giovedì 10 giugno 2010

pc quotidiano 9-10 giugno - nucleare in piemonte

TORNA L'INCUBO NUCLEArRE


Il primo cittadino del Piemonte, l’avvocato legaiolo novarese Roberto Cota, dimostra ancora una volta di essere nient’altro che un servo dei poteri forti e del Padrino di Arcore.

L’ultima novità introdotta da questo politicante, e dalla sua Giunta fascio-lego-forzitaliota, è quella di dare il via libera alla costruzione di nuove centrali sul territorio piemontese.

Il suo vice – il forzitaliota di Trino Vercellese Roberto Rosso – nell’affermare che la decisione è stata presa all’unanimità dal governo regionale, aggiunge che prima di pensare a nuovi siti occorre localizare il deposito per lo stoccaggio delle scorie.

Il perché della presa di posizione del deputato vercellese è evidente: non vuole correre il rischio di trovarsi sul suo territorio la spazzatura nucleare e la nuova centrale.

Sì, perché il paese di questo personaggio – secondo indiscrezioni che filtrano da fonti vicine al ministero dell’Ambiente – sarebbe nella lista dei papabili ad ospitare un nuovo impianto nucleare ed anche il deposito delle scorie.

Dal punto di vista dell’inquinamento radioattivo, purtroppo, il Piemonte ha già dato abbondantemente – la situazione dell’acquedotto del Monferrato è nota – e ritengo profondamente sbagliata la posizione di chi abbraccia la filosofia nuclearista senza se e senza ma.

Invero, però, una soluzione c’è: il deposito delle scorie potrebbe sorgere nella camera da letto di Cota, mentre la centrale si potrebbe costruire nella cucina di Rosso; ogni altra soluzione andrebbe incontro ad una dura opposizione da parte delle popolazioni e del movimento NO al Nucleare.

Come circolo piemontese di Proletari Comunisti siamo pronti ad appoggiare, sostenere e partecipare a qualunque manifestazione vada nella direzione di sbarrare la strada a questa banda di criminali legalizzati.

Torino, 09 giugno 2010




Stefano Ghio - Proletari Comunisti Torino

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