sabato 30 aprile 2011

pc 1 maggio - Primo Maggio internazionalista! - Uno straordinario messaggio diffuso in tutto il mondo



Primo Maggio internazionalista!
Uno straordinario messaggio diffuso in tutto il mondo

I popoli vogliono la rivoluzione
I proletari vogliono il partito della rivoluzione

I comunisti vogliono l'internazionalismo e una nuova organizzazione internazionale


Questo 1° Maggio giunge in un momento senza precedenti di proteste e ribellioni in tutto il mondo.
Nel mondo arabo e nel Golfo persico, i giovani, i proletari e le masse popolari hanno invaso le strade e le piazze, hanno abbattuto o cercano di abbattere, uno dopo l'altro, i regimi dittatoriali asserviti all'imperialismo.

Nel cuore dei paesi imperialisti lotte della classe operaia, scioperi generali, rivolte studentesche e giovanili combattono l'azione dei governi, reazionari e tendenti ad un moderno fascismo, di scaricare la crisi sulle masse provocando licenziamenti, precarietà, intensificazione dello sfruttamento, attacchi alla scuola, alla sanità, ai servizi sociali essenziali.

Lotte e ribellioni vanno dalla Cina agli Stati Uniti, dalla Russia all'America Latina.
In particolare in Afghanistan e Iraq l'imperialismo, principalmente l'imperialismo Usa, subisce colpi che impediscono che i suoi piani di occupazione, invasione, controllo geo-strategico di aree importanti del mondo, si realizzino. I suoi piani di santificare l’occupazione sionista della Palestina attraversi dirigenti venduti sono in scacco.

Le guerre popolari fanno da riferimento strategico per i proletari e i popoli del mondo.
La guerra popolare in India fronteggia con successo gli attacchi senza precedenti del nemico e riesce ad estendersi e ad avanzare. Persiste e riprende la guerra popolare in Perù. Avanza nelle Filippine. In Turchia le lotte rivoluzionarie dirette dai maoisti avanzano lungo la strategia della guerra popolare. In altri paesi del Sud Asia essa è in preparazione, per nuovi inizi e avanzamenti.

In Nepal 10 anni di guerra popolare hanno creato le condizioni per l'avanzamento della rivoluzione nepalese. Essa si trova ora ad un incrocio difficile e va sostenuta sia contro la controrivoluzione condotta da nemici interni ed esterni, sia contro i riformisti che vogliono minarla dall'interno.
La guerra popolare di lunga durata è indispensabile per battere il nemico, sia nei paesi oppressi dall'imperialismo, sia nei paesi imperialisti, secondo le proprie specificità.

E' una nuova acuta fase della lotta di classe che esprime la volontà rivoluzionaria dei proletari e dei popoli del mondo.
Tutto questo dimostra che la contraddizione principale nel mondo è tra imperialismo e popoli oppressi, mentre si acutizzano sia le contraddizioni tra proletariato e borghesia, sia le contraddizioni inter-imperialiste. Emerge sempre più chiaro nella crisi che si allarga che la rivoluzione è la tendenza principale nel mondo.

La crisi economica dell'imperialismo, lungi dall'essere in via di risoluzione, si allarga e approfondisce secondo la legge dello sviluppo diseguale e come risultato della contesa sul mercato mondiale e della ricerca della massima estorsione del plusvalore. La “finanziarizzazione” dell'economia, principale causa immediata di questa crisi, tende a respingere qualsiasi controllo. L'utilizzo delle eccedenze dell'economie di Cina, India e Brasile non può assicurare che una ripresa temporanea, che apre le porte a nuove crisi ancora più laceranti.

I proletari e le masse in lotta e in rivolta chiedono e si organizzano per costruire partiti rivoluzionari all'altezza dello scontro di classe in atto, e questo processo di organizzazione si sviluppa.
Servono partiti comunisti basati sul marxismo leninismo maoismo capaci di dirigere la lotta di classe in tutti i campi, finalizzata alla conquista del potere politico, senza il quale non è possibile per i proletari abbattere il sistema capitalista e imperialista.

I comunisti maoisti sono impegnati a rispondere all'esigenza di una direzione scientifica e determinata della lotta di classe del proletariato, combattendo ogni tipo di deviazione riformista, revisionista e dogmatica. in tutte le sue forme. La nostra classe può contare sull'immenso tesoro di esperienza delle lotte e delle rivoluzioni a 140 anni, dalla nascita della gloriosa Comune di Parigi, attraverso le vette della Rivoluzione d'Ottobre, della rivoluzione cinese e della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria. Dobbiamo imparare dalle nostre vittorie, come dalle nostre sconfitte e dai nostri errori.

I comunisti marxisti leninisti maoisti devono praticare nelle lotte, nelle rivolte, nelle guerre popolari, l'internazionalismo proletario per unire le lotte proletarie e dei popoli oppressi contro l'imperialismo in crisi e rimanere strettamente uniti alle masse, in quanto esse fanno la storia.
I comunisti devono realizzare una nuova unità del movimento comunista internazionale basata sul marxismo leninismo maoismo e costruire l'organizzazione internazionale necessaria oggi.

L'imperialismo non ha futuro!
Il futuro è del comunismo!


Partito Comunista del Bhutan (MLM);
Partito Comunista d’India (maoista);
Partito Comunista d’India (ML) Naxalbari;
Partito Comunista maoista, Francia;
Partito Comunista maoista, Italia;
Partito Comunista Maoista, Turchia e Nord Kurdistan;
Partito Comunista Rivoluzionario, Canada;
Partito Comunista Unificato del Nepal (Maoista);
Comitato di Lotta Popolare “Manolo Bello”, Galizia, Spagna;

pc 1 maggio - Internationalist May Day! - An extraordinary statement spread all around the world!


Internationalist May Day!
An extraordinary statement spread all aorund the world!

People want revolution
Proletarians want the Party of the Revolution

Communists want internationalism and a new international organization


This year’s May Day comes at a time of unprecedented protests and uprisings all around the world. In the Arab world and Persian Gulf, the youth, the proletarians and the broad masses took to the streets and toppled or tried to topple, one after the other, the dictatorial regimes subservient to imperialism.

In the heart of the imperialist countries, working class struggles, general strikes, rebellions of students and youth are opposing the policy of reactionary governments and the development of a modern fascism aimed at shifting the burden of the crisis on to the backs of the masses, bringing layoffs, job insecurity, intensification of exploitation and attacks on education, health care and basic social services.

Struggles and rebellions are ranging from China to the US, from Russia to Latin America.
Particularly in Afghanistan and Iraq, imperialism, mainly U.S. imperialism, is suffering blows that prevent it from realizing its plans of occupation, invasion and geo-strategic control on important areas of the world. Its plans to sanctify Zionist occupation in Palestine through sell-out leaders have been checked.

People's wars are the strategic reference for the proletarians and peoples of the world.
The people's war in India successfully withstands unprecedented attacks by the enemy and is able to expand and advance. The people's war in Peru persists and recuperates. The people’s war in the Philippines advances. In Turkey, revolutionary struggles led by the Maoists advance along the people’s war strategy. In other countries of South Asia it is being prepared, for initiations and new advances.

In Nepal, 10 years of people’s war have created the conditions for the advancement of Nepali revolution. This revolution is now at a complex crossroads and must be supported against the counter-revolution waged by internal and external enemies as well as against the reformists who try to undermine it from within.
The protracted people’s war is necessary to defeat the enemy both in countries oppressed by imperialism and the imperialist countries themselves, according their own specificities.
It represents a new and sharpening phase of the class struggle that expresses the revolutionary aspirations of the proletariat and the world peoples.

All this indicates that the main contradiction at the world level is that between imperialism and oppressed people, while the contradiction between the proletariat and the bourgeoisie and as well as inter-imperialist contradictions are sharpening. In the context of the spreading crisis, the revolution emerges more and more clearly as being the main trend in the current world.

The economic crisis of imperialism, far from being resolved, widens and deepens according to the laws of uneven development and as a result of the contention on the world market and the tendency towards a maximal extortion of surplus value. The “financialization” of the economy— the main immediate cause of the crisis — tends to reject any control. The use of surpluses from China’s, India’s and Brazil’s economies can’t ensure more than a temporary recovery, which opens the door to new and even more distressing crisis.

The struggling and uprising proletarians and popular masses demand the building of revolutionary parties at the height of the current clash of classes; and that process of organization is developing.
We need communist parties based on Marxism-Leninism-Maoism able to lead the class struggle in all fields and aimed at seizing the political power without which it is not possible for the proletarians to overthrow the capitalist and imperialist system.

Maoist Communists strive to answer this need for a scientific and decided leadership for the proletarian class struggle, by fighting all kinds of revisionist, reformist and dogmatist deviations. Our class can rely on the huge amount of experience through 140 years of struggles and revolutions, from the birth of the Glorious Paris Commune through the peaks of the October Revolution, the Chinese revolution and the Great Proletarian Cultural Revolution. We must learn from both our victories and defeats, as well as from our mistakes.

Within that wave of struggles, uprisings and people’s wars, Marxist-Leninist-Maoist communists should put proletarian internationalism into practice in order to unite proletarian struggles and those of the oppressed peoples against imperialism in crisis and remain firmly united with masse, as they make history.
Communists must achieve a new unity of the international communist movement based on Marxism-Leninism-Maoism and build the international organization that we need today.


Imperialism has no future!

The future belongs to communism!


Communist Party of Bhutan (MLM);

Communist Party of India (maoist);

Communist Party of India (ML) Naxalbari;

maoist Communist Party, France;

maoist Communist Party, Italy;

Maoist Communist Party, Turkey and North Kurdistan;

Revolutionary Communist Party, Canada;

Unified Communist Party of Nepal (Maoist);

Committee of People’s Struggle “Manolo Bello”, Galicia, Spain

pc 1 maggio - 1er mai internationaliste! - Une déclaration extraordinaire diffusion dans le monde entier!



1 Mai internationaliste!
Une déclaration extraordinaire en diffusion dans le monde entier!

Les peuples veulent la révolution
Les prolétaires veulent le parti de la révolution
Les communistes veulent l’internationalisme et une nouvelle organisation internationale

Le 1er Mai arrive à un moment de protestations et de rébellions sans précédent dans le monde entier. Dans le monde arabe et le golfe Persique, les jeunes, les prolétaires et les masses populaires ont envahi les rues et les places, ont abattu ou essayé d’abattre, l’un après l’autre, les régimes dictatoriaux asservis à l’impérialisme.

Au cœur des pays impérialistes, les luttes de la classe ouvrière, les grèves générales, les révoltes des étudiantes, des étudiants et des jeunes combattent l’action des gouvernements réactionnaires qui tendent à un fascisme moderne et qui essayent de décharger le fardeau de la crise sur les masses, provoquant des licenciements, la précarité de l’emploi, l’intensification de l’exploitation, des attaques à l’éducation, à santé et aux services sociaux essentiels.


Les luttes et les rébellions s’étendent de la Chine aux États-Unis, de la Russie à l’Amérique latine.

En particulier en Afghanistan et en Irak, l’impérialisme – principalement l’impérialisme américain – subit les coups qui l’empêchent de réaliser ses plans pour l’occupation, l’invasion et le contrôle géostratégique de zones importantes dans diverses régions du monde. Ses plans pour sanctifier l'occupation sioniste en Palestine par les dirigeants vendus ont été en échec.

Les guerres populaires demeurent la référence stratégique pour les prolétaires et les peuples du monde.

La guerre populaire en Inde confronte avec succès les attaques sans précédent de l’ennemi et fait preuve de sa capacité à se développer et à aller en avant. La guerre populaire au Pérou persiste et se renouvelle. Elle avance aux Philippines et elle est en préparation dans d’autres pays de l’Asie du Sud. En Turquie, les luttes révolutionnaires dirigées par les maoïstes avancent dans la stratégie de la guerre populaire. Dans d'autres pays d'Asie du Sud, il est en cours d'élaboration, pour les initiations et les nouveaux progrès.


Au Népal, dix années de guerre populaire ont créé les conditions au progrès de la révolution, qui est maintenant est à la croisée d’un chemin difficile et qui doit être soutenue contre contre-révolution menée par des ennemis internes et externes ainsi que contre les réformistes qui tentent de miner de l'intérieur.


La guerre populaire prolongée est essentielle pour vaincre l’ennemi, dans les pays opprimés par l’impérialisme aussi bien que dans les pays impérialistes, selon les conditions spécifiques de chaque pays.
Il s’agit d’une nouvelle phase, aiguë, de la lutte des classes qui exprime la volonté révolutionnaire du prolétariat et des peuples du monde.


Tout cela témoigne du fait que la contradiction principale dans le monde est celle qui oppose l’impérialisme aux peuples opprimés, tandis que s’aiguisent les contradictions entre le prolétariat et la bourgeoisie et les contradictions inter-impérialistes. Il devient de plus en plus clair dans le contexte de la crise qui se répand que la révolution est la tendance principale dans le monde actuel.


La crise économique de l’impérialisme, loin d’être en voie de résolution, s’élargit et s’approfondit dans le cadre de la loi du développement inégal, de la concurrence sur le marché mondial et de la tendance à rechercher le maximum d’extorsion de plus-value. La «financiarisation» de l’économie, cause principale immédiate de cette crise, a tendance à rejeter toute forme de contrôle et parallèlement, l’utilisation des excédents de l’économie de la Chine, de l’Inde et du Brésil ne peut assurer qu’une reprise précaire, ce qui ouvre la porte à de nouvelles crises encore plus déchirantes.


Les prolétaires et les masses en lutte et en révolte exigent la construction de partis révolutionnaires à la hauteur de la lutte de classe en cours et ce processus d'organisation est en développement.

On a besoin de partis communistes basés sur le marxisme-léninisme-maoïsme, capables de diriger la lutte de classe dans tous les domaines, visant à conquérir le pouvoir politique, sans lequel il n’est pas possible pour les prolétaires de renverser le système de domination et d’exploitation capitaliste, impérialiste.


Les communistes maoïstes cherchent à répondre à cette nécessité d’une direction scientifique et déterminée de la lutte de classe du prolétariat, en combattant contre le réformisme, le révisionnisme et le dogmatisme sous toutes leurs formes. Notre classe peut compter sur l’immense richesse de l’expérience de 140 ans de luttes et de révolutions, de la naissance de la glorieuse Commune de Paris, jusqu’aux sommets de la révolution d’Octobre, de la révolution chinoise et de la Grande Révolution culturelle prolétarienne. Nous devons apprendre de nos victoires, ainsi que de nos échecs et erreurs.


Les communistes marxistes-léninistes-maoïstes doivent pratiquer l’internationalisme prolétarien dans les luttes, les émeutes et les guerres populaires, de sorte à faire la jonction entre les luttes du prolétariat et celles des peuples opprimés contre l’impérialisme en crise et à rester fermement unis avec masse, car ils font l'histoire.

Les communistes doivent créer une nouvelle unité du mouvement communiste international fondée sur le marxisme-léninisme-maoïsme et construire l’organisation internationale nécessaire dans la situation actuelle.


L’impérialisme n’a pas d’avenir!
L’avenir, c’est le communisme!


Parti Communiste du Bhoutan (MLM);
Parti Communiste de l'Inde (maoïste);
Parti Communiste de l'Inde (ML) Naxalbari;
Parti Communiste maoïste, France;
Parti Communiste maoïste, Italie;
Parti Communiste Maoïste, Turquie et Nord Kurdistan;
Parti Communiste Révolutionnaire, Canada;
Parti Communiste Unifiée du Népal (maoïste) ;
Comité de Lutte Populaire "Manolo Bello, Galice, Espagne

pc 1 maggio - 1 de Mayo internacionalista ! - Una declaración extraordinaria en difusión en todo el mundo!



1 de Mayo internacionalista !
Una declaración extraordinaria difusión en todo el mundo!


Los pueblos quieren la revolución
Los proletarios quieren el partido de la revolución
Los comunistas quieren el internacionalismo y una nueva organización internacional


Este 1° de mayo llega en un momento de protestas y rebeliones sin precedentes en todo el mundo.
En el mundo árabe y en el Golfo Pérsico, los jóvenes, el proletariado y las masas populares ha invadido las calles y plazas, abatieron o trataron de abatir, uno tras otro, los regímenes dictatoriales subordinados al imperialismo.
En el corazón de los países imperialistas las luchas de la clase obrera, las huelgas generales, las revueltas estudiantiles y de los jóvenes, combaten la acción del gobierno reaccionario, y proclive a un fascismo moderno, para descargar la crisis sobre las masas provocando despidos masivos, la precariedad laboral, la intensificación de la explotación, los ataques a escuelas, salud, servicios sociales esenciales.

Luchas y rebeliones que van desde China a los EE.UU., desde Rusia a América Latina.
En particular en Afganistán e Irak, el imperialismo, y principalmente el imperialismo de EE.UU., sufre los golpes que impiden que sus planes para la ocupación, la invasión, el control geoestratégico de las zonas importante en el mundo, se hará realidad. Sus planes para santificar la ocupación sionista en Palestina a través de los líderes vendidos se han estancado.

Las guerras populares son la referencia estratégica para los proletarios y los pueblos del mundo.
La guerra popular en la India afronta con éxito los ataques sin precedentes del enemigo y es capaz de expandirse y avanzar. Persiste y continua la guerra popular en Perú. Avanza en las Filipinas. En Turquía, las luchas revolucionarias dirigidas por los maoistas avanzan a lo largo de la estrategia de la guerra popular. En otros países de Dur de Asia está en preparación para el inicio y nuevos avances.
En Nepal, 10 años de guerra popular han creado las condiciones para el avance de la Revolución nepalesa, que ahora está en una encrucijada difícil y debe ser apoyada contrarrevolución llevada a cabo por los enemigos internos y externos, así como contra los reformistas que quieren socavarla en el interior.

La guerra popular prolongada es esencial para derrotar al enemigo. Tanto en los países oprimidos por el imperialismo como en los países imperialistas, de acuerdo con condiciones específicas adaptadas a cada país.

Es una nueva fase aguda de la lucha de clases, que expresa la voluntad revolucionaria del proletariado y de los pueblos del mundo.
Todo esto demuestra que la contradicción principal en el mundo es entre el imperialismo y los pueblos oprimidos, que se agudizan las contradicciones entre proletariado y burguesía y las contradicciones inter-imperialistas. En el contexto de la crisis que se propaga, es cada vez más claro que la revolución es la tendencia principal en el mundo.

La crisis económica del imperialismo, lejos de resolverse, se amplía y profundiza dentro de la ley del desarrollo desigual y la contienda en el mercado mundial y la búsqueda de la máxima extorsión de la plusvalía. La financiación de la economía, causa principal inmediata de esta crisis, rechaza todo control; y el uso de la excedentes en la economía de China, India y Brasil pueden asegurar la recuperación aún siempre de corto aire que abre a nuevas crisis todavìa mas lacerantes.

Los proletarios y las masas en lucha y en revuelta piden para construir partidos revolucionarios a la altura de la lucha de clase actual y ese proceso de organización se está desarrollando.
Necesitamos partidos comunistas basados en el marxismo-leninismo-maoísmo capaces de dirigir la lucha de clases en todos los ámbitos, destinada a conquistar el poder político, sin el cual no es posible para el proletariado derrocar el sistema de dominación y explotación capitalista imperialista.

Los comunistas maoístas se han comprometido a abordar la necesidad de dirección científica y decidida de la lucha de clase del proletariado, combatiendo contra el reformismo, el revisionismo y el dogmatismo en todas sus formas.

Nuestra clase debe confiar en la inmensa riqueza de la experiencia de las luchas y las revoluciones en 140 años del nacimiento de la Gloriosa Comuna de París, a través de los picos de la Revolución de Octubre, la Revolución china y la Gran Revolución Cultural Proletaria. Debemos aprender de nuestras victorias, así como de nuestros fracasos y nuestros errores.

Los comunistas marxistas leninistas maoístas deben practicar en las luchas, enlos motines, en las guerras populars el internacionalismo proletario para unir las luchas proletarias y de los pueblos oprimidos contra el imperialismo en crisis y permanecer firmemente unidos a las masas pues ellas hacen la historia.
Los comunistas deben crear una nueva unidad del movimiento comunista basandose en el marxismo-leninismo-maoísmo y construir la organización internacional necesaria hoy en día.

El imperialismo no tiene futuro!
El futuro es el comunismo!


Partido Comunista del Bhutan (MLM); Partido Comunista de India (maoísta);
Partido Comunista de India (ML) Naxalbari;
Partido Comunista maoísta, Francia;
Partido Comunista maoísta, Italia;
Partido Comunista Maoísta, Turquía e Nord Kurdistan;
Partido Comunista Revolucionario, Canada;
Partido Comunista Unificado del Nepal (Maoísta);
Comité de Loita Popular “Manolo Bello”, Galicia;

pc 1 maggio - 1. Mai internationalistischen! Eine Erklärung verbreiten außerordentlichen weltweit!


1. Mai internationalistischen!
Eine Erklärung verbreiten außerordentlichen weltweit!

Völker wollen Revolution ProletarierInnen wollen eine Partei der Revolution
KommunistInnen wollen Internationalismus und eine neue internationale Organisation


Dieses Jahr kommt der Erste Mai in einer beispiellosen Zeit der weltweiten Proteste und Aufstände . In der arabischen Welt am persischen Golf, nehmen sich die Jugend, die ProletarierInnen und die breiten Massen die Straßen und stürzen, oder versuchen dies zumindest, eines nach dem anderen, die diktatorischen und dem Imperialismus untergeordneten Regimes.

In den Herzen der imperialistischen Länder richten sich Kämpfe der ArbeiterInnenklasse, Generalstreiks, Rebellionen der StudentInnen und Jugendlichen, gegen die Politik der reaktionären Regierungen und die Entwicklung eines modernen Faschismus, welche darauf abzielen die Lasten der Krise auf den Rücken der Massen abzuladen und Kündigungen, schlechtere Arbeitssicherheit, Intensivierung der Ausbeutung und Angriffe auf Bildung, Gesundheitsversorgung und grundlegende soziale Leistungen mit sich bringen. Die Kämpfe und Rebellionen reichen von China in die Vereinigten Staaten, von Russland nach Lateinamerika.

Speziell in Afghanistan und im Irak, leidet der Imperialismus, vor allem der US-Imperialismus, unter dem Gegenwind der ihn von der Realisierung seiner Okkupations- und Invasionspläne, sowie von geostrategischen Kontrollvorhaben gegenüber wichtigen Weltgegenden abhält. (…)


Die Volkskriege sind ein strategischer Bezugspunkt für das Proletariat und die Völker der Welt.
Der Volkskrieg in Indien widersteht erfolgreich noch nie dagewesenen Angriffen des Feindes und schaffte es sogar, sich weiter auszudehnen und vorwärts zu kommen. In Peru dauert der Volkskrieg nach wie vor an und erholt sich zusehends. Der Volkskrieg auf den Philippinen macht Fortschritte. In der Türkei entwickeln sich revolutionäre Kämpfe, geführt durch die MaoistInnen, entlang der Volkskriegsstrategie weiter. In manchen Ländern Südasiens werden diesbezüglich Vorbereitungen für Initiierungen und neue Fortschritte getroffen.

In Nepal haben 10 Jahre Volkskrieg die Bedingungen für eine Vertiefung der nepalesischen Revolution geschaffen. Diese Revolution steht nun an einem komplizieren Scheideweg und muss gegen die von inneren und äußeren Feinden vorangetriebene Konterrevolution, sowie auch gegen die Reformisten die versuchen sie von innen her zu untergraben, verteidigt werden.

Der langandauernde Volkskrieg ist notwendig um den Feind sowohl in vom Imperialismus unterdrückten, als auch in den imperialistischen Ländern selbst, beiderseits in Übereinstimmung mit den jeweiligen Besonderheiten, zu schlagen.


Er repräsentiert eine neue und verschärfte Phase des Klassenkampfes, welche Ausdruck der revolutionären Bestrebungen des Proletariats und der Völker der Welt ist. All das zeigt, dass der Hauptwiderspruch auf Weltniveau jener zwischen Imperialismus und unterdrückten Völkern ist; gleichzeitig verschärft sich der Widerspruch zwischen Bourgeoisie und Proletariat ebenso wie die Widersprüche zwischen den Imperialisten. Im Kontext der sich ausweitenden Krise, tritt die Revolution immer klarer als der Haupttrend in der gegenwärtigen Welt hervor.


Die ökonomische Krise des Imperialismus, weit entfernt davon gelöst zu sein, weitet sich aus und vertieft sich entlang der Gesetze der ungleichzeitigen Entwicklung, als Resultat der Kämpfe auf dem Weltmarkt und der Tendenz der maximalen Erpressung von Extraprofit. Die „Finanzialisierung“ der Ökonomie – der wichtigste unmittelbare Grund der Krise – tendiert zu vollkommener Unkontrollierbarkeit. Der Verbrauch von weiterem Mehrwert durch Chinas, Indiens und Brasiliens Ökonomien, kann das nicht mehr als zeitweilig verbergen und öffnet die Türe für neue und noch weitergehende Krisen.


Die kämpfenden und aufständischen ProletarierInnen und Volksmassen verlangen den Aufbau revolutionärer Parteien auf Höhe der gegenwärtigen Klassenzusammenstöße; und der Prozess der diesbezüglichen Organisierung entwickelt sich.


Wir brauchen Kommunistische Parteien die auf der Basis des Marxismus-Leninismus-Maoismus stehen, die fähig sind, den Klassenkampf in allen Bereichen zu führen und die politische Macht, ohne die es für das Proletariat nicht möglich ist das kapitalistische und imperialistische System zu stürzen, zu ergreifen. Maoistische KommunistInnen streben danach, diese Notwendigkeit für eine wissenschaftliche und entschiedene Führung des Klassenkampfes durch den Kampf gegen alle Spielarten revisionistischer, reformistischer und dogmatischer Abweichungen zu beantworten.

Unsere Klasse kann auf die große Menge an Erfahrungen aus 140 Jahren des Kampfes und der Revolution, von der glorreichen Pariser Kommune über die Gipfel der Oktoberrevolution, der chinesischen Revolution und der Großen Proletarischen Kulturrevolution zurückgreifen. Wir müssen aus unseren Siegen und Niederlagen ebenso lernen, wie aus unseren Fehlern.


Inmitten der Welle von Kämpfen, Aufständen und Volkskriegen, müssen die marxistisch-leninistisch-maoistischen KommunistInnen den proletarischen Internationalismus in die Praxis umsetzen, d.h. die Vereinigung der proletarischen Kämpfe und der Kämpfe der unterdrückten Völker gegen den Imperialismus in der Krise auf die Tagesordnung setzen und fest an der Verbindung mit den Massen, welche die Geschichte machen, festhalten. KommuistInnen müssen eine neue Einheit der Internationalen Kommunistischen Bewegung, basierend auf dem Marxismus-Leninismus-Maoismus, erreichen und jene internationale Organisation aufbauen, die wir heute benötigen

Der Imperialismus hat keine Zukunft!
Die Zukunft gehört dem Kommunismus!


Kommunistische Partei Bhutans (MLM)

Kommunistische Partei Indiens (maoistisch)

Kommunistische Partei Indiens (ML) Naxalbari

maoistische Kommunistische Partei, Frankreich

maoistische Kommunistische Partei, Italien
Maoistische Kommunistische Partei, Türkei und Nordkurdistan
Revolutionär-Kommunistische Partei, Canada

Vereinigte Kommunistische Partei Nepals (Maoistisch)

Komitee der Volkskämpfe “Manolo Bello”, Galizien, Spanischer Staat

pc 30 aprile - dagli studenti della federico II napoli

Oltre le lame, Oltre le menzogne!

Si è conclusa un’altra giornata di lotta e di antifascismo. Ancora una volta abbiamo dimostrato l’intenzione di difendere palmo a palmo le nostre strade e i nostri sogni.Questo è il messaggio che crediamo di aver dato: venite pure armati di coltelli, noi non scappiamo, noi non indietreggiamo.La rabbia che oggi si è riversata per la strada è la stessa con cui abbiamo affrontato gli infami in camicia nera e le loro coperture istituzionali. Portiamo sulla nostra pelle i segni che le lame dei vigliacchi ci hanno lasciato addosso, ma abbiamo ancora negli occhi la solidarietà di una marea di studenti, ragazzi, compagni che ha deciso di partecipare al corteo del pomeriggio e di opporsi all’infamia fascista.

Ringraziamo tutte e tutti, anche chi ha fatto centinaia di Km per esserci vicino.

Leggiamo, inoltre, che la stampa si è affrettata a dar spazio ai comunicati dei fascisti accoltellatori e a far passare come una rissa una vile aggressione; questo non ci sorprende, non è la prima volta e non sarà l’ultima. La questura ha denunciato i nostri fratelli feriti per “rissa aggravata”(!) e la stampa ha gettato fango. A chi non è prezzolato, a chi è interessato a conoscere la verità dettagliatamente, rimandiamo al nostro comunicato di domani attualmente in elaborazione.Oggi come ieri ribellarsi è giusto.

Contro il fascismo non un passo indietro, per sempre antifa.

Studenti Federico II

pc 30 aprile - GIU' LE MANI DAL 1°MAGGIO!

Che volessero mettere in discussione il 1° Maggio, come Festa dei Lavoratori, era da tempo che padroni, governo, partiti borghesi, economisti, giornalisti “a servizio permanente ed effettivo”, ci stavano lavorando.
Quest'anno hanno tentato di fare un primo passo pratico con la imposizione in alcune città, con sindaci del PD in testa, dell'apertura degli esercizi commerciali, e quindi del lavoro dei dipendenti.
Certo per i padroni c'è un problema di basso utilitarismo economico, nella crisi ogni incasso in più “fa brodo”; ma non è questo l'aspetto principale.
La questione è più strategica, è economica, nel senso dell'interesse generale capitalista, è politica; ha a che fare con la lotta di classe. Si vuole cancellare la festa “dei lavoratori”, “dei proletari”, di cui la questione più inaccettabile e da sopprimere è proprio la parola “lavoratori”.
Così come da tempo, da Sacconi a Ichino, a vari esponenti di partiti parlamentari, vogliono trasformare lo Statuto dei Lavoratori in “Statuto del Lavoro”; nello stesso modo vogliono far diventare il 1° Maggio “festa del lavoro”, ma nel senso effettivo di festa in cui si esalta il lavoro, “lavorando”..., fino a trasformare la 'festa dei lavoratori' in 'festa dei padroni'.
Certo, da tempo i sindacati confederali hanno reso il 1° Maggio una semplice giornata di vacanza dal lavoro, in poche città vengono fatte manifestazioni,
ma, ma... questa festa del 1° Maggio finchè esiste, non solo parla di operai, "proletari", di classi mai sparite e quindi di lotta di classe, ma soprattutto allude, comunque, all'abolizione del lavoro salariato, ad una società senza sfruttati e sfruttatori, al potere dei lavoratori...
E, allora, è meglio eliminarla!

pc 30 aprile - Napoli, nuova aggressione fascista nella notte alla festa all'Istituto orientale



primo comunicato

Comunicato Stampa

Poco dopo l’una di stanotte il prosieguo di oggi!? A palazzo Giusso c’è una festa degli studenti universitari: arrivano sette persone su motociclette e motorini. Due a volto coperto restano a fare i pali, altre cinque scendono: sono armate di mazze da baseball e lunghi coltellacci molto visibili (uno curvo sembra a tutti un machete)!! Cercano di andare verso la festa degli universitari ma di li non si riesce a entrare, allora curvano verso piazza S.Giovanni Maggiore Pignatelli, minacciando con gli enormi coltelli la folla che rimane in gran parte comprensibilmente impietrita. Quando alcune persone si avvicinano per farli andar via, mentre volano delle bottiglie, due delle cinque persone armate (ancora due col volto coperto, mentre le altre tre sono a volto scoperto) da dietro sembrano indicare agli altri tre chi colpire. E almeno due studenti vengono aggrediti con le mazze e pugni, mentre gli enormi coltelli fanno da deterrente a chi altro cerca di avvicinarsi. Infine i sette scappano, il raid è compiuto!
La condizione delle persone aggredite non è preoccupante (anche se sono andati in ospedale per un controllo) ma è molto preoccupante quello che è successo!
La relazione con la giornata di oggi ci appare evidente: qualcuno si sente più legittimato a colpire (anche per la sostanziale diminutio mediatica dell’aggressione coi coltelli operata dai neofascisti all’Università) e le convenienze della campagna elettorale potrebbero aver fornito senso di copertura e averli saldati con altro tipo di personaggi…

Colettivi studenteschi universitari

NAPOLI - Raid con coltelli e mazze da baseball, la scorsa notte nei pressi di Palazzo Giusso, a Napoli: lo denuncia la Rete degli Studenti Universitari che parla di due ragazzi aggrediti.

La denuncia di Rete Universitari. «A Palazzo Giusso c'era una festa degli studenti universitari - racconta la Rete degli Studenti universitari - sono arrivate sette persone su motociclette e motorini. Due a volto coperto sono rimasti a bordo degli scooter, altri cinque, armati di mazze da baseball e lunghi coltellacci, uno sembrava un machete, hanno cercato di accedere alla festa degli universitari. Non sono riusciti ad entrare e in piazza hanno iniziato a minacciare la folla». «Almeno due studenti sono stati aggrediti con le mazze e pugni - continua - Le condizioni delle persone aggredite non sono preoccupanti, anche se sono andati in ospedale per un controllo, ma è molto preoccupante quello che è successo».

pc 30 aprile - 400 lavoratori non festeggiano il primo maggio di quest'anno

Morti sul lavoro dall'inizio dell'anno al 30 aprile 2011
Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro

Situazione al 30 aprile del 2011
Domani sarà il 1 maggio la Festa dei lavoratori, credo che ci sia poco da festeggiare per chi lavora. Ad oggi 30 aprile ci sono stati 192 morti per infortuni sui luoghi di lavoro, ma si arriva a contarne oltre 400 se si aggiungono i lavoratori deceduti sulle strade e in itinere.



Sui luoghi di lavoro erano 151 il 30 aprile 2010. Assistiamo ad un aumento spaventoso delle vittime di quasi il 30%.

In questi primi quattro mesi sui luoghi di lavoro l’edilizia con 55 vittime ha registrato il 28,2% sul totale, l’agricoltura con 53 registra il28,1%, La maggior parte degli agricoltori sono morti in tarda età schiacciati da trattori senza protezione che si sono ribaltati. L’industria con 22 l’11,5% l’autotrasporto 14 con 7,5% Gli stranieri morti sono stati 22 l1,8 % sul totale.

Le regioni in testa a questa triste classifica sono la Lombardia con 28 vittime sui luoghi di lavoro (provincia di Milano 10), l'Emilia Romagna20 (Provincia di Bologna 5) e la Sicilia 18 (provincia di Catania 5). Nonostante la terribile tragedia della Thyssen e dopo un calo costante delle vittime che si registrava da quella tragedia, anche la provincia di Torino ha già 5 morti e il Piemonte 16, le province di Napoli e Chieti 5, quelle di Savona, Messina e Ragusa 4 vittime. Alcune regioni stanno avendo un andamento pessimo, altre sembrano avere imboccato un trend positivo. Nei prossimi mesi temiamo che ci saranno moltissime vittime in edilizia, in agricoltura e nei servizi nella provincia di Roma che registra “solo” 3 vittime, ma che solitamente aumentano dopo questo primo periodo dell’anno..

All’inizio di aprile avevamo scritto che ci sarebbero state molte morti in edilizia e in agricoltura nel centro-nord, purtroppo le previsioni, supportate dalle analisi del materiale raccolto negli anni passati, hanno confermato quanto avevamo scritto: la situazione è ancora più drammatica di come l’avevamo prospettata. Ci sono state ad oggi 29 aprile in edilizia e in agricoltura 45 morti solo sui luoghi di lavoro. Moltissimi morti sono dovuti alle condizioni climatiche, sopratutto per le categorie che svolgono i lavori all'aperto quali l'edilizia, l'agricoltura, la manutenzione stradale, l'autotrasporto ecc...Per queste categorie con un po’ di buona volontà da parte di tutti è possibile riuscire ad incidere sul fenomeno con la prevenzione ed allarmando le categorie quando ci sono maggiori rischi. E’ già possibile sapere con alcuni giorni d’anticipo quando potrebbe esserci un aumento delle vittime per questa tipologia di lavoratori.

E' proprio in quest’ottica che l'Osservatorio Indipendente di Bologna sta preparando previsioni del tempo aggiornate quotidianamente per tutte le province italiane, dove si evidenzierà con qualche giorno d’anticipo il fattore rischio per gravi infortuni sul lavoro, che si manifesta quando ci sono condizioni meteorologiche particolari.

Carlo Soricelli

pc 30 aprile - lavoratori e precari in lotta a palermo..LAVORO NON GUERRA !

I LAVORATORI DELLA COOP SOCIALE ITALY EMERGENZA, ORGANIZZATI CON LO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE, HANNO PROTESTATO OGGI POMERIGGIO ALLLA DIREZIONE SANITARIA DEL POLICLINICO A PALERMO
CON UN GRANDE STRISCIONE CON SU SCRITTO "LAVORO NO GUERRA - IL POSTO DI LAVORO NON SI TOCCA" I LAVORATORI E LE LAVORATRICI HANNO DENUNCIATO L'AGIRE DEL GOVERNO CHE PER FINANZIARE UNA GUERRA ASSASSINA TOGLIE RISORSE AI LAVORATORI,
AGLI OPERAI, AI PRECARI RENDENDO SEMPRE PIU' MISERE LE CONDIZIONI DI TANTE FAMIGLIE, TAGLIA LE SPESE PER I SERVIZI SOCIALI, SANITARI, LA SCUOLA.
LE CONSEGUENZE DI TUTTO QUESTO RICADONO ANCHE NELL'AMBITO DEL POLICLINICO A PALERMO DOVE I DIRIGENTI STANNO INNESCANDO UNA VERA E PROPRIA GUERRA TRA POVERI.
TRA I DIVERSI LAVORATORI CHE LAVORANO IN CONDIZIONI SEMPRE PIU' PRECARIE: E' IL CASO APPUNTO ANCHE DEI LAVORATORI DELLA COOP SOCIALE ITALY EMERGENZA, CHE SONO SCESI IN PROTESTA CONTRO L'AGIRE IRRESPOSABILE DELLA DIRIGENZA DELLA'AZIENDA OSPEDALIERA CHE TIENE BLOCCATO PER UNA INSPIEGABILE
"SOSPENSIONE TECNICA" IL LEGITTIMO BANDO DI APPALTO DEL SERVIZIO PER 5 ANNI CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE GIA' AGGIUDICATO NELL'AGOSTO SCORSO
E INVECE SI è ANDATI AVANTI CON MINI PROROGHE DI APPENNA 1/DUE MESI FINO ALLA SCADENZA DELL'APPALTO PREVISTA PER IL 30 APRILE, CIOE' DOMANI.

I LAVORATORI CHE A RIDOSSO DI PASQUA HANNO RICEVUTO LE LETTERE DI PREAVVISO DI LICENZIAMENTO HANNO DECISO DI NON SUBIRE PIù E ORGANIZZANDOSI SINDACALMENTE. HANNO DECISO DI INZIARE LA LOTTA

I LAVORATORI SI SONO RECATI NEL PALAZZO DELLA DIREZIONE SANITARIA PER INCONTRARE IL DIRETTORE SANIRARIO LA ROCCA IL QUALE PRIMA HA RIFIUTATO DI INCONTRARLI, POI SI E' PRESENTATO CON FARE ARROGANTE E DI DISPREZZO DICENDO CHE NON AVREBBE FATTO NESSUN INCONTRO. I LAVORATORI CHE NON SI SONO AFFATTO LASCIATI INTIMIDIRE HANNO INIZIATO ALLORA A PROTESTARE FORTEMENTE A TAL PUNTO CHE IL DIRETTORE SI E' INNERVOSITO E PRENDENDO IL SUO CELLULARE HA FOTOGRAFATO UNA DELEGATA DELLO SLAI INSIEME AD ALCUNI LAVORATORI MINACCIANDO DI DENUNCIARLI.
PRONTA E' STATA LA REAZIONE DEI LAVORATORI CONTRO IL DIRETTORE CHE E' STATO COSTRETTO A RIENTRARE NELLA SUA STANZA. ALL'ARRIVO DELLA POLIZIA CHIAMATA DALLO STESSO, I LAVORATORI HANNO CONTINUATO LA LORO PROTESTA DENUNCIANDO L'ATTEGGIAMENTO INTIMIDATORIO DI LA ROCCA ANCHE AI GIRONALISTI DI LA
REPUBBLICA E DEL TELEGIORNALE DI SICILIA, NEL FRATTEMPO GIUNTI NEL LUOGO, INSIEME A TUTTA LA LORA CONDIZIONE DI LAVORO ULTRAPRECARIA.
ALLA FINE ATTRAVERSO ANCHE LA MEDIAZIONE DI UN ALTRO DIRIGENTE CHE HA CERCATO DI CALMARE GLI ANIMI IL DIRETTORE LA ROCCA HA FATTO SAPERE CHE ENTRO LUNEDI' COMUNICHERA' AI LAVORATORI LA DATA DI UN INCONTRO DA FARSI ENTRO GIOVEDI' 5 MAGGIO.

I LAVORATORI HANNO QUINDI DECISO DI ASPETTARE FINO A GIOVEDI' MA RIMANENDO PRONTI A MOBILITARSI CON PIU' FORZA SE LA ROCCA NON MANTERRA' L'IMPEGNO PRESO.
UFFICIOSAMENTE SI E' POI SAPUTO DELLA PROROGA DEL SERVIZIO PER UN ALTRO MESE MA VOGLIAMO RISPOSTE SICURE CIRCA IL NOSTRO FUTURO LAVORATIVO!

BASTA SUPERSFRUTTAMENTO E SUPER PRECARIETA'
IL LAVORO E' UN DIRITTO INALIENABILE E LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA!
LA LOTTA E' COMINCIATA!!!

Soccorritori, ambulanzieri, centralinisti Coop Sociale Italy Emergenza
organizzati nello Slai Cobas per il sindacato di classe - Palermo

pc 30 aprile - taranto 1° maggio proletario - 6 maggio concentramento slai cobas per il sindacato di classe

1 maggio 2011
fuori dalla retorica della 'festa del lavoro'
riprendiamo la lotta per
il lavoro e il salario garantito a lavoratori, precari, disoccupati
la difesa dei diritti e delle libertà sindacali e democratiche
la sicurezza e la difesa della salute sui posti di lavoro e sul territorio
l'unità operai italiani-operai immigrati contro schiavismo e razzismo
un vero sciopero generale contro padroni e governo
un sindacato di classe nelle mani dei lavoratori
per il potere a chi lavora
ASSEMBLEA
1° MAGGIO ORE 18 Via RINTONE, 22 TARANTO

in occasione dello sciopero generale
6 maggio CONCENTRAMENTO SLAI COBAS per il sindacato di classe
TARANTO P.ZZA CASTELLO ORE 9

slai cobas per il sindacato di classe taranto
cobasta@libero.it
3471102638

pc 30 aprile - BOICOTTA ISRAELE - BOICOTTA NICHI VENDOLA

comunicato del "Comitato con la Palestina nel cuore", Roma

Il comunicato stampa della Press Regione-Agenzia giornalistica sulle dichiarazione del Presidente della Regione Puglia Niki Vendola molto sinceramente non ci sgomenta, perché perfettamente in linea sia con il personaggio, sia con il manifesto sionismo della stragrande maggioranza del panorama politico italiano.
Con la scusa della cultura ebraica e del suo festival in terra di Puglia Niki Vendola parla di questioni concrete come “rapporti economici, commerciali, istituzionali”, quelli che realmente stanno a cuore allo Stato di Israele, e non a caso questo è avvenuto a margine di un incontro con l’Ambasciatore di quello stato, e non certo con l’addetto culturale.
Vendola prosegue poi nel panegirico di Israele citando esempi calzanti non nel campo culturale ma in quello dei rapporti economici, cita infatti la trasformazione di “aree desertiche in luoghi produttivi e in giardini”, dice che Israele è un “Paese che si confronta col tema mondiale del governo del ciclo dell’acqua, dell’energia, dei rifiuti con pratiche di avanguardia” ecc.
Facciamo un po’ di chiarezza intanto su queste affermazioni:
Israele ha trasformato il deserto in giardini grazie al furto sistematico e costante dell’acqua del popolo palestinese, della Siria (alture del Golan) e del Libano (area delle Fattorie di Shebaa), i palestinesi vivono al limite della disidratazione, altro che governo del ciclo delle acque!, per quanto riguarda i rifiuti invece se Vendola si riferisce al sistema di trattamento usato dalla ArrowBio che la giunta Polverini vuole adottare nel Lazio e che si sta cercando di installare presso il comune di Guidonia non c’è nulla di innovativo, questo sistema viene proposto ed installato anche da ditte italiane, e sarebbe certamente trasparente conoscere i costi delle rispettive proposte; per l’energia basti ricordare che il 40% del fabbisogno del gas di Israele viene fornito dall’Egitto al 25% del costo di mercato, ovvero rapinando il popolo egiziano di questa ricchezza, e non a caso recentemente c’è stato un secondo attentato al gasdotto in questione.
Vendola non ricorda, non condanna, non deplora 60 anni di occupazione israeliana delle terre palestinesi, Vendola non spende una parola sul muro dell’apartheid, Vendola non chiede la liberazione degli 11.000 prigionieri palestinesi racchiusi nelle prigioni israeliane, per la maggior parte senza processo ma con detenzione amministrativa, Vendola non spende una parola sull’assedio inumano a cui è sottoposta la Striscia di Gaza, no, nulla di tutto questo, Vendola fa il panegirico di Israele e pensa agli affari!!!
Dulcis in fundo chiede di effettuare una visita ufficiale in Israele per far giungere ad un punto di svolta le relazioni bilaterali.
Che tristezza, l’uomo che si propone come rinnovatore della sinistra che mendica un incontro per accreditarsi quale amico dei sionisti!!!. Ha capito che in Italia non si fa carriera senza l’appoggio e la sudditanza al sionismo, e da buon politicante quale è sempre stato si accoda prontamente, cosa sono 60 anni di sofferenze e miserie del popolo palestinese di fronte ad un luminoso futuro alla giuda della sinistra italiana?
In Italia è in corso, con crescente successo, la campagna di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni dell’economia israeliana, proponiamo di inserire Niki Vendola ed il suo partito nella lista dei prodotti da boicottare, non facciamo più sconti a chi ammanta di bella retorica la propria sudditanza al sionismo.
Comitato con la Palestina nel cuore – Roma.

pc 30 aprile - TRA CORRUZIONE E MODERNO FASCISMO. IL FILO NERO DELLA CAMPAGNA POLITICA A MILANO

Non passa giorno che la contesa elettorale a Milano riservi novità. Dopo il caso Lassini, l’uomo dei manifesti, ecco “scoppiare” il caso Osnato, consigliere comunale della giunta Moratti che è anche direttore area gestionale Aler, indagato per turbativa d’asta e corruzione su esposto presentata da SOS Raket e Usura di Frediano Manzi. E all’orizzonte si intravede il caso Clemente, candidato PDL, intercettato in conversazioni confidenziali, leggi amicali, con boss della ‘ndrangheta. E di fronte ha una realtà che richiederebbe un sommovimento popolare per cacciare questa pletora di corrotti e arroganti, la cosiddetta opposizione che fa? Che si indaghi, che si
dimettano. Ma sono il pedigree di questi personaggi che rendono sempre più improrogabile una risposta adeguata. Il “buon” Osnato è il genero di Romano La Russa, gran fustigatore dei centri sociali e mandante dei tanti sgomberi di case popolari (illegali dice lui), ma che non si è mai visto in azione contro il rachet delle case popolari. Tra l’altro è il tramite in Aler per l’assegnazione di una sede agli Hammer di Lealtà e Azione e il supporto a tutte le iniziative che i camerati organizzano in occasione del 29 aprile in ricordo di Ramelli-Borsani-Pedenovi. Così
come il suo degno compare Clemente non solo è amico di mafiosi ma anche dei loschi figuri delle curve nazistoidi milanesi, prassi consolidata nella estrema destra milanese e che oggi si pratica dagli scranni di Palazzo Marino. “Il vento sta cambiando”, direbbe qualcuno, e anziché spazzare l’aria, e non solo, da questa teppaglia la colloca nelle stanze del potere. E che il vento stia cambiando l’ha detto proprio oggi un’altra anima nera del PDL, la consigliera provinciale Capotosti quella dell’elogio al nazista De Grelle, che ha presentato un'interpellanza per non far deporre una corona di fiori alla lapide di Gaetano Amoroso, giovane antifascista assassinato dai fascisti nell’aprile del 1976, organizzata da una serie di forze che vanno da Memoria Antifascista all’Anpi, Cgil, Punto Rosso e altri. Le motivazioni della Capotosti: troppo vicino come orario e km dalla parata per Ramelli. E senza indugio alcuno il nuovo questore di Milano, Marangoni (uno molto conosciuto a Palermo da studenti, lavoratori, disoccupati, per il suo ruolo di fedele servitore del Potere), ha preso il telefono e chiamati gli organizzatori del ricordo di G.Amoroso gli ha vietato la cerimonia. E loro gli organizzatori che fanno? Si limitano alla serata nella sala, della Provincia, Guicciardini e rinunciano alla deposizione della corona di fiori. Bella difesa dei valori antifascisti, tenendo conto che la stessa Capotosti e Forza Nuova hanno fatto dei comunicati stampa che chiedevano al solerte e fedele questore di negare la stessa sala. Contro questi corrotti-mafiosi-fascisti non servono le lamentele, occorre riprenderli sul serio gli insegnamenti della Resistenza Partigiana che ha mostrato che è necessario e possibile sconfiggere il nazi fascismo.

Circolo proletari comunisti Milano

venerdì 29 aprile 2011

pc 29 aprile - contestato La russa a cava dei tirreni

Comunicato Stampa del Collettivo Studentesco Cavese:

Giovedi 28 aprile si è tenuta a Cava de’Tirreni l’inaugurazione del “Viale Massimiliano Randino” in località
S.Lucia. Nel corso della cerimonia è intervenuto, oltre al sindaco di Cava de’Tirreni e il presidente della
provincia di Salerno, anche il ministro della difesa Ignazio La Russa.

I ragazzi del Collettivo Studentesco Cavese hanno deciso di organizzare una contestazione all’onorevole
responsabile delle scellerate politiche guerrafondaie del nostro governo che portano via al paese ogni anno
enormi spese, in termini sia economici che di vite umane, solo ed esclusivamente per gli interessi economici
di qualche illustre centro di potere. L’esempio più evidente è la guerra che da poche settimane l’Italia ha
intrapreso in Libia.

L’atmosfera è stata fin da subito molto tesa. Un dispiegamento enorme di forze dell’ordine con centinaia
unità che hanno, di fatto, militarizzato la zona di S.Lucia invadendo la frazione cavese e bloccando la libera
circolazione anche dei cittadini residenti.

Prima di arrivare nel luogo dove si sarebbe dovuta tenere la cerimonia siamo stati bloccati dalla celere
che ha brutalmente tentato di impedirci il libero passaggio aggredendo, sia fisicamente che oralmente,
alcuni nostri militanti che sono stati subito aiutati dal Collettivo stesso e da alcuni civili presenti alla
manifestazione.

Dopo aver deciso con il questore il posto che ci avrebbero “assegnato” nel corso della cerimonia il
Collettivo Studentesco Cavese, insieme ad altri militanti dei Giovani Comunisti presenti alla giornata di
mobilitazione, ha esposto in maniera del tutto pacifica i propri striscioni come “STUDENTI IN PROTESTA:
BOMBARDATECI TUTTI!” in segno di sdegno nei confronti del ministro. Gli intenti pacifici non sono stati
forse “ben compresi” dalle solite forze dell’ordine che dopo avere accerchiato con la celere in tenuta anti-
sommossa i militanti del nostro Collettivo (per la maggior parte studenti medi e minorenni) ha iniziato
con le solite provocazioni sia verbali che fisiche (ci stavano attaccati a 2 metri) aspettando con ansia
che a qualcuno di noi saltassero i nervi per poterci aggredire. Abbiamo ricevuto minacce, anche molto
pesanti, durante le varie ore di permanenza nella protesta da parte delle forze dell’ordine che ci hanno
espressamente vietato di lanciare cori contro il ministro e di contestarlo. All’arrivo del ministro i militanti
del Collettivo Studentesco Cavese hanno sventolato rotoli di carta igienica in segno di disprezzo, tenuti a
vista d’occhio dalla polizia, impaurita che da noi potessero partire razzi o bombe a mano.

Nel paese che fa della “libera espressione” grande oggetto di vanto abbiamo, nonostante tutto questo,
urlato a La Russa ciò che pensavamo. “I soldi per la scuola si devono trovare, tagliando la spesa militare”
oppure il grido “Pace, pace!” sono stati i cori che riecheggiavano nella manifestazione di ieri che
commemorava nient’altro che l’ennesima vittima innocente dei loro sporchi interessi.

La giornata si è conclusa per fortuna senza scontri tra studenti e polizia anche se è rimasta impressa
nella mente di coloro del Collettivo, che mai prima d’ora si erano “confrontati” con la polizia in qualche
manifestazione, la brutalità e l’inutilità di modi di fare delle forze dell’ordine che, di fatto, negano a noi
comuni cittadini di vivere in libertà coltivando in autonomia un nostro libero pensiero.

LOTTA DURA, SENZA PAURA!

COLLETTIVO STUDENTESCO CAVESE

pc 29 aprile - COMUNICATO DI SOLIDARIETA' AD ANTONELLO TIDDIA

COMUNICATO DI SOLIDARIETA' AD ANTONELLO TIDDIA

Lo sapevamo, disturbiamo interessi importanti: la cosiddetta "sicurezza nazionale" nel cui nome la società Almaviva, controllata da Finmeccanica, gestisce un lucroso appalto per l'installazione di radar militari lungo le coste italiane. La tecnologia è israeliana, il fornitore una delle più grosse industrie militari dello stato d'Israele.
I neofascisti locali ancora una volta fanno il loro sporco lavoro in difesa degli interessi dei potenti ma le loro minacce non fanno che rafforzare le nostre ragioni: nessun radar nè in Sardegna nè altrove.
Piena solidarietà ad Antonello Tiddia, attivista ed esponente del comitato noradar.

Comitato NORADAR

dall'unione sarda del 27 aprile 2011

Minacce all'attivista antiradar
Mercoledì 27 aprile 2011
“Vi comunichiamo che abbiamo condannato a morte Antonello Tiddia, il minatore rosso”.
Poche righe, infarcite di minacce e insulti, scritte a mano con un pennarello rosso e indirizzate alla redazione di Carbonia de L'Unione Sarda. La lettera è stata spedita il 18 aprile da Cagliari da qualcuno che si firma “Nuclei fascisti sociali” e che inneggia al Duce dopo aver annunciato un'azione violenta (“prima lo gambizziamo e poi lo uccideremo”) contro l'operaio della Carbosulcis Antonello Tiddia, 49 anni, in questi giorni in prima linea nell'ambito della protesta contro l'installazione del radar della Guardia di Finanza nella località “Su Semaforu” a Sant'Antioco.
Chi scrive, accusando Tiddia di essere “amico degli indipendentisti e degli anarchici”, fa proprio riferimento a questa battaglia, ma anche a quelle a cui l'operaio ha preso parte negli ultimi anni “contro i radar - si legge - contro le basi militari, nucleare, in difesa di Bruno Bellomonte e come delegato Rsu Carbosulcis, sempre a favore degli operai”. Chi scrive conclude dicendo “Vogliamo vendicare la gambizzazione del camerata Andrea Antonini a Roma”.
I tempi biblici nella consegna della corrispondenza del Sulcis hanno fatto sì che la lettera venisse recapitata in redazione soltanto ieri mattina: è stata immediatamente consegnata ai carabinieri della stazione della Compagnia di Carbonia e sulla faccenda è già stata avviata un'indagine

pc 29 aprile - corteo antifascista a Napoli - cariche poliziesche alle 18

A PIAZZA DANTE LA POLIZIA STA CARICANDO IL CORTEO CHE SI E’ MOSSO DALLA FACOLTA’ DI LETTERE ALLE 16 PER DENUNCIARE L’AGGUATO DI QUESTA MATTINA!


oggi 28 aprile, intorno alle 9 di sera, dopo la chiusura della facoltà di Lettere, sono comparse sui muri del palazzo svastiche e scritte inneggianti al nazismo.Come di consueto, i compagni della facoltà non hanno aspettato che calasse la notte per cancellare le svastiche e le scritte razziste che hannop imbrattato i muri di un luogo da sempre teatro di lotte studentesche ed antifasciste, preferendo organizzare fin dalla mattina presto un momento aggregativo e di controinformazione per denunciare l’accaduto e ripulire la facoltà dai segni di quegli infami.

Tra le 10.30 e le 11 pero’, nel bel mezzo dell’iniziativa, tre appartenenti a Cpi Napoli, tra cui il candidato nella lista “Liberi Con Lettieri” Enrico Tarantino, sono passati tra i compagni e dopo un breve diverbio verbale, senza alcuna esitazione, hanno tirato fuori le lame con cui hanno colpito tre dei nostri compagni,attualmente all’ospedale.

Per ora le notizie che abbiamo circa il loro stato sono per due compagni punti di sutura alle braccia e alle gambe ( 9 per uno di loro, dietro il braccio, e 7 in tutto per l’altro ferito ad entrambe le gambe).Un altro compagno è stato attualmente spostato nel reparto chirurgia; oltre a ricevere 5 punti di sutura dietro la testa per un colpo da cinghia, deve essere operato ad una mano con cui, secondo i medici, si è difeso da un colpo che aveva ben altra e più grave destinazione.Probabilmente i muscoli della mano si sono lacerati,aspettiamo notizie.Gli antifascisti napoletani, di ogni territorio luogo e facoltà stanno intanto accorrendo sotto l’Università in attesa del corteo che partirà proprio da qui alle ore 16.00.

Già fioccano comunicati infami dei fascisti di Casapound, che lamentano di aver subito un’aggressione, ma chiunque passasse sotto la facoltà in quel momento ha ben chiara la dinamica che si è sviluppata: un’aggressione vile, infame e armata contro dei compagni da sempre impegnati nelle lotte antifasciste.



Durante il corteo viene contestato da alcuni studenti il banchetto all’esterno del comitato elettorale di Lettieri a Piazza Bovio, costretto temporaneamente a chiudere e i galoppini di Lettieri ad andarsene. “Vergogna, nelle vostre liste ci sono i fascisti”, “andatevene!” gli urlano.

Nel pomeriggio, Lettieri, in visita ai decumani, viene contestato aspramente da decine di studenti all’esterno della chiesa a Piazza S. Gaetano. “Vergogna” gli urlano. “Nelle vostre liste avete candidati come Tarantino, che usano le lame per farsi la campagna elettorale”, “Napoli è antifascista, andatevene”. Anche in questo caso l’entourage di Lettieri è costretta a rimuovere il banchetto del PDL nella piazza, e Lettieri a barricarsi nella chiesa per sottrarsi alle contestazioni.

NESSUN AGGUATO RESTERA’ IMPUNITO!
ORA E SEMPRE RESISTENZA!


more info su napoli.indymedia.org


Antifascisti napoletani

pc 29 aprile - Lettieri candidato sindaco pdl complice dei fascisti contestato a napoli

Il candidato a sindaco di Napoli del Pdl, Gianni Lettieri, è stato contestato da decine di giovani antifascisti davanti al complesso monumentale di San Lorenzo, nel centro antico, dove si era recato per una manifestazione elettorale. Lettieri - secondo la ricostruzione fatta dalla questura - è stato raggiunto da sputi, spintoni e invettive, e costretto a rifugiarsi all'interno della basilica di San Lorenzo.

A nulla sono valsi i tentativi di Lettieri di ricondurre alla ragione i suoi contestatori; tanto che alcuni agenti della Digos, presenti in piazza San Gaetano lo hanno convinto a desistere mentre tenevano a bada gli antifascisti
che protestavano per la vile aggressione e accoltellamento fascista di 4 studenti della federico II
".

pc 29 aprile - il consiglio comunale di terni di centro sinistra complice dei padroni assassini della Thyssen

"Sbalordisce e indigna l'atto approvato all'unanimità dal Consiglio comunale
di Terni in merito alla sentenza ThyssenKrupp."

"Sbalordisce, perché la giusta necessità di difendere il lavoro e i
lavoratori ternani non può essere scambiato con l'accettazione del ricatto
della ThyssenKrupp che, a causa della sentenza di Torino, minaccia di
andarsene dall'Italia."

"Il Consiglio comunale di Terni, di fatto, accetta il ricatto della
ThyssenKrupp nel momento in cui valuta la sentenza come abnorme perché
troppo severa con l'Azienda."

"Forse che le vite perdute di sette lavoratori non valgono la condanna non
solo dei dirigenti aziendali, ma anche quella dell'Azienda a pagare un
milione di euro e a non avere i finanziamenti pubblici per sei mesi?"

"E' inaccettabile che un Consiglio comunale, che dovrebbe avere l'obiettivo
fondamentale di tutelare le condizioni dei propri cittadini anche come
lavoratori, faccia suo il punto di vista dell'Azienda, finendo per accettare
l'ipotesi dello scambio del lavoro con la vita dei lavoratori."

"La Fiom contrasterà questa posizione perché auspicava che, a Torino, si
giungesse a questa sentenza. Ci siamo infatti costituiti parte civile
proprio perché continuiamo a pensare che si debba rimettere in discussione
il modello produttivo che ha ridotto i lavoratori a merce e non a persone e
che porta malattie, infortuni e morti."

"Noi contrasteremo la ThyssenKrupp che minaccia di rimettere in discussione
la sua permanenza in Italia quasi che gli investimenti, nel nostro Paese,
siano possibili solo a condizione di non rispettare le norme e le leggi
sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori."

"La vera sfida per la tenuta del sito ternano e per la permanenza della
ThyssenKrupp in Italia è e dovrà continuare ad essere relativa non all'abbattimento
dei costi, ma alla qualità dei processi e dei prodotti."



Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

pc 29 aprile - contro la giunta del malaffare, della corruzione della Moratti

MALAPOLITICA & MALAFFARE AL COMUNE DI MILANO E NELLA GIUNTA MORATTI


Il coordinatore del Pdl e candidato alle elezioni comunali Marco Osnato direttore dell'area gestionale dell'Aler è finito ieri sotto inchiesta per gli appalti per i lavori di pulizie e gestione del verde all’interno dell'Aler: le accuse sono di turbativa d'asta e corruzione. È il secondo candidato del Pdl alle elezioni comunali indagato, dopo Roberto Lassini della lista Moratti, inquisito per i manifesti «Via le Br dalle Procure».





1) Moratti condannata per gli “incarichi d’oro”.

2) Assenteismo della Moratti:

3) Nella Giunta Moratti anche elementi indagati per corruzione

4) due consiglieri indagati Guido Manca e Stefano Di Martino

5) Sull’ex cava di sabbia di Geregnano utilizzata per trent’anni come discarica, si è

deciso di costruire un quartiere intero con l’avvallo del Comune senza prevedere

l’asportazione dei due milioni di metri cubi di rifiuti tossici.

6) arresto del Presidente della Commissione urbanistica Milko Pennisi per tangenti

7) nel marzo 2005 il Comune di Milano autorizza il gruppo Zunino a costruire su oltre

un milione di metri quadrati di aree contaminate dell'ex acciaieria Radaelli e dell'ex

Montedison, a Santa Giulia

8) Nel dicembre del 2009 ha annunciato di voler dedicare una via di Milano a Bettino

Craxi

9) Moratti tergiversa sull’attivazione di un tavolo sugli appalti per verificare il grado di

trasparenza e di legalita'

10) La Moratti era al corrente delle criticità dei contratti di derivati

11) Buffet ''sospetto'' organizzato nel municipio di Palazzo Marino e il cui appalto

sarebbe stato affidato a un'impresa collusa con la 'ndrangheta. (ANSA 12-MAR-10)

12) l’assessore all'Ambiente Paolo Massari di dimette accusato da due donne di

comportamenti sconvenienti (ANSA 05-GIU-10)

13) propaganda elettorale della Moratti al compare ciellino formigoni attraverso il sito del Comune. (ANSA 02-MAR-10)

14) in carcere dirigente del Comune di Milano per racket del caro estinto (ANSA 04-FEB-

09).

15) Legami imprenditoriali intercorsi tra le societa' partecipate dall'amministrazione e

due cooperative, le societa' Cgs New Group e Csi Milano, riconducibili agli eredi di

Vittorio Mangano, criminale mafioso (ANSA 22-GEN-10)

16) ghisa che falsificavano i pass per la sosta sulle strisce gialle e blu, vendendoli

17) la Moratti ha mandato ai cittadini un opuscolo celebrativo a spese del Comune

18) Il sindaco di Milano Letizia Moratti e' stata condannata in appello dalla Corte dei

Conti del Lazio a pagare 50mila euro per una consulenza da oltre 180mila euro

affidata a Ernst&Young nel 2001, quando era Ministro dell'Istruzione. (ANSA 08-

OTT-10)

19) inchiesta nel 2009 sulle presunte mazzette per i controlli nelle discoteche: l’allora

comandante dei vigili, Emiliano Bezzon, coinvolto lascia l’incarico. Nuove

intercettazioni hanno chiamato in causa anche una ex dirigente comunale, Rita Amabile (oggi a Milano Sport).

20) Scandalo Affittopoli del febbraio 2011

21) Gabriele Moratti, figlio del sindaco, è finito nel registro degli indagati per

violazione in materia edilizia: avrebbe infatti ristrutturato senza permessi cinque

capannoni per farne una Batman-house

22) le casse di Atm trasformate in salvadanaio per la campagna elettorale della Moratti

23) Moratti si fa pubblicità a spese degli inquilini Aler





Caduta, caduta è Babilonia la grande e divenuta adesso albergo del demonio



1) Moratti condannata per gli “incarichi d’oro”. A seguito dell'elezione a sindaco, assieme al direttore generale Gianpietro Borghini, Moratti licenziò senza giusto motivo una decina di dirigenti del Comune , affidando quasi contemporaneamente 54 incarichi a consulenti esterni, spesso senza requisiti. Per tale spoil-system, Moratti è stata condannata il 24 marzo 2009 dalla Corte dei Conti a risarcire il Comune, e la magistratura ordinaria ha definito "censurabile" il suo comportamento e ravvisato un illecito amministrativo di abuso d'ufficio materiale, pur senza rilievi penali. Letizia Moratti viene condannata dalla Corte dei Conti, assieme a Giampiero Borghini ed altri. Nella motivazione della sentenza, la Corte parla di nomine politiche, che mortificano le professionalità interne, e di sovradimensionamento dell'ufficio stampa, con un numero di giornalisti giustificabile solo per un giornale. Moratti dovrà risarcire 236.000 e 125.000 euro allo stesso Comune di Milano. Nonostante la condanna, Letizia Moratti non è intervenuta in Consiglio Comunale, e non ha fatto sapere cosa intenda fare dei funzionari.

Il 28 agosto 2010 il GIP ha archiviato le accuse di abuso d'ufficio, pur definendo "censurabili sotto diversi profili" le modalità di rimozione dei dirigenti. Pur non configurandosi un reato penale, il magistrato ha rilevato un abuso d'ufficio materiale (illecito amministrativo) in relazione a:

il superamento del limite del 5% nel conferimento di incarichi direttivi al di fuori della dotazione organica (massimo 10 consulenti anziché 50);
il conferimento di incarichi a persone prive di requisiti (non laureati);
la mancanza di un corretto iter nella nomina dei nuovi dirigenti, avvenuta con criteri poco trasparenti[8].
2) Assenteismo della Moratti: Letizia Moratti è stata criticata per la scarsa presenza in Consiglio Comunale: 6 presenze nel 2008 e 3 nel 2009, di cui l'ultima il 21 ottobre 2009, per la presentazione di un primo bilancio del mandato. Dei 61 rappresentanti di giunta e consiglio, Letizia Moratti è ultima per presenza alle votazioni, con un totale del 5%. Il sindaco Moratti è stata inoltre richiamata dal presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmieri per non aver risposto alle 100 interrogazioni portate da un consigliere di opposizione ai sensi del regolamento.
3) Nella Giunta Moratti anche elementi indagati per corruzione

Tra gli assessori figurano anche personaggi coinvolti nelle indagini della magistratura per fatti di corruzione come la berlusconiana Ombretta Colli, ex assessore comunale al Decentramento implicata quand'era presidente della Provincia in scambi di favori col costruttore Marcellino Gavio che da azionista privato fu favorito nella scalata all'autostrada Milano Serravalle SpA, controllata dalla Provincia, in cambio di sovvenzioni alla campagna elettorale della Colli (l'inchiesta si è conclusa con un niente di fatto, perché i magistrati non hanno trovato proporzione tra gli immensi favori concessi da Colli e il sostegno, in fondo "modesto", ricevuto da Gavio).

Troviamo anche il forzista Giovanni Terzi, assessorato Sport e Giovani, arrestato nel 1998 perché accusato di aver intascato una mazzetta da 100 milioni di lire per una corposa variante al piano regolatore quand'era assessore all'Urbanistica a Bresso.

All'assessorato alla Cultura, poi, c’era il narcisista provocatore Vittorio Sgarbi, condannato nel 1996 a 6 mesi e 10 giorni definitivi con sentenza della Pretura di Venezia per il reato di falso e truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato (per produzione di documenti falsi e assenteismo mentre era dipendente del ministero dei Beni culturali).

E infine non poteva mancare il nepotismo: all'assessorato ai Servizi comunali e Anagrafe troviamo Stefano Pillitteri, figlio dell'ex sindaco craxiano Paolo ma soprattutto nipote del defunto, superinquisito e latitante di tangentopoli, Bettino Craxi. Pillitteri porta con fierezza, in bella mostra, il ritratto di zio Bettino sulla scrivania a simboleggiare la Milano della corruzione.



4) due consiglieri indagati Guido Manca e Stefano Di Martino.

Di Martino è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata e abuso d’ufficio. Per il giudice avrebbe dato il via a finanziamenti pubblici per 580mila euro ad Alkeos, una onlus, nata nel 2004, con il compito di integrare la comunità cinese nel tessuto milanese. Tanto denaro a cosa serviva? Per iniziative, sostengono i carabinieri, che non sempre si sono realizzate. Tra le varie ed eventuali i 44mila euro stanziati per il giornaletto bilingue stampato in 4mila copie, oppure gli 80mila euro per il consultorio di ostetricia all’ospedale Buzzi, quando la struttura ospedaliera era già un punto di riferimento per la comunità cinese. E ancora: 85mila euro per 150 questionari da distribuire. Progetto, annotano gli inquirenti, supportato da non precisate consulenti. Il 24 giugno scorso, lo stesso Di Martino ha incassato una condanna a nove mesi con pena sospesa per ingiuria, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e adunata sediziosa. Tutti reati commessi durante la rivolta di Chinatown del 13 aprile 2007, arrivata due settimane prima dall’omicidio di due ragazzi cinesi, episodio che ha portato via Paolo Sarpi sulle prime pagine dei giornali nazionali.

Un rinvio a giudizio che Di Martino condivide con Guido Manca, ex assessore e presidente del Cda di Metroweb, azienda partecipata dalla municipalizzata A2A. E manco a farlo apposta lo stesso Manca tra pochi giorni si unirà alla pattuglia morattiana in visita a Shanghai. Il suo arrivo è previsto per il prossimo 25 ottobre. Esattamente il giorno in cui è convocata l’udienza preliminare. Contro Manca e Di Martino, il Comune di Milano si è costiuito parte civile come si capisce leggendo la delibera di giunta dell’8 ottobre scorso. Nel processo penale si presenterà anche la psicologa milanese Emanuela Troisi, già presidente della onlus Alkeos. Secondo il pm Grazia Pradella, avrebbe incassato i 580mila euro in due tranche tra il 2004 e il 2005. Una terza tranche da 200mila euro sarà invece bloccata dalla stessa Moratti pochi mesi dopo il suo insediamento nel 2006. Fondata nel 2004, la Onlus con sede in piazza Gramsci a due passi da via Paolo Sarpi e dal cuore di Chinatown, nel tempo ha avviato corsi di lingua cinese, rapporti con l’Asl o iniziative sociali come il concorso di Miss China in Italy. La richiesta di finanziamenti parte in quello stesso 2004 quando però l’associazione non è ancora nata. Nonostante questo, Emanuele Troisi con il supporto di Stefano Di Martino, allora presidente della commissione Sicurezza, inizia un’istruttoria formale. Qui la palla passa a Manca. Il quale, secondo quanto scrive il pm, pur conoscendo la situazione presenta due delibere per 580mila euro. L’inchiesta, poi, si sofferma sulla figura della stessa Troisi i cui interessi sembrano andare ben oltre il volontariato. Sempre nel 2004, fonda la Milan-China logistic srl con sede a Trezzano sul Naviglio. La società, cessata nell’inverno del 2008, si occupa di compravendita di beni immobili. Tra i soci compare anche l’ex vicesindaco ed ex assessore Giovanni Berardinello. L’obiettivo è quello di creare un centro di distribuzione per i grossisti cinesi fuori città. Tra i soci c’è anche l’imprenditore Hsi Sun Tsi, titolare di un noto ristorante di piazza Oberdan. Nulla di illegale, ovviamente, ma suona quantomeno stravagante questa commisitione nella Milan-China di politici e imprenditori.



5) Due milioni di metri cubi di rifiuti tossici, 300 mila metri quadri messi sotto sequestro, indagati funzionari pubblici e alcuni responsabili di cantiere. La più grande riqualificazione urbana degli ultimi anni blindata dalla magistratura. Eppure il Comune di Milano la considerava un’operazione brillante. L’esempio sbandierato di una nuovo modo di costruire. L’assessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, lo aveva detto: “Grazie a questo intervento trasformeremo una grande area degradata in un parco”.

Così non sarà, perché l’ex cava di Geregnano oggi è una discarica a cielo aperto. Una discarica sulla quale prima la Regione e poi Palazzo Marino hanno dato il via libera per costruire. Stiamo parlando della Zona Calchi Taeggi, periferia ovest della città. Qui dovevano sorgere 1300 appartamenti, centri commerciali, una residenza sanitaria per disabili della Fondazione don Gnocchi e uno dei parchi che rientrano nel progetto “Vie d’acqua Expo”. Solo uno dei mille interessi che hanno incrociato questo affare e che in qualche modo hanno traghettato il progetto verso l’ok definitivo, nonostante l’assenza di una bonifica vera. Parola assente dalla delibera del Comune.
L’inchiesta è partita lo scorso giugno dopo un esposto di un comitato di cittadini assieme al circolo di Legambiente Milano Ovest. A ottobre poi l’Asl ha stilato un rapporto in cui, dopo una serie di accertamenti, indica che la falda acquifera è pesantemente inquinata da sostanze cancerogene. Nulla da stupirsi. L’ex cava di sabbia di Geregnano è stata utilizzata per trent’anni come discarica. Su quest’area avvelenata quattro anni fa si è deciso di costruire un quartiere intero. Non solo: il progetto avvallato dal Comune non prevedeva l’asportazione dei due milioni di metri cubi di rifiuti tossici, ma la loro copertura con un telo dello spessore di un millimetro e mezzo. Per questo la magistratura, oltre ai dirigenti delle operazioni di recupero e costruzione ha indagato anche alcuni dirigenti pubblici. Achille Rossi, responsabile del settore Piani edilizi del Comune, Annalisa Gussoni, responsabile delle bonifiche e il dirigente dell’Arpa (l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente), Paolo Perfumi. Secondo gli inquirenti le autorizzazioni rilasciate dal Comune alle società costruttrici erano “tutte illegittime” e tutte a vantaggio delle società cui era stata affidata l’operazione di bonifica. A Milano la politica sapeva dei veleni della ex Cava Cabassi, ma hanno taciuto. Sulla pelle di chi, per acquistare gli appartamenti, ha contratto i debiti. (il Fatto quotidiano 12/112010)



6) arresto del Presidente della Commissione urbanistica Milko Pennisi per tangenti: a San Vittore per aver intascato una mazzetta da 10 mila euro. È la conferma che il perverso intreccio tra politica e affari e' ancora presente in questa citta'. C’è purtroppo un modo diffuso di concepire la politica come strumento per perseguire interessi privati e non per mettersi al servizio della collettivita'



7) nel marzo 2005 il Comune di Milano autorizza il gruppo Zunino a costruire su oltre un milione di metri quadrati di aree contaminate dell'ex acciaieria Radaelli e dell'ex Montedison, a Santa Giulia. Un tecnico ciellino, Vittorio Tedesi, ora indagato, si accontenta di un "piano scavi": ripulire tutto è inutile, basta e avanza cambiare terra solo nelle zone da ricostruire. Quindi Zunino appalta il disinquinameno a Giuseppe Grossi, il re degli inceneritori privati, che subappalta a due imprese collegate: Lucchini-Artoni ed Edilbianchi. Poi arrivano i magistrati: Grossi ha usato fatture offshore per rubare 23 milioni di fondi neri, nascosti all'estero grazie a riciclatori come Rosanna Gariboldi, moglie dell'onorevole Giancarlo Abelli, il ras della sanità lombarda oggi al ministero della Cultura. Arrestati tra le proteste dei big del Pdl, Grossi e Gariboldi risarciscono e patteggiano. Intanto un sindacalista della Cgil manda ai pm una mappa di Santa Giulia piena di zone nere: i veleni sono ancora lì, i misuratori di inquinanti "sono stati distrutti", il "percolato" tossico delle discariche ha invaso le falde. Ddt, pesticidi e scorie che i tecnici classificano così: "Sostanze cancerogene, che mettono a rischio la fertilità e possono danneggiare i bambini non ancora nati. Come al solito, si è risparmiato sulla bonifica



8) Nel dicembre del 2009 ha annunciato di voler dedicare una via di Milano a Bettino Craxi. La decisione non ha ancora avuto seguito grazie alla mobilitazione dei milanesi onesti. Onorare con una via i politici condannati per corruzione e fuggiti in latitanza è un pessimo esempio per i cittadini, da parte del sindaco Moratti, che si inchina ad Hammamet per genuflettersi verso Arcore. Craxi sul piano politico ha indebitato il Paese, su quello giudiziario era un pluricondannato che ha fatto il latitante e ha usato le istituzioni per fregare i soldi ai cittadini.

9) Moratti tergiversa sull’attivazione di un tavolo sugli appalti per verificare il grado di trasparenza e di legalita' , come denunciato dalla Cgil di Milano, che, insieme a Cisl e Uil aveva chiesto al sindaco di Milano Letizia Moratti, un’iniziativa in questo senso, finalizzata a combattere i fenomeni di criminalita' economica del settore edile. (ANSA 07-NOV-06)

10) La Moratti era al corrente delle criticità dei contratti di derivati : Nel 2009 il Comune di Milano ha intentato un'azione legale per truffa ai danni delle banche con cui aveva stipulato contratti di derivati collegati a un bond di 1,68 miliardi di euro. Ma le criticità contrattuali al centro dell’esposto, e tuttora oggetto del processo penale a carico degli istituti, erano state rese note al sindaco Letizia Moratti già nel febbraio 2008. Lo prova un documento redatto dallo studo legale Pavia e Ansaldo, consegnato a mano (non direttamente dai consulenti) allo stesso primo cittadino del capoluogo lombardo. Nel testo, mai protocollato tra gli atti comunali, i legali giudicano “non corretta” la valutazione sull’effettiva convenienza dell’atto, ipotizzando per questo possibili “responsabilità sotto il profilo amministrativo e civilistico”. Palazzo Marino insomma era stato avvertito che l'operazione, pensata per garantire un risparmio all’ente pubblico, era un affare solo per le banche. Che secondo il Pm Alfredo Robledo avrebbero infatti “spogliato dolosamente” l'amministrazione.

11) Buffet ''sospetto'' organizzato nel municipio di Palazzo Marino e il cui appalto sarebbe stato affidato a un'impresa collusa con la 'ndrangheta. (ANSA 12-MAR-10) Il caso e' stato segnalato in un articolo comparso sul quotidiano 'Il Fatto': la Servizi Catering, il cui fondatore Andrea Madaffari e' ora in carcere per presunti legami con le 'ndrine operanti nell'hinterland del capoluogo lombardo, avrebbe organizzato un buffet nella sede del Comune di Milano. Quanti e quali servizi tale societa' ha prestato a Palazzo Marino o in altre sedi comunali? E su incarico di chi? (ANSA 12-MAR-10)

12) assessore all'Ambiente Paolo Massari di dimette accusato da due donne di comportamenti sconvenienti (ANSA 05-GIU-10)

13) Foto del valzer della Moratti con Formigoni sul sito istituzionale del Comune. Il sindaco Moratti per aver autorizzato la pubblicazione della foto nel sito del Comune, facendo così implicitamente propaganda elettorale al compare ciellino attraverso il sito del Comune. (ANSA 02-MAR-10)

14) in carcere dirigente del Comune di Milano per racket del caro estinto (ANSA 04-FEB-09). Oltre 300 mila euro di tangenti in quasi tre anni per favorire o rendere piu' veloci le pratiche per un posto al cimitero. Finiti in carcere Luigi Balladore e Carla Ferrari, il direttore e la funzionaria del Settore Servizi Cimiteriali del Comune di Milano.

15) Legami imprenditoriali intercorsi tra le societa' partecipate dall'amministrazione e due cooperative, le societa' Cgs New Group e Csi Milano, riconducibili agli eredi di Vittorio Mangano, criminale mafioso .(ANSA 22-GEN-10) morto nel 2000 che lavoro' per qualche anno nella residenza a Arcore di Silvio Berlusconi. Un’ interrogazione in tal senso è avvenuta in seguito a un servizio del settimanale 'L'Espresso'


16) nel luglio 2009 un'indagine lampo condotta dai vigili, coordinati dalla procura, portò alla denuncia di 16 loro colleghi (4 ufficiali e 12 agenti), ghisa che falsificavano i pass per la sosta sulle strisce gialle e blu, vendendoli a commercianti che li usavano per muoversi agilmente in città senza pagare il ticket.

17) Come affermano il 26 novembre 2010 le opposizioni in Consiglio comunale, la Moratti ha già mandato ai cittadini un opuscolo celebrativo a spese del Comune, e in questi giorni sta inviando una lettera ai genitori sempre a spese dei contribuenti.

18) Il sindaco di Milano Letizia Moratti e' stata condannata in appello dalla Corte dei Conti del Lazio a pagare 50mila euro per una consulenza da oltre 180mila euro affidata a Ernst&Young nel 2001, quando era Ministro dell'Istruzione. (ANSA 08-OTT-10) Consulenza finalizzata alla riorganizzazione del Ministero. La Corte dei Conti, nella sentenza del 20 aprile scorso, depositata il 24 settembre, ha giudicato ''antigiuridico e produttivo di danno erariale il conferimento di incarichi per attivita' alle quali si possa far fronte con personale interno o che siano estranee ai fini istituzionali o che siano eccessivamente onerose in rapporto alla disponibilita' di bilancio''. La Corte ha rilevato che il disegno di riorganizzazione del Ministero, risultante dall'accorpamento dei vecchi ministeri della pubblica amministrazione e della ricerca era gia' contenuto nel decreto legislativo n.300 del 1999 che prevedeva un'articolazione in dipartimenti. Quindi ''non e' dato comprendere - si legge nella sentenza - quali fossero le ragioni di un'addotta straordinarieta' che non potesse essere fronteggiata con le forze interne all'amministrazione e che rendesse invece necessario il ricorso a una societa' di consulenza esterna''. Inoltre, ''l'incarico ha manifestato anche una pressoche' totale disutilita', tenuto conto che il regolamento di organizzazione del Ministero unificato e' stato adottato con Dpr n.319 del 2003 senza che vi sia nelle norme una tangibile traccia dello studio commissionato all'esterno, con un esborso per l'erario di oltre 180mila euro''. Stabilita l' ''antigiuridicita' e la disutilita' dell'incarico'', la Corte ha reputato che per la Moratti e per il suo dirigente Maria Domenica Testa sussista anche ''l'elemento soggettivo della responsabilita' sia pur non nella forma del dolo bensi' della colpa grave''.

19) su Palazzo Marino si abbatte l’inchiesta sulle presunte mazzette per i controlli nelle discoteche. È il 2009 e l’allora comandante dei vigili, Emiliano Bezzon, coinvolto nella vicenda, lascia l’incarico. Su quell’addio, Letizia Moratti dice la sua verità solo un anno dopo, e solo grazie alla pressione di nuove intercettazioni, che chiamano in causa anche una sua ex dirigente comunale, Rita Amabile (oggi a Milano Sport).

20) Scandalo Affittopoli del febbraio 2011: la Procura di Milano ha avviato un’inchiesta per abuso d’ufficio e truffa aggravata nell’ambito dell’assegnazione di case appartenenti a diversi Enti, dal Trivulzio, al Policlinico, all’Aler, all’istituto Golgi-Redaelli. Parallelamente, e in accordo con la procura, sta effettuando degli accertamenti anche la Corte dei Conti. Ci sono liste di nomi noti che affittano e comprano case destinate ai bisognosi a bassissimo prezzo. Il patrimonio sociale di tutti, affidato al governo della politica, è stato gestito per favorire gli amici degli amici.

L'emergenza abitativa in cui Milano si trova da 20 anni sarebbe già risolta se tutte le case sfitte (e quelle requisite a chi non avrebbe alcun titolo di permanervi) di Trivulzio, Aler, Policlinico venissero assegnate a chi ne ha realmente bisogno, attraverso graduatorie e con canoni in base al reddito, non regalate direttamente agli amici della cricca, pidiellini e mafiosi che si scambiano favori e si spartiscono i privilegi.



21) Gabriele Moratti, figlio del sindaco, è finito nel registro degli indagati per violazione in materia edilizia: avrebbe infatti ristrutturato senza permessi cinque capannoni per farne una Batman-house, con un ring per la boxe e un poligono di tiro insonorizzato, sala fitness di 200 metri quadrati con grande vasca idromassaggio, sauna, bagno turco, piscina salata e soppalco-palestra, ponte levatoio, cinema privato, immense camere da letto di cui una con mobili in pelle di squalo.



22) le casse di Atm trasformate in salvadanaio per la campagna elettorale della Moratti. Nel marzo 2011 viene inviata in omaggio ai milanesi del quartiere Adriano una tessera ricaricabile con un biglietto urbano già caricato omaggio e una lettera di accompagnamento firmata direttamente dal sindaco Moratti, che si dice "lieta di inviare il piccolo omaggio".



23) Moratti si fa pubblicità a spese degli inquilini Aler: già per le elezioni Regionali il giornale dell’Aler “Il Tetto” era stato usato per la campagna per Formigoni, ora, a marzo 2011, è il terzo numero consecutivo che viene usato dalla Moratti. Ma il foglio è pagato con gli affitti degli inquilini per trovarvi le informazioni sui servizi Aler!