venerdì 26 febbraio 2010

proletari comunisti nuovo

E' uscito il nuovo numero di proletari comunisti.
Si tratta di un numero a 4 pagine dedicato esclusivamente alle lotte operaie e sociale, per documentarle e sostenerle tenendo conto che in diversi casi si tratta di lotte e campagne da noi promosse e condotte tra operai, precari disoccupati del Nord come del Sud.
Va tenuto conto che proletari comunisti è altra cosa da carc e altri gruppi comunisti di questo tipo. Proletari comunisti lavora per la costruzione del partito comunista di tipo nuovo, nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse, e ritiene nella attuale fase della costruzione del partito indispensabile e discriminante conquistare l'avanguardia proletaria e di lotta, per costruire il partito come reparto di avanguardia della classe operaia.
Oggi questo non si può fare senza che i comunisti si facciano organizzartori diretti e reali delle lotte dei lavoratori, precari e disoccupati, senza che i comunisti vengano conosciuti dai lavoratori in lotta, ne conquistino la fiducia e si verifichino come capaci di organizzare la lotta.
Di qui l'importanza di questa attività, naturalmente fusa con e guidata dall'ideologia, la politica e organizzazione d'avanguardia dei comunisti.
Noi consideriamo tutti i gruppi comunisti che si limitano al sostegno, all'appoggio, dei parassiti politici autoreferenziali, non utili anzi dannosi alla lotta di classe.

Detto questo, il prossimo numero in preparazione e in uscita tra breve
dedicherà le sue pagine ad altro:
- La situazione politica attuale e la sua posizione elettorale
- La lotta antifascista antirazzista contro la repressione
- l'internazionalismo, con una prima informazione del convegno tenutosi a Parigi
a fine gennaio e il lancio della campagna internazionale di sostegno alla guerra popolare in India

Si tratta di numeri importanti che richiedono un'ampia circolazione e diffusione militante.
Noi non abbiamo simpatia per gruppi e compagni che consumano la loro vita in internet.
Il giornale è propagandista, agitatore, organizzatore collettivo ed è basato sul rapporto diretto perché non contano solo le cose che si scrivono ma cosa fa chi le scrive, chi è, che faccia ha.
I compagni comunisti autentici vanno educati a formati su questo.

proletari comunisti
26-2-2010

mercoledì 24 febbraio 2010

Siamo tutti anarchici

proletari comunisti esprime la massima solidarietà verso i compagni anarchici impegnati attivamente nell'antirazzismo oggetto di una operazione repressiva a Torino con perquisizioni anche in altre città.
Tutte le pratiche e le cose per cui i compagni anarchici sono stati arrestati e vengono perseguite rispondono all'esigenza di far emergere con forza i responsabili delle persecuzioni razziali contro gli immigrati sul piano politico, culturale e pratico e sono condivise pienamente dagli antirazzisti coerenti, quali anche noi siamo e ci riteniamo.
Per questo ci sentiamo colpiti direttamente di quanto accade e siamo per una mobilitazione nazionale per la liberazione dei compagni arrestati.


proletari comunisti
24-2-2010

Femminismo proletario rivoluzionario

Una delle caratteristiche ideologiche e politiche di proletari comunisti nell'affermazione del marxismo-leninismo-maoismo nel nostro paese è l'elaborazione prolungata, ideologica, politica e pratica del femminismo proletario rivoluzionario.
Questo rende diversa la nostra tendenza, che costruisce nel nostro paese il partito comunista di tipo nuovo, da tutte le altre tendenze di analogo orientamento ideologico.
Nel campo del femminismo e del movimento delle donne la nostra tendenza è conosciuta e in parte affermata, organizza lotte, promuove discussione, sviluppa campagne.
Recentemente nel movimento si è sviluppato un dibattito sulla questione divieto burqa ecc.
Ci pare importante far conoscere la posizione delle compagne del Mfpr



Immigrate, razzismo, femminismo proletario
"Noi che odiamo così tanto il burqa ..."
"Noi che odiamo così tanto il burqa non permetteremo che sia l'imperialismo
occidentale a togliercelo. Sarebbe come uno 'stupro'!"
da una dichiarazione della giornalista/attrice afghana Niloufar Pzira

Questo forte appello della giornalista/attrice afghana Niloufar Pzira che nel Novembre 2001 riprendemmo e rilanciammo nell'ambito di una campagna che facemmo a livello nazionale a sostegno delle donne afghane contro la guerra imperialista degli Usa e paesi alleati, è oggi più che mai è attuale e vero.
Ciò che accade in Francia relativamente alla questione burqa e che in certe forme inizia ad essere discusso in Italia, vedi le recenti dichiarazioni della Carfagna, non è altro che l'ennesima sporca strumentalizzazione dei governi imperialisti che per anni hanno accettato senza muovere un dito la brutale condizione di schiavitù delle donne,l'Afghanistan è solo un esempio, sostenendo e finanziando il governo dei Talebani, e ora si allargano la bocca con proclami di volere portare "la libertà" alle donne.
Ma di quale "libertà" parlano ???
E parliamo???
Chi dovrebbe rispettare i diritti umani e civili dei popoli e in questo caso delle donne, essere difensori della loro dignità??? Un Sarkozy, un Berlusconi, una Carfagna? Gli stessi che, mentre parlano a proposito della questione burqa, di "primi e concreti passi per liberare le donne immigrate dall'oppressione", istituiscono ogni giorno uno stato di polizia all'interno dei propri paesi e
portano avanti politiche che calpestano sempre di più i diritti delle donne,
soprattutto le più povere, le immigrate, lasciando inalterati ANZI IMPONENDO E POTENZIANDO BEN ALTRI BURQA, CHE OPPRIMONO E VOGLIONO ANNULLARE LE DONNE IMMIGRATE, VEDI LE CONDIZIONI IN CUI SI VIVE IN FRANCIA NELLE BANLIEUS, VEDI NEL NOSTRO PAESE I CIE, DOVE LE DONNE IMMIGRATE NON SOLO VENGONO RECLUSE MA ANCHE VIOLENTATE , VEDI IL PACCHETTO SICUREZZA FASCISTA E RAZZISTA, VEDI IL REATO DI CLANDESTINITA'.

Certo che il burqa è una delle forme visibili dell'oppressione femminile, soprattutto nei paesi oppressi dall'imperialismo, ma non è certo la classe borghese che può eliminare le basi materiali da cui sorge l'imposizione del burqa alle donne.

A questo proprosito, riporto alcuni stralci di un articolo che scrivemmo proprio allora nel 2001:

"Per rompere le catene è necessaria una lotta senza tregua, le donne devono imporre i loro diritti anche con la forza", hanno gridato le donne afghane alla manifestazione da loro organizzata per l'8 marzo in Pakistan, mettendo in pericolo la loro vita.
"Noi donne dell'Afghanistan trasformeremo la nostra rabbia in forza combattiva... vi sono donne coraggiose che si stanno ribellando contro i barbari sistemi e leggi dei talebani e di altri fondamentalisti islamici.
... Le donne sono arrivate al punto di impugnare le armi contro i loro oppressori...
Le donne devono prendersi per mano e rafforzare le loro lotte, devono unire le loro forze e costruire un movimento organizzato per la rivoluzione...
Questa è la strada per la libertà e questa strada noi compagne del mfpr vogliamo appoggiare!... "

A cominciare dalla realtà concreta in cui oggi viviamo e lottiamo.
Donatella - MFPR Palermo


1° MARZO, A FIANCO DELLE IMMIGRATE

In preparazione del 1° marzo il MFPR in questa lotta porta, in particolare, il sostegno alle donne e alle lavoratrici immigrate.
Pensiamo che a maggior ragione per le donne lo sciopero e la mobilitazione non possono che essere GLOBALI. Perchè le immigrate fanno tutto, dai lavori nei servizi e nelle realtà lavorative più pesanti, faticose e spesso umilianti, ai lavori nelle case come badanti, domestiche, al lavoro come prostitute, ecc.
Perchè subiscono, come immigrate e come donne, non una ma una triplice oppressione, fatta di supersfruttamento, razzismo, sessismo, a cui si accompagna l'intreccio tra oppressione patriarcale nelle famiglie d'origine e oppressione moderno/imperialista del nostro paese.
Per le donne immigrate la lotta per il lavoro, per il diritto al permesso di soggiorno, alla cittadinanza, la lotta contro il razzismo, è strettamente legata alla lotta contro il sessismo, fatto di doppie discriminazioni sessuali, di 'luoghi comuni' maschilisti che offendono la dignità e i grandi sacrifici delle immigrate, ma anche di stupri di Stato.
Non solo, questo governo che ha uno schifoso disprezzo per le donne e soprattutto per le donne immigrate (che sono buone solo se possono essere usate come prostitute per i Bertolaso, come donne-tangenti) vuole anche in Italia imporre - come sta accadendo in Francia con il divieto del burqa - la sua (in)civiltà con leggi fasciste e con la repressione.
Noi sosteniamo la mobilitazione delle immigrate perchè pensiamo che l'unità necessaria tra donne italiane e donne immigrate, tra lavoratrici italiane e lavoratrici immigrate, passi dal nostro sostegno ora all'autorganizzazione delle immigrate, e alle loro rivendicazioni:
- diritto di cittadinanza per chi lavora
- permessi di soggiorno per tutti
- uguaglianza dei diritti sui posti di lavoro e in materia di precarietà e disoccupazione
- chiusura dei CIE,
- abolizione del pacchetto di sicurezza antimmigrati

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

INVITIAMO LE IMMIGRATE IN LOTTA A PORTARE IL LORO CONTRIBUTO E LA LORO RIBELLIONE ALLA DUE GIORNI 13/14 MARZO A TARANTO:
"Bagagli per un viaggio delle donne in lotta"

mfpr@fastwebnet.it
mfprpa@libero.it
3475301704 (margherita)
3408429376 (donatella)
23-2-2010

lunedì 22 febbraio 2010

La polizia contro gli operai fiat di Pratola Serra

Con interventi ripetuti, si sono tolti i blocchi degli operai che lotta contro licenziamenti e cassaintegrazione, contro il piano Marchionne che prevede meno occupazione e più sfruttamento.
Ogni giorno la polizia interviene nelle lotte operaie e sociali.
Serve una risposta nazionale.
Facciamo appello a tutte le organizzazioni sindacali a una posizione comune verso il governo, che pretenda l'arretramento della polizia dalla marcia intrapresa.
Siamo per uno sciopero generale che faccia cadere il governo della repressione, della precarietà e disoccupazione.

proletari comunisti
22-2-2010

Afganistan: continuano le stragi di civili

L'operazione in corso delle truppe Nato guidate dall'imperialismo Usa in Afganistan
è una guerra di sterminio, con un'azione che punta a distruggere i talebani distruggendo tutto un popolo, ripetendo il modello irakeno di Falluja a Marja.
Obama, falso pacifista vero guerrafondaio, cerca così di portare a termine la sua "missione di pace"
La nato e l'imperialismo italiano, con il governo servile, guerrafondaio e neocoloniale di Berlusconi, partecipano attivamente all'operazione.
Noi denunciamo le stragi, il vero terrorismo sono le bombe dell'imperialismo.
Noi siamo dalla parte della resistenza del popolo afgano contro l'imperialismo e il regime fantoccio di Karzai.
Noi denunciamo l'Onu e il movimento falso pacifista della sinistra ufficiale come complici del genocidio.
Noi siamo favorevoli a tutti i colpi assestati all'imperialismo Usa, Nato, italiano,
perché non colpiscono truppe di pace ma mercenari imperialisti.

proletari comunisti
22-2-2010

domenica 21 febbraio 2010

Termini Imerese a San Remo - ma che ci siete andati a fare?

La farsa rappresentata da Sanremo in tempi di fascismo mediatico non meriterebbe
un rigo, per il disgusto che nel suo insieme provoca.
L'unica pagina realmente da ricordare è la protesta forte e irridente dell'orchestra
che mostra che "il re è nudo". La musica che protesta alla non musica del festival.
Ma ancora più farsesca è la presenza di quella specie di idiota in servizio permanente effettivo del berlusconismo di opposizione che è Bersani, per farsi vedere in TV e dare l'immagine aperta di un regime in cui sia gli operai di Termini Imerese, che vanno a fare da comparsa di quel cinico teatro dell'assurdo, squalificano la loro lotta, sia chi ce li ha mandati, non comprendono che gli operai solo quando lottano squarciano il velo del sistema che celebra il profitto e la corruzione e butta in mezzo la strada i lavoratori.
Purtroppo in settori di lavoratori avanza l'idea che sarebbero queste le azioni eclatanti da fare, con i giullari pronti a celebrarli.
Se ne vedono anche altrove, in una malintesa comprensione della lotta dell'Innse. Gli operai che hanno coscienza di classe, e di sé come classe, devono contrastare questo andazzo.

proletari comunisti
ro.red@fastwebnet.it
21-2-2010

l'Aquila si ribella

Da giorni gli aquilani hanno cominciato a lottare seriamente per riprendersi la città.
La zona rossa è stata violata e la denuncia è diventata visibili anche dagli schermi della tv di regime.
Le macerie sono tutte lì e non saranno mai tolte se si lascia fare al governo e al comitato d'affari della corruzione sistemica di Bertolaso.
La linea delle new towns dettata fin dal primo momento da Berlusconi, per farne l'affare del secolo, è quella che è andata avanti finora, con la connivenza della regione Abruzzo, parte del comitato d'affari economico-politico-mafioso, e con l'insipienza servile delle giunte provinciale e comunale, come si sono viste all'opera prima, durante e dopo il terremoto, specie nei giorni del terremoto.

Avevano ragione gli irriducibili, avevano ragione Luigia e il Soccorso Popolare.
Avevano ragione chi ha provato a contestare l'andazzo di connivenza.
Avevano torto anche quelle forze aquilane che, impegnate attivamente non, comprendevano la posta in gioco.
Il G8 è stata una grande opportunità per fermare questo gioco a livello nazionale e internazionale, ma è stata sprecata.
Il G8 è passato indenne non per la forza del governo e dell'apparato di polizia, ma per la mancanza di coscienza e di opposizione.
Ora si è ripartiti, speriamo non in forza ci sono le elezioni.

La rivolta è giusta e necessaria - la regione è la struttura del comitato di affari
del Bertolaso affair

proletari comunisti
ro.red@fastwebnet.it
21-2-2010

1 marzo a via padova

Verso lo sciopero degli immigrati del 1 marzo: Milano, via Padova 19 febbraio
Mentre in città il circo mass mediatico cerca di supportare le iniziative bipartisan della giunta Moratti e degli esponenti del centro sinistra, come Penati, di chiara matrice elettoralistica in vista della prossima tornata, che vede un giorno i proclami della Lega che incitano le forze di polizia agli arresti casa per casa “contrapporsi” al “buonismo pacificatorio” di PD e PdL, che “abbassa” i toni invocando iniziative pacificatorie tra le comunità arabe e sudamericane, interventi e interviste che comunque mostrano il tentativo di legittimare una presenza sempre più massiccia di polizia ed esercito in chiave anti immigrati e di copertura del razzismo istituzionale. Mentre avviene ciò si susseguono e si contrappongono le iniziative degli antirazzisti. Così sotto un cielo grigio, in un pomeriggio carico di pioggia un centinaio di immigrati, esponenti del comitato antirazzista, occupanti di case, forze politiche, dal Pcl a Proletari comunisti, ad esponenti di vari partiti senza bandiere, centri sociali, studenti, esponenti del sindacalismo di base, danno vita ad un corteo comunicativo per le strade del quartiere, che vari interventi dal microfono che denunciano la realtà a cui sono costretti gli immigrati, come lo sfruttamento schiavistico sui luoghi di lavoro – cantieri o cooperative che siano -, sino al “paradosso” di immigrati senza permesso di soggiorno impiegati a costruire la nuova caserma dei carabinieri a Brescia. Ma dal microfono si denuncia anche l’odioso clima razzista che le istituzioni mettono in campo quotidianamente, smascherando le false campagne, di mancanza o come “amino” affermare giornali e politici di centro e di centro sinistra, di più esercito e polizia, perché i rastrellamenti avvengono tutti i giorni e non solo in viale Padova. Si è levata forte la denuncia del clima denigratorio, intimidatorio, repressivo che Digos e polizia, stanno mettendo in campo contro gli antirazzisti, immigrati, commercianti, nel tentativo di far fallire queste mobilitazioni. I compagni di proletari comunisti hanno portato anche la denuncia e la solidarietà verso il popolo, NoTav, della Val Susa colpito e represso barbaramente, e come, razzismo istituzionale e repressione contro i movimenti che si oppongono alla devastazione dei territori, siano parte dello stesso problema, così come lo sfruttamento dei lavoratori immigrati e degli italiani non sono cose diverse, ma che devono trovare momenti di unità e organizzazione e azione, per sconfiggerli. Anche se queste proposte sono state in parte tagliate dai promotori della manifestazione, una reporter del circuito di YoureporterTv ha reputato che andassero approfondite immortalandole in un ampia intervista.

Proletari comunisti milano
21-2-010

sabato 20 febbraio 2010

Via Bertolaso e il suo governo

Mentre ogni giorno di più appare chiaro il coinvolgimento di Bertolaso col ruolo di esecutore materiale dell'utilizzatore finale Berlusconi nello scandalo della protezione civile, e della rete di comitati di affari che hanno fatto di questo aspetto un anello chiave della gestione del potere di questo governo; mentre cresce l'indignazione popolare a l'Aquila, in Sardegna e in tutto il paese, la cloaca parlamentare guidata dalla maggioranza governativa approva leggi e decreti che marciano a tappe forzate verso l'impunità e legalizzazione del sistema di corruzione, considerato essenziale al progetto moderno fascista in azione.
La falsa opposizione del PD fa da copertura obiettiva, da trincea di fatto, cercando di contenere e non allargare la crisi istituzionale e non pretendendo che Bertolaso se ne vada comunque e che l'intero governo sia messo sotto accusa.
Lo stesso Di Pietro, dopo il congresso, sembra abbassare i toni e, in nome dell'alleanza elettorale, delude i suoi sostenitori e il suo elettorato.
La vera opposizione è fuori dai giochi parlamentari e delle attuali liste elettorali in preparazione.
La lotta, non il voto può far cadere il governo.
Seminare illusioni nella contesa elettorale di fine marzo è un errore e posizione politica dannosa al movimento operaio e popolare e al movimento di opposizione.

proletari comunisti
20-2-2010

Val Susa

Le gravi cariche poliziesche in Val Susa, che hanno provocato i ferimenti di Marinella e Simone, hanno mostrato come chi lotta per la salute e la salvaguardia del territorio venga ripagato con la violenza di stato.
Questo governo è mandante di questa violenza ma la falsa opposizione PD, sindaco di Torino Chiamparino in testa, sono al fianco del governo contro chi lotta.
L'uso della polizia contro le lotte operaie e sociali deve essere fermato.
Tutte le organizzazioni politiche e sociali di vera opposizione devono unire le loro forze per uno sciopero politico generale fino al rovesciamento di questo governo, prima che le nostre strade siano lastricate di sangue.
Lo stesso rito delle elezioni non può essere accettato laddove la democrazia formale copre la dittatura reale.

Non i resistenti No-TAV
Contro la repressione antipopolare

proletari comunisti

giovedì 18 febbraio 2010

Colpo su colpo

Il grave ferimento in Val Susa del giovane Simone, che fortunatamente si sta riprendendo, non è che l'ultimo episodio di una violenza quotidiana delle forze dell'ordine contro le lotte sociali -dai disoccupati a gli operai, dai no-Tav agli immigrati.
Gli sbirri sono sempre in azione: a chi chiede lavoro a chi dice no ai licenziamenti a chi difende la salute o respinge soprusi, si risponde con lo stato della polizia.
Il governo Berlusconi vuole con questo fermare le lotte, ma la repressione alimenta la ribellione.
Detto questo, è necessario rispondere colpo su colpo, perché la repressione non passa
se non raggiunge i suoi obiettivi e le masse non si intimidiscono ma intensificano la lotta.
Proletari comunisti, ovunque esiste, è e deve essere in prima fila in questa risposta
e lavora da tempo per un fronte unito contro la repressione e una manifestazione nazionale che sia una prova di forza contro governo e stato borghese.

18-2-2010

No TAV: lo stato di polizia in Val Susa

CHI SONO I VERI VIOLENTI?

Chianocco, 17 febbraio: come al solito, in piena notte arriva - in frazione Coldimosso - la quinta trivella che deve effettuare il carotaggio del terreno per poi procedere alla scelta del tracciato del TAV.

Diversamente da quanto accaduto nelle precedenti occasioni, quando il movimento era stato colto di sorpresa, ad attenderne l'arrivo ci sono trecento militanti del NO TAV, decisi ad impedirne il funzionamento.

Appena giunge il mezzo meccanico - scortato da centinaia di "forze dell'ordine" in assetto antisommossa - i compagni bloccano la strada statale 24 ed iniziano un fitto tiro al bersaglio contro gli infami tecnici della Sitaf: palle di neve, sputi, bottiglie piene di acqua e cascate di urina si abbattono contro il sito.

Subitamente intervengono i solerti rappresentanti delle "forze dell'ordine", caricando con una violenza inaudita i compagni: il bilancio è di due manifestanti in ospedale - uno, Simone Pettinati, di 25 anni, in prognosi riservata a causa di una emorragia procuratagli dalle percosse subite - e tanti altri contusi. Per parte loro le "divise blu" parlano di due agenti contusi, ma è evidentemente la solita sceneggiata volta a far passare per "i soliti violenti" i NO TAV.

Quello che è certo è che lor signori alzano ogni giorno di più il livello dello scontro per scoraggiare il movimento: non si illudano, non ci faremo intimidire da quella massa di masnadieri che ci governa a tutti i livelli e dai loro servi in divisa.

NO TAV, NE' QUI NE' ALTROVE!
SARA' DURA!

Torino, 18 febbraio 2010
Stefano Ghio

mercoledì 17 febbraio 2010

Lo stato di polizia a Taranto

proletari comunisti si unisce alla denuncia e fa appello al massimo sostegno della lotta dei disoccupati
17-2-2010


Invece che lavoro - polizia.
Andando su questa strada la città si incendierà

Anche oggi in occasione dell'incontro previsto presso l'assessorato provinciale al lavoro di via Tirrenia l'edificio era presidiato da uno straripante schieramento di polizia.
Dato che on era in programma altro che un normale incontro sindacale, questa è una oggettiva intimidazione che vuole scoraggiare e ricattare i disoccupati dal partecipare alle manifestazioni, ridimensionare le loro giuste e sacrosante richieste
di lavoro, creare tensioni per costruire denunce, arresti, montature giudiziarie contro i disoccupati organizzati e lo slai cobas per il sindacato di classe, colpevole di organizzare la lotta dei senza lavoro, senza casa, dei precari, colpevole di dare voce a chi non ha voce e non di far parte delle consorterie ad
escludere rappresentate da sindacalisti confederali e rappresentanti istituzionale.
Dopo le cariche al ponte con ferite anche di donne, dopo che al Comune si è barricato tutto per impedire ai disoccupati di entrare - sequestrando pure gli impiegati che non potevano uscire - anche con nuove cariche poliziesche, dopo che in occasione della manifestazione corteo cittadino, regolarmente autorizzata, sono stati commessi soprusi per impedire la normale conclusione del corteo sotto la Prefettura, ora questo andazzo deve finire!
Se non si vuole che i disoccupati organizzati e lo slai cobas siano costretti ad utilizzare altri mezzi per far riconoscere il diritto al lavoro e il diritti di manifestare.

Troviamo scandaloso che il nuovo Prefetto non si sia degnato ancora di incontrare i rappresentanti dello slai cobas e dei disoccupati organizzati per ascoltare le loro istanze.
Troviamo scandaloso che il nuovo prefetto abbia fatto più vertici per la sicurezza che vertici per il lavoro - fino a ipotizzare, in questa città derubata e devastata, le telecamere nelle biglietterie.
Troviamo scandaloso che il presidente Florido, il sindaco Stefàno, appaltino alle forze di polizia invece che alle risposte alle richieste la gestione del rapporto
con i disoccupati organizzati.

Ma se pensano di intimidirci si sbagliano.
Lo diciamo e lo ripetiamo:
chi semina vento raccoglie tempesta!

Invitiamo caldamente a cambiare registro.
Gridiamo: via la polizia dalle lotte sociali!
La libertà di manifestare, lottare e organizzarsi è tutelata dalla Costituzione e risponde all'esigenza di un normale rapporto di forza.


disoccupati organizzati
slai cobas per il sindacato di classe - Taranto
17-2-2010

blog come nuova arma

come vedete abbiamo avviato il blog quotidiano nazionale
siamo fino alla fine del mese in un periodo di sperimentazione prova
poi ci punteremo decisamente
con testi  un po'più lunghi - fermo restando uno stile diretto,
all'impronta, per un uso pubblico anche in versione dasze bao giornale
murale
anche se questi ultimi  non proprio quotidiani
via via più sistematico e via via con la partecipazione di tutte le sedi e i
compagni

proletari comunisti
17-2-2010

Bertolaso non si dimette... È fascismo ma non si dice

Bertolaso non si è dimesso, nonostante le intercettazioni schiaccianti del suo legame organico con
gli imprenditori mazzettari e marchettari, nonostante l'uso dei fondi di stato per costruire un sistema affaristico-mafioso di corruzione, che sostanzialmente segue il modello Berlusconi e ne interpreta pienamente metodi e concezioni.
Bertolaso non si dimette perché il metodo protezione civile è il metodo che si persegue e si vuole ergere a sistema generale, cancellando la democrazia formale, per far esprimere la dittatura reale.
Su questo l'opposizione parlamentare, di Pietro compreso, si limita a stare al gioco truccato di opposizione di sua maestà invece di togliere ogni legittimità a questo governo scegliendo, Napolitano compreso, la via della rottura istituzionale, necessaria a fronte del colpo di stato permanente.
Su questo come su tutti gli aspetti attuali del governo e del sistema del capitale, la via da seguire è quella della lotta di piazza, dell'opposizione politica e sociale, per il braccio di ferro e lo scontro frontale, ma elezioni fanno invece di contraltare, da simulacro democratico che copre la dittatura reale, e tutte le forze che partecipano alle elezioni, contribuiscono non all'opposizione ma al gioco truccato.

proletari comunisti
17-2-2010

martedì 16 febbraio 2010

Palombella, l'Ilva di Taranto e lìirresistibile ascesa

Palombella nuovo segretario nazionale della uilm
il coronamento di una onorata carriera al servizio di Padron Riva

Palombella è il segr, prov. della Uilm Taranto eletto al congresso nazionale Uilm nuovo segretario nazionale, è divenuto in questi anni l'uomo forte del sindacato metalmeccanico all'Ilva di Taranto,
arrivando al 45% delle RSU, con un sindacalismo interno fondato sul rapporto di potere con la direzione dell'impresa, di cui è divenuto negli anni una sorta di portavoce tra i lavoratori.
A lui tocca ogni volta, ancor prima dell'azienda, giustificare scelte e decisioni aziendali, avallare cassaintegrazione ordinaria e straordinaria, creare allarmismo e ricatto occupazionale per far passare tutto in azienda, avallando e legittimando i piani del padrone ma conquistando per i lavoratori che lo seguono privilegi e piccoli risultati, determinandosi come sindacato serio che conosce i problemi, conta e li risolve in compatibilità stretta con i piani della azienda e il comando di fabbrica.
Alcune perle della sua attività

Due delegati fiom organizzano uno sciopero per la sicurezza, il reparto si ferma, l'azienda reagisce e licenzia i due delegati e colpisce altri sette lavoratori in sciopero.
Palombella organizza una dichiarazione di dissociazione di alcuni degli operai per isolare i due delegati e far passare i licenziamenti, i lavoratori lo smaschereranno e la manovra non passerà.

La nuova Siet - grande azienda dell'appalto ILVA - viene assorbita dall'Ilva ma i gli operai vengono dequalificati in un accordo capestro che fa perdere loro livelli e diritti - accordo firmato dai tre sindacati confederali e osteggiatp dallo slai cobas per il sindacato di classe.
Uilm primo sindacato alle rsu di fabbrica, all'atto del passaggio Palombella invita i lavoratori a firmare il contratto, pena il licenziamento.
L'accordo viene impugnato e lo slai cobas per il sindacato di classe con un esposto porta la vicenda a processo che in primo grado si conclude con una condanna per 4 anni per RIVA. Palombella testimonia a favore dell'azienda contro i 150 lavoratori nuova siet costituitisi parte civile.

A fronte delle ripetute accuse di collusione con l'azienda fatte dallo slai cobas per il sindacato di classe, Palombella denuncia i dirigenti cobas per diffamazione chiedendo 1 miliardo di danni.
Purtroppo per lui la querela viene archiviata, perchè quello dello slai cobas è legittimo diritto di critica.

Ultima perla: insieme alla fim la uilm firma un accordo per tagliare fuori dalla cig gli operai interinali e 600 di loro vengono buttati fuori.

Questi grandi meriti nel condurre una politica filo padronale, nella furibonda battaglia anti slai cobas lo portano alla segreteria nazionale della uilm


proletari comunisti
ro.red@fastwebnet.it
16-2-2010

Verso il 1° marzo a Taranto

verso il 1° marzo

se ci sono tanti disoccupati la colpa è dei padroni e non degli immigrati

no al razzismo e allo schiavismo
no alle leggi antimmigrati

contro i padroni e il governo
contro disoccupazione precarietà sfruttamento

la lotta è una sola

25 febbraio ore 18 piazza della vittoria taranto manifestazione
26 febbraio ore 6 portineria ilva -appalto- presidio e mozione di adesione a

1 marzo manifestazione regionale di bari

proletari comunisti taranto
ro.red@fastwebnet.it
16 febbraio 2010

lunedì 15 febbraio 2010

Don Verzè e Vendola

Don Verzè, il sire del S. Raffaele, il signore vero della sanità privata, colui che considera Silvio Berlusconi l'uomo della provvidenza... considera anche Vendola un ometto della provvidenza.
La regione di Vendola ha stanziato 120 milioni di euro per un Ospedale del Mediterraneo di Taranto, presentato in pompa magna oggi a in città.
Un investimento che consente al S. Raffaele di mettere le mani sulla sanità pugliese, approfittare dello sfascio e della corruzione di Tarantini e company per sostituirla con un rimedio peggiore del male: Don Verzè viene a occupare il territorio come terzo potere forte insieme a Riva e Marina Militare. Ed è proprio la sinistra 'estrema' di palazzo - da Vendola a Stefàno - il suo interlocutore.


proletari comunisti
ro.red@fastwebnet.it
15-2-2010

Primo marzo in via Padova

via Padova - il giorno dopo

Gli immigrati spiegano le loro ragioni. La rivolta, da un lato, impaurisce e fa fare passi indietro ai razzisti, ai leghisti, dall'altro li aizza, e viene annunciata in via Padova una loro manifestazione.
Questa manifestazione va contrastata con una contro-manifestazione.
Va costruita l'unità necessaria per fare di via Padova una zona di unità degli immigrati e di unità con gli immigrati.
proletari comunisti ha la sua sede di appoggio in questa zona, piccola sede del centro documentazione proletaria in via Bolzano 18, c'è il centro sociale transiti a rischio sgombero, vi sono altre sedi e realtà antifasciste.
Prendiamo l'iniziativa

proletari comunisti
15-2-2010

domenica 14 febbraio 2010

No allo scontro tra immigrati

No allo scontro tra immigrati. Bisogna unirsi nella lotta contro la polizia, i fascio leghisti, il razzismo istituzionale bipartisan Governo-PD/Moratti-Penati.
Ora insieme agli immigrati per respingere la nuova ondata razzista a Via Padova.

La rivolta degli immigrati di via Padova è originata da una tragica guerra tra bande che ha visto la morte di un ragazzo ed è sbagliato che si trasformi in caccia al sudamericano.
Ma nello stesso tempo essa è giusta, perché è nello stesso tempo rivolta inevitabile contro povertà e sfruttamento dei senza niente, contro la mancanza di lavoro, casa, contro il superfruttamento nei cantieri in nero, contro le persecuzioni poliziesche e razziste.
Quando c'è rivolta c'è polizia , c'è canea razzista ispirata e sostenuta dalla giunta Moratti-Lega e condivisa dal PD-Penati.
Ora vengono annunciate manifestazioni dei comitati di cittadini, supportate dai rastrellamenti indiscriminati a pettine, casa per casa "come in tempo di guerra".
Ora bisogna contrastare tutto questo, preparare il 1° marzo a via Padova, lavorando per l'unità degli immigrati, l'autorganizzazione e l'autodifesa, per il lavoro, la casa , il reddito, il permesso di soggiorno.

proletari comunisti
ro.red@fastwebnet.it
14-2-2010

sabato 13 febbraio 2010

Dietro Bertolaso Berlusconi. Dimissioni !

E loro ridevano... mentre la gente moriva, e gongolavano sul grande affare che si prospettava.
E poi è andato tutto come volevano.... fino ad ora. Militarizzazione, profitti, ruberie, deportazioni.

E chi si opponeva, chi non stava al gioco veniva isolato e messo in condizioni di non nuocere.
Si era accettati solo se si faceva i buoni volontari, che erano complementari al gioco truccato, consapevoli o no che fossero.
E gli opportunisti di ogni risma dicevano: non si devono fare manifestazioni durante il G8. Solo 'proletari comunisti ' diceva sin all'inizio il contrario, tutti gli altri dicevano di no, non si può.... a l'Aquila come a Roma. Lo sciagurato piccolo imprenditore Casarini lo teorizzava....
Poi la manifestazione si è fatta... ma, mi raccomando, stiamo al percorso, giriamo a vuoto! E dal palco della piazza all'ingresso di l'Aquila, si strillava come cornacchie - vedi i dirigenti del Cobas confederazione- contro chi cercava almeno di esprimere dissenso, contestazione.
Dovevamo disturbare il manovratore e ora dobbiamo alzare la voce politica e sociale... a l'Aquila come ovunque.
Ma non solo la voce... dobbiamo alzare le mani, nel senso popolare del termine, per denunciare e colpire i veri sciacalli, le iene assassine del capitale, del governo-opposizione, dello stato... che si abbatte e non si cambia

proletari comunisti
13 febbraio 2010