-; quindi ha parlato Erjon, sopravvissuto Eureco, che ha parlato della realtà che si vivono gli
operai di questa fabbrica “abbandonati dalle Istituzioni, senza lavoro, senza soldi, ma con una sete di giustizia perché il sacrificio dei loro compagni non risulti invano e non cada nel dimenticatoio; ha concluso Michelino, del Comitato di Sesto S. G., che ha lanciato una proposta a
tutte le Associazioni e partiti presenti a sottoscrivere una mozione, che verrà presentata al consiglio comunale di Paderno e alla Regione e Provincia, che elargisca un sostegno ai familiari delle vittime e agli operai dell’Eureco. Un applauso dell’assemblea ha sancito l’approvazione.
Come delegazione della Rete abbiamo distribuito il comunicato/proposta nazionale del dopo sentenza Thyssen e portato uno striscione con su scritto: “all’Eureco come alla Thyssen vogliamo una
condanna esemplare”.

Gaglio Giuseppe
Rete Nazionale per la Sicurezza
sui posti di Lavoro Nodo Milano/Bergamo
retesicurezzamilno@gmail.com
29-04-2011

NOTE A MARGINE dell'iniziativa INIZIATIVA PADERNO
Abbiamo potuto incontrare i parenti e alcuni operai dell’Eureco. Abbiamo portato loro nuovamente il cordoglio di tutta la Rete, abbiamo dato loro copia del dossier Paderno e dello scritto "La Svolta" di Franca Caliolo, moglie dell'operaio appalto ilva Antonino Mingolla, che testimonia come i familiari possano trasformare il dolore in forza. Il rapporto con i familiari è stato buono e sono stati migliorati i contatti con la Rete.

pc 29 aprile - contro le aggressioni fasciste di napoli, dopo quella di roma - rispondere colpo su colpo

con forte rabbia questa mattina abbiamo saputo che alcuni compagni antifascisti appartenenti al collettivo “studenti Federico II” sono stati aggrediti con le lame dai servi fascisti di Casapound.
L'azione viscida e squadrista era stata premeditata:
Ieri sera intorno le 21.00 sono comparse sui muri davanti l’ingresso della facoltà di Lettere e Filosofia Federico II alcune svastiche, scritte naziste e minatorie verso i compagni: “Antifà’ vi buchiamo quando vogliamo”
Questa mattina i compagni del collettivo hanno organizzato un banchetto informativo in facoltà per denunciare l’accaduto e ripulire i muri, quando intorno le 10.30 tre infami fascisti di Casapound (uno candidato alle prossime elezioni) si sono avvicinati con aria spavalda (si sentivano sicuri avendo coltelli in tasca) e hanno aggredito con le lame i compagni che fortunatamente si sono difesi evitando il peggio.
Condotti all’ospedale infatti due compagni hanno avuto punti di sutura alle braccia, alle gambe mentre un terzo dopo alcuni punti di sutura in testa aspetta di essere operato alla mano (probabile lacerazione dei muscoli) con cui si è difeso da un colpo che poteva costargli la vita.
A fronte di ciò appena due compagni sono stati dimessi dall’ospedale sono stati condotti in questura.
I compagni antifascisti napoletani nel frattempo hanno organizzato un corteo in direzione della questura, nel percorso una sede del PDL è stata assaltata in quanto il PDL ha già dimostrato quanto appoggia questa manovalanza infame sia economicamente che ideologicamente.

Red Block esprime massima solidarietà militante ai compagni napoletani colpiti nuovamente da un’aggressione vile e premeditata da questi sedicenti fascisti del terzo millennio che più di una volta hanno dimostrato la loro vigliaccheria.

E’ necessario rispondere colpo su colpo con un’azione antifascista militante-culturale-sociale.
E’ necessaria una RAF nazionale (rete antifascista)!
Pubblicato da RED BLOCK a 06:42

pc 29 aprile - aggressione fascista alla Federico II

NAPOLI: AGGRESSIONE FASCISTA ALLA FEDERICO II
Aggressione fascista a Napoli all’interno dell’università Federico II. I compagni dei collettivi studenteschi hanno denunciato di avere subito un attacco da parte dei neofascisti di Casapound. Grave il bilancio: tre accoltellati. I compagni dei collettivi studenteschi stanno in questi istanti dando vita ad un corteo spontaneo che giungerà sotto la questura dove sono trattenuti 2 dei 3 compagni accoltellati. Tra i neofascisti responsabili dell’aggressione anche Enrico Tarantino, candidato alla municipalità in una lista di centrodestra, finito sotto i riflettori della cronaca per aver festeggiato nei giorni scorsi sul suo profilo Facebook il compleanno di Hitler. Il servizio con Marco, studente di lettere all’università Federico II. [Download]

giovedì 28 aprile 2011

pc 28 aprile - anche in calabria ..aggressione fascista

Cinquefrondi (RC): aggrediti giovani del Kollettivo Onda Rossa
AGGREDITI GIOVANI COMUNISTI DEL KOR MENTRE AFFIGGEVANO I MANIFESTI SUL 25 APRILE

il 25 Aprile) quattro giovani comunisti (tre compagni e una compagna) del Kollettivo Onda Rossa di Cinquefrondi (RC) mentre affiggevano dei manifesti per ricordare il 25 Aprile e la Liberazione dal Nazifascismo sono stati aggrediti verbalmente e fisicamente.

Il gravissimo episodio si è verificato in Piazza della Repubblica di Cinquefrondi, la Piazza principale del paese.

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai quattro giovani compagni aggrediti e denunciamo pubblicamente tale grave fatto che dimostra la deriva che una cittadina come Cinquefrondi sta prendendo. Una cittadina che fino a pochi anni fa era culla di civiltà e rispetto e che oggi diventa teatro di aggressioni addirittura fisiche e nella quale qualcuno vorrebbe, addirittura, impedire la LIBERTA’ di esprimere le idee e le opinioni.

Se qualcuno pensa di intimorirci o di farci paura si sbaglia, questi episodi ,semma,i fanno crescere la nostra compattezza e la nostra convinzione che bisogna continuare a lottare ogni giorno per la costruzione di una società diversa.

SAPPIANO ESECUTORI E MANDANTI DI QUESTI GESTI VILI CHE NOI NON FAREMO ALCUN PASSO INDIETRO, CONTINUEREMO A DENUNCIARE LE STORTURE E CONTINUEREMO UNITI E FORTI NELLE NOSTRE BATTAGLIE.

Sappiano pure che questa mattina non hanno aggredito quattro giovani “deboli”, ma che hanno colpito tutte le donne e gli uomini di Rinascita per Cinquefrondi, del Kollettivo Onda Rossa e del Circolo PRC di Cinquefrondi e siamo convinti hanno anche aggredito tutte le persone civile e democratiche che si sono indignate per tale gesto INFAME.

Ringraziamo a tal proposito tutte le persone che ci hanno espresso solidarietà e vicinanza e annunciamo fin d’ora che faremo tutte le azioni necessarie per tutelare l’incolumità di tutti i compagni.

abbiamo avuto la conferma che bisogna ancora Resistere e Lottare contro ogni forma di sopruso e contro le angherie e NOI LO FAREMO SENZA ALCUNA PAURA!!!

pc 28 aprile - contro le aggressioni fasciste - chiudere casa pound - da Roma e Milano

La Repubblica Roma
Portati al policlinico Gemelli con ferite al volto e alla testa...accerchiati a Talenti da un gruppo di circa 15 persone che li avrebbero picchiati con caschi e bastoni.
Centri sociali: "Tre ragazzi aggrediti da militanti CasaPound" Tre ragazzi tra i 17 e i 19 anni, uno dei quali del collettivo studentesco Senza Tregua, sarebbero stati aggrediti nella notte davanti al bar "Zio di America" in via Ugo Ojetti. E' quanto denuncia il centro sociale Astra 19.

A quanto riferito i tre giovani, portati al policlinico Gemelli con ferite al volto e alla testa, sarebbero stati accerchiati da un gruppo di circa 15 persone che li avrebbero picchiati con caschi e bastoni. Le vittime dell'aggressore - riferiscono dai centri sociali - avrebbero riconosciuto negli aggressori almeno un esponente di Casapund

notizie da roma
Un centinaio di attivisti dei centri sociali si sono diretti in corteo verso le case occupate da CasaPound in via Val D’Ala, in zona Conca d’Oro a Roma. Una manifestazione quasi improvvisata, che ha visto qualche momento di tensione in via dei Prati Fiscali, quando alcuni partecipanti hanno lanciato petardi e il corteo, respinto dalle forze dell’ordine, è tornato indietro. E’ accaduto nel pomeriggio, dopo un crescendo di reazioni all’aggressione denunciata dal collettivo studentesco “Senza Tregua”, vittime sei giovani accerchiati e picchiati ieri in tarda serata a Talenti.

L’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 23.30. I ragazzi coinvolti, di età tra i 16 e i 18 anni, raccontano di essersi trovati in via Cecco Angiolieri, nel quartiere Talenti, quando una quindicina di persone scese da alcune macchine si sono dirette verso di loro con caschi, spranghe e mazze di legno in mano e hanno iniziato a pestarli senza dare spiegazioni. A riferire i fatti è Alessandro Mustillo, di “Senza Tregua” durante una conferenza stampa convocata oggi nell’aula consiliare del IV Municipio. Una delle vittime del pestaggio, Alberto, anche lui membro dello stesso collettivo, dallo scontro ha riportato sette giorni di prognosi con tre punti allo zigomo, escoriazioni ed abrasioni riscontrate su viso e schiena. All’incontro erano presenti anche gli attivisti di Horus Project.

Sulla vicenda, finora, non è stata presentata alcuna denuncia, ma i giovani feriti sono sei: quattro ragazzi e due ragazze, tutti studenti. Subito dopo l’aggressione, i ragazzi hanno chiamato i genitori e tre di loro sono stati accompagnati al policlinico Gemelli, da dove sono stati dimessi con prognosi dai tre ai sette giorni. Tra gli aggressori è stato riconosciuto – dicono i ragazzi – il portavoce dell’occupazione da parte di CasaPound di uno stabile in via Val d’Ala 200, Alberto Palladino detto “Zippo”.

I sei ragazzi “sono stati aggrediti mentre chiacchieravano su un muretto perché uno di loro è stato riconosciuto come uno studente di sinistra appartenente al collettivo Senza Tregua. Ora si sta valutando, vista la giovane età di alcuni di loro, se sporgere denuncia o meno. Hanno picchiato anche due ragazze, senza un reale motivo. Sono arrivati in macchina e non avevano il viso coperto”, ha spiegato Mustillo. Le foto e i referti delle vittime dell’aggressione, definita “di vecchio stampo squadrista”, mostrano e parlano di contusioni multiple, traumi ed escoriazioni varie. Gli aggressori “sono riconducibili all’occupazione neofascista di via Val d’Ala, mascherata da occupazione abitativa con un falso censimento, che in realtà è solo un covo di energumeni da dove partono le squadracce”.

LE REAZIONI Un coro di ‘no alla violenza’

La replica. ”CasaPound Italia non c’entra assolutamente nulla con l’aggressione”. Così il movimento di estrema destra risponde in una nota alle accuse del collettivo Senza Tregua. “Come al solito – si difende CasaPound – gli antifascisti militanti non perdono occasione per fomentare l’odio e alimentare quella logica degli opposti estremismi nella quale sguazza chi cerca alibi ai propri comportamenti violenti e mafiosi”.

A ribadire le accuse di falsità è Andrea Antonini, vicepresidente di CasaPound Italia: “E’ evidente che in un clima
avvelenato come questo che si sta cercando di creare ad arte – aggiunge Antonini – può succedere qualunque cosa. E di questo ognuno dovrà prendersi le sue responsabilità”.

Nel pomeriggio era arrivata anche la ferma condanna da parte del sindaco Gianni Alemanno (VIDEO), che ha “agli inquirenti di fare luce, non solo sulle responsabilità più immediate ma anche su quelle politiche”, scongiurando un ritorno alla violenza politica che a Roma, negli anni di piombo, è costata già cara.



comunicato da Milano
L’aggressione avvenuta nel quartiere Talenti a Roma nella notte fra il 26 e il 27 aprile ai danni di cinque studenti mostra ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, qual è il vero volto delle formazioni neofasciste Casapound e Blocco Studentesco: squadracce fasciste coperte, finanziate e organizzate dall’amministrazione Alemanno.

Un’amministrazione comunale che patrocina iniziative fasciste e assume in Comune e nelle aziende municipalizzate vecchie conoscenze dei Nar e Terza Posizione, offrendo finanziamenti ed agibilità politica a chi da sempre svolge il lavoro sporco sui territori dove la destra cosiddetta democratica non riesce a radicarsi e non riesce ad interagire col tessuto sociale.

Non a caso , infatti, gli aggressori provenivano dall’occupazione di via Val d’Ala, vero punto di partenza di azioni squadriste, camuffato da pretesti abitativi quando nessuna famiglia in realtà usufruisce di quei spazi.
E’ora di chiudere questi covi fascisti che riescono a sopravvivere solo grazie alla protezione di ingenti schieramenti delle forze dell’ordine, come dimostrato ieri pomeriggio nel corso del corteo antifascista che ha attraversato via dei Prati Fiscali.

Solidarietà agli studenti e alle studentesse aggrediti!

Da Milano a Roma, nessuno spazio ai fascisti!

Corsari Milano

ZAM – Zona Autonoma Milano

pc 28 aprile - buon primo maggio a Zurigo a sostegno dei prigionieri politici rivoluzionari


Zurigo – 1 Maggio: solidarietà internazionale con i compagni/e prigionieri/e e per una prospettiva rivoluzionaria

Fra una settimana, è il primo Maggio a Zurigo, che affronterà anche il tema della solidarietà con i prigionieri politici. Durante il fine settimana ci saranno diversi momenti in cui si svolgeranno delle discussioni sui compagni prigionieri/e. Ci sono naturalmente anche per voi delle possibilità di fare qualcosa, cioè di intraprendere delle iniziative con vostre proposte e interessi!

Il fine settimana inizia il 30 Aprile a partire delle ore 14, con un’assemblea presso la Casa del Popolo (Volkshaus, Helvetiaplatz a Zurigo) dove varie delegazioni straniere parleranno sui prigionieri politici e le loro lotte. Ci saranno dei tabelloni con info, foto ecc. sui prigionieri politici. La mattina del 1.5 si parte alle ore 9.30 (Lagerstrasse, presso la stazione Centrale di Zurigo) con il Blocco Rivoluzionario dove ci sarà uno striscione in solidarietà con i prigionieri politici in modo tale da essere presenti nella manifestazione con un blocco dedicato ai prigionieri. Se volete, potete inviarci il vostro materiale, in modo tale da poterli mettere noi sui tabelloni. Ci saranno tavoli con del materiale Info, portate tutto quello che avete da metterci. Allo stesso tempo, ci sarà uno spazio dove poter condividere del tempo insieme. Essendo che non ci si vede cosi spesso…

Inoltre la mattina del primo Maggio durante la manifestazione, per rendere “presenti” i prigionieri politici nel blocco rivoluzionario, ci sarà un grande striscione, sul quale ci saranno sigle, nomi dei prigionieri. Ci sarà anche un grande striscione che verrà appeso lungo il percorso. Ecco a voi: tutte le bandiere e striscioni sono benvenuti! Durante il pomeriggio del 30 Aprile ci sarà la possibilità di fare striscioni sul posto con gli spray. Sarebbe bellissimo dare una bella e forte espressione politica unitaria in solidarietà con i prigionieri politici del mondo: che scenderanno in strada e piazza assieme a tutte/i noi!

Il pomeriggio del 1 ° Maggio a partire dalle ore 12 ci si ritroverà sul Revolutionärer Treff (Helvetiaplatz, di fronte Volkshaus) dove si saranno concerti, teatro, e tante possibilità di informare sui vari spunti politici: internazionalismo, scioperi, prigionieri, ecc. Venite, aderite e ognuno troverà una bella possibilità per aderire ad un primo maggio rivoluzionario unitario e forte. Lo slogan è ?informare-dibattere-agire?

In serata, a partire dalle ore 19h, nella Turnhalle sul Revolutionärer Treff (Palestra che si trova sul Revolutionärer Treff Helvetiaplatz) ci sarà la possibilità di partecipare con contributi, di ascoltare altri che intervengono sulla questioni Nucleari, lotte delle donne, Prigionieri, lotte contro la destra che si riprende la strade e tante altre.

pc 28 aprile - Ungheria neonazista... pericoloso focolaio d'infezione a livello europeo

Questi ultimi fatti, insieme alle diffuse notizie stampa confermano che quello che sta succedendo in Ungheria è la punta estrema del moderno fascismo come caratteristica generale dei regimi in formazione in tutta Europa.
Questo richiede chiarezza e mobilitazione a livello nazionale e internazionale.
Proletari comunisti - PCm Italia è ben consapevole di tutto questo, per questo costruiamo una azione di denuncia e di azione immediata e di costruzione di una scadenza sulla questione Ungheria nazionale - forse già a luglio - e internazionale - primi di ottobre - che dovrà necessariamente sfociare in un appuntamento europeo in Ungheria
info sulla questione
maoistroad@gmail.com

In Ungheria come in Italia.

Gruppi paramilitari hanno organizzato ronde e campi di addestramento per 'ristabilire l'ordine' e costringere i rom a lasciare le loro case.
Una violenta rissa fra rom ed estremisti di destra è avvenuta la notte scorsa nel comune di Gyoengyoespata, a ottanta chilometri da Budapest, dove ronde squadriste e un campo di addestramento degli attivisti nei giorni scorsi hanno causato tensione. Tanto da costringere trecento fra donne e bambini ad abbandonare venerdì scorso il campo per paura. Sono tornati a casa domenica sera. Un'ottantina di rom ha reagito aggredendo in un tafferuglio cinque estremisti di Vederoe (Forza di difesa), un'organizzazione paramilitare vicina al partito di estrema destra Jobbik. La polizia ha circondato l'abitato e ha fermato una decina di persone. Quattro i feriti di cui uno grave. Secondo alcuni testimoni, la rissa è cominciata dopo che alcuni estremisti del campo di addestramento hanno lanciato pietre contro le case di rom durante una delle ronde quotidiane che da marzo queste milizie di volontari fanno nel comune per "ripristinare l'ordine", intimidendo i rom che formano una consistente comunità nel villaggio di 2.800 abitanti. La polizia circonda da stamane il comune e non lascia più entrare gli estremisti. Molte famiglie rom si preparano a sloggiare: vogliono lasciare il comune temendo per la loro sicurezza. Il garante dei diritti delle
minoranze, Ernoe Kallai, ha chiesto un incontro col ministro dell'interno e il premier, Viktor Orban, ritenendo responsabili della situazione anche le forze dell'ordine. Jobbik respinge ogni responsabilità: "Se oggi in Ungheria esiste un terrore dei rom è il risultato di 20 anni di lassismo", dice in un comunicato. Il governo da parte sua accusa le organizzazioni civiche di gonfiare il caso e creare un scandalo internazionale. Una protesta contro le provocazioni razziste è indetta per
stasera nel centro di Budapest.
da 'operaicontro'

pc 28 aprile - Fincantieri di Marghera, dallo slai cobas per il sindacato di classe

il Cobas degli appalti Fincantieri Marghera annuncia anche una iniziativa per il 1 maggio, a Mestre domenica prossima, con una assemblea pubblica del Cobas stesso, sul sistema schiavistico in fabbrica, cui sono invitati i cittadini
Il Cobas degli appalti di Fincantieri di Marghera dopo una riunione svoltasi a Marghera ieri 26 aprile ed un incontro in fabbrica oggi 27, hanno deciso uno sciopero di 8 ore per venerdì 29 aprile 2011 per gli appalti ove siamo presenti, Eurotecnica, Rocx, Bensaldo-Sonda-Ship Building, Eurocoibenti, Cimes, nonché esteso per solidarietà a tutti i lavoratori che lo vorranno sostenere, non giudicando sufficiente lo sciopero di 4 ore indetto dalla Fiom per il 28.

1. Contro le scelte politiche che hanno portato Fincantieri a non avere un normale quantitativo di commesse di lavoro.

2. Contro le irregolarità retributive riscontrate in diverse ditte di appalto e subappalto.

3. Contro il taglio occupazionale in corso.

4. Contro l’attacco ai diritti sindacali riscontrato in diverse ditte di appalto e subappalto anche in relazione alle procedure di CIG ordinaria e straordinaria ed alla necessaria consultazione di tutte le O.S. presenti nelle aziende.

pc 28 aprile - i padroni assassini della thyssen non ci stanno..

Non solo sono degli assassini vigliacchi ma - dopo essere stati condannati con pene giuste ed equilibrate, come quelle pronunciate la sera di venerdì 15 aprile dalla seconda sezione della Corte d'assise presso il tribunale di Torino presieduta dalla dottoressa Maria Iannibelli - hanno anche il coraggio di lamentarsi.
Marco Pucci, uno dei dirigenti della Thyssenkrupp Acciai Speciali terni - condannato ad anni tredici e mesi sei di reclusione, per essere stato riconosciuto colpevole dei reati di omicidio con colpa cosciente, incendio ed omissione dolosa di cautele antinfortunistiche - ha la faccia come il c... di scrivere una lettera all'Ansa nella quale, invece di almeno chiedere perdono per ciò che ha fatto, va al contrattacco.
Scrive, il dirigente dell'area commerciale e del marketing della Thyssenkrupp, di essere vittima di un enorme errore giudiziario, che lui (poverino!) quando si recò a Torino dopo il massacro dei sette lavoratori ricevette parole di comprensione (ma non specifica da parte di chi!), ed insinua persino che se lo stesso incidente fosse capitato in una fabbrica italiana sarebbe stato trattato diversamente.
Chi scrive ha seguito tutte le fasi del processo (quelle aperte al pubblico, non essendo iscritto all'Ordine dei giornalisti) mentre questo 'signore' è stato presente, forse, ad una decina di udienze in tutto.
Probabilmente per questo motivo non è a conoscenza del fatto che la suprema Corte di cassazione - come ha ricordato più volte il pm Raffaele Guariniello - ha stabilito che, in casi come quello trattato, la responsabilità è da ritenersi dell'intero cda dell'azienda.
Come già detto, il Pucci era consigliere delegato del board della Thyssenkrupp: pertanto ha solo da stare zitto, ed accettare serenamente la giusta condanna inflittagli.

Torino, 28 aprile 2011




Stefano Ghio - Rete sicurezza Torino