esce MAOIST ROAD -LA VOIE MAOÏSTE - LA VIA MAOISTA
rivista internazionale marxista-leninista-maoista
edizione italiana numero 0
tutta dedicata ai testi e atti della
Riunione Internazionale
Parigi 30-31 Gennaio 2010
Costruire i Partiti Comunisti maoisti
Per una nuova Conferenza internazionale
Campagna internazionale di sostegno alla Guerra Popolare in India
Costruire al livello internazionale il Soccorso Rosso proletario
puoi richiederla -no internet
mandando indirizzo postale
a ro.red@libero.it
a materiali cp 2290 Ta/5 74100 taranto -Italia
venerdì 30 aprile 2010
1° maggio parigi-place de la repubblique-ore 14
contingente internazionalista a parigi sotto lo striscione
dalle rivolte operaie alla rivoluzione proletaria
dalle rivolte operaie alla rivoluzione proletaria
1 maggio intenazionalista -dichiarazione congiunta
1°maggio internazionalista !
dalle rivolte operaie e proletarie alla rivoluzione proletaria !
Volantino diffuso nelle manifestazioni del 1° maggio di diversi paesi- principale Parigi
La crisi del sistema capitalista imperialista prosegue nelle sue conseguenze per il proletariato e le masse popolari del mondo intero. Le borghesie imperialiste di tutto il mondo approfittano della crisi per ristrutturare il capitalismo su scala mondiale, per “migliorarlo” nell'interesse della propria classe in funzione dei loro profitti.
Questo alimenta le contraddizioni interimperialiste per il controllo del mercato mondiale e delle zone strategiche geopolitiche. Questo rilancia e spinge verso i fattori di guerre interimperialiste e reazionarie nel mondo.
Per i popoli dei paesi oppressi, fame e miseria, per i proletari dei paesi imperialisti aumento della disoccupazione, aumento del costo della vita, licenziamenti, chiusure delle fabbriche, precarietà.
Per i popoli del mondo guerre imperialiste d'aggressione,invasioni, neocolonialismo.
Per il proletariato, stato poliziesco, moderno fascismo, leggi razziste, oppressione delle donne e i giovani.
Questa situazione porta all'avanzamento delle lotte antimperialiste e delle guerre popolari nel mondo e porta la classe operaie, i giovani, gli immigrati, le masse popolari a con durre nuove lotte e rivolte. In Francia, Germania, Italia, Grecia, nei paesi dell'Est, ma ugualmente in altre parti del mondo, America Latina, Asia, Africa.
Va sempre più in crisi l'elettoralismo, il parlamentarismo e il riformismo politico e sindacale.
Sempre più per avanzare e rafforzarsi il movimento operaio e popolare ha bisogno di un'organizzazione rivoluzionaria e di una strategia rivoluzionaria per rovesciare la borghesia e conquistare il potere.
Finchè il proletariato non sarà al potere è illusorio pensare che la sua sorte possa migliorare!
Le lotte operaie, più largamente le lotte popolari (contro la privatizzazione della scuola, per la regolarizzazione degli immigrati, contro la repressione poliziesca, ecc.) si sviluppano in opposizione a questo sistema che non ha come prospettiva che lo sfruttamento, l'oppressione e la miseria per la maggioranza della popolazione.
Queste lotte devono coordinarsi, generalizzarsi ed elevarsi nel quadro di una prospettiva rivoluzionaria di rovesciamento dei governi e degli Stati della borghesia per la presa del potere del proletariato.
Ciò non avverrà spontaneamente. Per questo noi dobbiamo costruire in tutti i paesi gli strumenti rivoluzionari, il nuovo partito della classe operaia, i partiti comunisti di tipo nuovo, fondati sulla teoria rivoluzionaria marxista-leninista-maoista e sul bilancio dell'esperienza storica del movimento comunista, il Partito Comunista maoista!
Oggi il Partito Comunista maoista ha l'obiettivo di avanzare nella sua costruzione nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse, per la rivoluzione proletaria, con la strategia della guerra popolare che culmini con l'insurrezione, adatta a ciascun paese secondo sue condizioni, per la costruzione di una società nuova, senza crisi, senza sfruttamento, senza oppressione, senza povertà, il socialismo, in direzione del comunismo società senza classi. Il rafforzamento dei Partiti Comunisti maoisti, dove esistono, e la loro costruzione, là dove non esistono, è compito di tutti i proletari, di tutti coloro che si battono sui differenti fronti di lotta e che vogliono darsi i mezzi per rovesciare il sistema.
Sostenere la guerra popolare in India, sostenere la rivoluzione in Nepal
La guerra popolare conosce un nuovo avanzamento in Perù sotto la direzione del Partito Comunista del Perù e prosegue nelle Filippine, Turchia e particolarmente in Asia.
In India la guerra popolare diretta dal Partito Comunista dell'India Maoista progredisce talmente che il governo ha recentemente bandito il PCImaoista e lanciato una grande operazione militare contro i rivoluzionari e le masse indiane, l'operazione “Green Hunt” - caccia verde. Ma il popolo in armi resiste validamente e ottiene un sostegno ancora più grande in tutto il paese.
Il nostro compito è di mettere in pratica l'internazionalismo proletario, di far conoscere questa lotta e sostenerla.
In Nepal la situazione evolve sempre più verso lo scontro tra il campo rivoluzionario (diretto dal Partito Comunista del Nepal Unificato maoista) e il campo reazionario.
Dopo 10 anni di guerra popolare e 4 anni di processo di pace il paese è ai limiti di un nuovo conflitto decisivo. Chi vincerà questo conflitto determinerà se sarà il campo del popolo o il campo della borghesia a dirigere il paese.
Vi è ugualmente il rischio di intervento straniero da parte dell'India sostenuta dagli USA.
Noi dobbiamo sostenere la rivoluzione in Nepal perchè essa si oppone all'imperialismo.
Viva il 1° Maggio internazionalista! Viva l'internazionalismo proletario!
Rafforziamo la costruzione dei Partiti Comunisti maoisti!
Viva l'unione di lotta del proletariato e dei popoli oppressi contro l'imperialismo in crisi!
Per una nuova unità del movimento comunista internazionale fondata sul marxismo-leninismo- maoismo!
Proletari comunisti /PCm Italia -Pcm Francia-PCm Turchia/ NordKurdistan- PCR Canadà
Pcml India-Naxalbari ro.red@libero.it
cip 1 maggio2010
joint declaration for May 1st 2010 by : Maoist Communist Party of France, Maoist Communist Party - Italy, Maoist Communist Party - Turkey / North Kurdistan, Revolutionary Communist Party - Canada, Communist Party of India (Marxist-Leninist) Naxalbari.
Join the international contingent at 2 p.m. place de la République - Paris under the banner : From workers' revolt to proletarian revolution !
Internationalist Mayday !
From the Workers and Proletarian Uprising to the Proletarian Revolution !
The crisis of the imperialist system goes on with is impact on the proletarians and the masses throughout the world. The imperialist bourgeoisies in the world take advantage of the crisis to restructure the capitalism on a world scale, to "improve" in the interest of their classes for their profits.
For the oppressed people: hunger and poverty; for the proletarians in the imperialist countries, increasing unemployment, cost of living, sackings, closing factories, precariousness.
This also feeds the inter-imperialist contradictions for the control on the world market and the strategic geo-political regions. This raises and pushes the factors of the inter-imperialistic and reactionary wars in the world.
For the people in the world, imperialist wars of aggression, invasions, neo-colonialism.
For the proletarians, police State, modern fascism, racist laws, oppression of youth and women.
The working class and oppressed peoples need more and more revolutionary organizations to advance and strengthen itself and a revolutionary strategy to overthrow the bourgeoisie (and all ruling classes) and seize the power.
Until the proletarian and oppressed will not be in power, it is an illusion to think that its destiny can get better!
The workers struggles and more generally the struggles of the people - against all aspects of imperialist 'globalization' as the privatizations of the education, for the regularization of the migrants, against the police repression, etc. - develop in opposition to this system that does not give to the majority of the people any perspective but exploitation, oppression and poverty. In France we could see several resolute struggles as well as in other countries. In these workers' struggles, the base (affiliated to union or not) is opposed to the officials unions' chiefs, which are reformist and conciliatory.
These struggles must be coordinated, generalized and raised in the framework of a revolutionary perspective of overthrowing the reactionary governments and bourgeois States for the proletarian seizure of the power.
This will not occur spontaneously. We must build in all countries the revolutionary tools, the new party of the working class, the new type communist party, the Maoist Communist Party, based on the revolutionary Marxist-Leninist-Maoist theory and the summing up of the historic experience of the communist movement !
Today the Maoist Communist Party has the goal to advance in its construction in the fire of the class struggle, closely linked to the masses, for the socialist or new democratic revolution, with the strategy of the people's war reaching its peak with the seizure of power, in accordance with the conditions of each country, to build a new society, without crisis, exploitation, oppression, poverty, to advance to socialism, toward the class less communist society.
To strengthen the Maoist Communist Parties, where they exist, and to build them, where they do not, is the task of all the proletarians, all those are struggling in the different fronts and want to give themselves the tools to overthrow the system.
Support the people's war in India, support the revolution in Nepal!
The people's war in Peru experiences a new advance under the leadership of the Communist Party of Peru and goes on in the Philippines, Turkey and, particularly, in Asia.
In India, the people's war led by the Communist Party of India (Maoist) progresses fighting back against the government ban and the massive military offensive against the revolutionaries and the masses of India, the operation called "Green Hunt". But the armed people effectively resist and gain an even larger support throughout the country.
Our task is to practice proletarian internationalism, support this struggle and make it known.
In Nepal the situation evolves more and more toward the clash between the revolutionary camp, led by the Unified Communist Party of Nepal (Maoist), and the reactionary camp.
After a 10-years-long people's war and 4 years of peace process the country is at the border of a new decisive clash. Who will lead the country, whether the bourgeois or the people's camp, depends on who will win this conflict. At the same time, there is the danger of a foreign intervention of the India supported by US. We must support the revolution in Nepal because it opposes the imperialism.
Long Live the Internationalist Mayday !
Long Live the Proletarian Internationalism !
Let's Strenghten the construction of Maoist Communist Parties !
Long Live the Unity of Struggle of the Proletarians and the Oppressed People against Imperialism in Crisis !
For a New Unity of the International Communist Movement based on Marxism-Leninism-Maoism !
--------------------
Voici la déclaration commune du 1er Mai 2010 par : PC maoïste de France, PC maoïste - Italie, PC maoïste - Turquie / Nord Kurdistan, PC Révolutionnaire - Canada, PC d'Inde (ML) Naxalbari.
Rejoignez le cortège International à 14h place de la République - Paris sous la banderole : De la révolte ouvrière à la révolution prolétarienne !
Pour les versions en italien, espagnol et en persan, contactez nous :
1er Mai Internationaliste !
De la révolte ouvrière à la révolution prolétarienne !
La crise du système capitaliste-impérialiste se poursuit, aggravant ses conséquences pour le prolétariat et les masses populaires du monde entier. La bourgeoisie impérialiste de tous les pays profite de la crise pour restructurer le capitalisme à l’échelle mondiale, pour « l’améliorer » dans l’intérêt de sa classe et en fonction de ses profits.
Pour les peuples des pays opprimés, cela signifie famine, misère,…
Pour les prolétaires des pays impérialistes, cela signifie augmentation du chômage, du coût de la vie, licenciements, fermetures d’usines, précarité…
Cette restructuration augmente les contradictions inter-impérialistes pour le contrôle du marché mondial et des zones stratégiques géopolitiques. Cela remet sur le devant de la scène et augmente les risques de guerres inter-impérialistes et réactionnaires dans le monde.
Pour les peuples du monde entier cela signifie guerre impérialiste d'agression, invasion, néocolonialisme, bien souvent sous couvert « d’intervention humanitaire »,…
Pour le prolétariat cela signifie Etat policier, fascisme moderne, lois racistes, oppression accrue des femmes et des jeunes,…
Pour avancer et se renforcer, le mouvement ouvrier et populaire a besoin d’une organisation révolutionnaire, d’une stratégie révolutionnaire pour renverser la bourgeoisie (et toutes les classes dirigeantes) et conquérir le pouvoir.
Tant que le prolétariat et les peuples opprimés ne seront pas au pouvoir, il est illusoire de penser que leur sort pourra s’améliorer !
Les luttes ouvrières, et plus largement les luttes populaires (contre tous les aspects de la « globalisation » impérialiste comme la privatisation de l’éducation, pour la régularisation des sans-papiers, contre la répression policière, etc.), se développent en opposition à ce système qui n’a comme perspectives que l’exploitation, l’oppression et la misère pour la majorité de la population. En France, on a pu voir de nombreuses luttes déterminées (Molex, Caterpillar, New Fabris, Continental, Philips, Total, Sodimatex, Téléperformance, …), mais également dans d’autres pays. Dans ces luttes ouvrières, la base (syndiqués et non syndiqués) s’oppose aux directions des grandes centrales syndicales qui sont réformistes et conciliatrices.
Ces luttes doivent se cordonner, généraliser et s’élever dans le cadre d’une perspective révolutionnaire du renversement des gouvernements réactionnaires et des Etats de la bourgeoisie par la prise du pouvoir par le prolétariat, avec le soutien des masses populaires.
Cela ne se fera pas spontanément. C’est pourquoi nous devons construire dans tous les pays les outils révolutionnaires, des partis communistes de type nouveau, fondés sur la théorie révolutionnaire marxiste-léniniste-maoïste, synthèse de l’expérience historique du mouvement communiste. Ce parti, c’est le Parti Communiste maoïste.
Aujourd’hui, le Parti Communiste maoïste a l'objectif d’avancer dans sa construction dans le feu de la lutte en lien étroit avec les masses. L’objectif est clair : pour la révolution socialiste ou de nouvelle démocratie avec la stratégie de la Guerre Populaire qui culmine avec la prise du pouvoir, adaptée à chaque pays selon ses conditions ; pour la construction d’une société nouvelle, sans crise, sans exploitation, sans oppression, sans pauvreté ! C'est-à-dire le socialisme en direction du communisme, société sans classe.
Le renforcement des Partis Communistes maoïstes où ils existent et leur construction là où ils n’existent pas est l’affaire de tous les prolétaires, de tous ceux qui se battent sur les différents fronts de lutte et qui veulent se donner les moyens de renverser le système !
Soutenir la Guerre Populaire en Inde !
Soutenir la révolution au Népal !
La Guerre Populaire connait un nouveau développement au Pérou, sous la direction du Parti Communiste du Pérou, et se poursuit aux Philippines, en Turquie et particulièrement en Asie.
En Inde, la Guerre Populaire dirigée par le Parti Communiste d’Inde – maoïste progresse, ripostant au gouvernement qui a récemment déclaré illégal le PCI-maoïste et qui a lancé une grande opération militaire, l’opération « Green Hunt », contre les révolutionnaires et les masses populaires. Mais le peuple en armes résiste vaillamment et obtient un soutien encore plus grand à travers tout le pays. Notre tâche est de mettre en pratique l’internationalisme prolétarien, de faire connaître cette lutte et de la soutenir.
Au Népal, la situation évolue de plus en plus vers l’affrontement entre le camp révolutionnaire (dirigé par le Parti Communiste du Népal Unifié – maoïste) et le camp réactionnaire. Après 10 années de Guerre Populaire et 4 années de processus de paix, le pays est au bord d’un nouveau conflit décisif. Qui gagnera ce conflit déterminera si le camp du peuple ou le camp de la bourgeoisie dirigera le pays. Il y a également un risque d’intervention extérieure de la part de l’Inde, soutenue par les USA. Nous devons soutenir la révolution au Népal car elle s’oppose à l’impérialisme.
Vive le 1er Mai internationaliste !
Vive l'internationalisme prolétarien !
Renforçons la construction des Partis Communistes maoïstes !
Vive l'union des luttes du prolétariat et des peuples opprimés contre l'impérialisme en crise !
Pour la nouvelle unité du mouvement communiste, fondée sur le marxisme-léninisme-maoïsme !
PC maoïste de France, PC maoïste – Italie, PC maoïste de Turquie / Nord Kurdistan, PC Révolutionnaire – Canada, PC d’Inde (ML) Naxalbari
¡1º de Mayo Internacionalista!
¡Avanzar de la rebelión obrera hacia la revolución proletaria!
La crísis del sistema capitalista-imperialista continúa y se agravan las consecuencias para el proletariado y las masas populares del mundo entero.
La burguesía imperialista de todos los países se aprovecha de la crísis para reestructurar el capitalismo a nivel mundial, para ‘mejorarlo’ en función de sus intereses de clase y en función de sus ganancias.
Para los pueblos de los países oprimidos, esto significa hambruna, miseria,...
Para los proletarios de los países imperialistas, esto significa aumentación de la cesantía, del costo de la vida, de los despidos, de los cierre de fábricas, de la precariedad...
Esta reestructuración provoca la aumentación de las contradicciones interimperialistas que buscan controlar el mercado mundial y las zonas estratégicas geopolíticas. Esto anuncia el acontecimiento de guerras interimperialistas y de guerras reaccionarias en el mundo.
Para los pueblos del mundo esto significa guerra imperialista de agresión, de invasión, de neocolonialismo, que se esconde bajo el nombre de ‘intervención humanitaria’,...
Para el proletariado, esto significa Estado policiáco, facismo moderno, leyes racistas, aumentación de la opresión de las mujeres y de los jóvenes,...
Hay que avanzar, hay que reforzar. El movimiento obrero y popular necesita de una organización revolucionaria, de una estrategia revolucionaria para tumbar a la burguesía (y todas las clases dirigentes) y conquistar el poder.
¡Mientras el proletariado no tome el poder, es una ilusión creer que su futuro cambiará!
Las luchas obreras y sobre todo las luchas populares (que combaten todos los aspectos de la ‘globalización’ imperialista tales la privatización de la educación, por la legalización de los inmigrantes clandestinos, contra la represión policiáca, etc.) se desarrollan en oposición a este sistema qui tiene como única perspectiva la explotación, la opresión y la miseria para la mayoría de la populación. En Francia hemos visto luchas determinantes que se han desarrollado y en otros países también. En estas luchas obreras, la base (sindicalizada y no sindicalizada) se opone a las direcciones de las centrales sindicales que son reformistas y conciliadoras. El cuadro de estas luchas debe ser coordinado, generalizado y acrecentar la perspectiva revolucionaria que busquen tumbar los gobiernos reaccionarios y los Estados de la burguesía para que el proletariado tome el poder con el sotén de las masas populares.
Esto no se puede realizar de forma espontánea, por eso necesitamos fabricar las herramientas revolucionarias en todos los países; los partidos comunistas de nuevo tipo, basados en la teoría revolucionaria marxista-leninista-maoísta, síntesis de la experiencia histórica del movimiento comunista. Este partido es el Partido Comunista maoísta.
Hoy, el objetivo del Partido Comunista maoísta es avanzar en su construcción entre el fuego de la lucha mano a mano con las masas. ¡El objetivo es claro: revolución proletaria con estrategia de Guerra Popular y culminar con la toma del poder, adaptada a cada país según sus propias condiciones; construir una nueva sociedad, sin crísis, sin explotación, sin opresión, sin pobreza! Es decir, construir el socialismo con miras hacia el comunismo, una sociedad sin clases.
¡Reforzar los Partidos Comunistas maoístas ahí donde existan y construir ahí donde no existan es un deber de todos los proletarios, de todos aquellos que combaten en los diferentes frentes de lucha y que quieren procurarse los medios para tumbar este sistema!
¡Solidaridad con la Guerra Popular en India! Solidaridad con la revolución en Nepal!
La Guerra Popular se desarrolla de nuevo en Perú bajo la dirección del Partido Comunista del Perú y continúa en las Filipinas, en Turquía y en particular en Asia.
En India, la Guerra Popular que dirige el Partido Comunista de India – maoísta avanza con fuerza al punto que el gobierno declaró ilegal el PCI – maoísta y lanzó una gran operación militar en contra los revolucionarios que denominó ‘Cacería Verde’ en contra los revolucionarios y las masas populares. Más, el pueblo armado resiste valientemente con apoyo creciente a lo largo del país. Nuestra tarea es poner en práctica el Internacionalismo proletario, es dar a conocer esta lucha y solidarizar.
En Nepal, la situación avanza hacia el enfrentamiento entre el campo revolucionario (dirigido por el Partido Comunista del Nepal Unificado – maoísta) y el campo reaccionario. Después de 10 años de Guerra Popular y de 4 años de procesos de paz, el país está al borde de un nuevo conflicto decisivo. El ganador de este conflicto determinará si el campo del pueblo o el campo de la burguesía va a dirigir el país. El riesgo de intervención extranjera es eminente por parte de India apoyado por los Estados Unidos. Debemos solidarizar con la revolución en Nepal visto que es una lucha anti-imperialista.
¡Viva el 1º de Mayo internacionalista!
¡Viva el internacionalismo proletario!
¡Reforzar la construcción de los Partidos Comunistas maoístas!
¡Viva la unión de las luchas proletarias y de los pueblos oprimidos contra el imperialismo en crísis!
¡Por la nueva unidad del movimiento comunista basada en el marxismo-leninismo maoísmo!
PCmaoista Italia- PCmaoiste Francia -PC maoist Turquia-nord Kurdistan
PCRevolucionario-Canada- Partito Comunista dell'India(marxista-leninista)-
Naxalbari
vamos al contingente internacional a la manifestacion del 1° mayo a Paris
hora 14 place de la Republique a la banderola
¡Avanzar de la rebelión obrera hacia la revolución proletaria!
dalle rivolte operaie e proletarie alla rivoluzione proletaria !
Volantino diffuso nelle manifestazioni del 1° maggio di diversi paesi- principale Parigi
La crisi del sistema capitalista imperialista prosegue nelle sue conseguenze per il proletariato e le masse popolari del mondo intero. Le borghesie imperialiste di tutto il mondo approfittano della crisi per ristrutturare il capitalismo su scala mondiale, per “migliorarlo” nell'interesse della propria classe in funzione dei loro profitti.
Questo alimenta le contraddizioni interimperialiste per il controllo del mercato mondiale e delle zone strategiche geopolitiche. Questo rilancia e spinge verso i fattori di guerre interimperialiste e reazionarie nel mondo.
Per i popoli dei paesi oppressi, fame e miseria, per i proletari dei paesi imperialisti aumento della disoccupazione, aumento del costo della vita, licenziamenti, chiusure delle fabbriche, precarietà.
Per i popoli del mondo guerre imperialiste d'aggressione,invasioni, neocolonialismo.
Per il proletariato, stato poliziesco, moderno fascismo, leggi razziste, oppressione delle donne e i giovani.
Questa situazione porta all'avanzamento delle lotte antimperialiste e delle guerre popolari nel mondo e porta la classe operaie, i giovani, gli immigrati, le masse popolari a con durre nuove lotte e rivolte. In Francia, Germania, Italia, Grecia, nei paesi dell'Est, ma ugualmente in altre parti del mondo, America Latina, Asia, Africa.
Va sempre più in crisi l'elettoralismo, il parlamentarismo e il riformismo politico e sindacale.
Sempre più per avanzare e rafforzarsi il movimento operaio e popolare ha bisogno di un'organizzazione rivoluzionaria e di una strategia rivoluzionaria per rovesciare la borghesia e conquistare il potere.
Finchè il proletariato non sarà al potere è illusorio pensare che la sua sorte possa migliorare!
Le lotte operaie, più largamente le lotte popolari (contro la privatizzazione della scuola, per la regolarizzazione degli immigrati, contro la repressione poliziesca, ecc.) si sviluppano in opposizione a questo sistema che non ha come prospettiva che lo sfruttamento, l'oppressione e la miseria per la maggioranza della popolazione.
Queste lotte devono coordinarsi, generalizzarsi ed elevarsi nel quadro di una prospettiva rivoluzionaria di rovesciamento dei governi e degli Stati della borghesia per la presa del potere del proletariato.
Ciò non avverrà spontaneamente. Per questo noi dobbiamo costruire in tutti i paesi gli strumenti rivoluzionari, il nuovo partito della classe operaia, i partiti comunisti di tipo nuovo, fondati sulla teoria rivoluzionaria marxista-leninista-maoista e sul bilancio dell'esperienza storica del movimento comunista, il Partito Comunista maoista!
Oggi il Partito Comunista maoista ha l'obiettivo di avanzare nella sua costruzione nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse, per la rivoluzione proletaria, con la strategia della guerra popolare che culmini con l'insurrezione, adatta a ciascun paese secondo sue condizioni, per la costruzione di una società nuova, senza crisi, senza sfruttamento, senza oppressione, senza povertà, il socialismo, in direzione del comunismo società senza classi. Il rafforzamento dei Partiti Comunisti maoisti, dove esistono, e la loro costruzione, là dove non esistono, è compito di tutti i proletari, di tutti coloro che si battono sui differenti fronti di lotta e che vogliono darsi i mezzi per rovesciare il sistema.
Sostenere la guerra popolare in India, sostenere la rivoluzione in Nepal
La guerra popolare conosce un nuovo avanzamento in Perù sotto la direzione del Partito Comunista del Perù e prosegue nelle Filippine, Turchia e particolarmente in Asia.
In India la guerra popolare diretta dal Partito Comunista dell'India Maoista progredisce talmente che il governo ha recentemente bandito il PCImaoista e lanciato una grande operazione militare contro i rivoluzionari e le masse indiane, l'operazione “Green Hunt” - caccia verde. Ma il popolo in armi resiste validamente e ottiene un sostegno ancora più grande in tutto il paese.
Il nostro compito è di mettere in pratica l'internazionalismo proletario, di far conoscere questa lotta e sostenerla.
In Nepal la situazione evolve sempre più verso lo scontro tra il campo rivoluzionario (diretto dal Partito Comunista del Nepal Unificato maoista) e il campo reazionario.
Dopo 10 anni di guerra popolare e 4 anni di processo di pace il paese è ai limiti di un nuovo conflitto decisivo. Chi vincerà questo conflitto determinerà se sarà il campo del popolo o il campo della borghesia a dirigere il paese.
Vi è ugualmente il rischio di intervento straniero da parte dell'India sostenuta dagli USA.
Noi dobbiamo sostenere la rivoluzione in Nepal perchè essa si oppone all'imperialismo.
Viva il 1° Maggio internazionalista! Viva l'internazionalismo proletario!
Rafforziamo la costruzione dei Partiti Comunisti maoisti!
Viva l'unione di lotta del proletariato e dei popoli oppressi contro l'imperialismo in crisi!
Per una nuova unità del movimento comunista internazionale fondata sul marxismo-leninismo- maoismo!
Proletari comunisti /PCm Italia -Pcm Francia-PCm Turchia/ NordKurdistan- PCR Canadà
Pcml India-Naxalbari ro.red@libero.it
cip 1 maggio2010
joint declaration for May 1st 2010 by : Maoist Communist Party of France, Maoist Communist Party - Italy, Maoist Communist Party - Turkey / North Kurdistan, Revolutionary Communist Party - Canada, Communist Party of India (Marxist-Leninist) Naxalbari.
Join the international contingent at 2 p.m. place de la République - Paris under the banner : From workers' revolt to proletarian revolution !
Internationalist Mayday !
From the Workers and Proletarian Uprising to the Proletarian Revolution !
The crisis of the imperialist system goes on with is impact on the proletarians and the masses throughout the world. The imperialist bourgeoisies in the world take advantage of the crisis to restructure the capitalism on a world scale, to "improve" in the interest of their classes for their profits.
For the oppressed people: hunger and poverty; for the proletarians in the imperialist countries, increasing unemployment, cost of living, sackings, closing factories, precariousness.
This also feeds the inter-imperialist contradictions for the control on the world market and the strategic geo-political regions. This raises and pushes the factors of the inter-imperialistic and reactionary wars in the world.
For the people in the world, imperialist wars of aggression, invasions, neo-colonialism.
For the proletarians, police State, modern fascism, racist laws, oppression of youth and women.
The working class and oppressed peoples need more and more revolutionary organizations to advance and strengthen itself and a revolutionary strategy to overthrow the bourgeoisie (and all ruling classes) and seize the power.
Until the proletarian and oppressed will not be in power, it is an illusion to think that its destiny can get better!
The workers struggles and more generally the struggles of the people - against all aspects of imperialist 'globalization' as the privatizations of the education, for the regularization of the migrants, against the police repression, etc. - develop in opposition to this system that does not give to the majority of the people any perspective but exploitation, oppression and poverty. In France we could see several resolute struggles as well as in other countries. In these workers' struggles, the base (affiliated to union or not) is opposed to the officials unions' chiefs, which are reformist and conciliatory.
These struggles must be coordinated, generalized and raised in the framework of a revolutionary perspective of overthrowing the reactionary governments and bourgeois States for the proletarian seizure of the power.
This will not occur spontaneously. We must build in all countries the revolutionary tools, the new party of the working class, the new type communist party, the Maoist Communist Party, based on the revolutionary Marxist-Leninist-Maoist theory and the summing up of the historic experience of the communist movement !
Today the Maoist Communist Party has the goal to advance in its construction in the fire of the class struggle, closely linked to the masses, for the socialist or new democratic revolution, with the strategy of the people's war reaching its peak with the seizure of power, in accordance with the conditions of each country, to build a new society, without crisis, exploitation, oppression, poverty, to advance to socialism, toward the class less communist society.
To strengthen the Maoist Communist Parties, where they exist, and to build them, where they do not, is the task of all the proletarians, all those are struggling in the different fronts and want to give themselves the tools to overthrow the system.
Support the people's war in India, support the revolution in Nepal!
The people's war in Peru experiences a new advance under the leadership of the Communist Party of Peru and goes on in the Philippines, Turkey and, particularly, in Asia.
In India, the people's war led by the Communist Party of India (Maoist) progresses fighting back against the government ban and the massive military offensive against the revolutionaries and the masses of India, the operation called "Green Hunt". But the armed people effectively resist and gain an even larger support throughout the country.
Our task is to practice proletarian internationalism, support this struggle and make it known.
In Nepal the situation evolves more and more toward the clash between the revolutionary camp, led by the Unified Communist Party of Nepal (Maoist), and the reactionary camp.
After a 10-years-long people's war and 4 years of peace process the country is at the border of a new decisive clash. Who will lead the country, whether the bourgeois or the people's camp, depends on who will win this conflict. At the same time, there is the danger of a foreign intervention of the India supported by US. We must support the revolution in Nepal because it opposes the imperialism.
Long Live the Internationalist Mayday !
Long Live the Proletarian Internationalism !
Let's Strenghten the construction of Maoist Communist Parties !
Long Live the Unity of Struggle of the Proletarians and the Oppressed People against Imperialism in Crisis !
For a New Unity of the International Communist Movement based on Marxism-Leninism-Maoism !
--------------------
Voici la déclaration commune du 1er Mai 2010 par : PC maoïste de France, PC maoïste - Italie, PC maoïste - Turquie / Nord Kurdistan, PC Révolutionnaire - Canada, PC d'Inde (ML) Naxalbari.
Rejoignez le cortège International à 14h place de la République - Paris sous la banderole : De la révolte ouvrière à la révolution prolétarienne !
Pour les versions en italien, espagnol et en persan, contactez nous :
1er Mai Internationaliste !
De la révolte ouvrière à la révolution prolétarienne !
La crise du système capitaliste-impérialiste se poursuit, aggravant ses conséquences pour le prolétariat et les masses populaires du monde entier. La bourgeoisie impérialiste de tous les pays profite de la crise pour restructurer le capitalisme à l’échelle mondiale, pour « l’améliorer » dans l’intérêt de sa classe et en fonction de ses profits.
Pour les peuples des pays opprimés, cela signifie famine, misère,…
Pour les prolétaires des pays impérialistes, cela signifie augmentation du chômage, du coût de la vie, licenciements, fermetures d’usines, précarité…
Cette restructuration augmente les contradictions inter-impérialistes pour le contrôle du marché mondial et des zones stratégiques géopolitiques. Cela remet sur le devant de la scène et augmente les risques de guerres inter-impérialistes et réactionnaires dans le monde.
Pour les peuples du monde entier cela signifie guerre impérialiste d'agression, invasion, néocolonialisme, bien souvent sous couvert « d’intervention humanitaire »,…
Pour le prolétariat cela signifie Etat policier, fascisme moderne, lois racistes, oppression accrue des femmes et des jeunes,…
Pour avancer et se renforcer, le mouvement ouvrier et populaire a besoin d’une organisation révolutionnaire, d’une stratégie révolutionnaire pour renverser la bourgeoisie (et toutes les classes dirigeantes) et conquérir le pouvoir.
Tant que le prolétariat et les peuples opprimés ne seront pas au pouvoir, il est illusoire de penser que leur sort pourra s’améliorer !
Les luttes ouvrières, et plus largement les luttes populaires (contre tous les aspects de la « globalisation » impérialiste comme la privatisation de l’éducation, pour la régularisation des sans-papiers, contre la répression policière, etc.), se développent en opposition à ce système qui n’a comme perspectives que l’exploitation, l’oppression et la misère pour la majorité de la population. En France, on a pu voir de nombreuses luttes déterminées (Molex, Caterpillar, New Fabris, Continental, Philips, Total, Sodimatex, Téléperformance, …), mais également dans d’autres pays. Dans ces luttes ouvrières, la base (syndiqués et non syndiqués) s’oppose aux directions des grandes centrales syndicales qui sont réformistes et conciliatrices.
Ces luttes doivent se cordonner, généraliser et s’élever dans le cadre d’une perspective révolutionnaire du renversement des gouvernements réactionnaires et des Etats de la bourgeoisie par la prise du pouvoir par le prolétariat, avec le soutien des masses populaires.
Cela ne se fera pas spontanément. C’est pourquoi nous devons construire dans tous les pays les outils révolutionnaires, des partis communistes de type nouveau, fondés sur la théorie révolutionnaire marxiste-léniniste-maoïste, synthèse de l’expérience historique du mouvement communiste. Ce parti, c’est le Parti Communiste maoïste.
Aujourd’hui, le Parti Communiste maoïste a l'objectif d’avancer dans sa construction dans le feu de la lutte en lien étroit avec les masses. L’objectif est clair : pour la révolution socialiste ou de nouvelle démocratie avec la stratégie de la Guerre Populaire qui culmine avec la prise du pouvoir, adaptée à chaque pays selon ses conditions ; pour la construction d’une société nouvelle, sans crise, sans exploitation, sans oppression, sans pauvreté ! C'est-à-dire le socialisme en direction du communisme, société sans classe.
Le renforcement des Partis Communistes maoïstes où ils existent et leur construction là où ils n’existent pas est l’affaire de tous les prolétaires, de tous ceux qui se battent sur les différents fronts de lutte et qui veulent se donner les moyens de renverser le système !
Soutenir la Guerre Populaire en Inde !
Soutenir la révolution au Népal !
La Guerre Populaire connait un nouveau développement au Pérou, sous la direction du Parti Communiste du Pérou, et se poursuit aux Philippines, en Turquie et particulièrement en Asie.
En Inde, la Guerre Populaire dirigée par le Parti Communiste d’Inde – maoïste progresse, ripostant au gouvernement qui a récemment déclaré illégal le PCI-maoïste et qui a lancé une grande opération militaire, l’opération « Green Hunt », contre les révolutionnaires et les masses populaires. Mais le peuple en armes résiste vaillamment et obtient un soutien encore plus grand à travers tout le pays. Notre tâche est de mettre en pratique l’internationalisme prolétarien, de faire connaître cette lutte et de la soutenir.
Au Népal, la situation évolue de plus en plus vers l’affrontement entre le camp révolutionnaire (dirigé par le Parti Communiste du Népal Unifié – maoïste) et le camp réactionnaire. Après 10 années de Guerre Populaire et 4 années de processus de paix, le pays est au bord d’un nouveau conflit décisif. Qui gagnera ce conflit déterminera si le camp du peuple ou le camp de la bourgeoisie dirigera le pays. Il y a également un risque d’intervention extérieure de la part de l’Inde, soutenue par les USA. Nous devons soutenir la révolution au Népal car elle s’oppose à l’impérialisme.
Vive le 1er Mai internationaliste !
Vive l'internationalisme prolétarien !
Renforçons la construction des Partis Communistes maoïstes !
Vive l'union des luttes du prolétariat et des peuples opprimés contre l'impérialisme en crise !
Pour la nouvelle unité du mouvement communiste, fondée sur le marxisme-léninisme-maoïsme !
PC maoïste de France, PC maoïste – Italie, PC maoïste de Turquie / Nord Kurdistan, PC Révolutionnaire – Canada, PC d’Inde (ML) Naxalbari
¡1º de Mayo Internacionalista!
¡Avanzar de la rebelión obrera hacia la revolución proletaria!
La crísis del sistema capitalista-imperialista continúa y se agravan las consecuencias para el proletariado y las masas populares del mundo entero.
La burguesía imperialista de todos los países se aprovecha de la crísis para reestructurar el capitalismo a nivel mundial, para ‘mejorarlo’ en función de sus intereses de clase y en función de sus ganancias.
Para los pueblos de los países oprimidos, esto significa hambruna, miseria,...
Para los proletarios de los países imperialistas, esto significa aumentación de la cesantía, del costo de la vida, de los despidos, de los cierre de fábricas, de la precariedad...
Esta reestructuración provoca la aumentación de las contradicciones interimperialistas que buscan controlar el mercado mundial y las zonas estratégicas geopolíticas. Esto anuncia el acontecimiento de guerras interimperialistas y de guerras reaccionarias en el mundo.
Para los pueblos del mundo esto significa guerra imperialista de agresión, de invasión, de neocolonialismo, que se esconde bajo el nombre de ‘intervención humanitaria’,...
Para el proletariado, esto significa Estado policiáco, facismo moderno, leyes racistas, aumentación de la opresión de las mujeres y de los jóvenes,...
Hay que avanzar, hay que reforzar. El movimiento obrero y popular necesita de una organización revolucionaria, de una estrategia revolucionaria para tumbar a la burguesía (y todas las clases dirigentes) y conquistar el poder.
¡Mientras el proletariado no tome el poder, es una ilusión creer que su futuro cambiará!
Las luchas obreras y sobre todo las luchas populares (que combaten todos los aspectos de la ‘globalización’ imperialista tales la privatización de la educación, por la legalización de los inmigrantes clandestinos, contra la represión policiáca, etc.) se desarrollan en oposición a este sistema qui tiene como única perspectiva la explotación, la opresión y la miseria para la mayoría de la populación. En Francia hemos visto luchas determinantes que se han desarrollado y en otros países también. En estas luchas obreras, la base (sindicalizada y no sindicalizada) se opone a las direcciones de las centrales sindicales que son reformistas y conciliadoras. El cuadro de estas luchas debe ser coordinado, generalizado y acrecentar la perspectiva revolucionaria que busquen tumbar los gobiernos reaccionarios y los Estados de la burguesía para que el proletariado tome el poder con el sotén de las masas populares.
Esto no se puede realizar de forma espontánea, por eso necesitamos fabricar las herramientas revolucionarias en todos los países; los partidos comunistas de nuevo tipo, basados en la teoría revolucionaria marxista-leninista-maoísta, síntesis de la experiencia histórica del movimiento comunista. Este partido es el Partido Comunista maoísta.
Hoy, el objetivo del Partido Comunista maoísta es avanzar en su construcción entre el fuego de la lucha mano a mano con las masas. ¡El objetivo es claro: revolución proletaria con estrategia de Guerra Popular y culminar con la toma del poder, adaptada a cada país según sus propias condiciones; construir una nueva sociedad, sin crísis, sin explotación, sin opresión, sin pobreza! Es decir, construir el socialismo con miras hacia el comunismo, una sociedad sin clases.
¡Reforzar los Partidos Comunistas maoístas ahí donde existan y construir ahí donde no existan es un deber de todos los proletarios, de todos aquellos que combaten en los diferentes frentes de lucha y que quieren procurarse los medios para tumbar este sistema!
¡Solidaridad con la Guerra Popular en India! Solidaridad con la revolución en Nepal!
La Guerra Popular se desarrolla de nuevo en Perú bajo la dirección del Partido Comunista del Perú y continúa en las Filipinas, en Turquía y en particular en Asia.
En India, la Guerra Popular que dirige el Partido Comunista de India – maoísta avanza con fuerza al punto que el gobierno declaró ilegal el PCI – maoísta y lanzó una gran operación militar en contra los revolucionarios que denominó ‘Cacería Verde’ en contra los revolucionarios y las masas populares. Más, el pueblo armado resiste valientemente con apoyo creciente a lo largo del país. Nuestra tarea es poner en práctica el Internacionalismo proletario, es dar a conocer esta lucha y solidarizar.
En Nepal, la situación avanza hacia el enfrentamiento entre el campo revolucionario (dirigido por el Partido Comunista del Nepal Unificado – maoísta) y el campo reaccionario. Después de 10 años de Guerra Popular y de 4 años de procesos de paz, el país está al borde de un nuevo conflicto decisivo. El ganador de este conflicto determinará si el campo del pueblo o el campo de la burguesía va a dirigir el país. El riesgo de intervención extranjera es eminente por parte de India apoyado por los Estados Unidos. Debemos solidarizar con la revolución en Nepal visto que es una lucha anti-imperialista.
¡Viva el 1º de Mayo internacionalista!
¡Viva el internacionalismo proletario!
¡Reforzar la construcción de los Partidos Comunistas maoístas!
¡Viva la unión de las luchas proletarias y de los pueblos oprimidos contra el imperialismo en crísis!
¡Por la nueva unidad del movimiento comunista basada en el marxismo-leninismo maoísmo!
PCmaoista Italia- PCmaoiste Francia -PC maoist Turquia-nord Kurdistan
PCRevolucionario-Canada- Partito Comunista dell'India(marxista-leninista)-
Naxalbari
vamos al contingente internacional a la manifestacion del 1° mayo a Paris
hora 14 place de la Republique a la banderola
¡Avanzar de la rebelión obrera hacia la revolución proletaria!
giovedì 29 aprile 2010
Milano 29 aprile:l'altra faccia di via Padova
MILANO 29 APRILE: L'ALTRA FACCIA DI VIA PADOVA.
Una serie di associazioni culturali, scuole del quartiere, abitanti, hanno dato vita ad una “passaggiata liberatoria” per gridare il proprio dissenso al decreto razzista della giunta Moratti.
Lo striscione di apertura citava: “basta rastrellamenti, basta coprifuoco, via Padova strada accogliente”, un chiaro segnale che stigmatizza il pensiero di una buona parte degli abitanti del quartiere, che da sempre rappresenta un crocevia di accoglienza-multiculturalità-solidarietà e per niente avvezza alla discriminazione e militarizzazione del territorio. In 1000/1300, in testa gli scout delle varie parrocchie seguiti dall'impianto montato su due bici/furgoni che anziché il solito sound sistem ha svolto una sorta di comizio itinerante, semplici e stringati concetti, che ha comunicato col popolo di via Padova. Raccontando la storia di questa strada, il suo antirazzismo, e invitando le persone a scendere da casa, uscire dai negozi-bar, e unirsi alla passaggiata, cosa seguita da un buon numero di immigrati. I più convinti nell'invitare alla partecipazione erano i bambini, di varia nazionalità, che portavano lo striscione sostenuti dai loro genitori, che si sono scatenati negli slogan. In sostanza un gioso corteo che è stato applaudito ed ha applaudito la gente affacciata ai balconi o in strada; che ha mostrato come fosse osceno e inutile il dispiegamento di digos e poliziotti, una presenza inutile viste le prerogative dei promotori, ma funzionali alle politiche razziste del governo. Altre voci stonate erano la presenza di esponenti del centrosinistra che queste politiche intolleranti le hanno fatte proprie e che in maniera esplicita lo hanno mostrato in piazza questo 25 aprile. Questa passeggiata è stato un buon segnale, un precedente utile, parte di un processo di costruzione della forza popolare e di massa in grado di contrastare razzismo, fascismo, stato di polizia
milano 29 aprile 2010
Una serie di associazioni culturali, scuole del quartiere, abitanti, hanno dato vita ad una “passaggiata liberatoria” per gridare il proprio dissenso al decreto razzista della giunta Moratti.
Lo striscione di apertura citava: “basta rastrellamenti, basta coprifuoco, via Padova strada accogliente”, un chiaro segnale che stigmatizza il pensiero di una buona parte degli abitanti del quartiere, che da sempre rappresenta un crocevia di accoglienza-multiculturalità-solidarietà e per niente avvezza alla discriminazione e militarizzazione del territorio. In 1000/1300, in testa gli scout delle varie parrocchie seguiti dall'impianto montato su due bici/furgoni che anziché il solito sound sistem ha svolto una sorta di comizio itinerante, semplici e stringati concetti, che ha comunicato col popolo di via Padova. Raccontando la storia di questa strada, il suo antirazzismo, e invitando le persone a scendere da casa, uscire dai negozi-bar, e unirsi alla passaggiata, cosa seguita da un buon numero di immigrati. I più convinti nell'invitare alla partecipazione erano i bambini, di varia nazionalità, che portavano lo striscione sostenuti dai loro genitori, che si sono scatenati negli slogan. In sostanza un gioso corteo che è stato applaudito ed ha applaudito la gente affacciata ai balconi o in strada; che ha mostrato come fosse osceno e inutile il dispiegamento di digos e poliziotti, una presenza inutile viste le prerogative dei promotori, ma funzionali alle politiche razziste del governo. Altre voci stonate erano la presenza di esponenti del centrosinistra che queste politiche intolleranti le hanno fatte proprie e che in maniera esplicita lo hanno mostrato in piazza questo 25 aprile. Questa passeggiata è stato un buon segnale, un precedente utile, parte di un processo di costruzione della forza popolare e di massa in grado di contrastare razzismo, fascismo, stato di polizia
milano 29 aprile 2010
VENTICINQUE APRILE A TORINO
In occasione delle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione dal giogo nazifascista, il 24 aprile sera si tiene a Torino una fiaccolata ed, a seguire, una orazione delle "autorità" dal palco di piazza Castello; il nuovo assessore regionale alla Cultura, il forzitaliota Michele Coppola, viene sonoramente fischiato - da ben più di metà della piazza - non appena cerca di prendere la parola.
Subito interviene il sedicente democratico Roberto Placido per difendere il suo collega (anche egli, purtroppo, fa parte del Consiglio regionale) e viene subissato anche lui dai fischi; siccome, però, ritiene di dover difendere il proprio "onore", lo esponente pretofilo rilascia alla "busjarda" di lunedì 26 aprile una intervista allo interno della quale definisce i contestatori - per la maggior parte membri del Collettivo Comunista Piemontese e del Pdci -, aggiungendo un appello alla Anpi volto a .
Il Placido, disgraziatamente, è anche presidente del "Comitato per la difesa dei valori della Costituzione e della Resistenza": ci chiediamo come possa ricoprire tale carica un personaggio che ritiene naturale che a celebrare la Resistenza venga chiamato un esponente di un partito che raccoglie al suo interno gli eredi del Partito nazionale fascista.
Se fosse una persona seria, il suddetto sedicente democratico dovrebbe immediatamente scusarsi con chi lo lo ha più che giustamente contestato, e contemporaneamente dovrebbe dimettersi irrevocabilmente da una carica importante che ha calpestato così vergognosamente.
Torino, 28 aprile 2010
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Torino
Subito interviene il sedicente democratico Roberto Placido per difendere il suo collega (anche egli, purtroppo, fa parte del Consiglio regionale) e viene subissato anche lui dai fischi; siccome, però, ritiene di dover difendere il proprio "onore", lo esponente pretofilo rilascia alla "busjarda" di lunedì 26 aprile una intervista allo interno della quale definisce i contestatori - per la maggior parte membri del Collettivo Comunista Piemontese e del Pdci -
Il Placido, disgraziatamente, è anche presidente del "Comitato per la difesa dei valori della Costituzione e della Resistenza": ci chiediamo come possa ricoprire tale carica un personaggio che ritiene naturale che a celebrare la Resistenza venga chiamato un esponente di un partito che raccoglie al suo interno gli eredi del Partito nazionale fascista.
Se fosse una persona seria, il suddetto sedicente democratico dovrebbe immediatamente scusarsi con chi lo lo ha più che giustamente contestato, e contemporaneamente dovrebbe dimettersi irrevocabilmente da una carica importante che ha calpestato così vergognosamente.
Torino, 28 aprile 2010
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Torino
mercoledì 28 aprile 2010
24-25 aprile Resoconto giornate di lotta a Palermo:
Alcuni antifascisti palermitani con hanno iniziato un percorso comune che ha portato all’organizzazione di un sit-in il 24 aprile e un corteo serale per il 25 Aprile.
24/04/2010:
Sit-in a Piazza Verdi (Teatro Massimo)
Circa 40 compagni antifascisti, comunisti e anarchici dietro uno striscione rosso con su scritto “contro il fascismo non un passo indietro” firmato Antifascisti/e Palermo, in pieno centro città, tra la gente che il sabato pomeriggio affolla le strade, hanno urlato la loro rabbia contro il fascismo che avanza. Il fine del sit-in era quello di informare lavoratori e cittadinanza che ci sarebbe stato il corteo antifascista l’indomani, dire esplicitamente che il 25 Aprile non è una ricorrenza, denunciare le organizzazioni neofasciste che si espandono sul territorio italiano con la complicità delle istituzioni.
Tantissime foto sono state scattate da passanti, spesso anche turisti contenti di vedere le bandiere rosse al vento con la falce e martello (in particolare una giovane coppia di turisti russi che si sono messi in posa insieme ad un compagno che teneva la bandiera dell’URSS), diverse persone si fermavano a parlare e facevano domande mentre prendevano il volantino.
In tutto ciò non è mancata neanche la provocazione fascista: una camerata sulla quarantina mettendosi davanti lo striscione comincia a provocare i compagni insultandoli e facendo il saluto romano.
Ha avuto ciò che si meritava: mentre alcuni compagni gli urlavano quale fine dovrebbero fare i fascisti, le è stato detto di tornare con altri suoi camerati, noi li avremmo aspettati. Subito dopo è stata riempita di sputi in faccia fino a cacciarla.
Allontanandosi, difesa da un paio di sbirri, telefona ad altri camerati citando queste parole: “ non sappiamo fare un cazzo oltre alle raccolte firme, loro (riferendosi ai compagni) erano compatti, io li ho provocati e loro mi hanno sputato in faccia”.
Il sit-in è continuato sempre in modo molto comunicativo e nessun altro si è azzardato ad avvicinarsi.
25/04/2010:
Corteo con concentramento a Piazza Verdi.
Ore 20:00, presenti circa 200 compagni, parte il corteo aperto dallo striscione comune, a seguire lo striscione “Per un 25Aprile di lotta e di festa, per conquistarci la rossa primavera”di proletari comunisti e Red Block.
A seguire l’ultimo striscione quello dello spazio occupato Anomalia.
In sostanza un bel corteo combattivo e comunicativo per tutto il percorso, infatti una scelta degli organizzatori è stata quella di non usare sound system stile rave party ambulante, l’intento principale era proprio quello di comunicare, attraverso gli interventi al megafono e gli slogan, cosa stavamo facendo e i nostri interlocutori erano le persone in strada ma soprattutto gli abitanti dei quartieri che si sporgeva dalle finestre e dai balconi esprimendo approvazione, infine arrivati nella piazza principale del quartiere popolare Vucciria diverse sono state le foto scattate dagli abitanti e molti i volantini richiesti.
Un corteo che ha dato un segnale di unità da parte delle forze antifasciste cittadine, infatti era presente tutto il movimento palermitano, eccezion fatta per il Coordinamento Anarchico Palermitano che è andato in trasferta partecipando all’iniziativa di Trapani organizzata dal Coordinamento per la pace-Trapani e da Rifondazione Comunista.
La giornata di lotta del 25 Aprile si è conclusa con la proiezione all’aperto del film “Terra (e)strema” sempre alla Vucciria.
Questa due giorni antifascista a Palermo sicuramente non rappresenta un punto d’arrivo bensì un punto di partenza che sarà seguito da altre iniziative fino ad arrivare alla prossima due giorni antifascista del 22-23 Maggio.
Andare avanti senza fare un passo indietro!
Red Block
Per un 25 Aprile di lotta e di festa, per conquistarci la rossa primavera.
Le azioni repressive e la militarizzazione del territorio da parte del governo Berlusconi aumentano di giorno in giorno, lo stato di polizia per mezzo dei suoi servi in divisa ci sta con il fiato sul collo. Ci etichettano come banditi, teppisti, vandali, violenti che assaltano le strade sol perché ci ribelliamo ad un sistema che produce solo sfruttamento, crisi economica e repressione per i lavoratori e le masse popolari. Se è pur vero che i militanti politici sono più esposti alla repressione di stato tuttavia l’obiettivo è colpire i lavoratori, le donne, i giovani e le masse popolari in genere che sono soggetti ad attacchi non indifferenti quando lottano e si ribellano contro la classe al potere.
Insomma agli occhi della borghesia chi si ribella alle ingiustizie sociali è “criminale” e “pericoloso” per la sicurezza del “bel paese”.
Lo Stato borghese mentre usa la repressione, legittima le carogne fasciste che prendono piede sul nostro territorio.
Il vero fascismo è quello rappresentato dallo stato, i suoi servi con le teste rasate eseguono e ne fanno gli interessi.
Contro i fascisti di palazzo e la sua manovalanza alcuni compagni appartenenti a diverse organizzazioni politiche e studentesche di diverse città hanno costituito una assemblea nazionale antifascista lo scorso 6 febbraio e il 25 aprile è stato il primo appuntamento nazionale di iniziative coordinate in diverse città; su questo filo rosso c’è anche Palermo.
24/04/2010:
Sit-in a Piazza Verdi (Teatro Massimo)
Circa 40 compagni antifascisti, comunisti e anarchici dietro uno striscione rosso con su scritto “contro il fascismo non un passo indietro” firmato Antifascisti/e Palermo, in pieno centro città, tra la gente che il sabato pomeriggio affolla le strade, hanno urlato la loro rabbia contro il fascismo che avanza. Il fine del sit-in era quello di informare lavoratori e cittadinanza che ci sarebbe stato il corteo antifascista l’indomani, dire esplicitamente che il 25 Aprile non è una ricorrenza, denunciare le organizzazioni neofasciste che si espandono sul territorio italiano con la complicità delle istituzioni.
Tantissime foto sono state scattate da passanti, spesso anche turisti contenti di vedere le bandiere rosse al vento con la falce e martello (in particolare una giovane coppia di turisti russi che si sono messi in posa insieme ad un compagno che teneva la bandiera dell’URSS), diverse persone si fermavano a parlare e facevano domande mentre prendevano il volantino.
In tutto ciò non è mancata neanche la provocazione fascista: una camerata sulla quarantina mettendosi davanti lo striscione comincia a provocare i compagni insultandoli e facendo il saluto romano.
Ha avuto ciò che si meritava: mentre alcuni compagni gli urlavano quale fine dovrebbero fare i fascisti, le è stato detto di tornare con altri suoi camerati, noi li avremmo aspettati. Subito dopo è stata riempita di sputi in faccia fino a cacciarla.
Allontanandosi, difesa da un paio di sbirri, telefona ad altri camerati citando queste parole: “ non sappiamo fare un cazzo oltre alle raccolte firme, loro (riferendosi ai compagni) erano compatti, io li ho provocati e loro mi hanno sputato in faccia”.
Il sit-in è continuato sempre in modo molto comunicativo e nessun altro si è azzardato ad avvicinarsi.
25/04/2010:
Corteo con concentramento a Piazza Verdi.
Ore 20:00, presenti circa 200 compagni, parte il corteo aperto dallo striscione comune, a seguire lo striscione “Per un 25Aprile di lotta e di festa, per conquistarci la rossa primavera”di proletari comunisti e Red Block.
A seguire l’ultimo striscione quello dello spazio occupato Anomalia.
In sostanza un bel corteo combattivo e comunicativo per tutto il percorso, infatti una scelta degli organizzatori è stata quella di non usare sound system stile rave party ambulante, l’intento principale era proprio quello di comunicare, attraverso gli interventi al megafono e gli slogan, cosa stavamo facendo e i nostri interlocutori erano le persone in strada ma soprattutto gli abitanti dei quartieri che si sporgeva dalle finestre e dai balconi esprimendo approvazione, infine arrivati nella piazza principale del quartiere popolare Vucciria diverse sono state le foto scattate dagli abitanti e molti i volantini richiesti.
Un corteo che ha dato un segnale di unità da parte delle forze antifasciste cittadine, infatti era presente tutto il movimento palermitano, eccezion fatta per il Coordinamento Anarchico Palermitano che è andato in trasferta partecipando all’iniziativa di Trapani organizzata dal Coordinamento per la pace-Trapani e da Rifondazione Comunista.
La giornata di lotta del 25 Aprile si è conclusa con la proiezione all’aperto del film “Terra (e)strema” sempre alla Vucciria.
Questa due giorni antifascista a Palermo sicuramente non rappresenta un punto d’arrivo bensì un punto di partenza che sarà seguito da altre iniziative fino ad arrivare alla prossima due giorni antifascista del 22-23 Maggio.
Andare avanti senza fare un passo indietro!
Red Block
Per un 25 Aprile di lotta e di festa, per conquistarci la rossa primavera.
Le azioni repressive e la militarizzazione del territorio da parte del governo Berlusconi aumentano di giorno in giorno, lo stato di polizia per mezzo dei suoi servi in divisa ci sta con il fiato sul collo. Ci etichettano come banditi, teppisti, vandali, violenti che assaltano le strade sol perché ci ribelliamo ad un sistema che produce solo sfruttamento, crisi economica e repressione per i lavoratori e le masse popolari. Se è pur vero che i militanti politici sono più esposti alla repressione di stato tuttavia l’obiettivo è colpire i lavoratori, le donne, i giovani e le masse popolari in genere che sono soggetti ad attacchi non indifferenti quando lottano e si ribellano contro la classe al potere.
Insomma agli occhi della borghesia chi si ribella alle ingiustizie sociali è “criminale” e “pericoloso” per la sicurezza del “bel paese”.
Lo Stato borghese mentre usa la repressione, legittima le carogne fasciste che prendono piede sul nostro territorio.
Il vero fascismo è quello rappresentato dallo stato, i suoi servi con le teste rasate eseguono e ne fanno gli interessi.
Contro i fascisti di palazzo e la sua manovalanza alcuni compagni appartenenti a diverse organizzazioni politiche e studentesche di diverse città hanno costituito una assemblea nazionale antifascista lo scorso 6 febbraio e il 25 aprile è stato il primo appuntamento nazionale di iniziative coordinate in diverse città; su questo filo rosso c’è anche Palermo.
martedì 27 aprile 2010
1° congresso nazionale degli immigrati in italia: autonomia o delega ai partiti riformisti e ai confederali?
I delegati dei comitati di 9 regioni, da Roma a Torino, Reggio Calabria, Verona, Brescia, Rovigo, Massa Carrara, Milano, Caserta e Firenze hanno preparato il loro 1° congresso a Roma, il 24/25 aprile, dopo un percorso di lotte di cui la manifestazione del 17 ottobre a Roma è stata la tappa più significativa a livello di massa e di rivendicazione generale.
Le lotte autorganizzate degli immigrati contro il razzismo di stato e per la difesa dei diritti spingono a un sempre più forte protagonismo dei vari comitati nella vita sociale e politica del nostro paese. Un congresso nato da una rete di comitati che inizia a opporsi alla legge Turco-Napolitano fino agli scioperi in qualche realtà cittadina. Un'autorganizzazione che è in crescita e che intende fronteggiare l'attacco razzista senza delegare a sindacati e partiti questa battaglia perchè hanno già vissuto l'esperienza di essere cooptati dalle forze riformiste che non hanno portato avanti le loro rivendicazioni (l'ultima lo "sciopero" del 1° marzo). Con questo congresso hanno proposto un passo in avanti organizzato per non tornare più ad essere "invisibili", per non chiedere a nessuno di di rappresentarli, rivendicando diritti e dignità e preparando nuove scadenze a partire da una giornata di lotta con sciopero per il prossimo autunno, come proposto dalla commissione del congresso, lavoro/sindacalismo.
Un congresso che si è aperto con il ricordo emozionante di un lottatore sempre in prima fila per i diritti degli immigrati: Sher Khan, ucciso dal razzismo di stato.
E' intervenuta la delegazione dell'Unione Lavoratori Tunisini di Parigi a portare il tema dell'internazionalismo.
Sono la nuova classe operaia italiana: molti sono lavoratori sindacalizzati, delegati, iscritti ai confederali come ai sindacati di base, ma di cui non si sentono rappresentati. Da qui la necessaria autonomia dei vari comitati senza la quale non vanno avanti le lotte e non possono crescere a livello di maggiore partecipazione. Un congresso che non ha la pretesa di rappresentare tutti i comitati autorganizzati ma che lavora per conquistare altre realtà di immigrati.
Ma il carattere propositivo di questo congresso, che intende archiviare la tappa contestataria e porsi al servizio della "crescita sociale, culturale, politica, economica dell'Italia", di fatto arresta il cammino dell'autorganizzazione per la costituzione di un gruppo di pressione verso i partiti politici. Infatti è stata permessa, senza alcuna contestazione, senza alcuna autocritica, una vergognosa passerella di politici, dall'idv (pedica), pd (della seta e, addirittura, turco!), radicali, sel (neri) e sindacalisti, dal dirigente nazionale immigrato cgil, alle rdb (e. papi). Gli interventi dei delegati dei comitati al loro congresso denunciavano una condizione disumana che si scontra con lo sfruttamento e l'assenza di diritti nei luoghi di lavoro, dal salario inferiore a quello dei lavoratori italiani, ai fondi per la cassa in deroga a rischio copertura per loro, alla sicurezza sul/del lavoro, al legame contratto di lavoro/permesso di soggiorno. E poi le lotte contro il "pacchetto sicurezza" del governo, contro le prigioni etniche che sono i CIE, contro le guerre imperialiste che spingono a migrazioni di massa, contro l'assenza di una sinistra in grado di fermare il governo. Così come riconoscere nella rivolta coraggiosa contro tutto il sistema politico/sindacale/mafioso dei ragazzi di Rosarno la migliore spinta per darsi un'organizzazione nazionale. Questo congresso si è posto l'obiettivo di migliorare la condizione di tutti i lavoratori, italiani e immigrati, fare partecipare da protagonisti gli immigrati alla trasformazione sociale, "svegliare" i lavoratori italiani e lottare uniti per la democrazia, il lavoro, l'istruzione, la casa. Da qui la necessità di unirsi ai lavoratori italiani e formalizzare una rappresentanza.
Tutti interventi fatti senza lamentele ma con la dignità di lavoratori che si sono alzati in piedi e non intendono tornare indietro all'assistenzialismo, alla delega.
10 tavoli tematici hanno discusso, dallo statuto del nuovo movimento al lavoro/sindacalismo, casa, scuola, imprenditoria immigrata, laicità, permesso di soggiorno, cittadinanza, asilo politico, sanità, diritti politici, partiti e movimenti.
Un compagno di proletari comunisti ha partecipato non solo come osservatore ma anche all'interno di una commissione, quella sul lavoro, dove ha portato una mozione-approvata dalla commissione- della Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro per la costruzione di una campagna nazionale autorganizzata contro le morti degli immigrati sul lavoro.
La forza del protagonismo dei comitati immigrati è stata il loro percorso di autorganizzazione. Ma questa deve arrivare fino in fondo, cioè fino alla vera autonomia da riformisti e confederali.
Ma l'invito alle forze politiche e sindacali, la ricerca di sponde politiche invece che l' indipendenza dalla fasa opposizione e dai sindacati neocorporativi, sono la vera contraddizione di questa nuova realtà politica nata al congresso che porterà inevitabilmente a non mettersi all'altezza dello scontro di classe contro questo governo delle leggi razziali in cammino verso l'instaurazione di un regime.
Per realizzare questi obiettivi serve la costruzione, da parte dei proletari italiani ed immigrati, del partito comunista, la forma più alta dell'autorganizzazione, per la lotta per il potere proletario, a partire dal rovesciamento di questo governo e di tutti i governi dei padroni. Ma si deve andare decisi verso l'abbandono di ogni illusione riformista.
prolcomra@gmail.com
27/04/2010
casa per casa
Controlli casa per casa
Così vengono annunciati da un trafiletto i controlli “casa per casa” appunto che verranno fatti in Via Padova a partire da oggi, dopo le ordinanze del Comune. Dopo la militarizzazione del territorio, migranti fermati continuamente con continue richieste di esibire i documenti, coprifuoco imposto ai negozianti della via, la normale vita di un quartiere resa difficile, un clima di intimidazione che ha portato via via i migranti a ridurre la loro vita sociale, ma neanche gli “indigeni” godono buona salute, ora si va “casa per casa”. Quali terribili criminali si nascondono nelle case? Che società si vuole creare? Una società intimidita, timorosa? Altro che libertà, giustizia, civiltà!
E lo stesso schema si vuole allargare ad altri quartieri “multietnici”di Milano, in primis via Imbonati:”Nella notte di sabato ci sono stati i primi controlli in via Imbonati”, ha fatto sapere ieri il vicesindaco De Corato.
I “crimini” segnalati in sei appartamenti passati al setaccio: quindici persone al loro interno, alcuni senza permesso di soggiorno; gli impianti a gas di due appartamenti non a norma; un sottotetto segnalato per verifiche sull'abitabilità.
Normali casi dovuti ai costi esorbitanti delle case in questa città (sempre più sono anche i lavoratori italiani costretti a convivenze con più inquilini-e non certo per libera scelta) o irregolarità edilizie e negli impianti che prevedono già dei controlli diventano il trofeo da esibire per dimostrare come gli immigrati non conoscano e rispettino le più elementari norme igieniche e del viver civile, per spandere a piene mani razzismo, diffidenza, giustificare provvedimenti vessatori, peggiorare la vita di tutti.
Già in via Padova gli effetti da “pulizia etnica” si sono fatti sentire: a seguito della militarizzazione, dei continui fermi, ispezioni nelle abitazioni, il “coprifuoco” imposto ai negozi è diventato un coprifuoco per gli abitanti della via che, dopo le dieci, si svuota letteralmente, in tanti hanno cambiato quartiere e, come hanno già fatto con i rom continuamente sgomberati, prossimamente anche dai campi “regolari”, il “modello” via Padova sarà esteso in altri quartieri, in una eterna caccia all'immigrato.
Proletari comunisti a Milano partecipa all'iniziativa di protesta del 29 aprile che si terrà in via Padova come parte della lotta contro la militarizzazione, razzismo, moderno fascismo.
Milano 26 aprile 2010
Così vengono annunciati da un trafiletto i controlli “casa per casa” appunto che verranno fatti in Via Padova a partire da oggi, dopo le ordinanze del Comune. Dopo la militarizzazione del territorio, migranti fermati continuamente con continue richieste di esibire i documenti, coprifuoco imposto ai negozianti della via, la normale vita di un quartiere resa difficile, un clima di intimidazione che ha portato via via i migranti a ridurre la loro vita sociale, ma neanche gli “indigeni” godono buona salute, ora si va “casa per casa”. Quali terribili criminali si nascondono nelle case? Che società si vuole creare? Una società intimidita, timorosa? Altro che libertà, giustizia, civiltà!
E lo stesso schema si vuole allargare ad altri quartieri “multietnici”di Milano, in primis via Imbonati:”Nella notte di sabato ci sono stati i primi controlli in via Imbonati”, ha fatto sapere ieri il vicesindaco De Corato.
I “crimini” segnalati in sei appartamenti passati al setaccio: quindici persone al loro interno, alcuni senza permesso di soggiorno; gli impianti a gas di due appartamenti non a norma; un sottotetto segnalato per verifiche sull'abitabilità.
Normali casi dovuti ai costi esorbitanti delle case in questa città (sempre più sono anche i lavoratori italiani costretti a convivenze con più inquilini-e non certo per libera scelta) o irregolarità edilizie e negli impianti che prevedono già dei controlli diventano il trofeo da esibire per dimostrare come gli immigrati non conoscano e rispettino le più elementari norme igieniche e del viver civile, per spandere a piene mani razzismo, diffidenza, giustificare provvedimenti vessatori, peggiorare la vita di tutti.
Già in via Padova gli effetti da “pulizia etnica” si sono fatti sentire: a seguito della militarizzazione, dei continui fermi, ispezioni nelle abitazioni, il “coprifuoco” imposto ai negozi è diventato un coprifuoco per gli abitanti della via che, dopo le dieci, si svuota letteralmente, in tanti hanno cambiato quartiere e, come hanno già fatto con i rom continuamente sgomberati, prossimamente anche dai campi “regolari”, il “modello” via Padova sarà esteso in altri quartieri, in una eterna caccia all'immigrato.
Proletari comunisti a Milano partecipa all'iniziativa di protesta del 29 aprile che si terrà in via Padova come parte della lotta contro la militarizzazione, razzismo, moderno fascismo.
Milano 26 aprile 2010
proletari comunisti -quotidiano web
con il numero del 1-2 maggio dedicato al primo maggio internazionalista
parte proletari comunisti, come quotidiano web
dal 4 maggio esso uscirà quotidianamente versione web per 4 giorni alla settimana
e un numero speciale per il sabato-domenica-lunedì
non si tratta di un blog ma un vero e proprio quotidiano web, che esce anche in forma stampata- prima in via sperimentale- poi secondo un progetto pilota e nell'autunno inverno come presenza ordinaria di diffusione
esso quindi sin da subito coprirà in forma stampata anche alcune fabbriche e realtà di lotta operaia e proletaria
abbiamo quindi bisogno di articoli, corrispondenze, propaganda internet e murale e sopratutto sottoscrizioni
per ogni info
ro.red@libero.it
tel.347-1102638
parte proletari comunisti, come quotidiano web
dal 4 maggio esso uscirà quotidianamente versione web per 4 giorni alla settimana
e un numero speciale per il sabato-domenica-lunedì
non si tratta di un blog ma un vero e proprio quotidiano web, che esce anche in forma stampata- prima in via sperimentale- poi secondo un progetto pilota e nell'autunno inverno come presenza ordinaria di diffusione
esso quindi sin da subito coprirà in forma stampata anche alcune fabbriche e realtà di lotta operaia e proletaria
abbiamo quindi bisogno di articoli, corrispondenze, propaganda internet e murale e sopratutto sottoscrizioni
per ogni info
ro.red@libero.it
tel.347-1102638
Il 25 aprile allo Zen2… con l’esercito
Da alcuni giorni circa trecento uomini tra polizia, carabinieri, vigili urbani, vigili del fuoco, guardia di finanza assediano non uno squadrone armato di terroristi o di mafiosi che non si vogliono arrendere ma alcune famiglie che hanno occupato delle case popolari ancora nemmeno finite allo Zen2, terrorizzando donne e bambini.
Stiamo parlando di circa 300 uomini di cui alcuni vengono dai reparti mobili di Catania e Reggio Calabria, un esercito come lo hanno chiamano da queste parti, per sgomberare delle famiglie da tutti riconosciuti bisognose di un tetto!
Un blitz per liberare almeno 10! case occupate e darle ai “legittimi assegnatari” che fanno parte di una lista di circa 10.000 famiglie! E si tratta solo di quelle che hanno fatto richiesta.
Cammarata e soci hanno scatenato volontariamente ancora una guerra tra poveri per poter fare la parte di chi “ripristina la legalità”. Cammarata, questo essere indegno, ha il coraggio di parlare di legalità, lui che entra ed esce dalle aule di tribunale per difendersi in differenti processi…
Cammarata e soci, che tentano disperatamente di rifarsi periodicamente l’immagine, per essere sicuro che lo show andrà in porto hanno chiesto al Comitato per l’ordine e la sicurezza di prolungare il presidio militare. Desiderio che gli è stato accordato, infatti, e crediamo per la prima volta, l’assedio militare per attuare uno sgombero di case occupate durerà almeno quindici giorni!
Le famiglie, con in prima fila tante donne, hanno opposto resistenza come hanno potuto con barricate, lanci di pietre, cassonetti rovesciati e qualche scontro e poi forti di una “calma” disperazione hanno promesso che torneranno ad occupare, non appena la polizia “stanca” se ne sarà andata, perché non hanno altra possibilità…
“Allo Zen sono stati violati i basilari diritti umani a partire da quello dei bambini. Hanno trasformato quello che era un ghetto in un lager. E’ necessario che intervenga subito la protezione civile – di cui ricordo è a capo il sindaco - per assicurare pasti caldi e assistenza alle famiglie. Inoltre lunedì presenterò un’interrogazione alla Commissione europea per denunciare la violazione da parte dell’Amministrazione comunale dei diritti del fanciullo”. Questo ha detto Rita Borsellino, deputata al Parlamento europeo, che è andata allo Zen2 a vedere di persona… non una parola sulla massiccia presenza dell’esercito!
È con lo stato di polizia che l’amministrazione comunale e le “autorità” rispondono ai bisogni delle masse con pesanti prove di controllo sociale, controllo del territorio contrabbandato probabilmente come “sfida” alla cosca mafiosa di Partanna Mondello di cui fa parte lo zen che è sotto la “giurisdizione” dei Lo Piccolo!
Le masse popolari a cominciare dalle più disperate hanno la necessità urgente di liberarsi dello stato di polizia e del moderno fascismo che avanza.
Stiamo parlando di circa 300 uomini di cui alcuni vengono dai reparti mobili di Catania e Reggio Calabria, un esercito come lo hanno chiamano da queste parti, per sgomberare delle famiglie da tutti riconosciuti bisognose di un tetto!
Un blitz per liberare almeno 10! case occupate e darle ai “legittimi assegnatari” che fanno parte di una lista di circa 10.000 famiglie! E si tratta solo di quelle che hanno fatto richiesta.
Cammarata e soci hanno scatenato volontariamente ancora una guerra tra poveri per poter fare la parte di chi “ripristina la legalità”. Cammarata, questo essere indegno, ha il coraggio di parlare di legalità, lui che entra ed esce dalle aule di tribunale per difendersi in differenti processi…
Cammarata e soci, che tentano disperatamente di rifarsi periodicamente l’immagine, per essere sicuro che lo show andrà in porto hanno chiesto al Comitato per l’ordine e la sicurezza di prolungare il presidio militare. Desiderio che gli è stato accordato, infatti, e crediamo per la prima volta, l’assedio militare per attuare uno sgombero di case occupate durerà almeno quindici giorni!
Le famiglie, con in prima fila tante donne, hanno opposto resistenza come hanno potuto con barricate, lanci di pietre, cassonetti rovesciati e qualche scontro e poi forti di una “calma” disperazione hanno promesso che torneranno ad occupare, non appena la polizia “stanca” se ne sarà andata, perché non hanno altra possibilità…
“Allo Zen sono stati violati i basilari diritti umani a partire da quello dei bambini. Hanno trasformato quello che era un ghetto in un lager. E’ necessario che intervenga subito la protezione civile – di cui ricordo è a capo il sindaco - per assicurare pasti caldi e assistenza alle famiglie. Inoltre lunedì presenterò un’interrogazione alla Commissione europea per denunciare la violazione da parte dell’Amministrazione comunale dei diritti del fanciullo”. Questo ha detto Rita Borsellino, deputata al Parlamento europeo, che è andata allo Zen2 a vedere di persona… non una parola sulla massiccia presenza dell’esercito!
È con lo stato di polizia che l’amministrazione comunale e le “autorità” rispondono ai bisogni delle masse con pesanti prove di controllo sociale, controllo del territorio contrabbandato probabilmente come “sfida” alla cosca mafiosa di Partanna Mondello di cui fa parte lo zen che è sotto la “giurisdizione” dei Lo Piccolo!
Le masse popolari a cominciare dalle più disperate hanno la necessità urgente di liberarsi dello stato di polizia e del moderno fascismo che avanza.
lunedì 26 aprile 2010
No alla criminalizzazione dell'antifascismo
NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DELL'ANTIFASCISMO
All'indomani delle manifestazioni del 25 aprile, delle giuste e doverose contestazioni alla Moratti, a Podestà a quanti, in questa città, sponsorizzano e patrocinano la “settimana nera” dei neofascisti a Milano, mentre negano patrocini, soldi e spazi all' Anpi per le celebrazioni del 25 Aprile, spandono a piene mani razzismo, puntuale si scatena la canea contro gli antifascisti.
Descritti come i “professionisti” dei disordini, con manie di protagonismo, mascalzoni che avrebbero tentato di azzittire i reduci dei lager nazisti, il cassintegrato della ex Eutelia. Insomma i soliti centri sociali casinisti, guai a parlare di antifascisti, di una piazza che ha denunciato con gran forza lo scempio che si sta cercando di fare in questa città Medaglia d'oro alla Resistenza. Tante le donne “avanti negli anni” mescolate ai giovani, indignate per quanto stava avvenendo, compreso il tentativo di non far entrare in piazza lo spezzone, stupite che il lavoratore dell'ex Eutelia presente sul palco non raccogliesse l'invito, più volte ripetuto dal microfono, di non parlare da quel palco e con rabbia intonare Bella ciao, Milano libera. Ma la stessa stampa non può nascondere come le contestazioni non siano state opera dei soliti “facinorosi”, ma hanno attraversato tutta la manifestazione se è costretta a scrivere che il sindaco Moratti è stata contestata sin dal suo apparire nel corteo al grido:”la piazza non è tua” e “devi andartene” e la stessa Moratti e Podestà accolti in piazza dai fischi.
Onorio Rosati, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano:” Dov'era la polizia? Non possono dire di essere stati presi alla sprovvista, sanno chi sono e come si comportano e tutti gli anni succedono le stesse cose”; Carlo Smuraglia, presidente milanese dell' Anpi:”Per anni siamo stati lasciati soli. Se ora le istituzioni scelgono di venire in piazza, noi ne prendiamo atto”; ed Emanuele Fiano del Pd:” Qualcuno forse vuole dimostrare che in Italia non si possono più svolgere manifestazioni unitarie per ricordare la liberazione dal fascismo?” solo per citare alcune dichiarazioni post manifestazione. Chiarisce bene il quadro, in maniera lapidaria il vicesindaco De Corato:”Nel 2010 la sinistra si è accorta delle malefatte dei centri sociali”
Dichiarazioni che si commentano da sole: i fascisti liberi di scorrazzare in questa città, favoriti nell'ingresso nelle istituzioni, gli antifascisti- uomini e donne, giovani, studenti, operai, lavoratori, militanti politici-criminalizzati! Il solito vecchio sporco gioco di dividere i “buoni” dai “cattivi”
Il revisionismo che apertamente, non solo ha sdoganato i fascisti, ma oggi, nella sua rincorsa a destra diventa esso stesso puntello del Moderno fascismo.
Milano, 26 aprile 2010
proletari comunisti- Milano
All'indomani delle manifestazioni del 25 aprile, delle giuste e doverose contestazioni alla Moratti, a Podestà a quanti, in questa città, sponsorizzano e patrocinano la “settimana nera” dei neofascisti a Milano, mentre negano patrocini, soldi e spazi all' Anpi per le celebrazioni del 25 Aprile, spandono a piene mani razzismo, puntuale si scatena la canea contro gli antifascisti.
Descritti come i “professionisti” dei disordini, con manie di protagonismo, mascalzoni che avrebbero tentato di azzittire i reduci dei lager nazisti, il cassintegrato della ex Eutelia. Insomma i soliti centri sociali casinisti, guai a parlare di antifascisti, di una piazza che ha denunciato con gran forza lo scempio che si sta cercando di fare in questa città Medaglia d'oro alla Resistenza. Tante le donne “avanti negli anni” mescolate ai giovani, indignate per quanto stava avvenendo, compreso il tentativo di non far entrare in piazza lo spezzone, stupite che il lavoratore dell'ex Eutelia presente sul palco non raccogliesse l'invito, più volte ripetuto dal microfono, di non parlare da quel palco e con rabbia intonare Bella ciao, Milano libera. Ma la stessa stampa non può nascondere come le contestazioni non siano state opera dei soliti “facinorosi”, ma hanno attraversato tutta la manifestazione se è costretta a scrivere che il sindaco Moratti è stata contestata sin dal suo apparire nel corteo al grido:”la piazza non è tua” e “devi andartene” e la stessa Moratti e Podestà accolti in piazza dai fischi.
Onorio Rosati, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano:” Dov'era la polizia? Non possono dire di essere stati presi alla sprovvista, sanno chi sono e come si comportano e tutti gli anni succedono le stesse cose”; Carlo Smuraglia, presidente milanese dell' Anpi:”Per anni siamo stati lasciati soli. Se ora le istituzioni scelgono di venire in piazza, noi ne prendiamo atto”; ed Emanuele Fiano del Pd:” Qualcuno forse vuole dimostrare che in Italia non si possono più svolgere manifestazioni unitarie per ricordare la liberazione dal fascismo?” solo per citare alcune dichiarazioni post manifestazione. Chiarisce bene il quadro, in maniera lapidaria il vicesindaco De Corato:”Nel 2010 la sinistra si è accorta delle malefatte dei centri sociali”
Dichiarazioni che si commentano da sole: i fascisti liberi di scorrazzare in questa città, favoriti nell'ingresso nelle istituzioni, gli antifascisti- uomini e donne, giovani, studenti, operai, lavoratori, militanti politici-criminalizzati! Il solito vecchio sporco gioco di dividere i “buoni” dai “cattivi”
Il revisionismo che apertamente, non solo ha sdoganato i fascisti, ma oggi, nella sua rincorsa a destra diventa esso stesso puntello del Moderno fascismo.
Milano, 26 aprile 2010
proletari comunisti- Milano
25 Aprile 2010 Milano : gli antifascisti si riprendono piazza Duomo!
Come già successo il 12 dicembre 2009 le cosiddette forze dell’ordine col ruolo attivo del servizio d’ordine della Cgil e Fiom, militanti di Rifondazione, hanno cercato di impedire che venisse contestata la presenza sul palco e che prendessero la parola i moderni fascisti del Pdl, come Podestà e Moratti, i quali avevano dato la loro copertura politica e finanziaria alla settimana nera dei gruppi dell’estrema destra, proprio a cavallo tra 25 Aprile e 1° Maggio, con l’avallo dei revisionisti del Pd.
Ma come il 12 dicembre scorso questo infame tentativo è fallito per la determinazione e rabbia che i compagni di alcune realtà, dal Cantiere ai Transiti a proletari comunisti, a cui si sono aggiunti cittadini, lavoratori e qualche esponente politico, come L. Muhlbauer, schifati e incazzati dall’arroganza poliziesca. Tutto era iniziato al concentramento alla fermata della metro in Palestro, dove i militanti del Cantiere dai microfoni denunciavano quanto successo nelle settimane scorse, ovvero che consigli di Zona, ma anche il Comune e la Provincia, avevano dato copertura politica, logistica e finanziaria a gruppi neonazisti e neofascisti, ad organizzare una settimana di tornei di calcetto e concerti, commemorazioni dei fascisti di Salò, col chiaro intento di attaccare i valori della Resistenza e dei diritti dei lavoratori. A Palestro da subito si sono schierati un cordone misto di Digos e servizio d’ordine della Cgil/Fiom, ma anche dirigenti del Pd e Rifondazione, che ha cercato di provocare, aggredire e impedire che lo spezzone del Cantiere raggiungesse piazza Duomo. Respinto questo infame tentativo lo spezzone, continuando nella denuncia della Moratti, Podestà e del Pd, si è incamminato verso la piazza, ma in corso Vittorio Emanuele a due passi dal Duomo è scattata la trappola. Con una manovra che è sembrata coordinata, il servizio d’ordine della Cgil si è sfilato ed ha fatto entrare due cordoni di polizia e carabinieri guidati dagli alti vertici della Digos. Da subito si sono levate grida di sdegno da altri partecipanti alla manifestazione e le forze dell’ordine, che avevano sguainato i loro manganelli, sono state circondate e fatte arretrare da una folla che si ingrossava via via, al grido di Milano Libera, e per nulla intimorita dal loro mostrare i muscoli. Arrivati in piazza dai microfoni è continuata la denuncia e si sono rivolti appelli ai delegati delle fabbriche in crisi che stavano parlando dal palco ad abbandonare quel palco pieno di fascisti e revisionisti. Insomma una giornata importante per questa città, un segnale che indica che è possibile una nuova Liberazione.
Circoli proletari comunisti Milano/Bergamo
prolcom.mi@tiscali.it; prol_com_bg@infinito.it
Milano 25 Aprile 2010
Ma come il 12 dicembre scorso questo infame tentativo è fallito per la determinazione e rabbia che i compagni di alcune realtà, dal Cantiere ai Transiti a proletari comunisti, a cui si sono aggiunti cittadini, lavoratori e qualche esponente politico, come L. Muhlbauer, schifati e incazzati dall’arroganza poliziesca. Tutto era iniziato al concentramento alla fermata della metro in Palestro, dove i militanti del Cantiere dai microfoni denunciavano quanto successo nelle settimane scorse, ovvero che consigli di Zona, ma anche il Comune e la Provincia, avevano dato copertura politica, logistica e finanziaria a gruppi neonazisti e neofascisti, ad organizzare una settimana di tornei di calcetto e concerti, commemorazioni dei fascisti di Salò, col chiaro intento di attaccare i valori della Resistenza e dei diritti dei lavoratori. A Palestro da subito si sono schierati un cordone misto di Digos e servizio d’ordine della Cgil/Fiom, ma anche dirigenti del Pd e Rifondazione, che ha cercato di provocare, aggredire e impedire che lo spezzone del Cantiere raggiungesse piazza Duomo. Respinto questo infame tentativo lo spezzone, continuando nella denuncia della Moratti, Podestà e del Pd, si è incamminato verso la piazza, ma in corso Vittorio Emanuele a due passi dal Duomo è scattata la trappola. Con una manovra che è sembrata coordinata, il servizio d’ordine della Cgil si è sfilato ed ha fatto entrare due cordoni di polizia e carabinieri guidati dagli alti vertici della Digos. Da subito si sono levate grida di sdegno da altri partecipanti alla manifestazione e le forze dell’ordine, che avevano sguainato i loro manganelli, sono state circondate e fatte arretrare da una folla che si ingrossava via via, al grido di Milano Libera, e per nulla intimorita dal loro mostrare i muscoli. Arrivati in piazza dai microfoni è continuata la denuncia e si sono rivolti appelli ai delegati delle fabbriche in crisi che stavano parlando dal palco ad abbandonare quel palco pieno di fascisti e revisionisti. Insomma una giornata importante per questa città, un segnale che indica che è possibile una nuova Liberazione.
Circoli proletari comunisti Milano/Bergamo
prolcom.mi@tiscali.it; prol_com_bg@infinito.it
Milano 25 Aprile 2010
domenica 25 aprile 2010
Schifani e il 25 aprile a Palermo: “prove tecniche” di moderno fascismo
Ci ha provato, Schifani, il presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, a cambiare il luogo tradizionale della commemorazione del 25 aprile a Palermo, che ogni anno la borghesia palermitana di “sinistra”, tiene al Giardino Inglese, dove da sempre un piccolo gruppo di impiegati istituzionali con annessi nostalgici, per dovere, fa un discorsetto di routine davanti alla lapide che ricorda il partigiano Nicolò Barbato (nome di battaglia Pompeo Colajanni) e poi… tutti ad arrostire carne all’aperto per la tradizionale scampagnata.
Ci ha provato, Schifani, probabilmente mal consigliato da qualcuno, in combutta con il Prefetto Trevisone, a spostarla in piazza Vittorio Veneto, conosciuta come “alla Statua”, luogo dove si riuniscono le autorità in tante occasioni ufficiali e normale luogo di ritrovo per iniziative dei fascisti di ogni risma, e Schifani, palermitano doc, non può non sapere; ha pensato, hanno pensato, che oramai a Palermo vista questa “sinistra” ci si può permettere questo e altro e hanno voluto tastare il polso perché anche le sterili commemorazioni come queste ricordano pur sempre un passato di lotte e deve essere cancellato… ma è bastato un accenno di contestazione, un possibile polverone in una giornata come questa che rischiava di disturbare anche il suo padrone Berlusconi, e il pericolo è rientrato… quel tanto che basta per riprovarci in tempi migliori.
Tastano il polso, e se trovano resistenza, demordono e rinviano a tempi migliori, è questa la tattica che i padroni tramite i loro rappresentanti politici hanno imparato ad usare in una guerra contro le masse per l’affermazione del moderno fascismo, che tende a rendere normale quello che in questo paese normale non può essere…
“Alla fine ha trionfato lo spirito unitario e la querelle politica sulla commemorazioni del 25 aprile si è conclusa…” così la vede il quotidiano La repubblica di Palermo, e così probabilmente, tutti contenti, la considerano gli organizzatori, i sindacati confederali e le associazioni dei partigiani!
Noi contenti non possiamo essere… perché dopo ogni sterile manifestazione di questi sedicenti democratici si accentua l’arroganza dei moderno-fascisti, e i loro sgherri di bassa manovalanza si sentono più legittimati… e in questo i sedicenti democratici si fanno complici della loro legittimazione ad esistere!
proletari comunisti a Palermo partecipa al corteo antifascista che si tiene questa sera per le vie del centro per una nuova Resistenza...
Palermo 25 aprile 2010
Ci ha provato, Schifani, probabilmente mal consigliato da qualcuno, in combutta con il Prefetto Trevisone, a spostarla in piazza Vittorio Veneto, conosciuta come “alla Statua”, luogo dove si riuniscono le autorità in tante occasioni ufficiali e normale luogo di ritrovo per iniziative dei fascisti di ogni risma, e Schifani, palermitano doc, non può non sapere; ha pensato, hanno pensato, che oramai a Palermo vista questa “sinistra” ci si può permettere questo e altro e hanno voluto tastare il polso perché anche le sterili commemorazioni come queste ricordano pur sempre un passato di lotte e deve essere cancellato… ma è bastato un accenno di contestazione, un possibile polverone in una giornata come questa che rischiava di disturbare anche il suo padrone Berlusconi, e il pericolo è rientrato… quel tanto che basta per riprovarci in tempi migliori.
Tastano il polso, e se trovano resistenza, demordono e rinviano a tempi migliori, è questa la tattica che i padroni tramite i loro rappresentanti politici hanno imparato ad usare in una guerra contro le masse per l’affermazione del moderno fascismo, che tende a rendere normale quello che in questo paese normale non può essere…
“Alla fine ha trionfato lo spirito unitario e la querelle politica sulla commemorazioni del 25 aprile si è conclusa…” così la vede il quotidiano La repubblica di Palermo, e così probabilmente, tutti contenti, la considerano gli organizzatori, i sindacati confederali e le associazioni dei partigiani!
Noi contenti non possiamo essere… perché dopo ogni sterile manifestazione di questi sedicenti democratici si accentua l’arroganza dei moderno-fascisti, e i loro sgherri di bassa manovalanza si sentono più legittimati… e in questo i sedicenti democratici si fanno complici della loro legittimazione ad esistere!
proletari comunisti a Palermo partecipa al corteo antifascista che si tiene questa sera per le vie del centro per una nuova Resistenza...
Palermo 25 aprile 2010
25 aprile a taranto
manifestazione questa mattina a taranto alla tenda per il lavoro in piazza castello
una folta delegazione di disoccupati organizzati e lavoratori ha questa mattina celebrato il 25 aprile con una iniziativa di lotta
ha posto bandiere di proletari comunisti, un pannello illustrativo,quindi dopo alcuni comizi volanti è stata scoperta una lapide in marmo, realizzata dai proletari della Sma Puglia
ora e sempre resistenza, onore ai partigiani che è stata posta davanti al comune
al canto di bella ciao, quindi si è festeggiato
una iniziativa esemplare di mobilitazione dei disoccupati organizzati in lotta che si è contrapposta alla celebrazione ufficiale ed è stata alternativa aalla piuttosto rituale iniziativa tenuta dalle altre forze antifasciste cittadine
è nelle mani dei proletari che bisogna consegnare la lotta oggi contro il moderno fascismo per la rivoluzione proletaria e socialista nel nostro paese
proletari comunisti taranto
25-04-2010
una folta delegazione di disoccupati organizzati e lavoratori ha questa mattina celebrato il 25 aprile con una iniziativa di lotta
ha posto bandiere di proletari comunisti, un pannello illustrativo,quindi dopo alcuni comizi volanti è stata scoperta una lapide in marmo, realizzata dai proletari della Sma Puglia
ora e sempre resistenza, onore ai partigiani che è stata posta davanti al comune
al canto di bella ciao, quindi si è festeggiato
una iniziativa esemplare di mobilitazione dei disoccupati organizzati in lotta che si è contrapposta alla celebrazione ufficiale ed è stata alternativa aalla piuttosto rituale iniziativa tenuta dalle altre forze antifasciste cittadine
è nelle mani dei proletari che bisogna consegnare la lotta oggi contro il moderno fascismo per la rivoluzione proletaria e socialista nel nostro paese
proletari comunisti taranto
25-04-2010
25 aprile serve il partito per la nuova resistenza
In questo 25 aprile le cose si presentano in forme semplici:
siamo di fronte a un governo moderno fascista che vuole costruire un regime moderno fascista.
Nel definire moderno fascista, l'accento va posto sul moderno, perchè è evidente che questo avviene in forme moderne, rispetto al passato regime mussoliniano, ma non nella sostanza.
Si va verso una dittatura aperta anche di tipo personale, si edificaanche con leggi e riforme istituzionali, prassi ecc un regime democratico-parlamentare nella forma, totalitario nella sostanza. Totalitario vuol dire globale in tutte le sfere della società, totalitario significa fondato sullo stato di polizia, totalitario significa che usa tutti i mezzi uscendo dal quadro della Costituzione per imporre la dittatura del capitale con i suoi necessari corollari, guerra, razzismo- che in questa fase di marcia svolge un ruolo di punta - economia nazionale e sindacato neocorporativo, controllo monopolistico di tutti i mezzi di comunicazione, ecc.
Naturalmente questo non è ancora un regime, ma marcia verso di esso e questo richiede il revisionismo storico, la rivalutazione del fascismo e dei fascisti, la criminalizzazione e cancellazione della Resistenza,l'alimento e protezione dei gruppi neofascisti e neonazisti ecc.
Tutto questo viene fatto dall'alto da chi il potere ce l'ha già e dall'alto edifica il sostegno organizzato e irregimentato di massa, a partire dall'organizzazione del consenso di massa con l'uso spregiudicato del fascismo mediatico.
Un ruolo grande svolge in tutto questo il Vaticano di papa Ratzinger, tanto che su alcuni campi, si può parlare apertamente di clerico-fascismo.
Sapere quindi con chi si ha a che fare è necessario ai comunisti, alle avanguardie operaie e proletarie, al movimento di opposizione politico e sociale per individuare forme e mezzi della lotta politica e sociale oggi.
Bisogna opporsi su tutti i campi al moderno fascismo - moderno fascisti non sono solo lega e pdl, ma vi sono dentro tutti i partiti dell'arco parlamentare PD in testa, che ne contrastano le forme e non la sostanza, vi sono dentro cisl e uil e parte della cgil, vi sono dentro tutti i riformisti che non sono fascisti ma servono la reazione - bisogna contrastare i singoli passi di questa marcia, ma nella convinzione che non sono il Parlamento, le elezioni, la lotta puramente democratica che fermeranno questa marcia, ma solo l'organizzazione della lotta rivoluzionaria per liberarci di questi governi e se avanza di questi regimi, di questo Stato per cosi dire fascistizzato.
0vvero costruire il partito come reparto d'avanguardia organizzato della classe operaia e tutti gli organismi di massa in funzione della guerra rivoluzionaria resa necessaria dall'avanzamento del moderno fascismo che esce dal quadro dell'attuale Costituzione e dalle condizioni generali della lotta di classe nel nostro paese.
Guerra rivoluzionaria, significa guerra popolare prolungata che avanza fondandosi sulle masse e per salti, guerra per fasi difensiva-equilibrio-offensiva che sfoci nell'insurrezione popolare per la conquista del potere da parte del proletariato, sostenuto dalle masse popolari.
Guerra popolare su scala globale vale a dire con l'uso di tutti mezzi politici e militanti necessari.
Nuova Resistenza perchè fa propria l'esperienza della resistenza antifascista che è stata una guerra di ppopolo sfociata in una insurrezione popolare guidata dal partito della classe operaia, il partito comunista.
Oggi serve un partito comunista di tipo nuovo, non un nuovo pci di tipo vecchio, già dimostratosi come arnese inservibile per la rivoluzione proletaria e socialista nel mnostro paese guidato alla sparizione da Togliatti a Bersani, una moderna Resistenza e non la pura riproposizione della grande e gloriosa resistenza, con un obiettivo vecchio ma non realizzato, la rivoluzione proletaria e socialista adeguata ai nostri tempi come programma, sistema di governo e di potere, cammino di trasformazione ecc:
Proletari comunisti per questo lavora, oggi come piccolo nucleo di Partito, per il Partito, agendo da Partito,
per la costruzione dei tre strumenti della rivoluzione indicati da Mao,
nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con la classe e le masse.
Si può e si deve fare meglio e di più in primis sul fronte del Partito, unire i comunisti, conquistare le avanguardie operaie e proletarie, dirigere la lotta sindacale di classe, organizzare e formare i giovani e le donne ribelli, sostenere, organizzare dirigere le diverse forme di lotta democratica subordinate alla battaglia per il nuovo inizio della lotta rivoluzionaria.
Lo si deve fare insieme in tutte le forme possibili con chi condivida sostanzialmente analisi, battaglie e obiettivi.
Questo lo facciamo e intendiamo sempre più farlo senza alcuna boria di Partito, settarismo, autoproclamazioni, arroganza, sfoggio retorico, ma come militanti marxisti-leninisti-maoisti di base per primi e in prima persona strumento e bersaglio della rivoluzione
tutto il resto .. gli economicisti e operaisti, i revisionisti e neorevisionisti, i beati costruttori di nuovi partiti comunisti morti o nati vecchi, i soggettivisti militaristi, gli autopropagandisti e elettoralisti, il rivoluzionarismo piccolo borghese programmaticamente e praticamente slegati dalla concezione "nel fuoco della lotta di classe, in stretto legame con le masse operaie e proletarie"
tutto il resto... dicevamo...... è noia...
proletari comunisti PCm Italia
25 aprile 2010
siamo di fronte a un governo moderno fascista che vuole costruire un regime moderno fascista.
Nel definire moderno fascista, l'accento va posto sul moderno, perchè è evidente che questo avviene in forme moderne, rispetto al passato regime mussoliniano, ma non nella sostanza.
Si va verso una dittatura aperta anche di tipo personale, si edificaanche con leggi e riforme istituzionali, prassi ecc un regime democratico-parlamentare nella forma, totalitario nella sostanza. Totalitario vuol dire globale in tutte le sfere della società, totalitario significa fondato sullo stato di polizia, totalitario significa che usa tutti i mezzi uscendo dal quadro della Costituzione per imporre la dittatura del capitale con i suoi necessari corollari, guerra, razzismo- che in questa fase di marcia svolge un ruolo di punta - economia nazionale e sindacato neocorporativo, controllo monopolistico di tutti i mezzi di comunicazione, ecc.
Naturalmente questo non è ancora un regime, ma marcia verso di esso e questo richiede il revisionismo storico, la rivalutazione del fascismo e dei fascisti, la criminalizzazione e cancellazione della Resistenza,l'alimento e protezione dei gruppi neofascisti e neonazisti ecc.
Tutto questo viene fatto dall'alto da chi il potere ce l'ha già e dall'alto edifica il sostegno organizzato e irregimentato di massa, a partire dall'organizzazione del consenso di massa con l'uso spregiudicato del fascismo mediatico.
Un ruolo grande svolge in tutto questo il Vaticano di papa Ratzinger, tanto che su alcuni campi, si può parlare apertamente di clerico-fascismo.
Sapere quindi con chi si ha a che fare è necessario ai comunisti, alle avanguardie operaie e proletarie, al movimento di opposizione politico e sociale per individuare forme e mezzi della lotta politica e sociale oggi.
Bisogna opporsi su tutti i campi al moderno fascismo - moderno fascisti non sono solo lega e pdl, ma vi sono dentro tutti i partiti dell'arco parlamentare PD in testa, che ne contrastano le forme e non la sostanza, vi sono dentro cisl e uil e parte della cgil, vi sono dentro tutti i riformisti che non sono fascisti ma servono la reazione - bisogna contrastare i singoli passi di questa marcia, ma nella convinzione che non sono il Parlamento, le elezioni, la lotta puramente democratica che fermeranno questa marcia, ma solo l'organizzazione della lotta rivoluzionaria per liberarci di questi governi e se avanza di questi regimi, di questo Stato per cosi dire fascistizzato.
0vvero costruire il partito come reparto d'avanguardia organizzato della classe operaia e tutti gli organismi di massa in funzione della guerra rivoluzionaria resa necessaria dall'avanzamento del moderno fascismo che esce dal quadro dell'attuale Costituzione e dalle condizioni generali della lotta di classe nel nostro paese.
Guerra rivoluzionaria, significa guerra popolare prolungata che avanza fondandosi sulle masse e per salti, guerra per fasi difensiva-equilibrio-offensiva che sfoci nell'insurrezione popolare per la conquista del potere da parte del proletariato, sostenuto dalle masse popolari.
Guerra popolare su scala globale vale a dire con l'uso di tutti mezzi politici e militanti necessari.
Nuova Resistenza perchè fa propria l'esperienza della resistenza antifascista che è stata una guerra di ppopolo sfociata in una insurrezione popolare guidata dal partito della classe operaia, il partito comunista.
Oggi serve un partito comunista di tipo nuovo, non un nuovo pci di tipo vecchio, già dimostratosi come arnese inservibile per la rivoluzione proletaria e socialista nel mnostro paese guidato alla sparizione da Togliatti a Bersani, una moderna Resistenza e non la pura riproposizione della grande e gloriosa resistenza, con un obiettivo vecchio ma non realizzato, la rivoluzione proletaria e socialista adeguata ai nostri tempi come programma, sistema di governo e di potere, cammino di trasformazione ecc:
Proletari comunisti per questo lavora, oggi come piccolo nucleo di Partito, per il Partito, agendo da Partito,
per la costruzione dei tre strumenti della rivoluzione indicati da Mao,
nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con la classe e le masse.
Si può e si deve fare meglio e di più in primis sul fronte del Partito, unire i comunisti, conquistare le avanguardie operaie e proletarie, dirigere la lotta sindacale di classe, organizzare e formare i giovani e le donne ribelli, sostenere, organizzare dirigere le diverse forme di lotta democratica subordinate alla battaglia per il nuovo inizio della lotta rivoluzionaria.
Lo si deve fare insieme in tutte le forme possibili con chi condivida sostanzialmente analisi, battaglie e obiettivi.
Questo lo facciamo e intendiamo sempre più farlo senza alcuna boria di Partito, settarismo, autoproclamazioni, arroganza, sfoggio retorico, ma come militanti marxisti-leninisti-maoisti di base per primi e in prima persona strumento e bersaglio della rivoluzione
tutto il resto .. gli economicisti e operaisti, i revisionisti e neorevisionisti, i beati costruttori di nuovi partiti comunisti morti o nati vecchi, i soggettivisti militaristi, gli autopropagandisti e elettoralisti, il rivoluzionarismo piccolo borghese programmaticamente e praticamente slegati dalla concezione "nel fuoco della lotta di classe, in stretto legame con le masse operaie e proletarie"
tutto il resto... dicevamo...... è noia...
proletari comunisti PCm Italia
25 aprile 2010
sabato 24 aprile 2010
l'assemblea nazionale antifascista di brescia
proletari comunisti ha partecipato con una rappresentanza nazionale all'assemblea nazionale antifascista di brescia
ritiene utile per tutti i compagni e i lettori del blog
pubblicarne il verbale resoconto ufficioso a cura dei compagni presenti
VERBALE ASSEMBLEA NAZIONALE ANTIFASCISTA DEL 17 PRILE 2010
Presenti: Napoli (Federico II, Rete anticapitalista, SLL), Roma (collettivo militant), Parma (Insurgenzy city), Pavia, Milano (proletari comunisti, carc), Bergamo (proletari comunisti, Seriate, Sirio), Brescia (rete antifascista), Ravenna (proletari comunisti), Forlì/Cesena (Partito dei Lavoratori), Taranto (proletari comunisti), Palermo (red block), Verona (Gramigna), Trieste (associazione antifascista).
Introduzione Brescia: Situazione grave dal punto di vista politico e sociale. Stare assieme, creare un progetto politico allargato. I valori dell'antifascismo sono messi da parte da molti compagni che sottovalutano il contrasto con i gruppi fascisti che si stanno insediando nei territori. Positivo è la presenza nell'assemblea di realtà da nord a sud. Dai valori dell'antifascismo rilanciare il conflitto sociale.
Napoli, rete anticapitalista: Positivo la presenza di più forze in questa assemblea. Recrudescenza delle nuove destre. Vi è un passaggio a destra di tutto il paese – vedi esito elettorale (avanzamento della Lega, caduta di regioni storiche della sinistra). L'avanzata della destra istituzionale va di pari passo con l'avanzata dei gruppi fascisti che sfruttano le tematiche sociali, di movimento.
Occorre riprenderci le città. A Napoli partiti da un antifascismo a 360°. Attenzione verso i giovani su questione storia/memoria: vedi proposta Gelmini di revisionare i testi di storia, cancellando la Resistenza.
Su repressione, attuare strategie comuni, passando per campagne, parole d'ordini, iniziative comuni. a NA 80 denunce, chiusura indagini per il 30 settembre e Quarto.
Roma, collettivo militant – necessità di passaggio ad un coordinamento pratico. Riportare le cose sui propri territori. Coordinamento attraverso la mailing list. Essere più precisi sui 3 aspetti dell'antifascismo: militante, sociale, culturale.
Per il manifesto del 25 aprile, possiamo farlo noi. Articolarlo e porre i tre aspetti: la natura di classe dell'antifascismo ha oggi come centro gli immigrati che rappresentano l'anello debole che tiene insieme il fondamentalismo leghista col razzismo; la questione sociale, lo scarico della crisi sui lavoratori. La sinistra ha perso, gli equilibri si spostano a destra; il revisionismo storico, la scomparsa coscienza di classe passa dalla scomparsa dell'identità sociale.
Su repressione, 7 maggio. Giovedì scorso vi è stata un'assemblea partecipata. Vogliamo che nascono una molteplicità di appelli lanciati dall'università Tor Vergata e Roma 3, da far firmare in maniera larga, anche da personaggi istituzionali. Per il 7, boicottaggio attivo della manifestazione nazionale dei fascisti.
Su repressione avremmo bisogno di un momento di approfondimento, un convegno.
Milano, carc – avanzata delle destre, sdoganamento gruppi fascisti e razzisti per costringere il governo. Stroncare le prove di fascismo. Pratica delle ronde antifasciste e antirazziste per isolare i fascisti e unire le forze sane di strada, politiche, culturali (es. ronda a MM dove i fascisti sono stati isolati e sradicati dal quartiere, poi in Toscana, MI). Costruire Comitati popolari di controllo con forze che riconoscono la Resistenza e la Costituzione. Stare col fiato sul collo delle istituzioni. Denuncia corteo dei fascisti a MI il 2 maggio autorizzato dalle istituzioni: o queste annullano l'iniziativa o promuovere l'antifascismo popolare in distinzione con l'antifascismo istituzionale. Il 25 aprile contrastare le prove di fascismo, chiamando in causa i politicanti di destra.
Su repressione, rete di soccorso per i compagni colpiti. 26 aprile processo compagni di Pistoia.
Proposta di invio saluto dell'assemblea al congresso degli immigrati del 24/25 aprile.
Napoli, SLL – necessario legame lotta per il lavoro/lotta antifascista. La Lega al nord raccoglie molti lavoratori e quindi necessario nostro intervento tra i lavoratori. Il governo divide i lavoratori tra italiani/immigrati, nord/sud. Noi dobbiamo unirli contro la guerra tra poveri.
La repressione vuole colpire i lavoratori, disoccupati, precari che alzano la testa. Unire tutti per combattere questa crisi e fare un governo che diriga questa società. Stroncare sul nascere le prove di fascismo. Messaggio congresso immigrati.
Pavia – Nell'ultimo anno e mezzo Pavia è stata laboratorio della nuova destra: Forza Nuova + skined. FN porta avanti un nuovo modo di fare politica: si occupa della questione delle case, occupa le abitazioni. Vi sono state alcune assemblee di universitari e lavoratori, ma si sviluppano solo denunce, messa da parte l'attività militante. Ora vi sono aggressioni: compagno arci gay, più altro.
Portato la necessità della Rete antifascista, anche a Genova tra i lavoratori del Porto. Importante questione immigrati.
Ravenna, proletari comunisti – A RV puntato ad aggregare i compagni nella RAF, portando avanti azioni di antifascismo militante, con una logica non da guerra di bande ma di battaglia a 360°. I fascisti hanno agibilità per la politica del governo nazionale, delle istituzioni e dello Stato. Il 1°fascista è questo governo. L'azione dei gruppi fascisti è il suo necessario corollario.
Repressione da parte dello Stato verso di noi. il 18 maggio a Ravenna nuovo processo contro 2 compagni che avevano cercato di impedire ad un gruppo di fascisti, autorizzati dalle istituzioni di centrosinistra, di entrare in un seggio elettorale in cui gli immigrati stavano votando dei propri consiglieri. Per vincere questo battaglia è importante che il 18 venga assunto come scadenza nazionale da parte della Rete, con presidio al Tribunale e assemblea in città.
Altro processo per un'iniziativa di lotta contro uin convegno di Storace.
Forlì, partito comunista dei lavoratori – coordinamento romagnolo. Denuncia delle iniziative che verranno fatte in zona come ogni anno per anniversari Mussolini e marcia su Roma. Alcune di queste organizzate da due sindaci del P (di Predappio e Forlinpopoli), che decontestualizzano queste scadenze dalla storia d'Italia. Contro questo, proponiamo di realizzare un percorso locale allargato al percorso nazionale: manifestazione a Predappio a fine ottobre.
Questione autodifesa dei lavoratori. A fronte di decine di fabbriche in crisi: “controllo operaio sulla produzione ed espropriazione senza indennizzo”, “picchetti di sciopero trasformati in picchetti permanenti”.
Napoli, Federico II – per il 25 aprile: manifesto comune, generalizzare le iniziative che in ogni realtà si devono fare. Legame a NA tra lotta antifascista e repressione: informazione sulla recente mobilitazione a fianco degli immigrati della nave, in cui vi erano sei minorenni, contro l'espulsione e la chiusura nei CIE; parziale vittoria, ma cariche pesanti da parte della polizia.
Sulla mailing list non usarla come in questo periodo, tanti comunicati solo per definire la data dell'assemblea.
Il percorso che stiamo facendo è un esperimento. A Napoli siamo riusciti a fare una unità partendo dai tre livelli di lotta antifascista. CP, dopo essere stata cacciata da Mater dei dalle manifestazioni, cerca ora di entrare nelle scuole di periferia. Per il 25 aprile a N, faremo prima mini cortei di pubblicizzazione e poi la manifestazione. Si all'impostazione del manifesto di Roma.
A mater dei si è organizzato un comitato di quartiere, abbiamo raccolto 3 mila firme per fare nel convento occupato da CP un asilo nido gratuito.
Su repressione, al 270 bis per chi lotta si aggiunta la repressione chi ha un modo di vivere diverso dagli altri (es. ordinanza antibivacco a Parma). Dobbiamo dare l'idea complessiva dell'attacco, trovare i legami tra i vari aspetti.
Bergamo, sirio - a nome di tutta la rete antifascista di Bergamo/Brescia/Cremona dobbiamo smentire quello detto da altri di Bergamo all'assemblea di Napoli. Questione dell'indipendenza politica. Impotenza dei singoli gruppi. Il vero fascismo è quello che si vede tutti i giorni.
Su repressione costruiamo un tim di avvocati. Compagni ci sono ovunque (es. dax chi ha risposto per prima sono stati gli infermieri). La repressione è un aspetto naturale della vitta politica. Non piangersi addosso.
Palermo, Red Block – Contenti della maggiore presenza in questa 2° assemblea. Nella prrima avevamo dato un quadro negativo della situazione a PA, dopo vi è stato un cambiamento: 2 assemblee antifasciste, si sono avviate iniziative comuni (mentre una parte continua a non voler fare fronte comune). Informazione sulla due giorni del 24/25 aprile: 1° giorno piazza tematica per preparare la manifestazione, 2° giorno corteo. Altri due giorni a maggio per consolidare le basi per cambiare la situazione.
Sulla mailing list, non ridurre la questione a problema tecnico: per due mesi comunicati solo sulle date per questa assemblea, invece di sviluppare il dibattito e la socializzazione sull'attività pratica, e delle posizioni che si stanno sviluppando. Occorre cambiare.
Verona – antifascismo militante “da strada”. L'antifascismo culturale diventa una giustificazione. Denuncia dei no global che hanno inviato una lettera per chiedere di intervenire nella commemorazione ufficiale. Questa estate creare un percorso di presidi e manifestazioni, ricordando una serie di eventi passati.
Milano, proletari comunisti – Informazione/denuncia dell'iniziativa dei gruppi fascisti dal 24 aprile al 2 maggio; rispetto a questo vi è una situazione sul fronte della necessaria risposta antifascista inadeguata. Sul fronte della repressione, attacchi agli immigrati, ma vi è stata la rivolta di via Padova da un lato e dall'altro la lotta degli operai immigrati delle cooperative, contro cui vi sono state le cariche dei fascisti in divisa. Rispetto alla repressione non la si può vedere e rispondere solo quando colpisce te, ma vedere il legame dei vari aspetti della repressione. Rispetto a questa linea, proposta di manifestazione nazionale a Milano per il 19 giugno, giornata storica a livello internazionale. Manifestazione assunta dalla Rete. Raccogliendo la proposta di convegno di Roma, potremmo unire le due coe: il 19 fare al mattino un convegno e il pomeriggio corteo.
Trieste, associazione antifascista – associazione nata in occasione del monumento “contro le vittime di ogni totalitarismo. Lavoro per allargare il fronte di contatti, coordinando le forze territoriali. Convegno fatto a Milano sulla questione delle foibe. Per il 25 aprile unire le forze per fare iniziative
Taranto, proletari comunisti – aspetti positivi e negativi, da un lato l'assoluzione di tutti i 19 compagni nel processo 'no global; il boicottaggio elettorale dei lavoratori, disoccupati, popolazione dei quartieri di Taranto; dall'altro l'assedio asfissiante/persecutorio/intimidatorio della polizia verso le lotte in particolare quella dei disoccupati slai cobas.
Non è l'avanzata dei gruppi di fascisti e neonazisti coperti dal governo che determina lo spostamento a destra del governo e Stato, ma esattamente l'inverso, è il processo da parte del governo, delle istituzioni di moderno fascismo che alimenta, utilizza, incoraggia l'azione dei gruppi di fascisti. In questi tre mesi vi è stata un'avanzata del moderno fascismo a tutti i livelli, politico, istituzionale, padronale, sindacale: attacco Statuto dei lavoratori che non è solo attacco ai diritti sindacali dei lavoratori, ma è una revisione in termini corporativi/fascisti; il ruolo di Napolitano e il presidenzialismo; il legame Lega/Vaticano e l'attacco all'aborto che rilancia il clericofascismo facendo di esso il carattere principale delle istituzioni; sul fronte padronale/sindacati vi sono state per esempio due questioni esemplari: il contratto dei chimici e l'accordo sulla Triumph, ma anche la vicenda dei licenziamenti della multinazionale Teleperformance a Taranto che uniscono una linea corporativa di unità padroni/lavoratori, anche in contrapposizione con altri lavoratori, a un intervento ideologico socialfascista; la chiusura delle trasmissioni televisive giornalistiche decretata dal governo durante le elezioni, ecc.;
Occorre una Rete e non un coordinamento che si limiti a mettere insieme e coordinare le varie realtà e attività, ma che unisca sulla linea, parole d'ordini, che prenda posizione su ogni avvenimento, che si dia un piano e programma di iniziativa.
Sul 25 aprile non avendo potuto fare una manifestazione nazionale, la Rete assume tutte le iniziative che vi saranno sui territori. Facciamo il manifesto nazionale. Raccogliamo e diffondiamo un elenco con tutte le iniziative, per dare un quadro unitario e complessivo delle mobilitazioni.
Sulla lotta contro repressione. Anche qui occorre fare un discorso simile a quello fatto sull'antifascismo: occorre vedere e unire tutti gli aspetti della repressione, quella politica verso i compagni, i prigionieri politici; quella sociale verso le lotte dei lavoratori, disoccupati, ecc., gli immigrati; quella ideologica, culturale; il governo in questo senso ha fatto in questo anno dei passaggi decisivi: dal pacchetto sicurezza, al peggioramento delle condizioni nelle carceri. Ripresa dell'importanza del 19 giugno per unire le forze e lotte che invece attualmente sono separate.
Brescia, rete antifascista – Positiva assemblea.
Denuncia iniziative di organizzazione e di aggressione ad una compagna dei fascisti di FN. A Ghedi, tentativo di CP di occupazione di una cascina. Occorre fare antifascismo per non doversi solo difendere. Abbiamo fatto dei comitati locali e costituito la rete sul territorio.
Il 25 aprile a Ghedi per denunciare il tentativo dei fascisti di entrare nelle giunte. La Rete nazionale deve dare degli sbocchi pratici alle parole, deve farsi sentire, senza opportunismi o estremismi.
Sui migranti azione negativa della Lega: se non hanno lavoro, se lo hanno ma a T, se il salario è basso, non viene dato il permesso di soggiorno. Ma c'è una risposta. Se non verranno soddisfatte le esigenze degli immigrati, occuperanno il Comune.
Il clima non è a nostro favore, nella crisi, col lavoro che manca indicano negli immigrati il tuo nemico.
Dobbiamo presidiare i territori: è il particolare che fa il generale. A BS nonostante p.zza Della loggia, l'antifascismo non è una cosa viva, i gruppi per questioni di parrocchia contrappongono i particolarismi agli interessi generali. Anche sulla repressione, a una linea della polizia di “avvisi orali” non c'è stata una unità contro questo.
Su repressione, messa a disposizione di un utilizzo di situazioni più in difficoltà di soldi da loro raccolti. Portare la solidarietà al congresso degli immigrati.
Festa antifascista a Bs dal 14 al 19 luglio, può essere il punto di riferimento per dare continuità all'assemblea.
A BS le fabbriche stanno chiudendo e CP si schiera a favore dei lavoratori in lotta. Occorre formare una organizzazione che ci possa rendere visibili.
C'è una forma di fascistizzazione della società, della mentalità (i partiti, come la Lega sono meno aggressivi perchè hanno il potere in mano). Unire lotta antifascista a lotta anticapitalista. Corteo al mattino contro la discarica di amianto. Ora siamo attivi nelle lotte a fianco degli immigrati, dei lavoratori.
E' bene fare il 25 aprile sui territori. A BS per l'anniversario della strage di pzza Della Loggia, siccome il giro d'Italia passava da Bs il 28 maggio, la commemorazione l'hanno anticipata al 27 maggio. Questa è una forma di revisionismo storico. Creiamo un po' di disordine a questo giro, a Bs come nei vari posti in cui passerà.
La mailing list deve essere più veloce, troppo tempo per decidere una data.
Organizziamo sulla repressione una cassa comune di resistenza, costruiamo un vademecum di autodifesa, tim avvocati.
Bergamo, proletari comunisti – denuncia e informazione sulla lotta degli immigrati a Zingonia. La Provincia tagliando l'acqua li vuole far diventare dei ghetti per poi abbattere questi quartieri. Appello alle realtà di movimento della zona, per sostenere lunedì prossimo la lotta di Zingonia; occorre che queste realtà ci mettano la faccia in queste lotte.
Riportato la mobilitazione antifascista del 28 febbraio che ha dato vita ad un comitato di difesa antifascista. Questa manifestazione è stata giusta, non è stata affatto di pochi compagni, ma ha visto una partecipazione di massa, di 1000 persone. Il 13 maggio vi sarà il processo contro due compagni.
Attenzione a BG, FN chiude una sede ma ne apre un'altra in un quartiere per fare lavoro sul sociale. Diamoci una mossa!
Parma, Insurgenzy city – Per il 25 aprile abbiamo messi in pratica i tre livelli della lotta antifascista. nel corteo ufficiale porteremo uno striscione: lotta sociale, difesa della Resistenza, opposizione al neofascismo...
Tradurre in pratiche comuni il discorso che si sta facendo nell'assemblea. Se stiamo qui è perchè siamo d'accordo sul discorso generale, guardiamo al generale e non al particolare. Proposta di manifesto comune va bene.
Altra proposta: un quaderno con le nostre esperienze sui territori, perchè si lasci traccia della nostra attività; continuare a darsi degli appuntamenti di comunicazioni, manifesti comuni; fare una mappatura della situazione repressiva, aiutare le realtà che hanno più difficoltà anche economiche.
Napoli – abbiamo costruito un sito di in formazione su antifascismo e repressione. Informazione su quanto sta accadendo in Europa sia come azione dei fascisti che come risposta. Occorre prendere dalle esperienze di lotta negli altri paesi europei
Conclusioni:
manifesto nazionale per il 25 aprile, quello proposto da Roma, con un breve giro della bozza in internet per approvazione; accompagnato da un quadro di tutte le iniziative nei vari territori;
7 maggio iniziativa a carattere nazionale per boicottaggio attivo della manifesassumere i processi in corso: Ravenna, Pistoia, Bergamo, realizzare una presenza delle realtà della rete a livello di zona;
per il 19 giugno si prende atto della proposta e se ne discute nelle proprie sedi;
ritiene utile per tutti i compagni e i lettori del blog
pubblicarne il verbale resoconto ufficioso a cura dei compagni presenti
VERBALE ASSEMBLEA NAZIONALE ANTIFASCISTA DEL 17 PRILE 2010
Presenti: Napoli (Federico II, Rete anticapitalista, SLL), Roma (collettivo militant), Parma (Insurgenzy city), Pavia, Milano (proletari comunisti, carc), Bergamo (proletari comunisti, Seriate, Sirio), Brescia (rete antifascista), Ravenna (proletari comunisti), Forlì/Cesena (Partito dei Lavoratori), Taranto (proletari comunisti), Palermo (red block), Verona (Gramigna), Trieste (associazione antifascista).
Introduzione Brescia: Situazione grave dal punto di vista politico e sociale. Stare assieme, creare un progetto politico allargato. I valori dell'antifascismo sono messi da parte da molti compagni che sottovalutano il contrasto con i gruppi fascisti che si stanno insediando nei territori. Positivo è la presenza nell'assemblea di realtà da nord a sud. Dai valori dell'antifascismo rilanciare il conflitto sociale.
Napoli, rete anticapitalista: Positivo la presenza di più forze in questa assemblea. Recrudescenza delle nuove destre. Vi è un passaggio a destra di tutto il paese – vedi esito elettorale (avanzamento della Lega, caduta di regioni storiche della sinistra). L'avanzata della destra istituzionale va di pari passo con l'avanzata dei gruppi fascisti che sfruttano le tematiche sociali, di movimento.
Occorre riprenderci le città. A Napoli partiti da un antifascismo a 360°. Attenzione verso i giovani su questione storia/memoria: vedi proposta Gelmini di revisionare i testi di storia, cancellando la Resistenza.
Su repressione, attuare strategie comuni, passando per campagne, parole d'ordini, iniziative comuni. a NA 80 denunce, chiusura indagini per il 30 settembre e Quarto.
Roma, collettivo militant – necessità di passaggio ad un coordinamento pratico. Riportare le cose sui propri territori. Coordinamento attraverso la mailing list. Essere più precisi sui 3 aspetti dell'antifascismo: militante, sociale, culturale.
Per il manifesto del 25 aprile, possiamo farlo noi. Articolarlo e porre i tre aspetti: la natura di classe dell'antifascismo ha oggi come centro gli immigrati che rappresentano l'anello debole che tiene insieme il fondamentalismo leghista col razzismo; la questione sociale, lo scarico della crisi sui lavoratori. La sinistra ha perso, gli equilibri si spostano a destra; il revisionismo storico, la scomparsa coscienza di classe passa dalla scomparsa dell'identità sociale.
Su repressione, 7 maggio. Giovedì scorso vi è stata un'assemblea partecipata. Vogliamo che nascono una molteplicità di appelli lanciati dall'università Tor Vergata e Roma 3, da far firmare in maniera larga, anche da personaggi istituzionali. Per il 7, boicottaggio attivo della manifestazione nazionale dei fascisti.
Su repressione avremmo bisogno di un momento di approfondimento, un convegno.
Milano, carc – avanzata delle destre, sdoganamento gruppi fascisti e razzisti per costringere il governo. Stroncare le prove di fascismo. Pratica delle ronde antifasciste e antirazziste per isolare i fascisti e unire le forze sane di strada, politiche, culturali (es. ronda a MM dove i fascisti sono stati isolati e sradicati dal quartiere, poi in Toscana, MI). Costruire Comitati popolari di controllo con forze che riconoscono la Resistenza e la Costituzione. Stare col fiato sul collo delle istituzioni. Denuncia corteo dei fascisti a MI il 2 maggio autorizzato dalle istituzioni: o queste annullano l'iniziativa o promuovere l'antifascismo popolare in distinzione con l'antifascismo istituzionale. Il 25 aprile contrastare le prove di fascismo, chiamando in causa i politicanti di destra.
Su repressione, rete di soccorso per i compagni colpiti. 26 aprile processo compagni di Pistoia.
Proposta di invio saluto dell'assemblea al congresso degli immigrati del 24/25 aprile.
Napoli, SLL – necessario legame lotta per il lavoro/lotta antifascista. La Lega al nord raccoglie molti lavoratori e quindi necessario nostro intervento tra i lavoratori. Il governo divide i lavoratori tra italiani/immigrati, nord/sud. Noi dobbiamo unirli contro la guerra tra poveri.
La repressione vuole colpire i lavoratori, disoccupati, precari che alzano la testa. Unire tutti per combattere questa crisi e fare un governo che diriga questa società. Stroncare sul nascere le prove di fascismo. Messaggio congresso immigrati.
Pavia – Nell'ultimo anno e mezzo Pavia è stata laboratorio della nuova destra: Forza Nuova + skined. FN porta avanti un nuovo modo di fare politica: si occupa della questione delle case, occupa le abitazioni. Vi sono state alcune assemblee di universitari e lavoratori, ma si sviluppano solo denunce, messa da parte l'attività militante. Ora vi sono aggressioni: compagno arci gay, più altro.
Portato la necessità della Rete antifascista, anche a Genova tra i lavoratori del Porto. Importante questione immigrati.
Ravenna, proletari comunisti – A RV puntato ad aggregare i compagni nella RAF, portando avanti azioni di antifascismo militante, con una logica non da guerra di bande ma di battaglia a 360°. I fascisti hanno agibilità per la politica del governo nazionale, delle istituzioni e dello Stato. Il 1°fascista è questo governo. L'azione dei gruppi fascisti è il suo necessario corollario.
Repressione da parte dello Stato verso di noi. il 18 maggio a Ravenna nuovo processo contro 2 compagni che avevano cercato di impedire ad un gruppo di fascisti, autorizzati dalle istituzioni di centrosinistra, di entrare in un seggio elettorale in cui gli immigrati stavano votando dei propri consiglieri. Per vincere questo battaglia è importante che il 18 venga assunto come scadenza nazionale da parte della Rete, con presidio al Tribunale e assemblea in città.
Altro processo per un'iniziativa di lotta contro uin convegno di Storace.
Forlì, partito comunista dei lavoratori – coordinamento romagnolo. Denuncia delle iniziative che verranno fatte in zona come ogni anno per anniversari Mussolini e marcia su Roma. Alcune di queste organizzate da due sindaci del P (di Predappio e Forlinpopoli), che decontestualizzano queste scadenze dalla storia d'Italia. Contro questo, proponiamo di realizzare un percorso locale allargato al percorso nazionale: manifestazione a Predappio a fine ottobre.
Questione autodifesa dei lavoratori. A fronte di decine di fabbriche in crisi: “controllo operaio sulla produzione ed espropriazione senza indennizzo”, “picchetti di sciopero trasformati in picchetti permanenti”.
Napoli, Federico II – per il 25 aprile: manifesto comune, generalizzare le iniziative che in ogni realtà si devono fare. Legame a NA tra lotta antifascista e repressione: informazione sulla recente mobilitazione a fianco degli immigrati della nave, in cui vi erano sei minorenni, contro l'espulsione e la chiusura nei CIE; parziale vittoria, ma cariche pesanti da parte della polizia.
Sulla mailing list non usarla come in questo periodo, tanti comunicati solo per definire la data dell'assemblea.
Il percorso che stiamo facendo è un esperimento. A Napoli siamo riusciti a fare una unità partendo dai tre livelli di lotta antifascista. CP, dopo essere stata cacciata da Mater dei dalle manifestazioni, cerca ora di entrare nelle scuole di periferia. Per il 25 aprile a N, faremo prima mini cortei di pubblicizzazione e poi la manifestazione. Si all'impostazione del manifesto di Roma.
A mater dei si è organizzato un comitato di quartiere, abbiamo raccolto 3 mila firme per fare nel convento occupato da CP un asilo nido gratuito.
Su repressione, al 270 bis per chi lotta si aggiunta la repressione chi ha un modo di vivere diverso dagli altri (es. ordinanza antibivacco a Parma). Dobbiamo dare l'idea complessiva dell'attacco, trovare i legami tra i vari aspetti.
Bergamo, sirio - a nome di tutta la rete antifascista di Bergamo/Brescia/Cremona dobbiamo smentire quello detto da altri di Bergamo all'assemblea di Napoli. Questione dell'indipendenza politica. Impotenza dei singoli gruppi. Il vero fascismo è quello che si vede tutti i giorni.
Su repressione costruiamo un tim di avvocati. Compagni ci sono ovunque (es. dax chi ha risposto per prima sono stati gli infermieri). La repressione è un aspetto naturale della vitta politica. Non piangersi addosso.
Palermo, Red Block – Contenti della maggiore presenza in questa 2° assemblea. Nella prrima avevamo dato un quadro negativo della situazione a PA, dopo vi è stato un cambiamento: 2 assemblee antifasciste, si sono avviate iniziative comuni (mentre una parte continua a non voler fare fronte comune). Informazione sulla due giorni del 24/25 aprile: 1° giorno piazza tematica per preparare la manifestazione, 2° giorno corteo. Altri due giorni a maggio per consolidare le basi per cambiare la situazione.
Sulla mailing list, non ridurre la questione a problema tecnico: per due mesi comunicati solo sulle date per questa assemblea, invece di sviluppare il dibattito e la socializzazione sull'attività pratica, e delle posizioni che si stanno sviluppando. Occorre cambiare.
Verona – antifascismo militante “da strada”. L'antifascismo culturale diventa una giustificazione. Denuncia dei no global che hanno inviato una lettera per chiedere di intervenire nella commemorazione ufficiale. Questa estate creare un percorso di presidi e manifestazioni, ricordando una serie di eventi passati.
Milano, proletari comunisti – Informazione/denuncia dell'iniziativa dei gruppi fascisti dal 24 aprile al 2 maggio; rispetto a questo vi è una situazione sul fronte della necessaria risposta antifascista inadeguata. Sul fronte della repressione, attacchi agli immigrati, ma vi è stata la rivolta di via Padova da un lato e dall'altro la lotta degli operai immigrati delle cooperative, contro cui vi sono state le cariche dei fascisti in divisa. Rispetto alla repressione non la si può vedere e rispondere solo quando colpisce te, ma vedere il legame dei vari aspetti della repressione. Rispetto a questa linea, proposta di manifestazione nazionale a Milano per il 19 giugno, giornata storica a livello internazionale. Manifestazione assunta dalla Rete. Raccogliendo la proposta di convegno di Roma, potremmo unire le due coe: il 19 fare al mattino un convegno e il pomeriggio corteo.
Trieste, associazione antifascista – associazione nata in occasione del monumento “contro le vittime di ogni totalitarismo. Lavoro per allargare il fronte di contatti, coordinando le forze territoriali. Convegno fatto a Milano sulla questione delle foibe. Per il 25 aprile unire le forze per fare iniziative
Taranto, proletari comunisti – aspetti positivi e negativi, da un lato l'assoluzione di tutti i 19 compagni nel processo 'no global; il boicottaggio elettorale dei lavoratori, disoccupati, popolazione dei quartieri di Taranto; dall'altro l'assedio asfissiante/persecutorio/intimidatorio della polizia verso le lotte in particolare quella dei disoccupati slai cobas.
Non è l'avanzata dei gruppi di fascisti e neonazisti coperti dal governo che determina lo spostamento a destra del governo e Stato, ma esattamente l'inverso, è il processo da parte del governo, delle istituzioni di moderno fascismo che alimenta, utilizza, incoraggia l'azione dei gruppi di fascisti. In questi tre mesi vi è stata un'avanzata del moderno fascismo a tutti i livelli, politico, istituzionale, padronale, sindacale: attacco Statuto dei lavoratori che non è solo attacco ai diritti sindacali dei lavoratori, ma è una revisione in termini corporativi/fascisti; il ruolo di Napolitano e il presidenzialismo; il legame Lega/Vaticano e l'attacco all'aborto che rilancia il clericofascismo facendo di esso il carattere principale delle istituzioni; sul fronte padronale/sindacati vi sono state per esempio due questioni esemplari: il contratto dei chimici e l'accordo sulla Triumph, ma anche la vicenda dei licenziamenti della multinazionale Teleperformance a Taranto che uniscono una linea corporativa di unità padroni/lavoratori, anche in contrapposizione con altri lavoratori, a un intervento ideologico socialfascista; la chiusura delle trasmissioni televisive giornalistiche decretata dal governo durante le elezioni, ecc.;
Occorre una Rete e non un coordinamento che si limiti a mettere insieme e coordinare le varie realtà e attività, ma che unisca sulla linea, parole d'ordini, che prenda posizione su ogni avvenimento, che si dia un piano e programma di iniziativa.
Sul 25 aprile non avendo potuto fare una manifestazione nazionale, la Rete assume tutte le iniziative che vi saranno sui territori. Facciamo il manifesto nazionale. Raccogliamo e diffondiamo un elenco con tutte le iniziative, per dare un quadro unitario e complessivo delle mobilitazioni.
Sulla lotta contro repressione. Anche qui occorre fare un discorso simile a quello fatto sull'antifascismo: occorre vedere e unire tutti gli aspetti della repressione, quella politica verso i compagni, i prigionieri politici; quella sociale verso le lotte dei lavoratori, disoccupati, ecc., gli immigrati; quella ideologica, culturale; il governo in questo senso ha fatto in questo anno dei passaggi decisivi: dal pacchetto sicurezza, al peggioramento delle condizioni nelle carceri. Ripresa dell'importanza del 19 giugno per unire le forze e lotte che invece attualmente sono separate.
Brescia, rete antifascista – Positiva assemblea.
Denuncia iniziative di organizzazione e di aggressione ad una compagna dei fascisti di FN. A Ghedi, tentativo di CP di occupazione di una cascina. Occorre fare antifascismo per non doversi solo difendere. Abbiamo fatto dei comitati locali e costituito la rete sul territorio.
Il 25 aprile a Ghedi per denunciare il tentativo dei fascisti di entrare nelle giunte. La Rete nazionale deve dare degli sbocchi pratici alle parole, deve farsi sentire, senza opportunismi o estremismi.
Sui migranti azione negativa della Lega: se non hanno lavoro, se lo hanno ma a T, se il salario è basso, non viene dato il permesso di soggiorno. Ma c'è una risposta. Se non verranno soddisfatte le esigenze degli immigrati, occuperanno il Comune.
Il clima non è a nostro favore, nella crisi, col lavoro che manca indicano negli immigrati il tuo nemico.
Dobbiamo presidiare i territori: è il particolare che fa il generale. A BS nonostante p.zza Della loggia, l'antifascismo non è una cosa viva, i gruppi per questioni di parrocchia contrappongono i particolarismi agli interessi generali. Anche sulla repressione, a una linea della polizia di “avvisi orali” non c'è stata una unità contro questo.
Su repressione, messa a disposizione di un utilizzo di situazioni più in difficoltà di soldi da loro raccolti. Portare la solidarietà al congresso degli immigrati.
Festa antifascista a Bs dal 14 al 19 luglio, può essere il punto di riferimento per dare continuità all'assemblea.
A BS le fabbriche stanno chiudendo e CP si schiera a favore dei lavoratori in lotta. Occorre formare una organizzazione che ci possa rendere visibili.
C'è una forma di fascistizzazione della società, della mentalità (i partiti, come la Lega sono meno aggressivi perchè hanno il potere in mano). Unire lotta antifascista a lotta anticapitalista. Corteo al mattino contro la discarica di amianto. Ora siamo attivi nelle lotte a fianco degli immigrati, dei lavoratori.
E' bene fare il 25 aprile sui territori. A BS per l'anniversario della strage di pzza Della Loggia, siccome il giro d'Italia passava da Bs il 28 maggio, la commemorazione l'hanno anticipata al 27 maggio. Questa è una forma di revisionismo storico. Creiamo un po' di disordine a questo giro, a Bs come nei vari posti in cui passerà.
La mailing list deve essere più veloce, troppo tempo per decidere una data.
Organizziamo sulla repressione una cassa comune di resistenza, costruiamo un vademecum di autodifesa, tim avvocati.
Bergamo, proletari comunisti – denuncia e informazione sulla lotta degli immigrati a Zingonia. La Provincia tagliando l'acqua li vuole far diventare dei ghetti per poi abbattere questi quartieri. Appello alle realtà di movimento della zona, per sostenere lunedì prossimo la lotta di Zingonia; occorre che queste realtà ci mettano la faccia in queste lotte.
Riportato la mobilitazione antifascista del 28 febbraio che ha dato vita ad un comitato di difesa antifascista. Questa manifestazione è stata giusta, non è stata affatto di pochi compagni, ma ha visto una partecipazione di massa, di 1000 persone. Il 13 maggio vi sarà il processo contro due compagni.
Attenzione a BG, FN chiude una sede ma ne apre un'altra in un quartiere per fare lavoro sul sociale. Diamoci una mossa!
Parma, Insurgenzy city – Per il 25 aprile abbiamo messi in pratica i tre livelli della lotta antifascista. nel corteo ufficiale porteremo uno striscione: lotta sociale, difesa della Resistenza, opposizione al neofascismo...
Tradurre in pratiche comuni il discorso che si sta facendo nell'assemblea. Se stiamo qui è perchè siamo d'accordo sul discorso generale, guardiamo al generale e non al particolare. Proposta di manifesto comune va bene.
Altra proposta: un quaderno con le nostre esperienze sui territori, perchè si lasci traccia della nostra attività; continuare a darsi degli appuntamenti di comunicazioni, manifesti comuni; fare una mappatura della situazione repressiva, aiutare le realtà che hanno più difficoltà anche economiche.
Napoli – abbiamo costruito un sito di in formazione su antifascismo e repressione. Informazione su quanto sta accadendo in Europa sia come azione dei fascisti che come risposta. Occorre prendere dalle esperienze di lotta negli altri paesi europei
Conclusioni:
manifesto nazionale per il 25 aprile, quello proposto da Roma, con un breve giro della bozza in internet per approvazione; accompagnato da un quadro di tutte le iniziative nei vari territori;
7 maggio iniziativa a carattere nazionale per boicottaggio attivo della manifesassumere i processi in corso: Ravenna, Pistoia, Bergamo, realizzare una presenza delle realtà della rete a livello di zona;
per il 19 giugno si prende atto della proposta e se ne discute nelle proprie sedi;
venerdì 23 aprile 2010
ancora sbirri stupratori
Violenza di poliziotti, di guardie, di finanzieri che abusano della loro sporca
divisa di servi dello stato per stuprare le immigrate nei CIE , le detenute
nelle carceri, le prostitute per strada!
E il governo invece di denunciare cerca di insabbiare, di minimizzare, di
circoscrivere tutto attorno alle solite “mele marce” che “purtroppo ci sono in
ogni ambito”.
Schifosa ipocrisia sulla pelle delle donne! ma non potrebbe essere altrimenti
visto come utilizzano il potere politico, primo della lista in questo
Berlusconi, per affermare come “normale” l’uso/abuso del corpo delle donne.
Il vero marciume è quello di questo stato borghese con i suoi apparati
repressivi che in un intreccio sempre più stretto tra sessismo, maschilismo,
razzismo e moderno fascismo ogni giorno sempre di più vogliono fare avanzare le
donne verso un moderno medioevo.
Ribellarsi è doppiamente giusto!!!
Mfpr
divisa di servi dello stato per stuprare le immigrate nei CIE , le detenute
nelle carceri, le prostitute per strada!
E il governo invece di denunciare cerca di insabbiare, di minimizzare, di
circoscrivere tutto attorno alle solite “mele marce” che “purtroppo ci sono in
ogni ambito”.
Schifosa ipocrisia sulla pelle delle donne! ma non potrebbe essere altrimenti
visto come utilizzano il potere politico, primo della lista in questo
Berlusconi, per affermare come “normale” l’uso/abuso del corpo delle donne.
Il vero marciume è quello di questo stato borghese con i suoi apparati
repressivi che in un intreccio sempre più stretto tra sessismo, maschilismo,
razzismo e moderno fascismo ogni giorno sempre di più vogliono fare avanzare le
donne verso un moderno medioevo.
Ribellarsi è doppiamente giusto!!!
Mfpr
milano consigli di zona pro nazi-fasci il 25 aprile
A Milano, in particolare, ma in ogni città di questo paese, si susseguono le provocazioni e iniziative dei gruppi nazifascisti. A Milano si prepara “la settimana nera”, a cavallo del 25 aprile e il 1° Maggio, che vede il concentrarsi in questa città Medaglia d’Oro alla Resistenza della peggior specie di nazi/fascisti. Se, da un lato, condividiamo le varie proposte avanzate di impedire questo affronto, dall’altro lato, a differenza da quanto viene affermato da alcune realtà di compagni che scambiano l’effetto con la causa, che vedono essenzialmente l’avanzata dei gruppi di fascisti e neonazisti, denunciamo il complessivo processo politico, economico, ideologico da moderno fascismo che in tutti i campi viene realizzato da parte del governo, dello Stato. E’ questo moderno fascismo che chiaramente alimenta, utilizza, incoraggia l’azione dei gruppi di fascisti.
Guardiamo solo a questi ultimi mesi : l’attacco allo Statuto dei lavoratori che non è solo attacco ai diritti sindacali dei lavoratori, ma una sua revisione in termini corporativi; i passi verso il presidenzialismo, con il ruolo, già ora, di Napolitano di legittimazione di norme in contrasto con la Costituzione; il legame Lega/Vaticano nell’attacco al diritto d’aborto, facendo dell’attacco contro le donne una questione politica e ideologica centrale delle istituzioni; il metodo Bertolaso/Berlusconi di imposizione, con una massiccia presenza militare, del modello di ricostruzione de L’Aquila, l’uso della protezione civile del volontariato in funzione del rafforzamento del potere di questo governo. Questo ci spiega perché a Milano Consigli di Zona, e in maniera camuffata, Milano Sport, Comune e Provincia finanziano, coprono, l’accozzaglia nazifascista.
E’ contro questa marcia verso un moderno fascismo che dobbiamo combattere. E’ necessario costruire una Rete Antifascista che si leghi alle altre Reti che si sono riunite il 17 aprile a Brescia per avanzare in questa lotta a 360°.
Contemporaneamente alle provocazioni fasciste si sta affermando la sistematica repressione degli antifascisti che si oppongono, repressione che si manifesta anche nella negazione dei contributi alle iniziative dell’Anpi o la cancellazione di Bella Ciao dalla scaletta celebrativa. Un chiaro segnale che si vuole cancellare e mettere fuorilegge la Resistenza. Una repressione che non è altra cosa da quella che colpisce comunisti, anarchici, attivisti sindacali, lavoratori italiani e immigrati, precari, donne. Il governo Berlusconi ha intensificato la repressione delle lotte sociali operaie con cariche, denunce, multe, ma anche intimidazioni e arresti che riguardano anarchici, studenti, attivisti sindacali e non si fermano le campagne di criminalizzazione con il pretesto del terrorismo e l’uso dell’articolo 270Bis con processi-montature giudiziarie e condanne; ha peggiorato le condizioni di vita dei prigionieri politici, dei detenuti immigrati nelle carceri, dove come le cronache tristemente ci testimoniano, si moltiplicano i casi di pestaggi, torture fisiche e psicologiche, omicidi e suicidi.
Per questo riteniamo necessario costruire un percorso condiviso nelle parole d’ordine e, entro certi limiti, territorio, posti di lavoro, aree su questo che è un terreno generale e al tempo stesso specifico della lotta di classe. Unendo i tanti colpiti dalla repressione in varie forme e intensità, i tanti solidali; occorre costruire iniziative di solidarietà, di controinformazione, strumenti di intervento che vadano oltre la rete internet, ma che sia una rete sociale e politica diffusa. Occorre con chiarezza e fiducia e che la solidarietà e il comune sentire riguardi tutti i compagni, nessuno escluso. Proponiamo una rete, un coordinamento o come si voglia chiamare, che lavori essenzialmente su Milano e che via via si estenda come proposta e metodo su scala nazionale. Proponiamo una campagna che vada fino al 19 giugno, dove secondo noi si deve organizzare un corteo cittadino.
Circolo proletari comunisti Milano
prolcom.mi@tiscali.it
visita il blog : http://proletaricomunisti.blogspot.com
fip. 25/04/2010
Guardiamo solo a questi ultimi mesi : l’attacco allo Statuto dei lavoratori che non è solo attacco ai diritti sindacali dei lavoratori, ma una sua revisione in termini corporativi; i passi verso il presidenzialismo, con il ruolo, già ora, di Napolitano di legittimazione di norme in contrasto con la Costituzione; il legame Lega/Vaticano nell’attacco al diritto d’aborto, facendo dell’attacco contro le donne una questione politica e ideologica centrale delle istituzioni; il metodo Bertolaso/Berlusconi di imposizione, con una massiccia presenza militare, del modello di ricostruzione de L’Aquila, l’uso della protezione civile del volontariato in funzione del rafforzamento del potere di questo governo. Questo ci spiega perché a Milano Consigli di Zona, e in maniera camuffata, Milano Sport, Comune e Provincia finanziano, coprono, l’accozzaglia nazifascista.
E’ contro questa marcia verso un moderno fascismo che dobbiamo combattere. E’ necessario costruire una Rete Antifascista che si leghi alle altre Reti che si sono riunite il 17 aprile a Brescia per avanzare in questa lotta a 360°.
Contemporaneamente alle provocazioni fasciste si sta affermando la sistematica repressione degli antifascisti che si oppongono, repressione che si manifesta anche nella negazione dei contributi alle iniziative dell’Anpi o la cancellazione di Bella Ciao dalla scaletta celebrativa. Un chiaro segnale che si vuole cancellare e mettere fuorilegge la Resistenza. Una repressione che non è altra cosa da quella che colpisce comunisti, anarchici, attivisti sindacali, lavoratori italiani e immigrati, precari, donne. Il governo Berlusconi ha intensificato la repressione delle lotte sociali operaie con cariche, denunce, multe, ma anche intimidazioni e arresti che riguardano anarchici, studenti, attivisti sindacali e non si fermano le campagne di criminalizzazione con il pretesto del terrorismo e l’uso dell’articolo 270Bis con processi-montature giudiziarie e condanne; ha peggiorato le condizioni di vita dei prigionieri politici, dei detenuti immigrati nelle carceri, dove come le cronache tristemente ci testimoniano, si moltiplicano i casi di pestaggi, torture fisiche e psicologiche, omicidi e suicidi.
Per questo riteniamo necessario costruire un percorso condiviso nelle parole d’ordine e, entro certi limiti, territorio, posti di lavoro, aree su questo che è un terreno generale e al tempo stesso specifico della lotta di classe. Unendo i tanti colpiti dalla repressione in varie forme e intensità, i tanti solidali; occorre costruire iniziative di solidarietà, di controinformazione, strumenti di intervento che vadano oltre la rete internet, ma che sia una rete sociale e politica diffusa. Occorre con chiarezza e fiducia e che la solidarietà e il comune sentire riguardi tutti i compagni, nessuno escluso. Proponiamo una rete, un coordinamento o come si voglia chiamare, che lavori essenzialmente su Milano e che via via si estenda come proposta e metodo su scala nazionale. Proponiamo una campagna che vada fino al 19 giugno, dove secondo noi si deve organizzare un corteo cittadino.
Circolo proletari comunisti Milano
prolcom.mi@tiscali.it
visita il blog : http://proletaricomunisti.blogspot.com
fip. 25/04/2010
giovedì 22 aprile 2010
Aggiornamenti sulla rivoluzione nepalese
Nell'attuale fase di scontro tra forze rivoluzionarie e controrivoluzionarie in Nepal, i giornali borghesi nepalesi stanno pubblicando insistentemente notizie circa addestramenti militari popolari di massa da parte del Partito Comunista del Nepal Unificato (maoista) in vista della presa finale del potere.
Seguono vari articoli tradotti liberamente dalle agenzie di stampa "nepalnews.com" e "ekantipur.com" tra cui importanti prese di posizione del governo reazionario e di leader del partito.
Seguono vari articoli tradotti liberamente dalle agenzie di stampa "nepalnews.com" e "ekantipur.com" tra cui importanti prese di posizione del governo reazionario e di leader del partito.
I maoisti addestrano i quadri e i cittadini comuni per “l’autodifesa”
20/04/2010
Il Partito Comunista del Nepal Unificato (Maoista) sta fornendo addestramento fisico in tutta la nazione ai suoi quadri e a gente comune con il fine di prepararli per una possibile ribellione di popolo. Rapporti dicono che a Kailali, circa 3000 persone, tra cui sia quadri del partito sia gente comune, sono stati tenuti in 10 diversi campi temporanei per un allenamento di una settimana. I giovani di età compresa tra 16 e 25 stano partecipando alla formazione che è iniziata Lunedi. Il partito ha provveduto vitto e alloggio per loro. Essi vengono addestrati nell’uso del bastone e in competenze di autodifesa. Il partito ha detto, chei prevede di formare altre 7000 persone negli altri distretti. È interessante notare che il partito ha scelto uno slogan per la formazione, 'tutti i giovani sono YCL(Lega dei Giovani Comunisti n.d.r.), tutti YCL sono militanti'. Allo stesso modo, allenamenti fisici sono stati condotti nel distretto di Banke compreso nel capoluogo Nepalgunj. La formazione continua anche a Nawalparasi e nel distretto di Chitwan. A Nawalparasi, gli allenamenti sono iniziati lo scorso Mercoledì. Membri di varie organizzazioni sorelle hanno partecipato alla formazione tenute in diverse scuole e college e altre in campi all’aperto. I corsi di formazione sono stati condotti a Kawasoti, Shivmandir, Pragatinagar, Agyauli, Bhumahi, Ramnagar, Sunwal, Arunkhola Bardghat e VDC. Queste VDC sono vicino ai campi dell’Esercito Popolare di Liberazione di Hattikhor, Jhyaltungdanda e Jargah. A differenza di Kailali, persone di tutte le età hanno partecipato all’allenamento di Nawalparasi. I tirocinanti sono stati formati sul bastone e capacità di autodifesa. Nei corsi di formazione che sono stati condotti a Chitwan Kumroj, Shaktikhor e Krishnapur, solo i quadri della YCL sono stati addestrati finora. I leader maoisti del distretto hanno detto che gli studenti e gli insegnanti maoisti iscritti al partito saranno formati nella seconda e nella terza fase. I’ UCPN (maoista) recentemente sta organizzando le unità di formazione in molti distretti di tutto il paese . Anche se i leader centrali negano queste attività, stanno chiedendo ai loro quadri e ai cittadini comuni di prepararsi per una ribellione di popolo. I rapporti dicono che i corsi di formazione sono stati anche condotti nei remoti villaggi di Rolpa e Sindhupalchok. In alcuni dei distretti orientali, i maoisti hanno formato dei commando speciali di task force, offrendo loro corsi di formazione speciale.
Il governo considera l’addestramento militare dei maoisti come una rottura dell’accordo di pace.
21/04/2010
Mercoledi il governo ha dichiarato che la recente formazione militare che l’UCPN (maoista) sta organizzando per i suoi quadri e la dimostrazione di armi in vari distretti sono una violazione del Comprehensive Peace Accord (CPA). I ministri, nella riunione di Gabinetto Mercoledì, hanno chiesto al primo ministro Madhav Kumar Nepal di preparare una strategia per tenere a freno i maoisti, il ministro per la riforma agraria e la gestione Dambar Shrestha ha dichiarato: "Faremo discussioni approfondite circa l’ addestramento militare maoista e le assemblee di massa nel Consiglio dei ministri di giovedi". Il portavoce del governo e ministro dell'informazione e delle comunicazioni Shankar Pokharel ha detto che il gabinetto previsto per Giovedi discuterà le ultime attività dei maoisti nei dettagli e preparerà una contro-strategia. Le osservazioni del governo arrivano mentre la principale opposizione minaccia di far cadere il governo attraverso le proteste di strada e mentre conduce un intenso lavoro interno del partito per raccogliere migliaia di quadri nella Capitale il 1 ° maggio. "L'addestramento militare", e i preparativi per il raduno di massa hanno fatto insospettire gli altri partiti circa l'intenzione dei maoisti. I leader del Partito del Congresso Nepalese nella riunione del Comitato Centrale di Mercoledì hanno espresso seri dubbi circa l'impegno alla redazione della costituzione da parte dei maoisti e hanno esortato la leadership del partito di sollevare la questione nella prossima riunione del “Meccanismo Politico di Alto Livello” (un organismo in cui sono presenti 2 membri per ognuno dei 3 partiti nepalesi principali: il Nepali Concress, Il CPN-UML e appunto il UCPN(maoista) n.d.r.)La riunione del Partito del Congresso ha definito l’addestramento militare maoista un tentativo di spingere la nazione verso la guerra e sabotare il processo di pace".
20/04/2010
Il Partito Comunista del Nepal Unificato (Maoista) sta fornendo addestramento fisico in tutta la nazione ai suoi quadri e a gente comune con il fine di prepararli per una possibile ribellione di popolo. Rapporti dicono che a Kailali, circa 3000 persone, tra cui sia quadri del partito sia gente comune, sono stati tenuti in 10 diversi campi temporanei per un allenamento di una settimana. I giovani di età compresa tra 16 e 25 stano partecipando alla formazione che è iniziata Lunedi. Il partito ha provveduto vitto e alloggio per loro. Essi vengono addestrati nell’uso del bastone e in competenze di autodifesa. Il partito ha detto, chei prevede di formare altre 7000 persone negli altri distretti. È interessante notare che il partito ha scelto uno slogan per la formazione, 'tutti i giovani sono YCL(Lega dei Giovani Comunisti n.d.r.), tutti YCL sono militanti'. Allo stesso modo, allenamenti fisici sono stati condotti nel distretto di Banke compreso nel capoluogo Nepalgunj. La formazione continua anche a Nawalparasi e nel distretto di Chitwan. A Nawalparasi, gli allenamenti sono iniziati lo scorso Mercoledì. Membri di varie organizzazioni sorelle hanno partecipato alla formazione tenute in diverse scuole e college e altre in campi all’aperto. I corsi di formazione sono stati condotti a Kawasoti, Shivmandir, Pragatinagar, Agyauli, Bhumahi, Ramnagar, Sunwal, Arunkhola Bardghat e VDC. Queste VDC sono vicino ai campi dell’Esercito Popolare di Liberazione di Hattikhor, Jhyaltungdanda e Jargah. A differenza di Kailali, persone di tutte le età hanno partecipato all’allenamento di Nawalparasi. I tirocinanti sono stati formati sul bastone e capacità di autodifesa. Nei corsi di formazione che sono stati condotti a Chitwan Kumroj, Shaktikhor e Krishnapur, solo i quadri della YCL sono stati addestrati finora. I leader maoisti del distretto hanno detto che gli studenti e gli insegnanti maoisti iscritti al partito saranno formati nella seconda e nella terza fase. I’ UCPN (maoista) recentemente sta organizzando le unità di formazione in molti distretti di tutto il paese . Anche se i leader centrali negano queste attività, stanno chiedendo ai loro quadri e ai cittadini comuni di prepararsi per una ribellione di popolo. I rapporti dicono che i corsi di formazione sono stati anche condotti nei remoti villaggi di Rolpa e Sindhupalchok. In alcuni dei distretti orientali, i maoisti hanno formato dei commando speciali di task force, offrendo loro corsi di formazione speciale.
Il governo considera l’addestramento militare dei maoisti come una rottura dell’accordo di pace.
21/04/2010
Mercoledi il governo ha dichiarato che la recente formazione militare che l’UCPN (maoista) sta organizzando per i suoi quadri e la dimostrazione di armi in vari distretti sono una violazione del Comprehensive Peace Accord (CPA). I ministri, nella riunione di Gabinetto Mercoledì, hanno chiesto al primo ministro Madhav Kumar Nepal di preparare una strategia per tenere a freno i maoisti, il ministro per la riforma agraria e la gestione Dambar Shrestha ha dichiarato: "Faremo discussioni approfondite circa l’ addestramento militare maoista e le assemblee di massa nel Consiglio dei ministri di giovedi". Il portavoce del governo e ministro dell'informazione e delle comunicazioni Shankar Pokharel ha detto che il gabinetto previsto per Giovedi discuterà le ultime attività dei maoisti nei dettagli e preparerà una contro-strategia. Le osservazioni del governo arrivano mentre la principale opposizione minaccia di far cadere il governo attraverso le proteste di strada e mentre conduce un intenso lavoro interno del partito per raccogliere migliaia di quadri nella Capitale il 1 ° maggio. "L'addestramento militare", e i preparativi per il raduno di massa hanno fatto insospettire gli altri partiti circa l'intenzione dei maoisti. I leader del Partito del Congresso Nepalese nella riunione del Comitato Centrale di Mercoledì hanno espresso seri dubbi circa l'impegno alla redazione della costituzione da parte dei maoisti e hanno esortato la leadership del partito di sollevare la questione nella prossima riunione del “Meccanismo Politico di Alto Livello” (un organismo in cui sono presenti 2 membri per ognuno dei 3 partiti nepalesi principali: il Nepali Concress, Il CPN-UML e appunto il UCPN(maoista) n.d.r.)La riunione del Partito del Congresso ha definito l’addestramento militare maoista un tentativo di spingere la nazione verso la guerra e sabotare il processo di pace".
Il consiglio dei Ministri fa appello ai Maoisti di fermare l’addestramento militare
22/04/2010
KATHMANDU- La riunione di Gabinetto di Giovedi ha fatto appello al principale partito di opposizione UCPN (maoista) di fermare immediatamente il suo addestramento militare per i quadri del partito. La riunione informale dei ministri tenutasi presso la residenza ufficiale del primo ministro Madhav Kumar Nepal a Baluwatar ha concluso che il corso di formazione impartito dai maoisti per i suoi quadri in tutta la nazione sono attività semi-militari. Ha inoltre messo in guardia di adottare severe misure contro tale mossa, se i maoisti ignoreranno l'appello del Governo. L'incontro, a cui hanno partecipato i capi delle tre agenzie di sicurezza la Polizia Nepalese, Le Forze Armate di Polizia e il Dipartimento di Intelligence del Nepal, ha diretto le forze di sicurezza di adottare politiche specifiche di sicurezza per il 1 ° maggio in vista dell’agitazione dei maoisti. Nel corso della riunione, i capi delle agenzie di sicurezza hanno informato il Governo circa la situazione della sicurezza del Paese. Il consiglio dei ministri è stato convocato dopo che i ministri hanno chiesto al primo ministro di elaborare una strategia per tenere a freno i maoisti che hanno chiesto la formazione di un governo di unità nazionale. La decisione del governo giunge sulla scia degli avvertimenti maoisti di rovesciare il governo attraverso le proteste di strada e un intenso lavoro interno del partito per raccogliere migliaia di quadri nella Capitale in occasione della giornata internazionale del Primo Maggio.
Il Partito Comunista del Nepal Unificato (maoista) intensifica l’addestramento fisico.
22/04/2010
L’ Unified CPN (maoista) sta intensificando la preparazione fisica di giovani nel mezzo di varie critiche da parte degli altri partiti politici e della società civile. A Jhapa, il partito ha anche imposto il divieto di avvicinarsi alla popolazione e al personale dei mezzi di comunicazione dentro e intorno al campo di addestramento. La formazione è in corso da tre giorni. Oltre 600 quadri maoisti sono impegnati nella sessione di formazione condotte a Bahundagi e Satasidham. Ai partecipanti alla formazione è stato detto di rimanere in qualità di ospiti del villaggio locale. Il maoisti hanno scelto aree forestali per lo svolgimento della formazione, che dicono sia stata preparata per eventuali cospirazioni da parte delle forze regressive. Sono addestrati sull'uso del bastone, coltelli e pistole. Nel distretto occidentale di Dang, il partito ha condotto una formazione analoga in 45 luoghi. La Lega dei Giovani Comunisti ha dichiarato che oltre 10.000 giovani frequentano l’addestramento. il quotidiano Kantipur ha citato fonti maoiste dicendo che si stanno preparando per contrastare l'eventuale resistenza degli altri partiti dopo il 28 maggio quando il partito promulgherà unilateralmente la nuova costituzione. A Bajhang, la popolazione locale ha iniziato una migrazione verso l'India nel timore delle riprese delle ostilità il 28 maggio. I maoisti hanno assunto con la forza almeno 20 o 50 giovani in ogni villaggio per la formazione. Gli abitanti del villaggio stanno migrando insieme alle loro famiglie. Un grande numero di persone che hanno vissuto in India durante la decennale insurrezione era tornato nel paese dopo il cessate il fuoco. Nonostante la testimonianza della formazione maoista sia continua vari luoghi, gli abitanti del villaggio nel distretto di Doti negano di parlare con le persone di media per paura che potrebbero essere attaccati con l’accusa di essere spie.
Battharai minaccia “un’alluvione umana” nelle strade se non verrà promulgata la costituzione.
22/04/2010
Il Vice Presidente dell’UCPN (maoista) Dr. Baburam Bhattari ha minacciato l’instaurazione della "Repubblica federale democratica del popolo" portando centinaia di migliaia di persone per le strade, se la nuova Costituzione non sarà redatta entro il termine del 28 Maggio.Il leader maoista ha rinnovato l’avvertimento più volte ribadito dal suo partito in un momento in cui l’opinione pubblica ha il timore che la nazione potrebbe tornare alla guerra civile ancora una volta.Egli ha sostenuto che l'obiettivo del suo partito è quello di instaurare una repubblica federale democratica nel paese. "L’obiettivo dei maoisti 'è quello di istituire una vera Repubblica popolare democratica federale in quanto quella attuale è la Repubblica di borghesia", ha detto il Dott. Bhattari, intervenendo oggi ad un programma nella capitale.In un contesto di formazione militare di base a livello nazionale dei maoisti per suoi quadri, la dichiarazione di Bhattarai ha approfondito il sospetto tra i partiti non-maoisti che i maoisti potrebbero andare avanti con il loro piano di catturare il potere dello stato.
22/04/2010
KATHMANDU- La riunione di Gabinetto di Giovedi ha fatto appello al principale partito di opposizione UCPN (maoista) di fermare immediatamente il suo addestramento militare per i quadri del partito. La riunione informale dei ministri tenutasi presso la residenza ufficiale del primo ministro Madhav Kumar Nepal a Baluwatar ha concluso che il corso di formazione impartito dai maoisti per i suoi quadri in tutta la nazione sono attività semi-militari. Ha inoltre messo in guardia di adottare severe misure contro tale mossa, se i maoisti ignoreranno l'appello del Governo. L'incontro, a cui hanno partecipato i capi delle tre agenzie di sicurezza la Polizia Nepalese, Le Forze Armate di Polizia e il Dipartimento di Intelligence del Nepal, ha diretto le forze di sicurezza di adottare politiche specifiche di sicurezza per il 1 ° maggio in vista dell’agitazione dei maoisti. Nel corso della riunione, i capi delle agenzie di sicurezza hanno informato il Governo circa la situazione della sicurezza del Paese. Il consiglio dei ministri è stato convocato dopo che i ministri hanno chiesto al primo ministro di elaborare una strategia per tenere a freno i maoisti che hanno chiesto la formazione di un governo di unità nazionale. La decisione del governo giunge sulla scia degli avvertimenti maoisti di rovesciare il governo attraverso le proteste di strada e un intenso lavoro interno del partito per raccogliere migliaia di quadri nella Capitale in occasione della giornata internazionale del Primo Maggio.
Il Partito Comunista del Nepal Unificato (maoista) intensifica l’addestramento fisico.
22/04/2010
L’ Unified CPN (maoista) sta intensificando la preparazione fisica di giovani nel mezzo di varie critiche da parte degli altri partiti politici e della società civile. A Jhapa, il partito ha anche imposto il divieto di avvicinarsi alla popolazione e al personale dei mezzi di comunicazione dentro e intorno al campo di addestramento. La formazione è in corso da tre giorni. Oltre 600 quadri maoisti sono impegnati nella sessione di formazione condotte a Bahundagi e Satasidham. Ai partecipanti alla formazione è stato detto di rimanere in qualità di ospiti del villaggio locale. Il maoisti hanno scelto aree forestali per lo svolgimento della formazione, che dicono sia stata preparata per eventuali cospirazioni da parte delle forze regressive. Sono addestrati sull'uso del bastone, coltelli e pistole. Nel distretto occidentale di Dang, il partito ha condotto una formazione analoga in 45 luoghi. La Lega dei Giovani Comunisti ha dichiarato che oltre 10.000 giovani frequentano l’addestramento. il quotidiano Kantipur ha citato fonti maoiste dicendo che si stanno preparando per contrastare l'eventuale resistenza degli altri partiti dopo il 28 maggio quando il partito promulgherà unilateralmente la nuova costituzione. A Bajhang, la popolazione locale ha iniziato una migrazione verso l'India nel timore delle riprese delle ostilità il 28 maggio. I maoisti hanno assunto con la forza almeno 20 o 50 giovani in ogni villaggio per la formazione. Gli abitanti del villaggio stanno migrando insieme alle loro famiglie. Un grande numero di persone che hanno vissuto in India durante la decennale insurrezione era tornato nel paese dopo il cessate il fuoco. Nonostante la testimonianza della formazione maoista sia continua vari luoghi, gli abitanti del villaggio nel distretto di Doti negano di parlare con le persone di media per paura che potrebbero essere attaccati con l’accusa di essere spie.
Battharai minaccia “un’alluvione umana” nelle strade se non verrà promulgata la costituzione.
22/04/2010
Il Vice Presidente dell’UCPN (maoista) Dr. Baburam Bhattari ha minacciato l’instaurazione della "Repubblica federale democratica del popolo" portando centinaia di migliaia di persone per le strade, se la nuova Costituzione non sarà redatta entro il termine del 28 Maggio.Il leader maoista ha rinnovato l’avvertimento più volte ribadito dal suo partito in un momento in cui l’opinione pubblica ha il timore che la nazione potrebbe tornare alla guerra civile ancora una volta.Egli ha sostenuto che l'obiettivo del suo partito è quello di instaurare una repubblica federale democratica nel paese. "L’obiettivo dei maoisti 'è quello di istituire una vera Repubblica popolare democratica federale in quanto quella attuale è la Repubblica di borghesia", ha detto il Dott. Bhattari, intervenendo oggi ad un programma nella capitale.In un contesto di formazione militare di base a livello nazionale dei maoisti per suoi quadri, la dichiarazione di Bhattarai ha approfondito il sospetto tra i partiti non-maoisti che i maoisti potrebbero andare avanti con il loro piano di catturare il potere dello stato.
TARANTO: 3° GIORNO DELLA "TENDA PER IL LAVORO"
Da martedì scorso i Disoccupati Organizzati Slai cobas per il sindacato di classe hanno organizzato una "Tenda per il lavoro". E' proprio davanti al Comune, ad assediarlo. E' ora la nuova sede dei disoccupati, da dove partono iniziative di lotta e per unire un vasto fronte a sostegno del diritto al lavoro e al salario; qui scrivono i manifesti, i volantini, i comunicati stampa, le lettere aperte; qui si organizzano le assemblee, gli incontri.
E' una "spina nel fianco" delle istituzioni, una provocazione, una sfida in una realtà in cui tanti lavoratori, lavoratrici, dall'Ilva, alle pulizie, dall'indotto Arsenale, al call center Teleperformance, ecc. hanno perso o stanno per perdere il lavoro.
I Disoccupati Organizzati si pongono oggettivamente come avanguardia di questo fronte del lavoro, e con la tenda stanno chiamando tutti gli altri settori dei lavoratori ad unirsi, a costruire una vasta mobilitazione, indicando a tutti, con le parole ma soprattutto con le lotte fatte, la strada della rivolta dei proletari e delle proletarie in questa città; chiamando gli altri lavoratori a liberarsi dalle catene perdenti dei sindacati confederali.
Anche una parte del circolo di proletari comunisti ha trasferito alla Tenda le sue riunioni, l'organizzazione delle mobilitazioni politiche, la formazione. E quest'anno il 25 aprile sarà alla tenda!
E' una "spina nel fianco" delle istituzioni, una provocazione, una sfida in una realtà in cui tanti lavoratori, lavoratrici, dall'Ilva, alle pulizie, dall'indotto Arsenale, al call center Teleperformance, ecc. hanno perso o stanno per perdere il lavoro.
I Disoccupati Organizzati si pongono oggettivamente come avanguardia di questo fronte del lavoro, e con la tenda stanno chiamando tutti gli altri settori dei lavoratori ad unirsi, a costruire una vasta mobilitazione, indicando a tutti, con le parole ma soprattutto con le lotte fatte, la strada della rivolta dei proletari e delle proletarie in questa città; chiamando gli altri lavoratori a liberarsi dalle catene perdenti dei sindacati confederali.
Anche una parte del circolo di proletari comunisti ha trasferito alla Tenda le sue riunioni, l'organizzazione delle mobilitazioni politiche, la formazione. E quest'anno il 25 aprile sarà alla tenda!
mercoledì 21 aprile 2010
UN NUOVO 25 APRILE

La seconda assemblea nazionale antifascista tenutasi il 17 aprile a Brescia dopo quella del 6 febbraio a Napoli, ha visto una presenza di più realtà, con una presenza rappresentativa dal sud al nord: Napoli, Roma, Parma, Taranto, Pavia, Milano, Bergamo, Brescia, Ravenna, Forlì/Cesena, Palermo, Verona, Trieste.
Questo riscontro positivo di partecipazione, unito ad uno spirito unitario e costruttivo ha fatto fare un altro passo avanti alla costruzione di un'effettiva rete nazionale e di un'attività comune e coordinata. Così come vi è stato un approfondimento dell'analisi del fascismo e della lotta antifascista, a partire dalla visione del fascismo a 360° e dei 3 aspetti legati dell'antifascismo: militante, sociale, culturale.
In questo quadro, l'assemblea ha assunto tutte le iniziative che vi saranno sui territori il 25 aprile e ha realizzato un manifesto nazionale, esprimendo quindi per la prima volta un quadro unitario delle mobilitazioni antifasciste.
Proletari comunisti, a differenza di quanto viene affermato da alcune realtà di compagni che scambiano l'effetto con la causa, che vedono essenzialmente l'avanzata dei gruppi di fascisti e neonazisti, denuncia il complessivo processo, politico, economico, ideologico da moderno fascismo che in tutti i campi viene realizzato da parte del governo, dello Stato; è questo moderno fascismo che chiaramente alimenta, utilizza, incoraggia l'azione dei gruppi di fascisti.
Guardiamo solo a questi ultimi mesi:
l'attacco allo Statuto dei lavoratori che non è solo attacco ai diritti sindacali dei lavoratori, ma una sua revisione in termini corporativi;
i passi verso il presidenzialismo, con il ruolo già ora di Napoletano di legittimazione di norme in contrasto con la Costituzione;
il legame Lega/Vaticano nell'attacco al diritto d'aborto, facendo dell'attacco contro le donne una questione politica e ideologica centrale delle istituzioni;
La sospensione per decreto del governo delle trasmissioni televisive giornalistiche durante la campagna elettorale, e l'assoluta uniformità al governo dell'informazione;
Il metodo Bertolaso/Berlusconi di imposizione con una massiccia presenza militare del modello di ricostruzione de L'Aquila, l'uso della protezione civile, del volontariato in funzione del rafforzamento del potere di questo governo;
l'azione del padronato contro i lavoratori, che nei recenti accordi con i sindacati istituzionali (vedi il contratto dei chimici, l'accordo sulla Triumph, ecc.), non solo attacca i diritti dei lavoratori, ma porta avanti esplicitamente una linea, anche ideologica, corporativa di unità padroni/lavoratori in contrapposizione con altri lavoratori;
E' contro questa marcia verso un moderno fascismo che dobbiamo combattere.
martedì 20 aprile 2010
Basta con l'antifascismo parolaio! Il caso Forlì
Forlì, comitato per l'acqua pubblica: entra forza nuova, escono rifondazione e pdci (federazione della sinistra).
Mentre a Roma i fascisti aggrediscono con mazze e bastoni i compagni che attacchinavano manifesti a favore della campagna per l'acqua pubblica, a Forlì fogna nuova entra nel "Comitato per l'acqua pubblica", sostenuta dalla lista civica ‘Destinazione Forlì'.
I "civici" hanno legittimato i neonazisti di fn in nome di una "nuova" (buona?) politica, evidentemente senza discriminanti democratiche e antifasciste che sanno troppo di "cattiva" politica. Il "nuovo" che avanza in regione, per esempio, ha la faccia di Gigi Guerzoni, 34 anni, bolognese con residenza a Castel Bolognese, responsabile provinciale dei giovani di Forza Nuova, con numerosi precedenti per reati di discriminazione razziale, porto d’armi, fabbricazione di ordigni esplosivi, violenze e minacce, voce e chitarra del gruppo musicale nazirock “Legittima Offesa”.
E cosa succede dentro il comitato promotore di cui fanno parte il popolo viola , arci, cgil e la sinistra ex parlamentare? Invece di contrastarli e buttarli fuori dal comitato perchè i fascisti non hanno mai fatto il bene del popolo e sono sempre stati al servizio dei padroni, perchè abbiamo ancora una Costituzione nata dalla Resistenza antifascista e leggi (anche se inapplicate) che mettono fuorilegge fascisti e razzisti, cosa fanno i falsi comunisti della federazione della sinistra di Forlì? Se ne vanno loro, permettendo la penetrazione e la legittimazione dei nazi di fn! E dimostrando la vera natura del loro "antifascismo": parolaio, elettoralista. Inutile.
Il popolo viola che vuole contrastare la costruzione di un regime da parte del governo Berlusconi, in questo caso, a Forlì, nella migliore delle ipotesi non comprende che i pretoriani del regime in formazione ce li ha già tra le sue fila pronti a diffondere il loro veleno reazionario nei settori popolari e a sabotare mobilitazioni di massa. Nella peggiore, dimostra che l'indifferentismo politico di una certa sinistra (viola) di base aiuta il processo della formazione del regime.
In romagna è ancora troppo debole il contrasto ai fascisti, e quest'ennesimo episodio lo dimostra. Ci vuole un'altra politica a partire dalla messa in pratica dell'antifascismo, a livello militante, sociale, culturale.
Proletari comunisti di Ravenna è sotto processo per questo e il giorno della seconda udienza, il 18 maggio, può essere un momento per difenderlo e rilanciarlo. In quella data organizziamo un presidio e un'assemblea nel pomeriggio.
prolcomra@gmail.com
20/04/2010
Iscriviti a:
Post (Atom)