martedì 14 giugno 2011

pc 14-15 giugno - REFERENDUM: I VECCHI E I NUOVI SALVATORI DI BERLUSCONI.

Ieri a risultati che ormai indicavano la netta vittoria al referendum, e la nuova sconfitta di Berlusconi e del suo governo, abbiamo dovuto sentire i “salvatori” vecchi e nuovi del governo.

Il risultato referendario ha avuto un chiaro valore aggiunto, che è stato decisivo per la vittoria: quello di dare, con la massiccia partecipazione e il Si quasi al 95%un nuovo duro colpo al governo Berlusconi-Bossi; confermando, come abbiamo scritto ieri, che le masse vogliono che questo governo e il suo programma cadano e vadano via.
Chi non vede questa motivazione, o chi, volutamente, cerca di nasconderla, chi oscura il peso di essa nel risultato; chi legge il voto referendario quasi come una "giusta" manifestazione di antipolitica della popolazione; chi, dietro una amplificazione, assolutamente fuori luogo, del fatto che hanno votato anche persone della destra, ora si fa propagandista del ridursi delle differenze tra le masse di politiche, ideologie di “sinistra” o di “destra”; sta facendo un gioco non corretto, per non dire sporco: esalta la partecipazione, il movimento, dei giovani, delle masse popolari, per deviare, ridurne la portata politica antigovernativa.

Un esponente principe di questo è Di Pietro che ieri si è preoccupato subito di dire che il risultato referendario non era una spallata al governo, che anzi sarebbe una strumentalizzazione usarlo per far cadere Berlusconi. Chi fino a ieri diceva che Berlusconi deve andare via, deve essere cacciato, oggi lo lascia in pace. Con un discorso, questo sì, di antipolitica, della serie quando le masse si muovono, “gratta, gratta, spunta il reazionario”.

L'altro scontato salvatore è il solito Bersani che – e lo ammette lui stesso – per l'ennesima volta che dice? “Berlusconi si dovrebbe dimettere....”. Ma Berlusconi non si dimette!! E il PD con la coscienza tranquilla di aver ancora fatto il suo “minimo dovere” di opposizione responsabile, si prepara alle elezioni, per un nuovo governo dei padroni. E quindi per le masse popolari l'unica "politica" è fare una nuova grande partecipazione alle prossime elezioni...

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